RAFFAELE ROMANO CHIUDE LA STAGIONE CON UNA TRIPLETTA. DOPPIO GABRIELE AGUS, CHE LASCIA LA TERZA VITTORIA AL FESTEGGIATO JOSEF BARTOS. RITORNO TRIONFALE PER I COLORI ITALIANI DI CHRISTIAN TROGER, DOPO LA DELUSIONE SATALIA NEL MEETING DEI GRAN PREMI.
Servizio di
Matteo Mancini
Domenica 19 febbraio
(Tempo soleggiato, Terreno pesante)
Ultimo giorno di scuola a Pisa per gli ostacolisti nel segno di Raffaele Romano e Gabriele Agus: tripletta per l'allenatore bresciano, con Agus che vinceva le prime due prove in ostacoli e concedeva il regalo di compleanno a Josef Bartos, lasciandogli l'interpretazione vincente di Muratone.
Bottino stagionale mostruoso per Raffaele Romano che completava la stagione con dieci vittorie (otto delle quali firmate Agus) su quindici corse disputate, perdendo tuttavia quattro delle cinque prove principali andate in favore del sodalizio Josef Vana jr e Josef Aichner, come sempre precisi negli appuntamenti apicali. Per Romano e Agus la “consolazione” del solo Neni da Zara vinto da Meeko e diversi piazzamenti d'elite, oltre a nove soggetti (che diventano dieci se si conteggiano le prove di dicembre) su sedici scesi in pista risultati vincitori, a dimostrazione di un proficuo lavoro svolto nelle strutture Alfea di Pisa.
Tra gli altri allenatori vinceva il solo Paolo Favero, in categoria ascendente, con Na Scoitear.
Ectoplasmatici gli stranieri rappresentati da Wroblewski, Tuma, Stanislawska, Novakova, Faltejskova (la migliore del gruppo, col secondo posto di Rexeek e i piazzamenti di Ivo), Kreykova (vincente a dicembre) e Davide Satalia scesi per una sola riunione di corse (da gennaio) con risultati spesso non all'altezza. Sorprendente Josef Bartos sr con Parisimix, secondo nella Gran Corsa Siepi di Pisa, nell'unica incursione in terra pisana.
Tra i fantini dominava Gabriele Agus, grazie alle otto vittorie conseguite. Tre successi per Jan Kratochvil, due per Josef Bartos, quindi un successo per Lenka Neprasova e Lukas Matusky.
L'ultima giornata di corse segnalava il ritorno vincente dei colori italiani di Christian Troger che subentrava a Laura Arrighi nella proprietà del cinque anni Lino du Chenet. Il grigio, reduce da una vittoria in discendente a metà dicembre, si confermava in categoria superiore e disponeva con facilità di due buoni avversari quali Sopran Mistery (terzo nella Gran Corsa Siepi di Pisa) e Vezzana (seconda a gennaio di Mythos, poi secondo nella Gran Corsa Siepi Nazionale). Al comando fin dal via, Lino du Chenet conteneva la pericolosa coppia Aichner (1,12 a 1) in affanno a metà corsa, con Sopran Mistery approssimativo alla riviera e Vezzana in crisi sulla siepe mobile e di lì in poi sostenuta. Epilogo senza problemi per l'allievo di Raffaele Romano che non concedeva chance al tentativo di recupero di Sopran Mistery ben avanti alla calante Vezzana. Suicidio tattico per Tode e Rostislav Bens che tentavano sulla dirittura opposta di seguire il ritmo del battistrada, prendendo in anticipo i due Aichner, salvo poi calare prima della piegata finale.
Nei due ascendenti arrivavano le prime vittorie in siepi di Oath of Office (tra i quattro anni) e di Muratone (tra gli anziani), entrambi di proprietà di Laura Arrighi. Il primo, piuttosto spento nella prima fase di gara tanto da essere frustato da Agus sulla prima diagonale, lasciava sfogare in avanti la favorita Io ti Racconto e l'outsider Romolo, per entrare in scena in terza corsia sulla penultima siepe della dirittura opposta a quella di arrivo. Gabriele Agus tergiversava facendosi trascinare dai due avversari, in attesa dello sprint finale. Provava l'anticipo lungo Romolo, ma la superiorità di Oath of office, sempre ben in mano di Agus, si palesava nel tratto piano finale, dove il figlio di Camelot sorvolava l'avversario su cui ritornava negli ultimi cinquanta metri anche Io ti Racconto che conquistava la piazza d'onore per una corta incollatura. Disperso Dark Thunderstorm, sparito di scena nel momento della verità.
Successo addirittura più agevole per Muratone che seguiva l'andatura del coraggioso quanto poco redditizio Jazzman du Large, poi ultimo a distacco siderale, per rompere gli indugi, in costante anticipo sugli avversari, sulla penultima siepe della dirittura opposta. Anna Lebduskova, con Excellent Drago, ne calibrava le mosse senza tuttavia disporre dello speed giusto per averne ragione. Il portacolori Arrighi, ben gestito da Bartos, allungava con evidente superiorità, lasciando la seconda moneta all'avversario davanti al monocorde Island King che rimontava un anonimo King Collector che, sulla piegata finale, provava dalle retrovie a inserirsi nella lotta per la vittoria salvo piantarsi in retta.
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