giovedì 19 gennaio 2017

Responso seconda giornata, San Rossore, Pisa.


DRAMMI ED ESTREMI OUTSIDER A SPIAZZARE PUBBLICO  E ADDETTI.

Tristezza da una parte e euforia dall'altra a render ancor più distorto un Premio Lexou all'insegna della tragedia e dell'imprevedibilità. Caduta letale per il favorito Burgundy Ball, grave infortunio per il pupillo di casa Saggiomo Salar Fircroft. Paura anche per Azamourday e Jan Kratochvil: incolumi dopo spaventoso capitombolo. Ne approfittano gli estremi outsider Spirit in the Sky e Rio Apache per una trio da quasi 4.000 euro.

SPIRIT IN THE SKY
vince la prima corsa in carriera in Italia,
facendo sua una drammatica edizione del 
Premio Lexou.
(Foto Matteo Mancini).

A cura di Matteo Mancini.
Seconda giornata nel circus dell'ostacolismo italiano. Temperatura rigida, seppur allietata da un tiepido sole a render più gradevole il pomeriggio di San Rossore. Scarso il pubblico, tribune semivuote. Diciamo subito che è stata una giornata nefasta sia per la lettura delle corse fatta alla vigilia su queste pagine (pronostici totalmente sballati), sia per i drammi andati in scena nel Premio Lexou poi terminato con gli ultimi due del campo a contendersi la vittoria per un'accoppiata, quella a maggior quota, da 254 a 1 e una trio da 3.600 euro. Una curiosità nel pregara. Veniamo avvicinati da amici del blog che ci chiedono un cavallo da giocare piazzato: "Dammi un cavallo che si piazza sicuro..." Suggeriamo Burgundy Ball. "No, quello è favorito... ce ne vuole uno ad alta quota." Mostriamo allora Azamourday, particolarmente bella al tondino e passata sotto il training di Vana sr. Facciamo di più, la giochiamo piazzata anche noi, che di solito ci limitiamo a guardare e studiare le corse. Il nostro fan guarda la quota e, non particolarmente convinto, ci fa: "Ma non è a quota alta, dimmi un altro cavallo..." Ironia della sorte, alquanto beffarda, arriveranno i due a più alta quota previsti dal campo, con i nostri due "preferiti" caduti in modo spaventoso e Burgundy Ball rimasto riverso a terra sulla diagonale discendente dopo una caduta in cui si è probabilmente fratturato la base del collo. Scendiamo dalla tribuna e non assistiamo al resto della corsa. Due siepi dopo cade anche Azamourday, fin lì battistrada, con una caduta similare al compagno di allenamento, ma per fortuna senza conseguenze. Kratochvil effettua numerose capriole con gli zoccoli dei cavalli avversari che zampettano intorno. Ne uscirà senza alcuna conseguenza, grazie a una bella dose di fortuna. Poco dopo Ale Pollioni ferma la mascotte di scuderia Saggiomo-Romano Salar Fircroft. Il cavallo non riesce neppure a percorrere la dirittura di arrivo, neanche a mano con Pollioni sceso di sella. Zoppica vistosamente, forse un cedimento del tendine, non è ben chiaro comprendere da bordo pista. Di certo, si può escludere, penso, una frattura. Marannini, giustamente, chiede all'operatore di cercare il cavallo in pista. La telecamera lo pesca nella desolazione del verde, ormai sgombro dai partecipanti del Lexou rientrati al tondino. Ghiotti intanto, sceso di corsa dagli spalti per riprendere il ruolo di accompagnatore ufficiale, esulta, ben contento, per aver visto il suo Spirit in the Sky dimostrare in gara le qualità palesate in allenamento. "La mattina vola... l'altra volta ha avuto paura perché gli avevo legato la lingua... e manca poco si strozzava" ci pare di comprendere nel trambusto. La Nero, anche lei di ritorno dalla tribuna, recrimina per un'interpretazione di gara da parte di Columbu, su Achen, meno attendista rispetto a quanto richiesto. Intanto, sulla pista sono rimasti in due, anzi in tre. La sagoma baia di Burgundy Ball, immobile a terra sotto la tribuna, poco dopo la siepe, con intorno alcuni addetti alla pista che non possono far altro che constatarne la morte; il grigio tendente al bianco Salar Fircroft, avvicinato da altri operai con trattorino pronto a ricondurlo in zona tondino (dove verrà sceso e riconsegnato a Ilaria Saggiomo) e la femmina Azamourday, scossa, all'altezza della curva del fiume morto, ancora da acciuffare e intenta a vagare nella solitudine più profonda. Il resto, a questo punto, diviene marginale, secondario, quasi neppur degno di esser raccontato, ma le corse dei cavalli, più in particolare quelle in ostacoli, son anche questo. Giusto allora complimentarsi con Ghiotti che dimostra ancora una volta di saper vincere e di competere con proprietari di possibilità ben maggiori. Il suo Spirit in the Sky, pensiamo di poter dire acquistato per poche migliaia di euro, è risultato essere il netto trionfatore all'epilogo, con allungo che ha reso vano ogni tentativo di Rio Apache. Certo, le cadute dei due Vana lo hanno agevolato, ma si è pur messo dietro la coppia Favero, terzo e quarto, oggi sostituito da Arnaldo Bianco al training e da Lydia Olisova ai colori, e un Achen tornato sui livelli non esaltanti. Seconda vittoria in carriera allora per questo sette anni che era in astinenza da quasi quattro anni, quando vinse a Colonia all'età di tre anni. Rimasto fermo per oltre un anno, a causa di infortunio, è giunto poi in Italia dove Ghiotti lo ha dirottato in siepi. Incolore nelle due precedenti esibizioni, finito a notevole distacco, si è quest'oggi trasformato in un ufo bancato 30 a 1.

Un piccolo ricordo, doveroso per lo stile che ha sempre cercato di portar avanti ippicaostacoli, va a Burgundy Ball, mezzosangue acquistato in Francia nel 2015 da Montanari e poi girato alla scuderia Tanimar come suo primo e fin qui unico rappresentante. Genealogia alquanto scarna, nato in Francia nel giugno del 2011 dall'inedita selle francaise Lucine de Chadzeau, ma ottimo incrocio tra questa e lo stallone purosangue Network, un figlio di Monsun che si è disimpegnato in piano in Germania in categoria d'elite. Una scelta questa resa esaltante dalla presenza di uno zio, fratellastro di Lucine, figlio proprio di Network e vincitore in carriera di qualcosa come 1.700.000 euro in ostacoli. Sto parlando del castrone, classe 2005, Rubi Ball, colori Papot, vincitore e pluripiazzato in pattern race francesi e irlandesi (in una circostanza a Leopardstown in Gruppo 3), considerato uno dei migliori prodotti in assoluto dello stallone. Vincitore di nove corse di Gruppo tutte in steeple, tra Auteuil e Pau, così ripartite: tre Gruppi 1, un Gruppo 2 e cinque Gruppi 3. Numerosi i piazzamenti in neretto, tra cui un secondo posto nel Grande Steeple Chase di Parigi. Di ben altro tenore il nipote, presto svenduto all'estero per non aver fatto vedere niente di interessante in territorio transalpino. Mediocre in patria, dove non si è mai piazzato nelle sei corse disputate in ostacoli, difendendo i colori di Patrick Atkison per il training di Richard Chotard (che ricordiamo in sella a Sapphirus in un'edizione del Gran Premio Merano), si è ritagliato un degno spazio in siepi agli ordini di Vana sr, dopo esser transitato tra le fila di Ludvik Haris (caduto in Polonia, a Wroclaw). Secondo a fine 2015 al rientro a Grosseto, in categoria vendere, e subito facile vincitore lo scorso anno a Pisa, in categoria vendere (sua prima vittoria in carriera). Tra marzo e aprile dello scorso anno, a Milano, le sue performance più belle: secondo alle spalle di The Alamo ma davanti per una testa su Nelly Darrier in un discendente in siepi da oltre 5.500 euro al primo; ma soprattutto quarto nel Martesana a due lunghezze dal campionissimo Sol Invictus, beneficiando tuttavia di un vantaggio al peso di sette chili e mezzo. Pressoché assente in estate, era tornato in auge in autunno con un rientro, un po' deludente, a Milano da favorito del campo in un discendente da 4.250 euro, seguito da una vittoria a vendere a Grosseto (la sua seconda e ultima) soffrendo più di quanto sarebbe stato lecito attendersi e sempre da favorito al betting. Favorito netto anche quest'oggi a Pisa, ha trovato la sua fine centrando in pieno il secondo ostacolo della diagonale discendente e trovando morte immediata a seguito della scomposta caduta. Saluta così il pubblico, tra chi non trova meglio di sbuffare e di invocare la mala sorte per una scommessa non troppo felice e chi, come chi scrive queste parole, lascia la tribuna in segno di rispetto (quantomeno così ci è sembrato giusto fare). Il tutto proprio su quella terra in cui aveva trionfato per la sua prima volta. Se ne va a sei anni non ancora compiuti con questo rullino di marcia: 18 corse, da tre a sei anni, 2 vittorie a vendere in siepi in Italia, 6 piazzamenti di cui uno al debutto in piano (prova riservata a mezzosangue) in quel di Vichy sui 2.400. Ha corso nove volte in Francia (un solo piazzamento, quello del debutto), una in Polonia (caduto in uno steeple di Wroclaw) e il resto in Italia. Vince in carriera appena16.195 euro, non un campione ma meritevole di identico rispetto.

Lo staff di Vana sr verifica, dopo la caduta,
le condizioni di AZAMOURDAY.
Sullo sfondo, intanto, gli operai
stanno facendo scendere l'infortunato
SALAR FIRCROFT 
dal van di servizio.
(Foto di Matteo Mancini).

Alla luce di quanto sopra ci limitiamo, per le altre due prove, a una scussa cronaca. Vittoria a sorpresa nel Premio Silet, in steeple, di Recently Acquired, 15 a 1 piazzato. Il portacolori Favero, oggi in giubba Olisova, ha sbaragliato tutti i pronostici e ha sorpreso persino il suo allenatore che, scendendo dalla tribuna, afferma: "Non l'avrei giocato neanche io...". Ben montato da Mastain, il cinque anni (alla prima vittoria in ostacoli) ha francobollato il battistrada Hurricane Mix per tutto il corso della prova, attaccandolo in dirittura di arrivo dove, rispetto alle precedenti esibizioni, non ha dato segnali di cedimento. Difficoltà invece per il grigio di Nisoli caparbio nel non alzare bandiera bianca, una volta battuto dall'avversario, ma già in difficoltà a contenere il rivale sulla piegata finale. Tutto facile, fin troppo, per Recently Acquired che allungava sicuro nel tratto piano con margine di vantaggio a sufficienza per salvarsi dal tardivo finale, per vie interne, di Stellato (tiratissimo al tondino), finito favorito della prova dopo battaglia al betting con Mighty Mambo (deludentissimo) e Hurricane Mix. Parità al terzo posto con Romano capace di rintuzzare il ritorno, all'esterno, di un Billy Silver, ancora forse un po' grosso ma sulla via del recupero fisico. Mai in corsa Zikjpaki

Non ha tradito la genetica il dormelliano Andorff che, vincendo la maiden per quattro anni, ha confermato la qualità offerta dallo stallone Gladiatorus, quale riproduttore di ostacolisti precoci (tre figli tutti e tre vincitori, due dei quali al debutto in siepi e il terzo vincitore alla seconda uscita), oltre che quella della madre Albana, a sua volta, riproduttrice di cinque figli vincitori in ostacoli. Il baio ha rifinito con buon speed finale approfittando anche di un pessimo salto dell'autre que pur sang di casa Vana Deauveline, per poco non caduta dopo aver centrato in pieno la siepe conclusiva. Bene, terzo, il portacolori Stampfl Rajadamri, davanti di sei al compagno di allenamento HenshawDeludono le attese Chappy Bros, autore di prova avanguardistica ma non ancora in condizione come dimostra il vistoso calo patito ancor prima di attaccare la curva che immette in dirittura, e Cavalla Selvaggia, rimasta nelle retrovie e incapace di recuperare quando Pollioni le ha chiesto di cambiar passo. Fermato a traguardo lontano Epoch. Deciso passo indietro anche per Rosalegre, finita penultima a distacco. Persevera nel giungere ultima, dopo le similari esperienze in piano, Blu Gipsy.


Lo scomparso BURGUNDY BALL
al tondino, prima di prender parte
alla sua ultima corsa in carriera.
(Foto Matteo Mancini).

martedì 17 gennaio 2017

Presentazione seconda giornata corse, San Rossore, Pisa.



LA TRIPLICE ACCOPPIATA OLISOVA NEL GIORNO IN CUI FAVERO DIVENTA BIANCO

Sei cavalli divisi in tre prove per la giovane proprietaria slovacca che sostituisce l'allenatore Paolo Favero ai colori, all'angolo intanto figura il ritorno di Arnaldo Bianco.

RAJADAMRI e Joe Bartos,
per i colori Stampfl,
al rientro il 29 dicembre dalla prova di qualifica.
(Foto Matteo Mancini).

A cura di Matteo Mancini
Ciò che salta subito agli occhi degli appassionati, nel secondo turno dell'ostacolismo nazionale, per una volta non saranno i soggetti impegnati nelle canoniche tre prove messe in palio dalla società Alfea, bensì la presenza dei sostituti in casa Favero. No, non quelli che conducono le indagini, piuttosto quelli che figurano quali allenatori e quelli che figurano proprietari. Così il nome Paolo Favero scompare sia nella colonna allenatori, sostituito dal redivivo ed esperto Arnaldo Bianco (che torna dunque a figurare dopo il passaggio di Aichner a Vana sr), che da quella proprietari dove ne fa le veci la giovane Lydia Olisova (già vincente nella prima giornata di corse). Dopo questa doverosa premessa, passiamo ad analizzare le tre prove partendo dall'ultima, ovvero quella più enigmatica, con sei debuttanti e un settimo alla prima assoluta in Italia sui nove soggetti dichiarati partenti.

Premio Corinto, nome da antica località greca giusto per proseguire dopo il successo per la categoria quattro anni firmato da Panta Rhei, maiden per quattro anni sui 3.500 metri. Prova assai difficile da decriptare per la mancanza pressoché assoluta di riferimenti. Le uniche due cavalle che si sono ammirate in pista non hanno entusiasmato. Deauveline, autre que pur sang della Statek-Chyse, rientra da quattro mesi. Dopo un debutto interessante a Merano (seconda in categoria non eccelsa) non si è confermata in impegni maggiormente probanti (battuta piuttosto bene da soggetti come Lost Monarck e Giannettoni). La subiamo in toto. Non offre grandi credenziali neppure Rosalegre, comunque in miglioramento. E su chi andiamo allora? Ve l'ho detto, questa è una lotteria... E' interessante il profilo del Dormelliano Andorff che vanta una genealogia interessante per il reparto ostacolistico. In piano non ha dimostrato di possedere un grande prospetto, ma è comunque un figlio di Albana, ovvero fratellastro dell'ottimo Asselin (probabilmente il miglior saltatore Dormello degli ultimi venti anni, tra l'altro specialista del percorso pisano) e del difficoltoso Achen, ma anche di una terza vincitrice in ostacoli che risponde al nome di Alsazia e di Alken (due sole corse in ostacoli ma entrambe da protagonista). Buono anche lo score del padre Gladiatorus che fin qui ha generato due cavalli che sono stati capaci entrambi di vincere, il primo al debutto in ostacoli (Anima Mundi) mentre il secondo nella successiva prova disputata (Africa Warm). Come si suol dire ha dunque la cabbala dalla sua, se vincesse sarebbe il terzo figlio di Gladiatorus col nome che inizia con la prima lettera dell'alfabeto (la proverbiale Aleph) a centrare la vittoria (vedremo se a sorpresa, come i suoi fratellastri paterni). Spetterà dunque a Grasso Caprioli (al debutto assoluto da allenatore) cercare una vittoria da gladiatore che fungerebbe da AAA... cercasi, si spera non per dispersione sul tracciato, naturalmente per il motivo opposto...
Aveva  fatto vedere qualcosa di buono, in piano, Cavalla Selvaggia, vincitrice, tra l'altro, in bello stile a Merano davanti anche a un certo Ragner (poi protagonista in handicap limitati). Arriva dalle scuderia della Incolinx (che ne è anche l'allevatore), da cui i Kerschbaumer l'hanno prelevata, ed è figlia di quel Mastercraftman che buona prova aveva dato nel 2014 con Imperioso (miglior tre anni, a nostro avviso, di quell'annata dietro al solo Marmiton). Non dovrebbe avere grandi problemi di forma, né di tenuta alla distanza. E' per questo una delle nostre favorite della prova. 
Il nostro favorito però è Chappy Bros, figlio dello stallone (High Chaparral) vincitore in categoria ostacoli in Italia quale riproduttore di ostacolisti  nel 2015 per numero di vittorie riportate. L'ex Aleali, in pista con i colori di Federica Crecco (al debutto in ostacoli), è reduce da un mancato piazzamento in handicap principale a Roma prima del quale si era mosso molto bene, soprattutto a due anni. Lo presenta Raf Romano, scatenato nel periodo con la generazione 2013 (prima Amaranthus, poi Queen Winkle, quindi Panta Rhei, tutti vincitori in grande stile). Vanta un fratellastro vincitore in ostacoli (King of Rutuli). 
Attenzione poi a Rajadamri di Richard Stampfl, che si affida ancora una volta a un figlio di Hellvelyn (padre di Devonian), non malvagio in piano in Irlanda (pagato 10.000 ghinee a ottobre in quel di Newmarket) e affidato al golden jockey Josef Bartos. Non vanta parenti, per via materna, che si siano distinti in ostacoli. Da verificare in toto dunque l'attitudine al nuovo mestiere, aspetto che lo rende poco appetibile come base per il gioco.
Poniamo su un secondo piano gli altri debuttanti. Henshaw, colori Lydia Olisova, vanta un'eccezionale prima parte di carriera a due anni in Irlanda in categorie elitarie. Si è poi perso a tre anni tanto che Favero lo ha acquistato a soli 2.700 ghinee, quale low price della sua campagna acquisti autunnale. La sensazione è che sia un soggetto con acciacchi fisici (timeform superiore a quello di Rajadamri, tanto per intenderci ma prezzo notevolmente inferiore), è il decimo prodotto di Archipenko (da non confondere col grigio velocista che correva anni fa a Pisa) a correre in Italia, il primo in ostacoli. Curiosa la parentela, soprattutto per la sua collocazione geografica. E' infatti erede di una cavalla campionessa in Svezia, particolarità che ha reso molto appetibili sul mercato Scandinavo molti dei prodotti che ne hanno mutuato i geni. Vanta una bis zia vincitrice in ostacoli in Irlanda e poi fattrice in Svezia.
Non ha brillato in ostacoli la seconda carta proposta da Vana Sr ovvero Epoch. Velocista, ha corso per due volte in ostacoli, l'ultima a Cagnes sur Mer a dicembre, senza mai ultimare il percorso. In particolare è stato fermato, da favorito, sulla pista di provincia di Mimon, in Repubblica Ceka. Vana jr gli preferisce Deauveline, il che non depone a favore di questo soggetto.  Ruolo da estremo outsider per Blue Gipsy, due volte ultima in piano in categoria di minima, seconda cavalla ufficiale nella storia di Nicolas Nisoli.

Pronostico Mancho: Chappy Bros (base), Cavalla Selvaggia, Rajadamri, Andorff.

Interessante lo steeple intitolato a Silet, sui 3.500 metri. Bel peso per Hurricane Mix che se si fosse a Grosseto sarebbe il cavallo da battere. Il portacolori Nisoli non ha mai dato dimostrazione di amare il Prato degli Escoli, ma nell'occasione è in perfetta linea per un primo piazzamento. Il grigio di Romano dovrà vedersela con i due allievi Vana sr. Billy Silver avrebbe le qualità per vincere, ma la scorsa volta è andato davvero male alzando bandiera bianca a traguardo lontano (addirittura a metà della dirittura opposta a quella di arrivo). E' chiamato al riscatto, ma se la scorsa prestazione non dovesse esser giustificata da un problema avuto sul percorso o da una scelta di fare un lavoro in pista sarebbe davvero preoccupante e assai difficile da pensare a un'inversione di forma. Avrà in sella Kratochvil, con Vana jr dirottato sull'eterna promessa, mai mantenuta, Stellato. Aichner lo ripropone in steeple (se di steeple può parlarsi a Pisa) dove il sauro non è mai andato bene, funge un po' da mina vagante. Forma e costanza invece in favore del top weight Mighty Mambo, probabile favorito al betting sebbene conceda dai quattro ai sette chili agli avversari. Dura per gli altri tre con Recently Acquired che debutta in steeple.

Pronostico Mancho: Hurricane Mix, Mighty Mambo, Billy Silver.

Completa il Premio Lexou, 3.500 metri in siepi per anziani, categoria ascendente. Corsa non semplice con svariati soggetti che potrebbero sorprendere il campo. Il favorito del campo sarà quasi sicuramente l'autre que pur sang Burgundy Ball, bene a Grosseto e in vantaggio, al peso, su Achen (benissimo nell'ultimo impegno). Rientra da agosto Azamourday che, nell'ultima prestazione, è finita vicina a Red Shirt che qua , se presente, sarebbe favoritissimo. Ci stuzzica non poco questa femmina di Aichner, ma viene difficile azzardarla prima favorita. Segnali interessanti poi da parte di Counterproof, in buon stato di forma e con pesino molto interessante che lo potrebbe candidare quale piazzato a quota discreta. Sembra che Favero lo abbia sottoposto a un'operazione per migliorarne la respirazione, intervento che, dati alla mano, ha dato i suoi frutti.
Confermato Bartos su Mishghar, imbarazzante nell'ultimo ingaggio in medesima categoria e con peso similare. La volta scorsa lo indicammo come uno dei nostri favoriti, ma la prestazione è stata davvero brutta tanto che qua decidiamo di subirlo. Forma da recuperare anche per Rio Apache, per niente brillante nella seconda metà della passata stagione. Outsider Spirit in the Sky e Fantastico Daniele, il primo non eccelso e il secondo lontano anni luce dai tempi migliori.

Pronostico Mancho:  Burgundy Ball, Azamourday, Achen.

Da rilevare, per gli appassionati degli ostacoli, tre soggetti nelle prove in piano. Debutta, alla prima, Very Fast, fratellastro dell'ex dioscuri Tucson, per i colori D'Altemps. Prova per lui non semplice, proprio con tre Dioscuri a tenere banco su cinque partenti. Wrong Way favorito, al peso, rispetto a Keep in My Mind, ma contrapposto al compagno Rejection, da Tales from Hell "i racconti dall'inferno". E' proprio quest'ultimo il cavallo da battere, netto vincitore meno di una settimana fa nel Norfolk, nome che richiama la regione che ha come capoluogo quel Norwich città natale dell'attore (Rupert Everet) usato come modello per i fumetti incentrati attorno al personaggio del re dei racconti dall'inferno: Dylan Dog. Prova la distanza Gold Flower che cercherà di sfruttare l'ottimo peso a disposizone.

Altro potenziale prossimo ostacolista nel Premio Calci. Si tratta della femmina Bunny Bubbles, nuovo acquisto di Christian Troger, sorellastra di Monforte, affidata al Raf nazionale (non quello de Il Battito Animale). Altro allievo di Raf Romano, poi, nell'ultima corsa della giornata, col crosser Monti Reale che viene riproposto in piano, in categoria reclamare, dopo le altalenanti esibizioni in ostacoli.

sabato 7 gennaio 2017

Responso prima giornata ostacoli, San Rossore, Pisa.


SAGGIOMO, COLUI CHE CREDE NELLA FILOSOFIA.

Il duo Saggiomo presenta Panta Rhei ed Ermetico in onore al criptico Eraclito, soprannominato per il suo modo di esprimersi come L'Oscuro, e, tra un Negroamaro e l'altro, centrano il Furton mentre tutto scorre, soprattutto il resto del programma.

Il rientro vittorioso di
PANTA RHEI
(Foto Matteo Mancini).

A cura di Matteo Mancini.
Partita ufficialmente la stagione 2017 nella fredda ma soleggiata epifania andata in scena a Pisa. Terreno buono, vento quasi assente ma pubblico non numerosissimo nonostante le iniziative in favore dei bimbi con doni e altri omaggi organizzati dalla società Alfea. Grande assente di giornata lo speaker Sandro Marannini sostituito dal professionale Enrico Querci che, a suo modo, nel corso della giornata definirà cavallo di altri tempi il campione Roches Cross, poi vincitore del Premio Doretto. Poco prima della partenza della corsa, infatti, ricorderà come l'allievo di Vana sr abbia battuto in quel di Grosseto persino Mister Magoo (celebre vincitore a Merano nel main event assoluto nel 1971), degno di una fusione tra gli altri due allievi di casa ceka ovvero Mister (Westminster) e (Big) Mago. Al di là degli aneddoti legati alla presenza sul posto, andiamo subito a vedere le tre prove che ci interessanto.

Partenza subito con una condizionata per quattro anni, sui 3.500 metri in siepi, con tre portacolori Favero più un quarto allievo contrapposti a un soggetto preparato da Josef Vana sr e uno di Fabio Saggiomo di ritorno sulle siepi dai tempi di Sol Invictus (circa quattro anni fa). Favori del pronostico tutti per la scuderia, con Prepotent e Silk Gem apparsi in gran forma a Grosseto. 14/10 circa la quota, con la scommessa piazzata da preferirsi alla vincente. Voci al tondino però tutte a favore di Almost Human, fratellastro dello steepler Alcydon Fan, dato da alcuni scommettitori come sicuro vincente in barba a quanto da noi detto in sede di presentazione circa i rischi legati alla tenuta di gara data anche l'assenza dalle piste di svariati mesi e l'attitudine alla velocità piuttosto che al fondo. "Devi vedere come salta... con questo ha detto che ci vince tutti i Gran Premi della riunione" testuali parole che, lo confessiano, ci lasciavano alquanto perplessi, ma non avendo visto gli allenamenti mai dire mai come direbbero i fan griffati Chimax. 3 a 1 abbondante la quota, davvero molto bassa per un soggetto del genere. Ruolo del quarto atteso per Panta Rhei (4 a 1), a nostro avviso preferibile tra i tre debuttanti (come avevamo detto in sede di presentazione), e oggetto di un gioco di cui era stato protagonista nella mia pagina facebook nella giornata del 5 gennaio. Sotto la scritta "Stasera presentazioni Siepi di Pisa" citando i film Un Sacco Bello e Un Genio, Due Compari e un Pollo avevo infatti scritto, tra un commento e l'altro: "Ah pirata... prenditela con l'Eraclito detto l'Oscuro... Ogni riferimento agli allenatori che avevano in mano Veratro è puramente casuale... Oh, un glielo dite perché quello che ha vinto è il Veratrum... Come hai fatto a metterci un Falco!? un lo sai chi dirige...? E' una barzelletta!" E dopo questo gioco nel gioco andiamo a vedere cosa è successo.

Ritmo iniziale molto blando. E il verde sgargiante con banda centrale verticale più scura di Giulio Vitolo, al debutto assoluto in ostacoli, ad andare davanti. Lo rappresenta Panta Rhei. Seguono i tre fucsia, quindi Almost Human che lascia in coda il terzo debuttante in ostacoli Belmont Black con i colori di Richard Stampfl. Tutti su una linea all'attacco della diagonale discendente con il solo Panta Rhei davanti a dettare la via sempre ben raccolto nelle mani di Raf Romano. Sulla curva della segreteria si delineano meglio le posizioni con la leadership che rimane inalterata, seguono poi gli altri due debuttanti Belmont Black e Almost Human a precedere i tre Favero chiusi da Silk Gem. 
Panta Rhei prova a piazzare una lunga progressione all'ingresso in dirittura con gli altri cinque tutti ancora in quota. Ai quattrocento metri dal palo, Panta Rhei ha acquisto disceto margine da Belmont Black in fase calante e su cui si affaccia deciso Prepotent con a rimorchio Rosalegre Silk Gem. Cede alla distanza in modo evidente Almost Human. Prepotent prova a lanciare l'affondo al rivale attaccante poco prima dell'ultima, non sembrano in condizione di intervenire gli altri se non Silk Gem in lunga rimonta. Panta Rhei però non flette nel tratto piano finale e allunga dal pericoloso avversario su cui finisce forte Silk Gem. A distacco gli altri con una positiva Rosalegre a infliggere distacco pesante ai due debuttanti. Solo quinto lo straparlato Almost Human. 

Dunque ha fatto quello che ha voluto Panta Rhei senza alcuna pressione e senza mai andare in affanno. Ha reso più leggero il percorso sui 3.500 metri optando per una prima parte di gara dai ritmi soporiferi per poi piazzare una lunga progressione tale da permettergli di finire con ancora benzina nei serbatoi. Prepotent ha cercato di piazzare lo scatto nel finale per andare a prendere il front runner, ma questo soggetto sembra aver perso quasta caratteristica dal rientro. Come le volte scorse si è presentato bene in retta, ma poi è rimasto sul passo senza aver i mezzi o la forma per cambiare azione. Terzo un Silk Gem lasciato, forse, troppo dormiente da Mastain. Crollati alla distanza gli altri due debuttanti.
Dunque vittoria che segna il ritorno vincente di Fabio Saggiomo nel mondo dell'ostacolismo dopo quattro anni di assenza: non vinceva dal novembre del 2012 (successo firmato Sol Invictus). Debutto subito invece vincente per i colori di Giulio Vitolo, alla settima vittoria in assoluto, ma alla prima in ostacoli, in quarantadue corse con debutto avvenuto l'undici luglio del 2015 con un soggeto da reality show ovvero Tu Si Que Vales. Un rapporto tra Vitolo e Panta Rhei che crediamo essere molto forte, trattandosi di uno dei suoi primi cavalli ufficiali, peraltro il primo a dargli la vittoria in assoluto in quel di Roma in data ventiquattro novembre 2015. Curriculum, per questo proprietario penso campano, già interessante soprattutto per merito dei piazzamenti in pattern race di Triticum Vulgare, giunto terzo nel Divino Amore (L) e quarto nel Primi Passi (Gr.3).
Da rilevare poi la prima vittoria in assoluto in ostacoli per un figlio dell'ex Godolphin Kingsfort, ritirato in razza nel 2012 presso la Azienda Agricola Cansana al tasso di monta di 5.000 euro, calato nel 2015 a 2.000 euro. Linea genealogica tutta da scoprire per Panta Rhei, che aveva già vinto per due volte in piano non vantando però una discendenza da ostacolista. La mamma Paparazza, di cui ricordiamo un certo Patos d'Amore nato l'anno prima di Panta Rhei dal seme di Falco, è una cavalla di famiglia francese che ha corso senza costrutto a tre anni. Non vanta una dinastia che si sia disimpegnata sui salti.
Fa poi piacere parlare dell'allevatore, che si è instascato poco meno di 2.000 euro, Renata Ramondini Talon ovvero l'erede del marchese Artus Talon Sampieri, ricordato quale il detentore della giubba più antica di Italia (giubba arancione con doppia banda orizzontale e berretto turchese). Dunque la Saggiomo passa dal marchese scuola Vulci (che noi ricordiamo sempre per Veratro) al marchese che ha vinto la Gran Corsa Siepi di Roma del 1959 con Re di Quaglie, ma anche il Derby di Roma nel lontanissimo 1902 con Tocsin. Dunque, come avevamo anticipato in sede di presentazione, un nome centrale nell'ipotetico manuale della storia dell'ippica italiana con alle spalle una storia di circa 160 anni, dapprima sotto il nome di Razza Volta dal nome del quartier generale di Volta Reno, nel comune di Argelato, provincia di Bologna. Gli eredi Talon erano assenti, in vesti di allevatori, dal mondo dell'ostacolismo da circa sedici anni quando Tarantola prese parte a una siepi di Treviso, giungendo quinta. Un nome quest'ultimo, probabilmente, in omaggio alla seconda perla dell'allevamento ovvero quella Tarantella, figlia di Tristezza e sorella di Tocsin, che seppe cogliere un bis eccezionale nel Premio Presidente della Repubblica negli anni 1902 e 1903.
L'ultima vittoria in ostacoli griffata Talon risaliva all'otto giugno del 1997 nell'improbabile, per la disciplina, tracciato di Chilivani con Juan Les Pins. Quindi addirittura venti anni fa. Prima di questa vittoria si ricorda il penultimo successo firmato in quel di Milano il diciotto maggio del 1996 da Tropea, portacolori Manganelli (uno degli allenatori di fiducia dei Talon), figlia di due cavalli che sembran voler omaggiare in toto la città di Livorno essendo Alan Ford (grande eroe dei fumetti che apparteneva a una scuderia livornese) e Triglia (classico simbolo di Livorno). Da evidenziare poi le vittorie in ostacoli, credo le ultime, dei colori Talon in via diretta, quindi anche come proprietari, con il plurivincitore Timoteo, capace anche, a inizio anni novanta, di piazzare una serie consecutiva di sei vittorie tra piano e ostacoli.
Un ultimo cenno al nome del vincitore del Furton, chiaro omaggio al filosofo presocratico Eraclito, detto l'oscuro per il suo procedere in chiave metaforica e tale da rendere spesso incomprensibili i suoi testi. Il suo, come si dice nei volumi di storia della filosofia, era un stile da oracolo e "l'oracolo non dice, né nasconde, ma accenna" e così il nostro filosofo si mise a parlare per enigmi. Panta Rhei esprime il massimo concetto di questa scuola di pensiero in virtù del quale non esiste oggetto che non subisca continuamente delle modifiche e pertanto non è possibile bagnarsi per due volte nello stesso fiume. Panta Rhei ovvero, come dicono i Negroamaro, Tutto Scorre.

Nella seconda prova in ostacoli tutto come preventivato da ippicaostacoli. Roches Cross (8/5) dimostra di esser di un'altra categoria. Prende la testa fin da subito e, tenendosi come suo solito largo, la mantiene senza patemi, controllando nel finale il compagno di allenamento Mister Westminster apparso rigenerato dall'uso dei paraocchi. Decimo successo in Italia per la Jasna. Finisce a una dozzina di lunghezze di distacco Secular Society, che a Grosseto aveva illuso Paolo Favero di esser di categoria perdendo per una spanna la Gran Corsa Siepi di Grosseto. Josef Bartos ha cercato di duellare col favorito, correndo per cercare la vittoria ma i valori in campo si sono espressi in modo evidente in dirittura di arrivo. Quarto, con buon speed finale, Lunatorio impegnato con uno schema di gara più parsimonioso rispetto al suo consueto. Quinto, ma con un rientro molto interessante, Mentore. Pollioni non lo ha spremuto e il cavallo è apparso molto brillante fino all'ultima siepe dove ha pagato il rientro. E' comunque finito vicino a Secular Society e questa, penso, sia una notizia tutt'altro che disprezzabile. Imbarazzante oltre i limiti della decenza Love Marmalade che se a Grosseto aveva perso un ferro qua, forse, ne ha persi quattro. Già in debito sulla diagonale discendente, frustato e richiamato al maggior impegno da Pastuszka, è crollato già al primo terzo della dirittura opposta a quella di arrivo in evidente stanchezza tanto da rischiare anche la caduta. Ha ultimato il percorso in una modalità da maglia nera con Pastuszka ancora a frustarlo. Davvero una delusione poiché l'intervista del suo allenatore dopo la Gran Corsa Siepi di Grosseto aveva fatto sperare in una possibile e concreta sorpresa.

SAREERAH
torna a vincere per la settima
vittoria firmata Lydia Olisova
(Foto Matteo Mancini).

Prova finale che ci ha dato una bella soddisfazione. Sempre su facebook, dopo aver presentato il programma, pubblichiamo il riferimento nostro e quello di hurdle & chase e scriviamo: "Non capisco perché non menzioni Sareerah... Staremo a vedere". Noi indichiamo nostro favorito Secret Sinner, quindi Giannettoni e la discontinua Sareerah che ad alcuni fan del blog, poco prima della corsa, dipingiamo con questi tratti: "Questa potrebbe anche vincere, come non piazzarsi... Cavalla molto discontinua... Per me la base è Secret Sinner, che a Grosseto ha corso molto bene". Ed ecco che dopo il consulto e i ringraziamenti del caso vediamo i nostri fan dirigersi a giocare Sareerah (rigoroso piazzato).
Al betting, come avevamo preannunciato, si rivela una corsa divisa in due tronconi. Riceve gioco, oltre ai tre da noi scelti, anche il Magog L'Industriale, addirittura controfavorito del nostro indicato. A 4 Giannettoni, a 5 Sareerah, oltre il 20 a 1 gli altri.
E' proprio la cavalla della slovacca Lydia Olisova (anche lei al settimo successo, tutti in ostacoli, il primo però in terra Toscana dopo le vittorie a Milano e Merano) a prendere presto la testa rilevando Zimza. Il passaggio di testimone avviene sulla diagonale dell'arginello, per intenderci. La figlia di Teofilo (buon periodo per lui dato anche il successo, di alcune settimane fa, di Broughton, altro suo interessante discendente) scandisce buona andatura e, insieme a Zimza, prende discreto margine. Si fa invece imprigionare a centrogruppo Secret Sinner, che dovrà faticare poi non poco per scrollarsi di dosso dei rivali incapaci di cambiar passo. Sapiente interpretazione dunque per Pastuszka che approfitta alla grande delle incertezze di Josef Vana jr forse convinto di dover correre contro L'Industriale, sempre tenuto a circa due lunghezze di vantaggio, e su un irriconoscibile Giannettoni partito nelle retrovie e finito penultimo a eccezionale ritardo. Sulla metà della dirittura opposta a quella di arrivo, Sareerah arriva a guadagnare qualcosa come quindici lunghezze su Secret Sinner preceduto ancora da soggetti come Zimza, Ermetico e Cherry Hill. Sareerah entra in dirittura con vantaggio rassicurante, soprattutto perché, tra gli inseguitori, L'Industriale è l'unico che da l'impressione di poter guadagnare qualcosa. Calano invece Zimza ed Ermetico, non ci sono gli altri fatta eccezione per Secret Sinner che per vie interne aggira i calanti avversari e si prepara per un tardivo finale. Vana jr spinge alla disperata Secret Sinner che dopo l'ultimo ostacolo mangia qualcosa come sei lunghezze alla front runner che si salva di un'incollatura per la prima vittoria stagionale da allenatore per Paolo Favero. Terzo è L'Industriale (alla Razza del Sole va il primo premio allevatori)con Zimza ed Ermetico a oltre dodici lunghezze (un'enormità per un ascendente) a completare l'elenco di coloro che strappano un premio. Pessimi il top weight Winged Dancer, crollato alla distanza come la volta precedentee autore di una dirittura al rallentatore, ma soprattutto Giannettoni, mai così brutto e incapace persino di mostrarsi nella prima parte di gara (evanescente). Irreversibile Strategic View ormai da mesi banale comparsa nel circuito dell'ostacolismo dopo il promettente dubutto nel Caimi.

giovedì 5 gennaio 2017

Presentazione prima giornata corse in ostacoli.


E ARRIVA L'EPIFANIA CHE ALL'OSTACOLISMO DECRETA IL VIA

Tante prove in programma quanti i Re che seguirono i disegni pitturati in cielo dalla stella cometa.




A cura di Matteo Mancini.
Stagione 2017 al via. Si parte da Pisa dove, come ormai da anni, dopo la chiusura al mondo degli ostacoli della pista di Roma (la più importante dopo Merano), prende l'avvio la lunga stagione dei saltatori.
Tre prove in programma con subito una condizionata per adulti in siepi dove si vedono nomi di spicco. Procediamo però con ordine. Si prende le mosse con una condizionata per quattro anni, tradizionale Furtom. Sei al via con un nome a brillare ovvero quello di Prepotent. Scommessa del blog mai nascosta, dovrà vedersela con il compagno Silk Gem finito in modo veemente a Grosseto tanto da battere il "capo squadra". Domani però Prepotent dovrebbe apparire più tonico e, soprattutto, più rodato tanto che, a nostro avviso, potrebbe avere tutte le carte in regola per ribaltare a suo favore il confronto. 
Cercheranno di intervenire le due mine vaganti Almost Human e Panta Rhei entrambi al debutto. Il primo è un fratellastro dello steepler Alcydon Fan presentato da Josef Vana sr (aspetto che lo porterà a essere, con tutta probabilità, l'anti-Favero della corsa). Non corre da sette mesi, predisposto soprattutto alla velocità potrebbe pagare oltre che il debutto anche il primo contatto con la lunga distanza. Inoltre dovrà vedersela con due soggetti di prima fascia tra i portacolori italiani.
Panta Rhei arriva dagli allevamenti Talon (non so se discendenti di colui che era ricordato, se non erro, come il titolare della giubba più antica di Italia), dunque un nome importante nella storia dell'ippica, da manuali. Ha corso fino a settembre e appare iscritto in siepi già dalle prove maremmane. Non dovrebbe avere problemi sulla forma né di tenuta. Lo presenta Fabio Saggiomo, assente dal movimento ostacolistico da circa quattro anni. In passato ricordiamo l'ottimo Bruciapelo poi deceduto sull'ultima siepe di una Gran Corsa Siepi di Roma. Da evidenziare poi anche il fatto che il più vincente, in fatto di montepremi, ostacolista degli ultimi anni, Sol Invictus, è passato proprio dalle sue mani prima di esser ceduto alla Magog. Fabio Saggiomo manca proprio dai tempi di Sol Invictus. E' probabile che opti per un debutto finalizzato a prendere confidenza col tracciato e, soprattutto, con le siepi.
Debutta anche Belmont Black, colori Stampfl. Pure lui assente un po' dalle piste, costituisce la terza carta Favero. Chiude il campo Rosalegre nel ruolo di outsider, dato il debutto in ostacoli tutt'altro che interessante.

Pronostico Mancho: Prepotent, Silk Gem.

Nomi di rilievo nel Doretto, la condizionata per anziani sui 3.500 metri. Un nome di spicco, quello di Roches Cross, vincitore lo scorso anno nella Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1). Sarà il favorito netto di una corsa che propone però anche il ritorno in pista, a distanza quasi di un anno, di Mentore (rivelazione della passata stagione nei main event pisani). In lotta per un piazzamento anche il regolare Mister Westminster e il Favero Secular Society, rispettivamente terzo e secondo nella Gran Corsa Siepi di Grosseto (L).
Occhio di riguardo poi per Love Marmalade, potenziale sorpresa a gran quota (piazzato) della corsa, considerato da Favero, stante le sue dichiarazioni, il migliore dei tre presentati a Grosseto nella listed. Nell'occasione fu fermato, a traguardo lontano, sembra per la perdita di un ferro. 
Chiude il campo Lunatorio, assai più indicato per i cross che per i ritmi più veloci delle siepi. 

Pronostico Mancho: Roches Cross, Mister Westminster. per chi cerchi la quota: Roches Cross, Love Marmalade.

Campo affollato nel Burn Jones, ascendentino per quattro anni sui 3.200 metri. Giannettoni sembra essere il soggetto in grado di offrire le maggiori garanzie. Secret Sinner, invece, dovrebbe essere quello in grado di migliorare il suo trend. E' rientrato alla grandissima a Grosseto e sono pronto a credere che a Pisa sia in condizione di migliorare ulteriormente. Può essere "rischiato" vincente. Questi i due più affidabili cui fanno seguito i due Favero. Sareerah, colori Olisova, non ha debuttato bene sulla pista, a Merano però ha già battuto in modo netto Giannettoni e deve così esser considerata al gioco. Si tratta, tuttavia, di una cavalla a nostro avviso assai discontinua. Avrebbe più qualità L'Industriale che, tuttavia, non l'ha mai espressa in ostacoli. Favero tuttavia dirotta Bartos proprio su quest'ultimo.
Appaiono su una seconda linea gli altri cinque con Zimza piaciuta al debutto a Grosseto, ma pessima a Pisa, e Winged Dancer (bene al debutto sulla pista, bollito la volta successiva) a capitanare il gruppo nella scala preferenze del blog. 

Pronostico Mancho: Secret Sinner, Giannettoni, Sareerah.

Si segnala poi in piano la presenza della sorellastra del mitico Sharstar ovvero Superbina, numero nove della quinta prova. 

venerdì 30 dicembre 2016

STATISTICHE DI FINE STAGIONE 2016 OSTACOLISMO ITALIANO


UNA STAGIONE NON PROPRIO IN MANO PER PAOLO FAVERO CHE VINCE MA LASCIA MOLTO AGLI AVVERSARI. PRIMO SUCCESSO NELLA CLASSIFICA ALLEVATORI PER L'AZIENDA DI MASSIMO FARINA

Grosso calo nel volume vincite dell'allenatore di Sinigo che ora spera nei nuovi arrivi per ritornare a suonare la carica, Vana sr e Raf Romano però marcano i loro rispettivi record annuali. Ritocca poi la pazzesca percentuale vittorie il ceko Radek Holcak.

Undicesima vittoria consecutiva
nella classifica allenatori per PAOLO FAVERO
che però vince con un numero di vittorie inferiore a quello 
marcato negli ultimi dieci anni.
(Foto MATTEO MANCINI).


Commento di Matteo Mancini
Non abbiamo ancora ultimato l'articolo dedicato alla sintesi della stagione ostacolistica 2016, lo faremo domani. Ci divertiamo invece a fare una panoramica sui dati, i numeri e le statistiche. Abbiamo preso i dati manualmente nel corso della stagione, crediamo di poterli definire ufficiali di certo sono molto ma molto più che orientativi. Partiamo, in modo veloce, avendo già trattato la materia nell'articolo fiume dedicato al riassunto dell'intera stagione (quelli che si potrebbero definire gli highlights), categoria per categoria, con i cavalli.

I CAVALLI
Al di là delle considerazioni già fatte in sede di riassunto, cui rinviamo in toto onde evitare di ripeterci qua, facciamo notare come su 300 cavalli scesi in pista 109 sono risultati vincitori, di cui solo 37 capaci di ripetersi. Record di vittorie marcato dal tre anni Amaranthus, con cinque squilli, uno in più di Sol Invictus Dominato. Tre vittorie poi per una decina di cavalli. Sempre di Amaranthus il record di vittorie consecutive, con quattro successi marcati tutti a Merano. 
Nuevo Leon, dalla Germania, il cavallo più vecchio con tredici primavere alle spalle. Lord of the Nile il più volte in pista, con sedici corse, seguito da sei soggetti distanziati di tre corse, quindi altri due a dodici. Settantasei coloro che hanno corso solo una volta, centoventitre quelli invece che non hanno corso più di due volte. Curioso poi evidenziare come siano stati solo novantuno (30,3%) i cavalli che hanno corso almeno cinque volte. Si evidenzia dunque come sia assai difficile correre in ostacoli e come i cavalli siano altamente deteriorabili. Se confrontate questi dati con i cavalli in piano e, soprattutto, al trotto vedrete come il numero delle corse in media per ogni singolo cavallo aumenti in modo esponenziale.

ALLEVATORI
Dieci gli stati in cui hanno visto la luce i trecento. Si va dall'uno in casella di Svizzera e Ungheria ai sessantasei Irlandesi. Buona la quota dei cavalli nati in Italia, rappresentata da sessantadue cavalli (20,7%). Livello alto poi per Francia (cinquantasei) e Inghilterra (quarantaquattro), completano nell'ordine Germania (trentuno), Polonia, Repubblica Ceka e Stati Uniti. Oltre ai sessantadue cavalli nati in Italia, vi sono stati registrati, dunque nei termini indicati dalle normative internazionali, altri trentasei per un totale di novantotto soggetti giuridicamente considerati allevati da allevatori italiani. A questi si aggiunge poi il giallo di Bobo Merenda, data prima per allevata da Carlo Pierobon, pur se nata in Francia, e poi estromessa dai premi perché considerata straniera. Noi ci siamo attenuti ai programmi ufficiali che la considerano pienamente francese. Sembra quasi un caso da lenti di ingrandimento, più che a contatto come suggerirebbe la canzone di Jannacci omaggiata col nome scelto per questa figlia di Dylan Thomas. 
Questi novantotto soggetti hanno interessato sessantanove allevatori, sedici dei quali con più di un cavallo presentato. L'allevatore che ha fornito il maggior numero di prodotti è stata l'Antezzate, peraltro con risultati al quanto mediocri (trentaquattresimo posto in classifica), con sette soggetti. Uno in più della storica Razza Dormella Olgiata che ha preso però parte, anche con propri colori con Nelly Darrier, al maggior numero di corse con trentanove rappresentazioni. La stessa Dormello, inoltre, ha curiosamente schierato una cavalla, Diva Silente, proveniente da un altro allevamento (Sc. Micolo). Quattro soggetti per La Nuova Sbarra, distanziata in fatto di rappresentazioni di undici lunghezze dalla Dormello, quindi l'Azienda Agricola San Dazio e Vittadini con due elementi. Un cavallo allevato persino dall'immenso ACETO, al secolo Andrea De Gortes, con Aceto Balsamico griffato 3A. 
Volumi di fuoco dunque importanti con allevatori di calibro tanto da interessare l'intera storia dell'ippica, ma soluzione finale a favore di un piccolo allevatore umbro con storia ultratrentennale ma risultati non sempre di cartello: l'umbra Azienda Agricola di Massimo Farina che coglie, l'ipotetica, coppa del vincitore della classifica allevatore in ostacoli del 2016 grazie ai trionfi di Amaranthus (in pista anche il mai piazzato Tinuviel della famiglia Tomanin). Vittorie in serie e piazzamenti d'elite che si traducono, per l'allevatore, in 20.137 euro freschi in conto corrente che, pensiamo di poter dire, segnano il primo trionfo in prima posizione dell'allevatore in tutta la sua carriera. Posizione d'onore per la storica Razza Dormello Olgiata, che di queste classifiche in passato ha fatto scorpacciata, seconda per appena 260 euro di distacco (davvero una beffa, qualora ci fosse stata una coppa di settore). Sul punto viene però fatto segnalare da alcuni addetti alla pista che nel Gran Premio Merano il premio agli allevatori sarebbe esteso fino al settimo posto (hippoweb esclude questa eventualità facendo riferimento alla regola generale dei primi tre posti, ippicabiz se ne disinteressa, mentre il programma ufficiale della pista non è per nulla chiaro, quanto meno quello delle passate stagioni, lasciando intendere per consuetudini che i premi vadano ai primi tre). Qualora la segnalazione dovesse esser giusta la Razza Dormello Olgiata arriverebbe al primo posto, avendo una base iniziale intangibile anche per l'Azienda Agricola Francesca, allevatrice di Fafintadenient (primo italiano classificato), e per Giuliano Fanti (secondo italiano classificato con Alcydon Fan).
Distacco inferiore ai 1.000 euro per il terzo piazzato, la potentissima La Nuova Sbarra che attualmente avrà altri pensieri per la testa che festeggiare un bronzo in una classifica peraltro che non prevede premi se non quelli economici già elargiti dagli organizzatori corse a prescindere da questi piazzamenti finali. Bel piazzamento, ai margini del podio, per un altro colosso dell'allevamento italiano ovvero l'Azienda Agricola Rosati Colarieti, con 18.070 euro. Seguono, tutti con un cavallo, l'Immobiliare Casa Paola (14.230 euro), la Società Agricola Al. Deni (12.940 euro, a lungo in testa nella prima parte di stagione grazie a Rio Apache), l'Azienda Agricola il Tiglio (10.535 euro), l'intramontabile Giulio Frascatani (9.410 euro con Sol Invictus), Giuliano Fanti (9.410 euro) e, in decima posizione, l'Eledy con due soggetti (6.485 euro).
Quarantaquattro gli allevatori che hanno riscosso un premio, il minimo, 260 euro che mancano alla Dormello per fare l'aggancio, lo ha intascato Adriano Riva con Don Viannei, occupando così l'ultima posizione tra coloro che hanno visto un proprio rampollo finire almeno nelle prime tre posizioni. Ricordiamo infatti che gli introiti riservati agli allevatori italiani vengono elargiti a condizione di arrivare nelle prime tre posizioni e senza considerare i cavalli prodotto di allevatori stranieri.
Tra i soggetti rimasti a secco spiccano la Finanza Locale Consulting, la Razza Montalbano, l'Effevi (dominatrice in piano tra le scuderie), l'Azienda Agricola Razza Emiliana e via dicendo. In classifica anche la Incolinx dell'ingegner Romeo, in trentacinquesima posizione (livello poco consono a questi colori di prestigio nelle piane). Tra le "delusioni" si notano gli "specialisti" Luciani Stefano e Loreto (diciassettesimo) e Giuseppe Morese (diciannovesimo). Un plauso comunque finale a tutti per la passione e l'impegno non sempre redditizio, per una categoria che sento di rado rammentare in ippodromo o nelle interviste a commento di prestazioni ed esiti delle piste, ma che sta alla base di tutto il movimento.

PROPRIETARI
Passiamo ora alle scuderie, ovvero a chi, dopo gli allevatori, fa gli investimenti che permettono di tenere in piedi le corse dei cavalli.
Prima però di scendere in merito ricordiamo che le corse disputate sono state 164 (una in più rispetto allo scorso anno) così distribuite: 99 in siepi (di cui 26 per tre anni), 38 in steeple e 27 in cross (13 per dilettanti).
Chi ci potrebbe mai essere al comando, sia per numero vittorie che per introiti, se non Paolo Favero? Trentacinque successi su 130 corse ovvero circa il 27% degli ingaggi. Netto il calo rispetto ai cinquantuno successi del 2015, ma calo anche dei cavalli che hanno difeso il "fucsia shocking". 73 nel 2015, 48 quest'anno, inflessione del 34% che si rispecchia nel numero delle vittorie, calato del 31%, ma soprattutto degli introiti, passati dai 505.000 circa del 2015 ai circa 367.000 del 2016, dunque 138.000 euro in meno (non poco).
Un calo che non si limita al leader della scuderia, ma si riverbera anche sui clienti. La Magog di Axel Ambruschitz, fortemente ridimensionata (otto cavalli in luogo di quattordici) e orfana di cavalli di estremo valore come Solar Focus e Il Superstite, si è confermata seconda con dieci vittorie (contro le quattordici della passata stagione), ma con importante inflessione negli introiti. In Austria vanno infatti 145.000 euro a dispetto dei 335.000 del 2015, calo dunque addirittura superiore alla metà. Crollo meno marcato per la terza scuderia di casa Favero, la trevigiana D'Altemps che lascia il podio conquistato nella scorsa stagione, collocandosi in sesta posizione per introiti. Sei le vittorie dei giallo-arancioni (nove la passata stagione) con perdita contenuta a circa 40.000 euro rispetto ai dati passati.
Sale allora sul podio, di misura, Koei Dent che sfrutta il suo Mazhilis con tre sole corse che fruttano la terza somma più alta riscossa da una scuderia, salvandosi poi dal finale di Josef Aichner che incrementa il suo valore passando dall'undicesima alla quarta posizione con dieci vittorie (pari merito in seconda posizione con la Magog in fatto di numero vittorie) e 121.235 euro (257 euro in meno di Koei Dent) di vincite. Vittorie dunque raddoppiate e vincite aumentate in modo esponenziale (appena 38.395 nel 2015). Si tratta inoltre del proprietario, dopo Favero, ad aver mandato in pista il maggior numero di cavalli: quattordici.
Crescita importante poi anche per la scuderia Milano. Quinta per introiti, che aumenta di un'unità il numero di cavalli (passa da nove a otto), ma incrementa in modo vertiginoso le vincite pur vincendo appena una corsa in più rispetto al 2015 (cinque vittorie in luogo di quattro) con entrate che passano da 66.500 a 111.600 (quasi raddoppiate dunque).
Tra le new entry, a parte l'ospite straniero della Monte Negro (settima), sale Christian Troger, forse il soggetto che, in media, ha fatto il maggior numero di investimenti, comprando cavalli già affermatesi in mano altrui. E' salito dalla sessantacinquesima posizione all'ottava, conquistando le sue prime vittorie (cinque nel complesso, per un totale di 67.400 euro).
Grande livello di vittorie, quarta in questo, per la Tania - Vana (ex scuderia Montanari - La Faina), altra scuderia in forte ascesa (sessantanovesima nel 2015), con otto vittorie e 49.470 a valerle la decima posizione. Stabile, si riconferma (non era facile) nella top ten, Christian Ghiotti, nono, calando di una vittoria il livello toccato nel 2015 con un'inflessione inferiore a 20.000 euro di entrate e tre posizioni concesse ai rivali.
Bene poi la Vocetka, Remo Romano, Kurt Fekonja e la giovane Lydia Olisova, tutti in saldo attivo dal 2015. Una nota per la giovane appassionata slovacca, unica in bilancio positivo in casa Favero (quanto a introiti conquistati sul campo) ma con dieci cavalli impegnati, alcuni dei quali rispediti al mittente Favero, che ne fanno il terzo proprietario stagionale per numero di cavalli mandati in pista.
Tra le delusioni si registra il crollo della Statek-Chyse che, perso Cornet Obolensky, ha dirottato le proprie attenzioni all'estero con Fafintadenient, abbandonando la top ten (era quinta) per scendere in ventidueesima posizione. Idem per la Pegas DS, praticamente quasi assente (due corse e una vittoria) ed Eros Ostanel che sembra essersi ritirato del tutto dal movimento (lo scorso anno chiuse nono).
Investimenti importanti non molto ripagati dal campo poi per Arcadio Vangelisti (ex cliente di calibro di Favero), il proprietario di punta del gruppo Satalia, che ha colto due vittorie mandando in pista sei soggetti per un totale di 13.277 euro, livello di gran lunga inferiore alle somme spese. Trentaseiesimo posto in classifica e decisione di prender la via della Francia, da ottobre, perseverando a spendere senza tagliare traguardi in prima posizione. Per i Satalia si segnalano poi le promettenti tre vittorie iniziali della Liga la Sela, le prime in ostacoli per questa scuderia, che han però fruttato 11.687 euro e il quarantesimo posto in classifica.
Questo per sommi capi. Possiamo aggiungere che sono stati 131 i colori rappresentati, lievissimo dunque il calo rispetto ai 138 della passata stagione. In cinquantacinque hanno gioito per almeno una vittoria, venticinque si sono ripetuti, solo diciassette quelli capaci di cogliere una tripletta.

ALLENATORI
Veniamo ora a chi i cavalli li prepara per mandarli in pista. Davanti a tutti, ancora (credo per l'undicesima volta consecutiva per un totale di dodici scudetti), lo zar di Sinigo Paolo Favero, con regressione ai livelli di dieci anni fa in termini di vittorie. 58 vittorie su 153 corse, ha addirittura rinunciato a undici ingaggi (era sempre stato presente negli ultimi anni). Un calo importante, determinato dalla crescita degli avversari (Vana sr e Romano), ma anche da strategie di mercato, non sappiamo se dovute alla decisione di ridurre i budget, poco premianti. Non ritorneremo sul punto, avendolo già trattato. Calo del 37,6% (nel 2015 erano state 93 le vittorie), reso ancora più manifesto dalle "sole" nove doppiette e due triplette colte negli ultimi dodici mesi in luogo delle passate TRENTA doppiette oltre che sei triplette e addirittura un poker. Crollo anche nei successi in pattern race da quindici a otto (quasi il 50%), di cui uno vinto a tavolino e con un solo pretendente al Gran Premio Merano, finito sesto.
Dati che, si intuisce, si ripercuoteranno in modo importante sui prossimi investimenti (653.000 euro di introiti contro il milione superato dello scorso anno), rischiando addirittura di amplificare la crisi, se di crisi può parlarsi. Di certo a Paolo Favero non manca la classe e la competenza per dare un colpo di coda a questa situazione, di questo non abbiam il minimo dubbio. Si conferma vincitore nelle classifiche di riunione di Merano, Milano e Treviso.
Scatenato, dietro, Josef Vana sr, se di scatenato può parlarsi (anche lui è un grandisismo maestro che non si scopre certo adesso). Il sodalizio chiuso con Aichner da ottobre, probabilmente, lo renderà molto più presente nella prossima stagione. Ha conservato il secondo posto in classifica difendendosi dal gran finale di Raf Romano che era giunto quasi a sopravanzarlo. 28 successi, record in carriera per lui in Italia, vittoria nella classifica di riunione, a pari merito con Favero, di Pisa, quattro classiche centrate a partire dalla perla nel Gran Premio Merano vinto con un cavallo non di prima fascia. Numeri importanti (crescita prossima ai 150.000 euro nel volume di vincite rispetto al 2015, solo in Italia) che sono da evidenziare soprattutto grazie al grande numero di clienti e un impegno che si apre a più nazioni, fino a comprendere la Francia. Un vero e proprio globe trotter che sa strappare consensi.
Attenzione però anche alla crescita (circa di 100.000 euro) dell'allievo prediletto di Favero, ovvero Raf Romano. Eccelsa stagione, specie se si considerano le grosse difficoltà iniziali nel 2015. Paga ancora un bacino di utenza piuttosto frastagliato, ma ha colto per strada Christian Troger che potrebbe regalargli più di una soddisfazione. Geniale, o forse più fortunato, l'acquisto di Amaranthus. In entrata poi un Queen Winkle che potrebbe far vedere cose importanti nel 2017. Ventiquattro successi, conferma la vittoria nella classifica di riunione di Grosseto, porta a casa le prime sue quattro classiche da allenatore (lo fa soprattutto con i tre anni e con un rigenerato Dominato, in steeple, tra i novizi) e porta a quattro (da una) le doppiette. Molto, molto bene e in crescita.
Dietro ai tre, il vuoto. Quarto Arnaldo Bianco, a sette vittorie (tante quante quelle conseguite in totale nei sette anni precedenti), poi lasciato da Aichner che lo ha sacrificato al cospetto di Vana. Cala ancora, purtroppo, Francesco Contu che corre pochissimo, solo trentanove corse, e che non è affatto inferiore (non c'è certo da dimostrarlo) a coloro che oggi si spartiscono il maggior numero di vittorie. Solo cinque le vittorie del maestro sardo che ha tolto, all'ultima giornata, il quinto posto (per il maggior numero di secondi posti conseguiti) a Giuseppe Satalia. Per il colonnello quattro successi in più rispetto al 2015, ma tutti in prove di secondo piano col solo Amedeo Duca D'Aosta di Treviso ad aver un certo valore, pur non essendo una pattern race (peraltro grande prova da kamikaze nell'occasione di Triangle d'Or, premiata poi dalla pista senza tanto da replicare). Ne è una dimostrazione la dodicesima posizione, comunque onorevole, per volumi premi aggiudicati.
Tra gli altri si registra un cinico, ma che dico cinico, terribile Radek Holcak, quattro vittorie (tre in pattern) in sei corse a ritoccare la sua pazzesca percentuale di vittorie che ne fa l'allenatore nettamente più vittorioso in media, considerando un minimo di 50 corse disputate, negli ultimi otto anni di ostacolismo in Italia. Tasso quasi del 30%.
Da evidenziare poi le prime vittorie di Melanie Frank, tre, con decimo posto in classifica. Applauso per la prima pattern race conquistata da Laura Marinoni, vincitrice della Gran Corsa Siepi di Pisa con un Mentore mai così forte, quindi il crollo della rivelazione 2015 Ilenia Nero che, da maggio, ha rotto con la scuderia Ghiotti finendo dal quinto al trentunesimo posto senza neppure cogliere una vittoria. Molta sfortuna però per lei, come evidenziano gli undici secondi posti conquistati, alcuni anche con cavalli inferiori alla concorrenza (l'ultimo secondo posto di Achen a Pisa in una prova da 5.100 euro al primo è un eccellente risultato), su trentatrè corse (non male come livello). Prove che trovano riscontro nel nono posto in classifica (non malaccio) per volume di euro introitati dai cavalli da lei allenati (46.000 euro circa, erano stati 88.000 nel 2015), a testimoniare quanto la classifica sia bugiarda. Resta comunque tredicesima, per vittorie, nella classifica che comprende i dati degli ultimi otto anni in ostacoli, e ha colto un secondo posto in listed con Nelly Darrier, poi settima nel primo Gran Premio Merano della carriera dell'allenatrice.
Che dire del resto? Primo successo da allenatore per Dirk Fuhrmann con un soggetto che ha dato Spettacolo. 


BIG JOE
BARTOS
esulta in una foto d'annata con i colori del 
DR. Charvat.

FANTINI
Brilla per la terza volta consecutiva la stella di Josef Bartos che si riconferma golden joceky pur con un bottino notevolmente ridotto rispetto alla stagione 2015. Sono state ventiquattro le vittorie in meno rispetto al record personale marcato dal ceko nella passata stagione. L'asticella si è dunque fermata a 35 vittorie, tante quante quelle marcate nel 2009, quando giunse secondo alle spalle del dominatore Raf Romano. Si tratta comunque del secondo livello più alto toccato dal fantino ceko in Italia, ottenuto nonostante un mese di stop per infortunio che lo ha tagliato fuori dalla riunione grossetana. Una pausa che ha permesso al secondo in classifica, il connazionale Josef Vana Jr, di acciuffarlo a pari merito  e poi batterlo di una lunghezza nella riunione pisana. Trionfo comunque nella generale e nelle classifiche di riunione di Merano (17 a 12 su Romano), Milano (9 a 6 su Vana jr) e Treviso (5 a 4 su Vana jr).
Eccezionale la stagione per Vana Jr, che ha però visto trionfare la seconda monta di scuderia, Jan Kratochvil (golden jockey in patria), nel Gran Premio Merano. Il figlio d'arte si è tuttavia riconfermato per la seconda volta secondo, vincendo qualche corsa in più rispetto alla passata stagione. Ha tagliato il traguardo per primo in 23 circostanze, quattro volte in più rispetto al 2015 ma quattro in meno rispetto al suo record personale siglato nel 2014. Vittoria per lui, credo per la prima volta in assoluto, poi della classifica di riunione di Pisa.
Terzo posto per il veterano e plurivincitore della classifica di settore Raf Romano, passato dai 10 successi della passata stagione ai 18 attuali. Da evidenziare come il bresciano abbia subito un calo vertiginoso di vittorie rispetto ai suoi standard, si ricordano i 62 sigilli del 2009 e una media vittoria di circa 55 successi l'anno prima della rottura col sodalizio con Paolo Favero per la scelta di intraprendere la carriera in proprio da allenatore. Il Raf nazionale ha saputo comunque riconfermarsi, per il secondo anno di fila, al vertice della classifica di riunione di Grosseto con una vittoria di margine su Josef Vana (cinque a quattro lo score).
Dietro ai tre "giganti" si classificano a pari merito la seconda monta in casa Favero, Dominik Pastuszka (il fantino più in pista nella stagione con 131 ingaggi su 151 corse e 11 vittorie, ovvero a meno tre dal record personale) e la prima in casa Contu, Davide Columbu ( il fantino più virtuoso, contrariamente alla passata stagione dove fu quello più volte rotolato a terra, con 80 monte e nessuna caduta), terzo classificato nella graduatoria di Milano. Segue Jan Kratochvil a sette, quindi Alessandro Pollioni (terzo a Pisa) e John Paul Brennan a sei e Davide Satalia a cinque. Sono stati cinquantatre i fantini scesi in pista almeno una volta (contro i quarantanove del 2015), venticinque sono risultati vincitori, nove di questi per una sola volta. Inflessioni importanti, in termini di vittorie, per Sylvain Mastain passato da sette a tre vittorie e per Ivan Cherchi da cinque a una. Il più positivo, per quel che concerne i miglioramenti statistici, è stato Davide Satalia tornato a vincere, addirittura cinque volte, a dispetto del poco onorevole zero marcato nel 2015, peraltro con quattro corse disputate in più rispetto a quelle di quest'anno. Per lui, inoltre, ipotetica medaglia di bronzo conquistata nella classifica di riunione di Treviso.
Nessun gentleman, dei sette schierati contro i professionisti, è stato capace di vincere, lo scorso anno vi riuscì l'irlandese William Shanahan (assente nel 2016).
Il più in pista è stato Dominik Pastuszka, dominatore nei due main event del cross nazionale, con 131 ingaggi contro i 126 di Bartos. Sono gli unici due fantini che sono stati capaci di andare in tripla cifra, dietro di loro figurano Josef Vana jr (91 monte), Pollioni, Columbu e Raf Romano (80 monte).
Troviamo ancora Bartos leader in una classifica, non tanto di merito questa volta, ovvero quella delle cadute, essendo stato sbalzato di sella per sette volte oltre un'ottava (non conteggiata in quanto corsa annullata) nel Berlingieri che gli è valsa l'infortunio alla clavicola che lo ha messo fuori causa nella parte terminale di stagione. Condivide questo non tanto ambito primato con Emmanuel Reinhardt, sette cadute pure per lui, impegnato però in circa metà delle corse disputate dal collega. Tasso percentuale cadute molto alto per Reinhardt ovvero dell'11 % che lo colloca, quindi, al primo posto di questa speciale graduatoria con caduta finale, anche per lui, tale da fargli vincere un biglietto per l'infermieria ortopedica. Non sono mai caduti Columbu, El Rherras e Davide Satalia oltre ad altri fantini impegnati però in un numero limitato di corse.

GENTLEMAN E AMAZZONI
Assai più limitato il terreno di battaglia per i gentleman e amazzoni rappresentato da appena tredici corse, una in più rispetto al 2015. Settore ricostituito, per il versante ostacoli, dal 2014, dopo che era stato depennato dai programmi, che ha visto il ceko Marcel Altenburger trionfare per una sola lunghezza sul campione uscente Riki Belluco. Quattro a tre il risultato finale, con l'italiano che ha cercato di approfittare di un infortunio patito dall'avversario, a seguito caduta, che lo ha messo fuori gioco a settembre. Due vittorie per il bravo Michal Miksovsky e per Luca Bonacina.
Dalla lettura della classifica, ma anche delle prove visionate, si denota come il settore si regga soprattutto sui gentleman di vecchio corso, quali gli ottimi Belluco e Bonacina, e su stranieri provenienti soprattutto da Repubblica Ceka e Francia (una vittoria su una corsa per Gonzague Cotreau). Stentano molto a carburare gli italiani forgiati dalle scuole messe in piedi, anche con sacrificio, dal colonnello Satalia e compagni. Pier Luigi Stefani, probabilmente il più promettente del nuovo corso, non è andato oltre a due terzi posti su sei uscite. Siamo certi che saprà presto togliersi la qualifica di maiden, ma sarebbe stato lecito attendersi qualcosa di più anche perché, ancora una volta, nessuno di questi soggetti è andato al bersaglio grosso. Sono stati ventidue i dilettanti scesi in pista (venti gentleman e due amazzoni), solo sei sono risultati vincitori. Di questi sei il 50% è titolare di patentino estero, mentre il terzo italiano a vincere è stato il veterano Daniele Tonelli (beffando il futuro vincitore della classifica Altenburger) in una prova rocambolesca di Milano che ha suscitato non poche polemiche. Sotto i vincitori figura un altro straniero ovvero Pavel Peprna, due volte secondo, quindi Lorenzo Chieregati e Angelo Torosani con un secondo posto.
Si conferma specialista nelle cadute Luca Carminati (gentleman di nuova formazione) volato per le terre, come l'anno scorso, per quattro volte su otto prove (tasso del 50% contro il 66,6% della passata stagione). Per lui anche un terzo posto così come per Claudiano Patelli.

GLI STALLONI

PADRI di Ostacolisti
Verrebbe da chiedersi, a prima facie, se quella che segue sia una classifica stalloni o artisti, del resto il grande "Mago" Tesio insegnava che nomen omen e quindi metteva a tutti i suoi prodotti il nome di un qualche artista o di una corrente artistica. Ma cosa c'entra Tesio? Questa la probabile domanda di un lettore poco attento che magari ha anche perso un ferro. C'entra e come, perché il suo genio ribelle appare ormai cristallizzato nella storia di questo sport. Come vedrete si è verificato, e non è certo un evento eccezionale, un vero e proprio dominio che risponde  a uno stallone caporazza canadese chiamato Northern Dancer il cui sangue, regredendo di due generazioni, arriva direttamente da una creatura di Dormello: Nearco. 
E allora andiamo a illuminare il settore proprio con il più grande rappresentante del Pharos.
Sono stati 199 gli stalloni rappresentati nella stagione dell'ostacolismo italiano, dunque diciassette in meno rispetto al 2015. Molte le conferme, ma leadership completamente modificata. Certo, il panorama ostacolistico italiano è limitato (in fatto di numero corse) e non esaustivo come per il settore delle piane, risentendo anche delle scelte fatte dai vari allenatori e del confronto non aperto all'intera categoria ma ai soli cavalli indirizzati, per ragioni diverse, sui salti.
Lo stallone che ha riportato il maggior numero di vittorie è stato Dylan Thomas, nome da artista che ricorda un celebre poeta, scrittore e drammaturgo gallese che è anche all'origine, pensate, della scelta da parte di Tiziano Sclavi del nome Dylan Dog (ex saltatore Favero, tra l'altro) ovvero il più celebre detective dell'incubo del mondo del fumetto italiano (e non solo di esso). Stallone di grosso rilievo anche in piano, figlio di Danehill (dunque discendenza Northern Dancer) padre di quel Dylan Mouth che lasciò, qualche anno fa, a bocca aperta l'intero pubblico di Roma, e non solo, vincendo Derby e molteplici altre classiche per i colori del signor Felice Villa segnalandosi quale miglior cavallo degli ultimi anni dell'allevamento italiano. Lo stallone si è dimostrato buon riproduttore di ostacolisti, anche all'estero, e ha colto il primo posto nella classifica italiana per numero di vittorie riportate dai suoi figli nella stagione appena passata. Sono stati sette gli squlli di tromba, frutto delle vittorie di quattro dei sei figli che lo hanno rappresentato per un totale di trenta chance di vittoria. Tre i successi dell'enorme Roman, soggetto importato dal signor Montanari e affidato alle cure di Josef Vana sr, due dell'inbreeding 3x4 su Northern Dancer costituito dal bellissmo Big Mago, una vittoria per le femmine Hoi Hoi e Bobo Merenda. Un trend che migliora dunque l'andamento del 2015 (Dylan Thomas chiuse in nona posizione con tre vittorie su tredici chance), ma non permette allo stallone di superare i successi marcati dallo scomparso High Chaparral, leader la passata stagione con nove centri (sette dei quali firmati High Master) e precipitato nella stagione corrente in undicesima posizione. Peraltro è da sottolineare come l'attuale tasso di monta sia decisamente abbordabile essendosi assestato a 5.000 euro contro i 50.000 euro del suo primo anno di monta (2008). E' disponibile in Irlanda presso la Castle Hyde Stud.

Seconda posizione per il "faraonico" Galileo, altro nome d'artista anche se, più correttamente, si dovrebbe parlare di scienziato della scuola pisana che non necessita certo presentazioni. E' il miglior stallone in assoluto dell'intero panaroma ippico, plurivincitore delle classifiche in Inghilterra e Irlanda settore piane in via consecutiva per svariati anni. E' un altro discendente della famiglia Northern Dancer, ceppo Sadler's Wells (in luogo di Danzig, come invece Dylan Thomas). Stallone il cui tasso di monta è difficilmente quantificabile, saltando in trattativa privata e solo con fattrici di gradimento al sindacato che ne detiene i diritti di "sfruttamento". Stallone dunque dai gusti alquanto ricercati che non viene concesso semplicemente pagando.
E' il secondo stallone, dopo Mujahid (40 rappresentazioni), che è stato rappresentato il maggior numero di volte con 38 rappresentazioni (usiamo questo termine e non corse perché abbiam conteggiato tutte le volte che lo stallone è apparso in un programma; pertanto nel caso in cui in una stessa corsa  fossero stati presenti due figli di Galileo le "rappresentazioni" a fine di questa classifica per noi sarebbero due e non una). Schizzo in vetta davvero eccezionale, dato anche il valore e le sole nove rappresentazioni della passata stagione, a testimoniare un tentativo da parte degli allenatori (Vana sr e Favero) di ricercare sangue nobiliare.  Sei le vittorie e venticinque piazzamenti, grazie alla tripletta messa a segno da Le Cirque  e le vittorie non esaltanti del duo fucsia costituito da Lord of the Nile e Mishghar. Cinque i figli che lo hanno rappresentato, con performance complessive però non certo da campioni.

Un triunvirato sul terzo gradino del podio con cinque vittorie a testa a dipingere il proverbiale 5 5 5 alla Martino, piuttosto che alla Martone, come suggerito dall'immortale cult L'Allenatore nel Pallone. Troviamo la sorpresa assoluta Daro Sopran, cavallo mai piazzato in pattern race (ma discendente, ancora una volta, da Northern Dancer, ramo Nijinsky, con inbreeding 4x4 sulla madre incentrato su Tenerani) che si è fatto forte dei cinque successi di Amaranthus (l'unico a rappresentarlo nel circus) quale prodotto del suo ultimo anno di attività riproduttiva, il nobilissimo Sinndar (sempre discendenza Northern Dancer linea Danzig), vittorioso sia con Lindaro che con Tuk Tuk (dimostrando quindi eccezionale attitudine), e lo specialista tedesco Sholokhov a completare l'en plein Northern Dancer (essendo figlio di Sadler's Wells).
Bene in quota con quattro vittorie Aussie Rules, Mujahid (lo stallone col maggior numero di figli insieme a Samum e a Dylan Thomas a formare il proverbiale numero della targa del Maggiolone di Dylan Dog con sei figli a testa)
Dunque podio completamente rinnovato, dato che lo scorso anno finirono nell'ordine High Chaparral, Intense Focus (nessuna vittoria nel 2016) e King Charlemagne (sesto nel 2016)

Da un punto di vista generale possiamo poi dire che dei 199 sono stati 88 gli stalloni che hanno visto almeno un loro prodotto cogliere un successo, la metà circa di questi ultimi è stata in grado di ripetersi almeno una volta.  Dei 199, 154 sono stati rappresentati più di una volta, 80 più di cinque. Sette quelli capaci di abbattare il muro delle diciannove rappresentazioni. Tra i più rappresentati, non hanno colto alcuna vittoria Kodiac (15 rappresentazioni), Iffraaj (14 rappresentazioni) e First Samurai (13 rappresentazioni).
Record di piazzamenti, non conteggiando le vittorie, ottenuto a pari merito da Galileo e Mujahid con venticinque piazzamenti (ovvero 31 a 29 conteggiando le vittorie), seguono Hurricane Run a diciotto (venti con le vittorie) e Aussie Rules a diciassette (ventuno con le vittorie).

Il vincitore della classifica 2016 per somme vinte, a stravolgere il tutto in virtù del bonus premi offerto dal Gran Premio Merano, è stata la super sorpresa Country Reel (addirittura settantacinquesimo la passata stagione), uno stallone finito svenduto in Turchia ma pur sempre discendente di Northern Dancer (sponda Danzig). Grazie all'unico prodotto che lo ha rappresentato, Mazhilis, ha vinto 121.492 euro battendo di appena 265 euro la somma riportata da High Chaparral nella passata stagione. 80.970 euro poi per Sholokhov (quinto la passata stagione), ancora secondo per il secondo anno di fila (e con due figli diversi) nel Gran Premio Merano. Terzo il grigio Aussie Rules con 70.465 (balzo in avanti dalla sedicesima posizione). A precedere, con scarto massimo di circa 9.000 euro e vincite superiori ai 50.000 euro, Intikhab, Mujahid, Galileo, King Charlemagne, Red Rocks e Dylan Thomas (solo nono per vincite, nonostante il maggior numero di vittorie riportate). Preciptato in dodicesima posizione, con 44.047 euro, High Chaparral, vincitore nel 2015.
Dei 199 stalloni 64 hanno vinto più di 10.000 euro, mentre 36 non hanno riscosso neppure un euro. Tra questi spiccano, per il maggior numero di rappresentazioni, Montalegre, Good Sphinx e Vision d'Etat rispettivamente con sette, sei e quattro rappresentazioni.

Il leader 2016 per vittorie tra gli stalloni
DYLAN THOMAS
all'epoca dell'agonismo
con la giubba in formato 
FULL PURPLE
che ha reso leggendario anche un altro cavallo con un nome
di un grande scrittore premiato col NOBEL
YEATS (due vittorie per lui e ventinovesima posizione
per vincite). 
Quando si dice la potenza degli artisti,
non a caso la RAZZA DORMELLO aveva certe usanze ai tempi
del MAGO TESIO 
(Foto keyword-suggestions.com).

Padri di fattrici di Ostacolisti.
Ed eccoci all'ultima graduatoria, forse quella vista con minor interesse (non so quanto a ragione) dagli addetti ai lavori, ovvero quella degli stalloni che si sono rivelati migliori quali riproduttori di madri di saltatori. Al comando non ci poteva che esser lui, il figlio prediletto di Northern Dancer, il caporazza pre-Galileo (che ne è figlio), avran tutti capito di chi sto parlando... Sadler's Wells. E' stato il secondo stallone più rappresentato, una volta in meno del cugino paterno Danehill e una in più del figlio di questi Danehill Dancer. Ventisei le rappresentazioni con otto vittorie marcate da tutti i nipoti (quattro) che sono scesi in pista. Massima garanzia di successo quindi, almeno nel 2016, con dodici ulteriori piazzamenti. Tuk Tuk (dalla figlia Shuttle Mission) il più qualitativo, con due classiche vinte su tre vittorie, quindi i duplici successi di Shipwright (dalla femmina Shinko Hermes) e Big Mago (dal "dolce uccello di fuoco"), per concludere con l'unica vittoria riportata da Vespro Place ex Incolinx dallo speciale verdone ovvero Special Green. Un totale di piazzamenti e vittorie che ha fruttato, ai detentori dei nipoti griffati in linea diretta femminile, 74.825 euro. Bella somma, ma non è il record stagionale.
Secondo posto per un poker di soggetti tra cui il citato Danehill (il più volte rappresentato), il fratellastro per via paterna di quest'ultimo Anabaa, quindi un altro discendente di Northern Dancer (questa volta dall'uccello della tempesta Storm Bird) che risponde al nome Personal First, quindi il grigio Take Risks che ha nel sangue i geni di Northern Dancer, ma solo nella linea materna, essendo discendente della prole nata dal seme dell'Aga Khan Zeddaan (a sua volta però riconducibile al nonno paterno di Northern Dancer ovvero Nearco, bis nonno proprio di Zeddaan). Questi quattro stalloni hanno conquistato cinque vittorie a testa. Anabaa ha visto vincere tre nipoti su quattro (appena 40.562 euro di introito); Danehill tre su cinque, tra cui l'ottimo nipote Roches Cross (da Danemarque) per un totale complessivo di 55.564 euro; Personal First ha marcato i successi tutti con la rivelazione Amaranthus (dall'americana Zacapa), suo unico rappresentante, mentre Take Risks ha riportato lo score grazie ai trionfi di tre dei quattro nipoti che lo hanno rappresentato con 49.639 euro di bottino.
Sotto a questi soggetti figurano altri quattro stalloni autori di un poker di vittorie: Lycius, Danehill Dancer, Monsun e Acatenango.
Vediamo però quanti sono stati gli stalloni madri di fattrici degli ostacolisti che si sono disimpegnati in Italia nel 2016. Sono stati 201, dunque due in più rispetto ai padri a evidenziare una leggera maggiore variabilità. 92 hanno colto almeno una vittoria, solo 37 si sono ripetuti. Gli stalloni che hanno avuto il maggior numero di fattrici, e dunque di nipoti, a rappresentarli in pista sono stati Danehill, Galileo (tre vittorie ma modesto introito di 18.487 euro), Danehill Daner, Gran Lodge (tre vittorie) e l'americano trapiantato in Polonia Jape (neppure una vittoria su sei chance, ma secondo posto nella Gran Corsa Siepi di Milano con l'ungherese Diplomata). Cinque stalloni dunque con cinque nipoti apparsi in ostacoli sulle piste della nostra penisola.
Tra i più rappresentati ha avuto particolare sfortuna Xaar, una sola vittoria su ventuno chance per lui ma lunga serie di secondi posti centrati da Golden Hello, nessuna vittoria poi per Inchinor, Intikhab (protagonista da padre con Kifaaya), Lear Fan, il blasonatissimo Mr Prospector e Shamardal con chance ricomprese tra le sedici e le undici corse.
A livello di introiti buon risultato per Dalakhani (61.115 euro), soprattutto per merito di Sbarazzino (vincitore però anche l'altro nipote The Plough) e per Lycius (56.015 tutti firmati Sine Alia da leggersi quale Sol Invictus). Record tuttavia costituito, per il solito effetto dei bonus premi offerti dal Gran Premio Merano, da Theatrical ovvero l'ennesimo discendente da Northern Dancer (sponda ballerino, verrebbe da dire per ricollegarsi a quel Dylan Thomas di cui al Giuda Ballerino di Dylan Dog, record-horse tra i padri, trattandosi di un figlio di Nureyev) costruito su un inbreeding 4x5 su Nearco. Inutile dirlo che si tratta dell nonno materno di Mazhilis, padre della "mossa sensazionale" costituita da Sensational Mover, ma anche di Pacino Mo apparso una sola volta senza piazzarsi e figlio di quel Layman padre anche di Re Pegaso (fratellastro del sensazionale Panta Rhei ammirato nella prima corsa dell'anno 2017) come dire un quasi omonimo di quel cavallo allevato e di proprietà della Pegas che risponde al nome di Pacino (apparso in ostacoli lo scorso anno a Merano e nella stagione corrente in Cekia)... quando si dice un finale Al Bacino piuttosto che Al Pacino... E mo dove lo mettiamo: dietro DORMELLO? Giusto colpo teatrale a tener fede al nome del nonno.

THEATRICAL
festeggia il 30,
non è dato sapere se si sia anche laureato,
di certo guarda tutti dall'alto 
specie dalla classifica dei nonni.
(Foto da Horseforum.com).