KAJA IMPRESSIONA PER FACILITA' NELLA GRAN CORSA SIEPI NAZIONALE, PRECEDENDO UN SORPRENDENTE MYTHOS VENUTO A PIEGARE LO STANCO WINSTONPRESIDENT. DUELLI AICHNER VS ROMANO NEL NENI DA ZARA E NEL CRITERIUM DI INVERNO CON MEEKO E WOODS DI NUOVO VINCITORI CONTRO I RISPETTIVI AVVERSARI WHATEVER YOU CAN E LADISE. NAUFRAGANO DAVIDE SATALIA E JANA NOVAKOVA.
Servizio di
Matteo Mancini
Domenica 15 febbraio
(Tempo soleggiato, Terreno pesante)
Il meeting dei gran premi ereditati da Roma si risolveva in un duello tra Josef Vana jr/Josef Aichner e Raffaele Romano/Gabriele Agus. Le due coppie si contendevano tutti e tre i gran premi, con le varianti di Lukas Matusky e Jan Kratochvil tra gli interpreti di casa Aichner.
Apriva le danze nel Neni da Zara (L) Meeko (colori Laura Arrighi) che, dopo consueta prova di testa, subiva abbastanza a sorpresa l'aggressione a metà della dirittura opposta di Whatever you Can che lo rilevava e illudeva Aichner di bagnare subito con lo champagne la riunione. Gabriele Agus, frustino d'oro del stagione 2025, dava ampio saggio di intelligenza tattica, lasciando sfilare l'avversario per riproporsi, all'esterno, all'ingresso in dirittura. La dirittura di arrivo proponeva un Meeko modalità caterpillar, il figlio di Mukhadram acciuffava il monocorde Whatever you Can tra la penultima e l'ultima siepe e allungava nel tratto piano sull'avversario, lasciandolo a cinque lunghezze per la quarta vittoria consecutiva. Decisif (colori Tania) restava in quota in terza posizione, dopo aver cercato di recitare un ruolo da protagonista, pagando la retta di arrivo per limitarsi a contenere il tentativo tardivo di una Proportionnaly troppo disinteressata per l'arco del percorso e non certo dotata di importante speed finale. Non male Arizona Dreaming, assai irruento e impreciso sui salti, ma quinto a contatto con i vincitori delle reclamare francesi, a dimostrazione di un'attitudine che, una volta calato di categoria, dovrebbe dare i frutti.
Nel Critierium d'Inverno (Gr.3) si riproponeva, a parti invertite, il cliché del Da Zara, col leader di casa Aichner Woods che rispondeva all'aggressione di Ladise e Gabriele Agus all'attacco della piegata finale. La femmina di casa Rolando Facchini, preparazione Raffaele Romano, dopo il rientro nella Corsa Siepi dei 4 Anni di Pisa (L), si mostrava sui livelli di Merano e costringeva l'avversario a piazzare, a traguardo ancora lontano, un violento parziale finale di gara che fulminava subito i due vincitori delle reclamare francesi Pontbriand (Tania) e Mandatory (Satalia) che avevano mantenuto inizialmente il treno di gara. Jan Kratochvil, apparigliato in curva da Agus, chiedeva a Woods un ultimo sforzo che il figlio di Birchwood gli concedeva. Ladise reiterava gli attacchi in retta, ma l'avversario non fletteva e trovava ulteriori argomenti per allungare nel tratto piano e chiudere da assoluto dominatore con un margine di nove lunghezze determinate anche dal rallentamento della femmina a sconfitta ormai già maturata. Dispersi gli altri, quantificati come “lontani”, con Pontbriand che manteneva la posizione su Mandatory. Seminato per la pista April Moon (colori Vocetka), in difficoltà fin dal primo salto.
Distacchi importanti che, unitamente al responso del Neni da Zara, salvavano il livello dell'ostacolismo italiano e respingevano sonoramente gli ospiti dalla Francia, in prove peraltro da quest'anno declassate di rating. Pensare di poter vincere, o comunque di accettare la sfida, con soggetti costantemente schierati nelle reclamare d'oltralpe rischia di mettere in ridicolo (in caso di successo o comunque di prova gagliarda) il nostro ostacolismo. La pista, per fortuna, dava l'esito che tutti gli operatori locali attendevano.
Nella Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.2) si concretizzava lo strapotere di Kaja. La femmina, vincitrice a settembre 2025 della Gran Corsa Siepi di Merano (Gr.1) e quinta in Gruppo 3 a Cagnes-sur-Mer, vinceva con Jan Kratochvil a chiedersi “a cosa servono le mani” con l'opportuna cesellatura di Sandro Marannini: “le categorie sono le categorie”. Il preventivato doppio di scuderia con Winstonpresident, scatenato battistrada della corsa, si vanificava nel tratto piano finale per la calibrata interpretazione di Gabriele Agus che portava Mythos, a Pisa di altra categoria rispetto alle altre piste, a un eccezionale secondo posto, dal sapore di vittoria, trovando ormai sul suo cammino lo stanco Winstonpresident. Quarto un gagliardo Ivo, presentato a puntino a undici anni dai coniugi Faltejsek e incaricatosi coraggiosamente di ricucire il gap dal leader. Quinta una positiva Policasta che non sfigurava al cospetto di una categoria a lei superiore. Male Bailystok (Satalia), in difficoltà già all'attacco dell'ultimo giro - dopo aver in precedenza corso tra i primi – tanto da essere fermato prima dell'ultima siepe. Peggio ancora Mes Ailes (Novakova), praticamente fuori della corsa dopo il primo chilometro di gara del tutto incapace di seguire il ritmo (fermato a metà della dirittura opposta a quella di arrivo quando seguiva a duecento metri dalla coda del drappello).
Oltre i due grandi protagonisti della giornata, raccoglieva due ideali bronzi Mario Montanari, realista e ben inquadrato già al tondino (“si corre per il terzo posto”), bronzo nel Gruppo 2 anche per il vincitore della Gran Corsa Siepi di Pisa 2026 Winstonpresident (ancora per la connection Vana jr/Aichner) a precedere il vincitore della Gran Corsa Siepi di Pisa 2025 Ivo (solido quarto con Jan Faltejsek), mentre naufragavano Davide Satalia e Jana Novakova. Satalia, di cui Sandro Marannini ricorda sempre la competenza nel conoscere le linee e i valori dei cavalli francesi, scendeva dalla Francia, con al seguito buona parte dell'entourage (dal Colonnello Giuseppe Satalia ai proprietari Arcadio Vangelisti e ai colori di Christian Troger, tutti protagonisti apicali quando destinavano i propri effettivi rispettivamente a Paolo Favero e a Raffaele Romano), per presentare tre soggetti, uno in ciascuna prova, anonimi. Una prerogativa questa che spesso caratterizza gli allievi di Satalia, che ricordiamo tuttavia – per onestà intellettuale - vincitore di tre Gruppo 1(i successi di Flying Chaser e Kashs nel Criterium d'Autunno nonché nella Corsa Siepi dei 4 anni di Merano sempre con Flying Chaser) e di due edizioni del Criterium d'Inverno (con Vale of Tof e Kashs). Troppo volte gli allievi di Satalia prendono parte a trasferte in gran premi dove non solo non vincono, ma neppure figurano. Ricordiamo – giusto per gli amanti delle statistiche - le debacle a Pisa dei vari Frolon, Magnolia, Magneto (sponda Viola), Flying Chaser e ora anche Bialystok (secondo nello Scottish Champion Hurdle quando era nelle mani di Willie Mullins) tutti finiti a “Chi l'ha visto?” letteralmente scomparsi sulla pista e spesso incapaci di completare il percorso. Brutte figure che un allenatore di primo piano, quale dovrebbe essere (quantomeno in Italia) Davide Satalia, non può – a nostro modo di vedere - permettersi. Chiaramente di vincitori ce n'è sempre solo uno e tutti vogliono vincere, l'importante allora sta nel lottare per i piazzamenti, nel recitare un ruolo di primo piano e soprattutto sapere presentare soggetti calibrati all'appuntamento e non, al contrario, procedere in quella che pare essere una randomizzazione delle scelte dove qualche volta ci si indovina e più spesso si va a farfalle.
Male anche la Vocetka e Jana Novakova che hanno accettato la trasferta senza alcuna rifinitura. April Moon, abbastanza falloso sui salti, nel Criterium d'Inverno ha ultimato la prova a distanze siderali, l'atteso Mes Ailes (terzo in Gruppo 1 a fine settembre a Merano), invece, ha presto perso contatto dal treno di gara in evidente (almeno questa la sensazione) debito di preparazione.
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