MAURICIUS NELLA STORIA: IL GRIGIO DI AICHNER SIGLA IL POKER NEL GRUPPO 1 E DIVENTA LEGGENDA DELLA PISTA. KASHS E VESUVIO GLI ALTRI DUE LAUREATI NELLE PROVE PER I QUATTRO ANNI.
Servizio di
Matteo Mancini
Domenica 9 febbraio
(Tempo coperto, Terreno pesante)
Il meeting della 77° Gran Corsa Siepi Nazionale ex Gran Corsa Siepi di Roma si chiudeva tra gli applausi scroscianti del pubblico per un cavallo che mai, come nessun altro, è riuscito a imprimere il proprio nome sulla corsa. Mauricius andava oltre i precedenti, scalzando persino la leggenda Spegasso (triplice vincitore, sebbene non consecutivo, nel 1956, nel 1957 e nel 1960). Un successo che, nel lungo periodo, resterà impresso nella memoria dei presenti e nelle pagine di chi, per diletto o professione, continuerà a raccontare le corse e a cristallizzarle laddove queste non potranno mai sbiadire ovvero in quella cultura che rende immortale il film della vita e dello sport. Trainato dal compagno di colori Kapteen (reduce dal terzo posto della Gran Corsa Siepi di Cagnes-sur-Mer), il grigio demoliva la qualificata concorrenza. Big Joe Bartos trovava persino il tempo di voltarsi platealmente all'imbocco in dirittura, allungando nel finale con una potenza e un'agilità felina. A colpo d'occhio, il distacco si dilatava tanto da rievocare il mito di Yeats (altro artefice di un poker consecutivo sui 4.000 metri, nella fattispecie piani e nel tempio di Ascot in occasione del main event della pista: la Gold Cup). Difficile per Mauricius e per l'impianto di San Rossore (nessun rappresentante dell'amministrazione della città a premiare i vincitori) ipotizzare la realizzazione, da parte di uno studio d'arte cittadino, di una statua dedicata al cavallo, così da tributarlo al tondino e farne ricordo per tutti gli appassionati e sportivi del movimento come avvenuto per Yeats sulla pista della Regina d'Inghilterra, più probabile prevedere la dedica futura di un premio a nome di un cavallo imbattuto su sette uscite sulla pista e vincitore di otto Gruppo 1 tra Pisa, Milano e Merano. Assoluto dominatore della categoria italiana. Disarmante la constatazione finale dei commissari: 11 lunghezze rifilate al resto della compagnia con Kapteen abile a resistere agli attacchi dei pur validi Pope e Ivo, entrambi vincitori classici tenuti nel vivo della manovra dai rispettivi interpreti, che invertivano la loro posizione rispetto a quanto avvenuto nella Gran Corsa Siepi di Pisa. Volkov Jelois, su cui Ondrej Velek sostituiva l'indisposta Lenka Neprasova, pur se impiegato con parsimonia cedeva alla distanza completando il percorso in quinta posizione. Da elogiare, come sempre, l'entusiasmo in presa diretta dello speaker Sandro Marannini: “L'applauso della tribuna... Niente da dire, signori, abbiamo di fronte a San Rossore un cavallo fuori dall'ordinario e merita, al ritorno al dissellaggio, l'applauso del pubblico di San Rossore.”
Male l'ospite francese Flying Chaser, la controfavorita al gioco e vincitrice di due Gruppo 1 a Merano, a grave disagio sul terreno faticoso e incapace di seguire il treno di gara. Enzo Bonnet, fresco della premiazione nel Criterium d'Inverno, alzava bandiera bianca all'attacco del giro conclusivo interrompendo la corsa della cavalla.
Nel Criterium d'Inverno saltavano letteralmente di gioia i Satalia, padre e figlio, che bissavano il successo siglato nel 2022 con Vale of Tof per il quarto successo di Gruppo nel curriculum del trainer Davide Satalia. Il maiden Kashs, ben moderato dal debuttante sulla pista Enzo Bonnet, entrava in azione a metà della dirittura opposta a quella di arrivo dove, in pochi tempi di galoppo, risaliva dalle retrovie in lungo anticipo sul favorito sotto la pari What About, in evidente impaccio sul fondo. Il solo Night of Dreams provava a complicare i piani dell'incursore francese che, tuttavia, nel tratto piano faceva emergere una netta superiorità tecnica chiudendo la partita a palo ancora lontano. Vittoria di sette su un positivo Night of Dreams, apparso molto più tranquillo e inquadrato senza l'uso dei paraocchi. Dispersi gli altri con What About, a gran fatica e all'estremissima attesa, ad approfittare del calo dei battistrada Talasar (spendeva tantissimo) e Secret Boss. Mai in corsa i due portacolori di Mario Montanari Zarina e Lucero.
Nel Neni da Zara si confermava Vesuvio, alla seconda vittoria consecutiva in steeple, che ribadiva, seppur con distacchi molto più evidenti, l'esito del Chivas Regal precedendo da lontano Cheeky Blimey (al quarto secondo posto consecutivo). I due prendevano il comando della corsa sull'oxer e, in lunga progressione, allungavano senza consentire al deludente Excellent Drago di interferire. Il portacolori di Aichner si limitava a seguire il debuttante nella disciplina Ihopeyoulike, che Favero schierava per la prima volta col paraocchi, per averne ragione all'ingresso in dirittura nella volata per il terzo posto.
Male il battistrada Khabib, di nuovo fuori dai giochi a traguardo lontano quando scompariva dai radar sotto la pressione di Vesuvio e Cheeky Blimey.
Subiva alla riviera un grave infortunio all'anteriore sinistro Dea Daryl che usciva dall'ostacolo azzoppata, al punto da costringere gli addetti alla pista ad aprire gli steccati esterni per consentire all'interprete Lenka Neprasova di toglierla dalla dirittura. Soccorsa dai veterinari, la femmina veniva condotta fuori dall'ippodromo, una decina di minuti dopo dall'esito della prova, a bordo del trattore/macchina agricola di servizio.
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