domenica 15 febbraio 2015

Tabellino ultima riunione di corse in ostacoli a San Rossore, Pisa, 15 Febbraio 2015.


AH, IN TREE...!? MA NON ERA IL PARDUBICE? ALTRO CHE FIABA A SAN ROSSORE, QUI TIRA VENTO DI VERTIGO!

Articolo a cura di Matthew Mancini.

Once Upon a Time in Aintree
DOUBLE THRILLER (C.b. '90)
Foto da Cavalli & Corse o da Trotto & Sportman 
(Archivi Mancho).

Per gli ostacolisti spira aria da congedo e saluti, non che importi a molti a San Rossore, a parte qualche lad e un piccolo gruppo di appassionati. L'epilogo però è da Concerto Finale, un po' come ricorda il numero 12 (storico per i portieri) pronto a scendere in pista alla settima corsa. Sette, si proprio quante le giornate dedicate quest'anno agli ostacoli per un totale di venti corse, numero perfetto quando spira aria di tempesta. 
Tempo copertissimo e minaccia costante di pioggia, dopo un giorno flagellato dagli acquazzoni manco si fosse a Ferragosto, anche perché l'Agosta, a differenza del "Mosca", non è certo di scena a Pisa. Terreno pesante, vari ritiri, addirittura tre nella II GRAN CORSA SIEPI NAZIONALE (Gr.1).

Grande attesa, ma nemmeno più di tanto per il pubblico presente, per i due clou della riunione ostacolistica: IL CRITERIUM DI INVERNO e il già citato Gr.1, un tempo giusto vanto e fiore all'occhiello dell'ippodromo Capannelle. Meglio però pensare al Premio F.I.A.B.A. banco di prova per prossimi pretendenti allo storico PREMIO PISA, vera e unica classica della pista per cavalli di tre anni. Chiusura col trofeo Challenge offerto dalla famiglia Filì in ricordo di Golden Cavern, unica condizione: vincere per due volte la corsa in cinque anni. Insomma, niente a che vedere con Hidalgo - Oceano di Fuoco in fin dei conti, ma con un solo pretendente coln le carte in regola per portarsi a casa la coppa: Giancarlo Matteucci.

Procediamo con ordine, anche perché risuona l'inno nazionale che da avvio alla riunione. Ecco che arrivano al tondino i protagonisti del PREMIO PARDUBICE. Quest'anno non sono presenti gli ospiti dello splendido ippodromo della Repubblica Ceka ed è senz'altro una fortuna. Non certo per gli spettatori, ma per altri motivi. Ancora una volta sono in quattro i dichiarati partenti. Alza bandiera bianca Nerino Capon che lascia nei box Time Trial. Così arrivano tre Favero e mezzo: i compagni di colore Missed Approach e Uvea nonché Monjoliano con la Schileo che lascia nell'armadietto la giubba, preferendo ricordare il successo di Uni Light nel Premio Vecchiano, con giubba in completo bianco (a parte il berretto, perché nella vita, se si vuol essere persone di classe, ci vuole sempre una certa dose di originalità). Del resto, come dare torto all'avvocato; in un giorno di Solar, Sol, Tramonto e Notti, è inevitabile citar un'unica luce... Mi sembra giusto. Abbiam detto tre e mezzo, eh sì... perché c'è anche Raf Romano, quello delle "doppie gabbie", il quale viene però celato da Ilaria Saggiomo che tanto ci tiene a figurare quale allenatrice di Liebe Boy
In pochi scommettono, ma c'è qualcuno che, giustamente, tenta la Dea Bendata (e per fortuna che ha gli occhi impegnati altrove...!). La scuderia è favoritissma, Monjoliano sembra un po' appannato e allora perché non provare Liebe Boy? Il cavallo viene anche subito mandato in pista, in fretta e furia, quasi non gira con gli altri con De Santi in sella. La Saggiomo deve ancora cogliere la sua prima vittoria e fino a ora, in ostacoli, ha fatto davvero poco... Andiamo in tribuna a goderci quello spettacolo che solo il cross di San Rossore può regalare.

ILARIA SAGGIOMO e DE SANTI sono in conciliabolo: stanno tentando di 
convincere i commissari a partecipare correndo a piedi, viste certe iniziative
dell'impianto covano una certa speranza di ottenere una risposta positiva.
(Foto M.Mancini).

La Cronaca: Pre-gara thriller, manco si fosse al palio di Siena. Il trio Favero va in giro per la pista a controllare gli ostacoli, come solito in una corsa di questa disciplina. De Santi invece sembra intenzionato a farsela a piedi. Qualcuno potrebbe interpretare un conciliabolo tra il gentleman e Ilaria Saggiomo, anche lei in pista davanti al water jump. Non si capisce cosa stiano facendo, a un certo punto sembra quasi che il cavallo non parta anche perché il trio Favero va subito a provare quella che è stata ribattezzata "the double cage". De Santi ha altro a cui pensare, si riscalda, rigorosamente, appiedato. Abbiamo un doppio contributo fotografico da proporre, giusto per calare lo spettatore giù dalle tribune e portarlo alla piegata che conduce al passaggio più difficile del percorso.

Niente da fare, De Santi deve salire in sella proprio mentre si tendono
i canapi, ma la foto ha già un che di profetico sulla destra.
(Foto M.Mancini).

Partitiiiii. Ancora Uvea e Missed Approach davanti, come nella precedente prova in cross. Bonacina al posto del Belluco, ma sempre aria da Tour de Force. Questa volta dopo la Motorola, Peprna è chiamato a interpretare il ruolo di Hondo, mentre Bonacina ha quello di Zabel, in luogo di Lance Armstrong anche se a chiudere, sarebbe il colmo, saranno in... Ah, in tree? Ma non vi distraete, perché lo spettacolo è assicurato e sarebbe un peccato perderselo.
Dopo la gabbia di siepi i due, in fuga per la vittoria, hanno già dieci lunghezze su Monjoliano che ne ha cinque su Liebe Boy. Nulla cambia, se non il fatto che Liebe Boy alla fence è già a cento metri dai primi due e a circa una decina di lunghezze da Monjoliano. De Santi affronta il suo ultimo ostacolo, il The Water Jump quindi anziché prendere il passaggio obbligato va diritto e sciopera, fermando, senza motivo, il cavallo e restando lì immobile per circa cinque minuti.
Intanto i due di testa si isolano, con Peprna che si volta senza mai muovere, imitando Hondo a capo di un treno fantasma. Bonacina sposta ai suoi fianchi, a mostrare i gradi dello Zabel della situazione. Sbraccia il giusto necessario, porta Missed Approach in prima posizione e va a vincere piegando le resistenze di uno sfortunato Peprna non in grado di respingere l'energico attacco del compagno.
Vittoria meritata per Bonacina e giusta sottolineatura dai microfoni di Marannini, il quale sembra imitare il telecronista di un certo film di John Huston dicendo: "A questo punto c'è solo da andare a prendere gli applausi di questo cross!", peccato che il Sandro nazionale non abbia a disposizione una certa manopola del volume collegata agli altoparlanti, proprio come c'era in quel film. Gli organizzatori dovranno provvedere per il 2016.

Il commento di Matteo Mancini: Ho fatto un pranzo abbastanza leggero. Lasagnine, giusta una porzione, poi un po' di pollo con carote, ma giusto poco perché non volevo perdermi la prima corsa.

Alla Cassa: I Cabarettisti.

Premi: Raffaele Romano, "The Double Cage", in ricordo gentilmente offerto dai telecronisti.

Esito Pronostico Mancho: Centrato in pieno: corsa ingiocabile!

Piccioni e Bonacina si apprestano a festeggiare con un bel bicchiere di Chianti.

Seconda corsa, prova in piano per velocisti. In pista cavalli tutti in splendida forma, lo ricorda giustamente anche il telecronista. Raf Romano ci spera col "Tango profumato", viene da una vittoria a Grosseto (però su distanza più lunga), c'è anche Panna che aveva vinto la prima corsa che anticipava l'inizio delle giornate in siepi. Il Mancho si appresta a vedere la corsa, guardando l'ultima a entrare al tondino, cioè Lady San Rossore che appare quando tutti gli altri sono già in pista. L'avevamo già omaggiata nel blog, insieme a Rebel Angel che avevamo visto al tondino nella prova vinta da Ora dei Desideri. La portacolori di Basem passa dai paraocchi australiani a quelli integrali e sfoggia un look col suo artiere davvero niente male: bravi davvero! C'è anche El Marangon, citato nella precedente riunione quando avevamo parlato dell'ostico Denonvai. Ed è proprio quest'ultimo ad aggiudicarsi il Premio Barsotti dopo lotta con l'ottima Lady San Rossore. Peccato che sia mancata la vittoria, comunque un buon piazzamento che merita l'onore della foto da primi della classe e gli applausi nascosti del sottoscritto. Romano non piazzato, alle spalle del fotografo, neppure in piano e riunione finita in anticipo dato il ritiro di Smart Casual. Il buon Raf, di cui si mormora un ritorno d'amore con Favero (ieri a Grosseto sembra abbia montato un cavallo fucsia in una qualifica in siepi), è già in partenza per Treviso dove, per sua fortuna, sembra non esserci traccia della The Double Cage.

La mia foto più bella della giornata.
Lady San Rossore precede Rebel Angel.
(Foto: M.Mancini).

Eccoci alla prima corsa di Gruppo della giornata: CRITERIUM D'INVERNO, prestito da Roma. Nove al via con due favoriti netti: Tramonto a Ivry e Kisanji. Qualche puntata poi su Relco Sud Ovest, ma occhio però a Solar Focus e a High Master come avranno potuto intuire i lettori con memoria di queste pagine blog curate dal sottoscritto.
Record per Maratory che tocca le cinque corse in poco più di un mese e ritrova il terreno gradito. C'è un cambio di monta che riguarda proprio la figlia di Observatory: Davide Columbu sostituisce Reinhardt (non quello noto, ma quello col doppio nome), ma cambia poco perché la corsa questa volta è difficile. Curiosità Crissolo, con quota altissima al totalizzatore ma con Marannini che cerca di sponsorizzare per il gioco, un po' come fatto per il debutto di Tramonto: "Si dice che abbia lavorato benissimo in mattina." Qualcuno tenta un Constantine piazzato e la soluzione, data la quota, potrebbe anche avere un senso. Estremissima outsider la polacca Zafra. Passiamo in cronaca e ci spostiamo proprio in corrispondenza del palo di arrivo, perché, in fondo in fondo, siamo provocatori e la "nostra" corsa è quella dei giovani, mica quella degli esperti. C'è anche qualche vecchissima conoscenza in quel settore, ma mai parlare dei cavoli nostri quando siamo in cronaca: non facciamo mica i fruttivendoli!

Cronaca: E sono partiti. Kisanji a sorpresa va in vantaggio. Ritmo però piuttosto moderato. Tramonto a Ivry marca subito il rivale più temuto, avendo in schiena Relco Sud Ovest quindi il trio High Master, Solar Focus e Constantine, a precedere Crissolo, a leggero intervallo Maratory e Zafra. Sono i sei davanti a fare la corsa, Maratory sfila alla curva di fondo presa a mano contraria la scelta del colonnello Satalia. Chiude, già lontana, Zafra. Bel passaggio davanti alle tribune. Kisanji prova a fare selezione nella sua progressione di testa, paga presto dazio Crissolo con Satalia Jr che intelligentemente ferma alla prima siepe opposta rispetto alla dirittura finale. I sei davanti si rendono protagonisti di un bel parziale di gara e affrontano la curva finale tutti raccolti. Commenta in modo perfetto Marannini quando dice "un ventaglione a cinque." In tribuna si respira vera aria da gran premio.
Si entra in dirittura con Kisanji che prova a respingere Tramonto a Ivry, presenta la sua seria candidatura anche High Master che coglie varco interno. Cambiano linea Relco Sud Ovest e Solar Focus. Battuto ma non lontano Constantine seguito da una coraggiosa Maratory. Lontanissima Zafra. Salto finale con la coppia che non ti aspetti. High Master a  centro pista attaccato di forza da Solar Focus, Kisanji a largo con Tramonto quasi sullo steccato opposto. Lotta furibonda a quattro. High Master respinge alla grande un eccellente Solar Focus, vicinissimi anche Kisanji e Tramonto con il Topeeka che trova la falcata giusta finale per battere di un muso il rivale per la terza. Che arrivo, ragazzi...! Applausi e braccia alzate dal sottoscritto, per il pronostico ardito già fatto all'epoca della Gran Corsa Siepi dei 4 anni!

Il Commento di Matteo Mancini: La più bella corsa dei quatro anni, meglio ancora del Balorain. I primi quattro sono andati davvero forte e penso che Favero sia molto contento dei primi due. Meno convincente, ma comunque ottimo Tramonto a Ivry che ritorna però sul pianeta terra. Non corrono male neppure Relco Sud Ovest e Constantine. Impegno proibitivo per Maratory che ha però onorato l'impegno.
Male gli altri due. Crissolo paga forse la mancanza di una corsa di preparazione, giusto per valutarne il livello. Zafra ha passeggiato per la pista.
     
Alla Cassa: HIGH MASTER, SOLAR FOCUS, TRAMONTO A IVRY.

Premi: Doppietta per Paolo Favero (allenatore-proprietario), vittoria anche per Jozef Bartos. Bravi però in diversi. Bella corsa.

Esito pronostico Mancho: Insomma... molto bene.

 Foto ricordo meritatissima per HIGH MASTER.
Nei prossimi giorni avrà una scheda dedicata sul blog, vedremo se 
gli porterà fortuna come quella di SOL INVICTUS che ha fatto tre su tre.
(Foto M.Mancini).

Due prove in piano prima di andare al main event dell'intera stagione pisana, ma attenzione degli addetti ai lavori al Pr. FIABA dove sembra ci siano iscritti potenziali pretendenti al Pr. Pisa.
Prima prova è il Pr. Drusilla, handicap di minima sui 2.200 metri, con un cavallo che ha sbagliato corsa. Military Device si presenta con peso e ritmo da Gran Corsa Siepi, sono addirittura 68 chili e mezzo quelli che il figlio di Shirocco è chiamato a sopportare. Va bene dei venti da Vertigo, ma qui si esagera... Del resto però ha ragione anche il De Paola, dopo il Tramonto c'è in pista da favorito Ballando al Buio con la monta di Fele (nome di un cavallo allevato dal signor Frascatani), pare più che giusto. Ma al calare delle tenebre c'è quel buio dove si va in discoteca, magari si sbaglia un approccio con qualcuno da Fiaba, se ne paga le conseguenze con un bel Ceffone e dopo arriva il Sol. Tutto quadra, e già perché c'è anche il così detto DOPPIO LENZI (roba che nemmeno a farlo apposta) che si appresta subito ad andare in pista, con il grigio dotato del numero nove di sella nove: Kaimakan. Quindi i "siepisti" King Paradise e Valdivezze nonché "prezzemolino" Riccardo Menichetti, uno che sta bene dappertutto un po' come il famoso Giginho, e che alla disco preferisce senz'altro il Jazz, quel sound dal retrogusto Soul con però una spruzzatina di Rock. Un gran intenditore il Riccardo, abile giocatore di biliardo, altro che Stadio...

Il velo di BALLANDO AL BUIO, per la corrente
MILITARY DEVICE.
(Foto M. Mancini).

A proposito di F.I.A.B.A., si segnala un Gasperini in vena di omaggi Magog. Un tempo Axel Ambruschitz aveva proprio da lui i cavalli, lo ricorderemo prossimamente quando dedicheremo una pagina alla scuderia Magog. Certo, non si fa così... in una corsa del genere, dedicata alla Fiaba, Gasperini si presenta con Ceffone manco volesse dare del Poe agli avversari. E poi ci si mette anche il "Mosca", si quello che abbiamo menzionato in introduzione a proposito dell'Agosta, che essendo ancora al buio pensa bene di metterci un po' di luce con Lucinasco. Cavallo quest'ultimo che avevo fotografato, ma non pubblicato, in occasione sempre della corsa di Ora dei Desideri, quella della linguaccia dell'irriverente Rebel Angel. Già gli irriverenti, curioso siparietto Mancini-Querci alla seconda corsa. Si piega ora in narrativa:
M: "Buona sera".
E.Q.: "Che cappello aggressivo..."
M: "Beh, a me piace andare in testa e pedalare..."

Solo che in testa ci va Yorkshire Nanny e come... Andatura a paletta, manco giocasse nel Parma (a proposito 0 a 0 scandaloso della Roma e Destro in gol a Milano, 7+). Le va dietro Drumkilbo, soggetto seguito da diverse correnti di pensiero, sembra anche gli impressionisti. In pista anche la Favero Ho Yam Lay che sfoggia un mantello bellissimo, ma assurdo tanto che c'è un refuso persino nel programma ufficiale. Roba da non capirci niente... A proposito, c'è anche il thrilling legato al nome del padre di Arco Romano, il numero 1: uno che salta che sembra un grillo, non voleva saperne di venire al tondino. Il baio è infatti figlio di Archipenko, uno conosciutissimo a Pisa e anche al Palio di Buti, solo che non è quello, è infatti americano e non certo di Lucca, anche perché altrimenti avrebbe dovuto pagare il biglietto di ingresso. Quest'oggi solo i residenti nella provincia di Pisa avevano la possibilità di entrare gratis, giusto per tastare i polsi delle presenze... Unico obbligo: la carta di identità in bella mostra. Insomma tra questi grigi che diventano bai e bai che diventano grigi poco si capisce... manco si fosse nel film La Donna che Visse Due Volte... Roba da vertigini come direbbe il buon Piero, quello che voleva scendere e.... Noooo... c'è anche Il Cavallo di Piero. Ma questo è proprio un Rebus... Sono volitivo di andare in cronaca, ma dimenticavo: questo è un blog per ostacolisti!
Oddio, un vuoto di memoria che colmo subito... Al rientro del vincitore, dopo l'intervista, la seconda parte del siparietto:

M rivolto a E.Q.: "Anche questo ha un nome aggressivo...!"

Ferrero presenta ARCO ROMANO, offeso per l'accostamento di
ARCHIPENKO al Palio di Buti.
(Foto M.Mancini).

Dopo aver affrontato la gabbia di delle piane, manco si fosse in Regalo di Natale di Pupi, si arriva alla II GRAN CORSA SIEPI NAZIONALE dove favorito netto c'è uno che con i regali di natale ci sta bene, solo che lui non è Pupi ma molto più antico e dunque legato al paganesimo: Sol Invictus. E' alla caccia della terza affermazione in tre uscite, per ora, nel 2015, non c'è ancora riuscito nessuno.
Ruolo da controfavorito per Signor Tiziano, ma attenzione a Notti Magiche che ha tutte le carte per dare l'impressione di esser stato preparato proprio per questa corsa. Un occhio di riguardo e grande rispetto per Tullio Ostillio, campione recuperato dai Satalia, che ho seguito con grande curiosità. Può correre bene anche Barnabo, in formissima. Più difficile per gli altri, con Drounais che beneficia del terreno amico ma sale di categoria. Isuzu e Arjen sembrano avere il ruolo delle comparse. Andiamo in cronaca, dopo essersi gustati la sfilata da cui si sottrae, non se ne capisce il motivo, Arjen che scalpita forse perché a suo agio con i Double Thriller, manco volesse sussurrare la fatidica question: "Do you like Hichcock?"

Foto d'obbligo per un grande campione, assente dalle piste da 4 anni.
Sulla dx il lad del quarto classificato, un fan sfegatato di ALBINA.
TULLIO OSTILLIO.
(Foto M.Mancini).

Cronaca: L'americano Villegle in testa a imitare Canterani, giusto qualche siepe poi va al comando, come d'attitudine, il redivivo Tullio Ostillio marcato da Arjen che si presenta col ruolo del guastatore. A centro gruppo Sol Invictus francobollato da Signor Tiziano e Notti Magiche, seguono Barnabo e Drounais, con discosto il polacco Isuzu. Posizioni inalterate fino alla diagonale discendente dove Jan Kratochvil compie un mezzo miracolo rimanendo in sella a Villegle che salta malissimo. Intanto in avanti Tullio Ostillio è ancora brillante, Arjen gli fa pressione. Risale Barnabo che sfila Sol Invictus accompagnato da Notti Magiche, più a largo Signor Tiziano in difficoltà, superato da Drounais e Villegle, lontana Isuzu. Dopo la prima siepe della dirittura opposta a quella di arrivo si infortuna Barnabo proprio quando stava per sferrare l'attacco al battistrada che prosegue minacciato da Arjen. Marannini non vede bene: "Barnabo secondo me ha scartato e si è eliminato..." La realtà, purtroppo, è ben diversa...  Il duo Magog va al comando, Satalia Jr cerca di richiamare Tullio Ostillio, rifilandogli più di una frustata. I tre sono nel mirino di Notti Magiche, gli altri a inseguire con un Drounais in sorprendente quota.
Sol Invictus davanti, con Bartos che si volta a controllare gli avversari ma avrà del duro pane da masticare. Arjen è splendido secondo con Notti Magiche e Drounais a tentare il recupero, vicino un generosissimo Tullio Ostillio. Già arresi Signor Tiziano e Villegle, a passeggio Isuzu.
Sol Invictus prova la fuga, ma Notti Magiche è quanto mai belligerante nel cercare l'aggancio ("tenta l'incredibile aggancio" commenta lo speaker). Più indietro Arjen ha ancora da spendere per badare Drounais, cede Tullio Ostillio. Dopo l'ultima si inscena il duello atteso da Eros Ostanel, che scende dai gradini e cerca di lanciare un urlo di incitamento per il suo allievo, ma Sol Invictus a Pisa incarna la figura mai sbiadita nel tempo di Eddie Merckx (il cui figlio si chiama proprio Axel) e da cannibale fa tre su tre. Infatti terzo è l'altro Magog, sorprendente più di un film di Hitchcock, quarto un buon Drounais. Chiude al marcatore in un Gruppo 1, dopo quattro anni di cure, Tullio Ostillio. 

Commento di Matteo Mancini: Un grande Tullio Ostillio, perché arrivare quinto in gruppo 1 dopo quattro anni di cure e senza fare neppure un corsa come si può definire? Buono Drounais che dalle corse di minima fa quarto in Gruppo 1. Eccellente Arjen su cui non avrei certo puntato. I primi due beh... era nell'aria.
Male, malissimo, Signor Tiziano che forse ha avuto un acciacco. Rovina la corsa l'infortunio di Barnabo, fotocopia di quello di Locky Taylor anche se a traguardo lontano. Non ci voleva davvero. Villegle e Isuzu mai protagonisti, ma era difficilissima per loro.

Alla Cassa: SOL INVICTUS, NOTTI MAGICHE, ARJEN.

Premi: Vittoria per i colori Magog di Axel Ambruschitz, training Paolo Favero, monta Jozef Bartos che fa un double della serie dal Sole alla Notte passando per il Tramonto.

Esito Pronostico Mancho: Vincente e accoppiata.

Tripletta di SOL INVICTUS con sorriso generale.
(Foto M.Mancini).

Aria da Sapore di Mare, tempo di saluti e nuvole cariche di pioggia, quando si arriva al Golden Cavern. Matteucci non riuscirà nell'impresa di portarsi a casa il trofeo "Filì" ma il nome di quest'ultimo è profetico perché finirà la stagione ostacolistica pisana orchestrata questa stagione sul moto degli astri (lo avevamo detto parlando del Miss Galileo), non a caso in pista c'è Sognando la Cometa sempre per i colori Giannotti, quelli de Il Cavallo di Piero, che essendo giunto alla settima, dopo aver visto in pista uno che ha fatto tre su tre, avrà a che vedersela in Via Garibaldi come dice il buon Piero all'amante delle Budweiser in proposito di Orso, un tipo abbastanza antipatico nei modi. Ma attenzione per gli amanti delle doppie e dei nomi aggressivi c'è in pista anche un certo Scontroso... vuoi vedere che... No, dai... Sarebbe da RAZZA DEL COLMO, anzi no... da Pierini la Peste! Arrivederci al 2016 e buona lettura...

Tempo di crepuscolo quando arriva SOGNANDO LA COMETA.
(Foto M.MANCINI)

venerdì 13 febbraio 2015

DOSSIER + PRESENTAZIONE SETTIMA GIORNATA DI CORSE IN OSTACOLI. San Rossore, Pisa.


ONCE UPON A TIME IN ROME.

A cura di MATTEO MANCINI.

Così titolerebbe un ipotetico articolo scuola weird sport, per fare il verso alla leggendaria rivista dedicata ai racconti fantastici che prese piede negli Stati Uniti nei primi del novecento dando spazio a scrittori amatori su cui nessuno avrebbe scommesso ma che, col tempo e con la riscoperta altrui, sono diventati indiscussi maestri del genere fantastico. Dico questo perché l'ippica, specie il settore ostacolistico è, a poco a poco, scivolato in un oblio da cui si destano solo gli addetti ai lavori e gli appassionati più accaniti. Scioperi, polemiche, accese discussioni dovute alla riduzione dei premi, ai ritardi nei pagamenti, a programmi di corse che vengono stilati di mese in mese rendendo quasi impossibile una programmazione a lungo termine con ripercussione sui carichi di lavoro e sugli allenamenti, sono problematiche costanti con cui convivere. Per non parlare poi delle scelte "politiche" sbagliate, delle crisi economiche generali, dell'ignoranza culturale da parte di chi non conosce certi ambienti e si dice convinto che l'ippica si traduca in molestie sugli animali, e ancora del mancato rispetto delle tradizioni e della storia di uno sport un tempo praticato (da proprietari) da personalità di spicco e di primo ordine (lo stesso Re di Italia aveva, in gran segreto, una scuderia). Come se non bastasse si è arrivati alla progressiva chiusura di piste leggendarie come l'impianto di Vinovo di Torino, dedicato all'immenso Federico Tesio e in cui si teneva il Gran Premio più antico di Italia (e che io ricordo anche per un bellissimo impianto in ostacoli), dell'ancor più famoso Tordivalle di Roma in cui fu ambientato il cult movie Febbre di Cavallo, per non parlare delle piste secondarie, ma non per questo meno importanti per la sopravvivenza di piccoli proprietari e per la passione di gentlemen e amazzoni, di Novi Ligure, Siena, Anguillara e via dicendo. Eppure c'è stato un tempo in cui tutto questo sarebbe stato impensabile, anni in cui giornali come la Gazzetta dello Sport dedicavano sempre l'intera ultima pagina all'ippica, persino giornalisti come Giorgio Tosatti, si dice, non perdevano occasione per intrufolarsi negli ippodromi, per non parlare dell'ex Presidente del Consiglio Andreotti che quando c'erano i Gran Premi era praticamente irraggiungibile. 

Anni che sono dietro la porta, ma che sembrano appartenere a epoche remote. Questi sono anni che potremmo definire, forse peccando di una puntatina di pessimismo di troppo, bui, oscuri, e proprio per questo da affrontare con un ritrovato entusiasmo, approccio mentale indispensabile per poter sperare di ribaltare il trend negativo. La giornata di corse di domenica prossima a San Rossore è una tappa di questo percorso, grazie a una riunione che può definirsi, per una volta, perfettamente riuscita. Tre prove per gli amanti degli ostacoli che fanno venire il groppo in gola per la loro forte componente melanconica. Dico questo perché Pisa ospita i gran premi che fino a due anni fa si tenevano nell'impianto delle Capannelle di Roma. Corse di rilievo internazionale che, per motivi scellerati, sono state soppresse a causa dello smantellamento della storica pista in ostacoli capitolina. Decisione quest'ultima, ne sono certo, in grado di far rivoltare nelle tombe i fondatori dell'ippica italiana. La pista delle Capannelle, dopo Merano, era il tempio dell'ostacolismo italiano, nonostante questo, qualcuno, con una sorta di colpo di spugna, ha cancellato una tradizione secolare che ora vive solo nel ricordo, con il sogno di qualcuno di poterla far risorgere un giorno o l'altro. 
Il main event della stagione romana era LA GRAN CORSA SIEPI DI ROMA, prova sui 4.100 metri caratterizzata dalla terribile dirittura finale in pista grande con tre siepi da saltare. Una corsa che vanta un albo d'oro e un campo partenti da brivido, con fior fiori di campioni provenienti da ogni angolo d'Europa, e la sensazione della tremarella nelle gambe per chi si trovava al cospetto di simili soggetti, contento comunque di poter scrivere il proprio nome in una classica tanto importante. A quel tempo era impensabile poter pensare di schierare quattro pedine con speranze di piazzamento per ognuna di loro, era sufficiente esserci, magari con un solo cavallo. I miei ricordi corrono alle edizioni del 1993 e del 1994, le prime due di cui ho ricordo diretto, quando da bimbo (undici/dodici anni) mi dilettavo nella realizzazione di antenati di questo blog, oltre che a tenere schede dei cavalli, ritagliare foto, tenere classifiche e registrare corse (ovviamente solo in ostacoli). Certo, la costanza di un bimbo non è quella di un adulto e quindi succedeva spesso che desistessi, però l'intenzione c'era.

L'arrivo della GRAN CORSA SIEPI DI ROMA '93, sullo sfondo
la pagina da me vergata all'epoca con l'ordine di arrivo.
Titolo dello Sportman: ROMA - LA GRAN SIEPI è STATA UN DUELLO FRA FRANCESI E ITALIANI,
K.O. IL FAVORITO INGLESE.
Vittoria di Dradj su Camagal e il Siba Adept. Sesto lo svedese, ma pisano d'adozione, OBELISKI.

Sono particolarmente legato all'edizione del 1994 che vidi in diretta tv (forse fu la mia prima Gran Corsa Siepi), preceduta dallo spettacolare GRANDE STEEPLE CHASE DI ROMA, 4.270 metri in Cross Country, prova principe della specialità (tifo tutto per il mezzosangue Alcione, di cui ricordo le fughe "chilometriche" di testa a Merano). Due corse entrambe con un campo partenti pazzesco, in postazione, se non ricordo male, a commentare le corse il figlio d'arte Giubilo Jr. Rammento la presenza del "pisanissimo" e di adozione quasi tirreniese, visto che era alloggiato a Marina di Pisa, SWEET MELON che aveva vinto la tris straordinaria di Natale poche settimane prima, onorando la memoria del compagno di colori DON ARTEK (di cui possedevo la scheda e che a Merano scartava sempre all'apice della curva di Marlengo) morto prima della partenza per via di un albero caduto nel momento in cui stava per essere caricato sul van per andare a correre.
Quel giorno, concedetemi il termine, per la pista giravano le "belve", era persino difficile classifarsi in nona posizione. Tredici al via, c'era già anche Paolo Favero (ultimo sul palo) con uno dei suoi migliori allievi: RAME E ORO (l'altro migliore soggetto che aveva in scuderia era CRISTEL NIGHT, battuto nella tris straordinaria proprio dal grigio Sweet Melon). Il decano degli attuali allenatori ostacolisti, Francesco Contu, schierava "sua maesta" RECKLESS WILLIAM, ex Siba che poi finirà in razza, c'era anche il Cieffedi STUCK, eccelso velocista, piazzato in corse di gruppo in piano, e che finirà anche lui in razza; per non parlare del vincitore della GRAN CORSA SIEPI DI TORINO, figlio addirittura di SADLER'S WELLS, che io avevo visto dal vivo debuttare in siepi a Pisa e che si diceva avesse gravi problemi di vista (il suo nome era BASHOOFEK). E poi quattro ospiti provenienti dalla Francia, uno più "spaventoso" dell'altro, oltre al grigio, dal mantello tendente al bianco, BON MARIN.
Ebbene ricordo una dirittura finale memorabile, spettacolo allo stato puro. Quattro cavalli a lottare con l'Amalita Reckless William travolto, nelle ultime folate, da un Model Man (francese di turno) tutto spostato a largo, tanto quasi da sorprendere il fotografo del campo, autore di uno scatto incredibile. Terzo l'altro francese Amorgos, con vicino Bon Marin. Più indietro uno stoico Sweet Melon nella scia del futuro stallone Stuck, i due a regolare il terzo francese Diabolus. Grande giornata e grande entusiasmo del sottoscritto, che il martedì successivo si fiondò a recuperare l'articolo dello Sportman (prima che finisse nella monnezza) per ritagliare le foto della giornata, a cura del sig. Garofalo. L'anno dopo, come non bastasse, scenderà in pista in questa corsa anche l'extraterrestre OR JACK (vincerà tre Gran Premi Merano di fila, piazzandosi secondo alla quarta uscita), nomi che hanno fatto la storia del settore.

GRAN CORSA SIEPI DI ROMA, '94.
MODEL MAN travolge la compagnia sospinto da LANDAU.

Questo il passato glorioso, ahimé non narrato come meriterebbe e spesso relegato alle fredde risultanze di un albo d'oro o agli statici dati riportati dai siti di settore. Tutto è evaporato e per un assurdo gioco del destino dissolto come ricordato dal nome dell'ultimo vincitore della classica: CROSS FADE, appunto dissolvenza incrociata, quasi si fosse in un film. L'allievo di Paolo Favero fu capace di sorprendere gli addetti ai lavori, avendo la meglio su quello che è stato, forse, il miglior ostacolista in siepi italiano degli ultimi dieci anni: FRAMMASSONE. Dietro ai due, il presente: SOL INVICTUS, all'epoca ancora nelle scuderia Saggiomo. Veniamo allora ai nuovi protagonisti, a coloro che si contenderanno lo scettro della II GRAN CORSA SIEPI NAZIONALE, così è stata ribattezzata, Gruppo 1 offerto "in prestito" a San Rossore che mai, in tutta la sua storia, aveva ospitato una corsa di questa importanza. Da segnalare la vittoria dello scorso anno, in una prova con campo partenti ridotto, di Y ME REBELO per il training di Paolo Favero.

FRAMMASSONE a Roma con la storica giubba dell'Amalita.
(Foto recuperata su Internet).

4.000 metri da percorrere, 25.500 euro messi in palio per il vincitore, dodici al via con due nuovi allenatori a scendere in pista per la loro prima stagionale, nomi familiari per gli appassionati: gli ex fantini in ostacoli Giuseppe Chianese e Ludvik Haris, quest'ultimo da anni trasferitosi all'estero. Di entrambi ho svariati ricordi di corse, vittorie e piazzamenti, fa dunque piacere rivederli protagonisti. Oltre a loro compare un altro nome proveniente dal passato, certo non tanto quanto i due sopramenzionati, essendo quest'ultimo un cavallo, un grandissimo cavallo, frenato dalla sfortuna e assente dalle pista da quattro anni. Tra i dodici dichiarati partenti figura infatti Tullio Ostillio. E chi meglio di lui poteva esser presente per onorare la memoria delle siepi delle Capannelle? Un evidente omaggio già dal nome, per non parlare degli allevatori e dell'allenatore. Un nome regale probabilmente anche per il Signor Frascatani, allevatore del favorito della corsa Sol Invictus, essendo stato Tullo Ostilio il terzo re di Roma.  L'ex D'Altemps vanta un passatto eccezionale. Allevato da un triunvirato (giusto omaggio al nome) ha disputato sette corse in siepi vincendone cinque, con due secondi posti uno dei quali in omaggio al compagno di colori Chic Antishock (che lasciò vincere di misura in un arrivo a due). Schema di gara caratteristico: al comando di buona lena, avversari seminati per la pista. Vincitore al debutto nella Corona Ferrea di un'incollatura su Kamelie (sesta nell'ultimo GP Merano), dominatore indiscusso nelle successive corse con passeggiate in solitaria (secondi relegati dalle 10 alle 20 lunghezze di distacco, tra questi anche Alpha Two vincitore degli ultimi due GP Merano) che gli valsero le vittorie del Val d'Adige (Lr), del Tagliabue (Gr.3) e secondo posto, ricordato sopra, nel Criterium d'Autunno (Gr.1). Non corre da quattro anni, la sua ultima il sette marzo del 2011 proprio a Pisa, secondo nel Pr. Irish Oak (sua unica vera sconfitta, a opera di Valsugana). Giuseppe Satalia, il colonnello protagonista di tante vittorie in sella ai cavalli della Cavalleria Militare (in pista nella prova iniziale del giorno del trionfo di Model Man, citato a inizio articolo, in sella a Sober Mind), lo ripropone, affidandolo alle mani del figlio Davide, per i colori della Arvenig (nome quanto mai indicato per un cavallo che porta il nome di un Re, anche se più indicato per un Re inglese) terzi classificati in un'edizione della Gran Corsa Siepi di Roma (nell'edizione 64° con Sopran Promo) e recentemente in siepi con Musa d'Oriente.
Grande curiosita e giusta menzione prioritaria per salutarne il ritorno sulle piste, difficile che possa piazzarsi perché quattro anni di assenza non possono che essere giustificati da un gravissimo infortunio. La qualità però non manca ed è un nome che merita devozione e rispetto assoluto.

Passiamo ora al cavallo da prendere di riferimento per chi voglia vincere. Lo abbiamo già detto: il Magog Sol Invictus. L'allievo di Paolo Favero ha trovato una nuova gioventù, complice un gruppo di avversari non trascendentali. Ha vinto benissimo a Pisa, in particolare nella XXX Corsa Siepi di Pisa, dimostrando perfetta attitudine al tracciato. Qualcuno teme che possa soffrire i 4.000 metri, francamente non lo credo, avendo già ottenuto importanti piazzamenti su questa distanza. La monta è ancora quella di Bartos. C'è poco da dire, è il favorito assoluto ma non è di un'altra categoria. Rivincita concessa a Signor Tiziano, miglior prodotto tra gli adulti, del decano Francesco Contu. Il portacolori della scuderia Milano s.n.c. (da non confondere con la quasi omonima che vinceva le corse di Gruppo in piano negli anni '80) è già stato regolato per due volte dal Magog, ma non parte battuto. Tra i due, l'ultima uscita, ci sono state poco più di due lunghezze di distacco, e questa volta il Contu avrà un chilo a favore e la monta di Luigi Maceli al posto di quella di Dirk Fuhrmann. Non lo sottovaluterei affatto.

Sulla carta la vittoria sembra limitata alla coppia di cui sopra, ma attenzione a Ilenia Nero che scompiglia un po' le carte. La meranese, infatti, cambia pedina. Tutti si aspettavano Chiaromonte e invece ecco spuntare Drounais. La logica lo rende una sorpresona anche se ha corso bene al rientro sulle siepi battendo Magica Vita e altri avversari che domenica si troverà ad affrontare di nuovo (Smart Casual). A mio avviso è abbondantemente chiuso da Barnabo, seconda scelta Favero, che si è dimostrato in grande forma (tre vittorie nelle ultime quattro corse) al punto di meritare di prendere parte a questa corsa. Sulla stessa linea, ma a mio avviso con margine di miglioramento, e quindi preferibile, è Notti Magiche. Il cavallo di Eros Ostanel, al rientro, è giunto a una lunghezza dal rodato Barnabo. La sensazione è che Ostanel l'abbia preparato per avere chance di vittoria in questa corsa, con l'obiettivo di presentarlo al top per Merano. E' il cavallo che indico come possibile sorpresa in grado di ribaltare i pronostici degli esperti.

Al di là di questi cinque credo che ci siano le sorprese da alta quota, ma attenzione... ci sono soggetti che potrebbero piazzarsi. Star Maker è da tenere in grossa considerazione, pur essendo un oggetto misterioso. Lo presenta Ludvik Haris (i colori Mingozzi-Haris sono al debutto assoluto in Italia) che mette in sella il ceko Myska, anche lui al suo debutto stagionale in Italia ma tutt'altro che uno sprovveduto. Ultimamente ha corso in steeple a Cagnes sur Mer, manca dalle siepi dallo scorso giugno. Solitamente impegnato in ippodromi di provincia francese, ha vinto qualche corsa in categorie reclamare dimostrando, su base statistica, una qualità superiore a Smart Casual del duo Saggiomo-Romano e quindi potrebbe essere il cavallo da inserire in un'ipotetica trio sperando nel quotone (anche perché è abituato alla distanza). Smart Casual ha corso male nella sua ultima prova in ascendente, qua la compagnia è più severa pertanto non si può menzionare se non come un estremo outsider alla caccia di una quinta moneta utile alla Saggiomo per portare a casa qualche migliaio d'euro.

Paolo Favero schiera altri due soggetti, per un totale di quattro (solito pokerino), entrambi al rientro. Arjen avrà il compito di fungere da scudiero di Sol Invictus. Si tratta del quinto cavallo mandato in pista dalla scuderia Magog nel 2015, manca all'appello da settembre quando chiuse lontano da Signor Tiziano, Monello e Notti Magiche nella Gran Corsa Siepi dei Quattro Anni di Merano. Anche questo è un estremo outsider, affidato all'interpretazione di Dominik Pastuszka. Decisamente preferibile Monello su cui viene però dirottata la quarta monta Favero: Sylvain Mastain. Cavallo piuttosto regolare, ma anch'esso assente da cinque mesi circa. Vanta piazzamenti importanti (Lr e Gr.2) e ha qualità per duellare con Notti Magiche, tra l'altro apprezza la pista. Si potrebbe azzardare in una trio.

Durissima per gli altri due. Isuzu arriva dalla Polonia, dove non è certo un asso (ha comunque delle vittorie).Viste le prove degli altri allievi della Rogowska non desta grossa fiducia (il periziatore polacco, abbastanza a ragione visto il risultato del campo, lo reputava a luglio addirittura sette chili inferiore a Sopran Best! Il che è tutto dire...). L'ultimo cavallo del campo è Villegle, che cambia colori e allenatore, oltre che fantino. Il baio passa da Di Dio a Giuseppe Chianese, per i colori di Francesca Montanari e la monta di Jan Kratochvil. Se arriva sesto fa un'impresa.

In conclusione una bella corsa, nulla a che vedere con i Gran Premi di un tempo, ma la qualità che c'è oggi in Italia è questa. A ogni modo, a differenza del precedente Gruppo, è un campo di partenti che onora l'impegno. In bocca a lupo d'obbligo a tutti i partenti.

Pronostico Mancho: Sol Invictus, Notti Magiche, Signor Tiziano.

Sorpresa: Star Maker.

L'Arrivo della XXX CORSA SIEPI DI PISA.
SOL INVICTUS a sx, SIGNOR TIZIANO a dx.
(Foto: S.Soldani).


La II GRAN CORSA SIEPI NAZIONALE non è l'unico gran premio di domenica. Come abbiamo detto c'è un altro gran premio ereditato da Roma: il Criterium d'Inverno, prova sui 3500 metri in siepi per cavalli quattro anni, accreditata del marchio "GRUPPO 2" con 21.250 euro al vincitore. Si tratta di un'altra prova che lascia riecheggiare nella memoria grandi cavalli, autentici fuoriclasse che hanno preso parte a questa corsa in quel delle Capannelle. Un nome su tutti: IL PROFETA della scuderia Amalita, per il training di Francesco Contu. Ed è proprio quest'ultimo a presentare quello che è sembrato, fino a ora, il cavallo più forte della riunione pisana. Sto parlando di Tramonto a Ivry, una sola corsa ma vittoria incredibile, senza mai muovere le mani con avversari distanziati a oltre dodici lunghezze. L'avversario numero uno, nonchè quello più affidabile perché visto più volte in pista, è Kisanji che rafforza la propria candidatura grazie all'affermazione nella Corsa Siepi dei 4 Anni di Pisa e a una costante crescita prestazionale. Curiosamente Favero opta per Vana Jr, spostando Jozef Bartos su High Master, cavallo alla seconda prova in Italia finito però lontano da Moqorro, esito che lo rende un estremo outsider.


Ha chance di piazzamento Solar Focus anche se sorprende la monta, poiché io avrei visto bene Bartos su questo cavallo. In linea per una terza moneta anche il regolarissimo Relco Sud Ovest, probabilmente questi ultimi due si contenderanno il piazzamento utile per andare a formare la tris che permette di andare alla cassa.
Gli altri? Durissima. Constantine, di cui c'era un certo parlare, ha deluso al debutto, finendo a circa ventisei lunghezze da Tramonto a Ivry. Eloquente la scelta di Favero che gli toglie la monta di Bartos e lo affida a Mastain. Estremo outsider. Quota alta poi per la "maratoneta" Maratory, alla quinta corsa stagionale. La femmina ha corso bene all'ultima uscita (aveva dalla sua peso e terreno), cosa che ha probabilmente entusiasmato (a ragione) i proprietari, al punto da iscriverla a questo impegno. Visto il peso e il terreno, probabilmente buono, è un'estremissima outsider, così come Zafra.

Curiosità per Crissolo che debutta nella specialità. Inizio di carriera molto promettente. Due vittorie sui 1.000 metri in corse di qualità, al punto da farlo ritenere cavallo da classiche. Schierato nel Gran Criterium - Corriere della Sera (Gr.1) e in Listed Race a Roma, si è perso, complice probabili acciacchi fisici. fino a figurare non piazzato nelle vendere. Rientra da settembre, sorpresa e nulla più. Monta di Davide Satalia, training e colori di Giuseppe Satalia.

Pronostico Mancho: Tramonto a Ivry, Kisanji, Solar Focus.

Il ricordo di due CRITERIUM D'INVERNO di Roma.
In foto l'arrivo dell'edizone del 1998 con IL PROFETA su TIDEO.
Sotto l'ordine di arrivo da me scritto nel 1993, caduto il compagno di colori di Sweet Melon, il marinese DON ARTEK.

Eccoci ad analizzare la prima corsa del programma, in questo articolo scritto in modo diverso dai precedenti. Analisi in ordine di importanza. Dopo il Gruppo 1 (in pista alle 17.05) e il Gruppo 2 (in pista alle 1535), eccoci al Premio Pardubice (ore 14.30) giunto alla sua settima edizione. Si tratta, tra le tre, dell'unica corsa pisana che però, data la giornata, non può far che far correre alla mente al GRANDE STEEPLE CHASE DI ROMA. Nello specifico, ricollegandosi a inizio articolo, nell'edizione del 1994 c'erano qualcosa come diciassette dichiarati partenti con ospiti dalla Francia, come i "mostri" GABURN, COURTIER DU VAL, PRINCE TOLON, contrapposti agli italiani SOBER MIND, ALCIONE, NAMASAL... la creme della creme della categoria cross dell'epoca con gentleman e amazzoni del calibro di Beatrix Marie, Mario Argenton, Giuseppe Satalia, Marco Bozza, Mario Turner, Marco Valerio De Sanctis, Massimo Bresolin e lo stesso Landau che poi vinse la Gran Corsa Siepi di Roma. Nomi anche questi che oggi sembrano usciti dai polverosi volumi di un'epoca lontana secoli, ma su questo abbiamo già parlato in occasione del primo cross della stagione. Spazio allora al campo dei partenti, ancora una volta ridotto all'osso ma più interessante rispetto alla precedente uscita. Unico confermato è Pavel Peprna che avrebbe meritato la vittoria e che Paolo Favero ripropone su Uvea. E' la femmina la cavalla che mi sento di indicare quale favorita anche perché i rivali questa volta dovrebbero garantire una maggiore pressione sul duo Favero. Ad accompagnare la sette anni infatti c'è ancora Missed Approach, su cui figura Bonacina al posto di Belluco. La coppia ha dalla sua qualità e interpreti ed è molto probabile che faccia doppietta.

Il collaudato Monjoliano torna in pista dopo una pausa di un paio di mesi. A Grosseto si è rivelato in scarsa vena, non mi piace molto anche perché ha già subito i due di cui sopra. Avrà in sella Patelli al suo debutto stagionale in ostacoli. I colori sono quelli dell'avvocato Schileo, alla sua prima nel 2015.

Curiosità per Time Trial e Liebe Boy al debutto nella specialità, dopo deludenti prove in siepi. Il primo avrà in sella Gianluca Palombo alla sua seconda corsa in ostacoli (la prima volta è caduto). Il secondo, unico cavallo a cui Ilaria Saggiomo sembra voler legare il proprio nome quale allenatrice (gli altri figurano tutti come Raf Romano), è alla seconda uscita dopo una pausa di un anno e mezzo e avrà in sella De Santi (in pista in Estate su Vegas Belle, presumo patentato FISE). Avranno entrambi quota alta.

Pronostico Mancho: corsa ingiocabile. Indico la scuderia con Uvea vincente.

Il passaggio alla gabbia di staccionate del GRANDE STEEPLE CHASE di Roma del '94.
In ordine COURTIER DU VAL, MAUPASSANT, PIZZAIOLO e PRINCE TOLON.
Sotto il rientro del vincitore GABURN.
(Foto: Garofalo-Capannelle).

Due cenni sulle altre corse. Presenza massiccia di segnalati e fotografati nel blog nella seconda corsa: Pr. Barsotti, handicap sui 1.300 metri. Sette al via, tra cui Lady San Rossore e Panna entrambi in gran forma, di quest'ultima regalo un omaggio ostacolistico a Rosanna Turri (proprietario) che svariati anni fa fece debuttare uno dei pochi cavalli a essere caduti, al primo passaggio, sulla siepe mobile davanti alle tribune: Fiordiciliegio. Ora verrebbe da dire, dati i padri dei due cavalli, che si passa da un King a un altro, ovvero da un King's Best a un Tender King, ma l'accostamento giusto con Panna sarebbe dovuto esser fior di Fragola... Non si può aver di tutto nella vita anche se Fragola ha fatto un paio di corsi nei dintorni di Pisa. In pista anche un'altra grande appassionata delle siepi: Elia Tanghetti, che avrebbe dovuto correre nel Grande Steeple di Roma citato sopra con Import (fu ritirato prima della corsa), la quale propone Chanel Tango per il training di Raf Romano (vincitore a Grossetto ma sui 1.700 metri e riproposto sulla breve distanza). A proposito di Tanghetti e Chanel, mi torna in mente un arrivo memorabile di un cavallo di questa signora montato, in siepi, da un tale Chalane che si rese protagonista di un arrivo da Razzie Award. Dopo aver saltato bene l'ultima siepe e aver spinto il cavallo in prima posizione, agli ultimi cinquanta metri, Chalane, in modo platealissimo, si mise a lanciare baci e a salutare la folla, trovando così il verso di farsi infilare. Risultato finale? Secondo posto e appiedamento. Non oso pensare il resto... Mitico, non lo scorderò mai!

Quarta corsa. Handicap di minima sulla lunga distanza. Anche qua cavalli in forma come il Cirini King of Paradise, poi (l'ex siepista) Valdivizze, su tutti però il numero uno Military Device che corre con la proverbiale "caserma" in groppa. Sono addirittura 68.5 kg il peso (con qualcosa come diciotto chili e mezzo resi all'ultimo cavallo della scala). Avrà in sella il solito Ben David, per i colori di Federico De Paola, un altro che in gioventù ha saggiato i percorsi cross, vincendo anche qualche corsa (Scrupulus su tutti).

Interessantissima la quinta corsa che potrebbe ospitare qualche candidato al Pr. Pisa. Yorkshire Nanny è chiamata a confermare la linea offerta da London Life. C'è anche la discreta femmina di Paolo Favero Ho Yam Lay. Poi un fratellastro per linea paterna di Sol Invictus, King Hammer, e per gli amanti di genealogia un evidente caso di omonomia costituito da Arco Romano, il cui padre è Archipenko, grigio noto a San Rossore e anche al palio di Buti che però nulla ha a che fare con lo stallone in questione. Attenzione però a Drumkilbo pagato un prezzo importante in Inghilterra, potrebbe essere la soluzione vincente.

L'ultima corsa, Pr. Golden Cavern (cavallo abbastanza forte sull'anello pisano), vedrà Giancarlo Matteucci (Rio Magno) impegnato nel tentativo di portarsi a casa il trofeo challenge offerto dalla famiglia Filì, essendo l'unico proprietario tra i quattordici partenti che può aggiudicarsi per la seconda volta in cinque anni la corsa (condizione necessaria statuita dagli organizzatori). Nemico numero uno per tutti quanti sarà Lan Brave, apparso in grande forma due giovedì fa peraltro su terreno non gradito (e già vincitore in curva). In pista anche Via Garibaldi, altro soggetto in palla.

Ci vediamo in pista per l'ultima riunione ostacolistica, poi appuntamento al 2016.



giovedì 5 febbraio 2015

Tabellino sesta riunione ostacoli. Ippodromo San Rossore, Pisa, 5 febbraio 2015.


COLPO DI MAGO NEL CHIVAS... TRA I DUE PRETENDENTI SPUNTA FUORI IL CORNET: L'OSTANEL TRADISCE IL FAVERO.

Articolo a cura di MATTEO MANCINI.

Fase finale del CHIVAS REGAL. UNION DU BOSC (n.7) come da
copione è in fuga all'ultimo giro. E' seguito da DARAKTI (n. 3) dietro al
duo il CORNET (n. 2) 
(Foto dalla Tribuna di M.Mancini).

Giornata di pioggia, terreno molto pesante. Qualcuno paventa la possibilità che la società Alfea distribuisca incentivi per presentarsi all'ippodromo, poi si scopre che si è in periodo di carnevale e che ogni scherzo vale, infatti giocano in contemporanea anche a Viareggio. Si deve pagare, ma cambierebbe poco. All'ippodromo è giorno di fedelissimi, tribune quasi completamente vuote, se ne accorge anche il cielo che, capriccioso come è, pensa bene di andare a recare disturbo altrove, perché che soddisfazione ci sarebbe nel rovinare la giornata a quattro gatti...?
Primo colpo di scena, non sono ancora entrati i cavalli al tondino. Enrico Querci speaker incaricato di intervistare i vincitori annuncia un ritardo nelle corse. Accenna a uno sciopero, ma di questi tempi non fa notizia. C'è un'altra sorpresa, manco fosse impegnato in una batteria di qualifica, Sandro Marannini è caduto nella morsa dell'influenza e ha dato forfait così come Maggiolone e altri cinque cavalli dichiarati partenti nella riunione. Il flemmatico Querci ha così l'onore di dividersi tra tondino, pista e cabina di regia, non se la caverà affatto male con la sua flemma da britannico mancato.

Ecco che i cavalli impegnati nel Premio Giannessi entrano in pista. Gli occhi vanno al cielo, sia a ricordare chi non può più aggirarsi in quei territori in cui ha sempre lavorato e in cui ha sempre vissuto, sia per controllare le nubi cariche di pioggia ma ancora incerte sulla decisione da prendere. Per ora non piove... E' il Kripton Luparolo a mostrarsi per primo, dapprima senza paraocchi poi lo calza come da programma. Campo di partenti avaro di soluzioni, sono appena in quattro e ce n'è uno che proprio non vuol saperne di entrare nei box previsti per l'insellaggio. L'occhio clinico di Querci nota subito il particolare e la voce corre al microfono proprio nell'attimo in cui i cavalli stanno entrando in pista: "Boracifero proprio non voleva saperne di andare a correre". Chissà se l'allenatore Giannotti, da noi ricordato quale allenatore e proprietario di chi stava in quieta attesa in certi Gran Premi Ostacolistici (giusto omaggio in attesa del Chivas Regal), avrà pensato: "Ma che sei bischero... non vuoi correre proprio oggi... Una volta che ti piazzi di sicuro! Ma io non lo so' , a me mi sembra tutto scemo, questo! Non ci si capisce nulla..." Implacabile il totalizzatore che nella sua freddezza condanna il numero quattro montato da Citti a ultimo cavallo del campo, addirittura in doppia cifra.
In sede di presentazione avevamo parlato del Sig. Giannessi ricordando una sua allieva figlia di Key to Content e Amoretta, gli amanti di casistica allora potrebbero andare a leggere il ricordo come una sorta di enigma da sciogliere. Nel campo dei partenti compare allora una "K", quella di Kostabi, la cui madre ha un nome che inizia per "A" (A La Lonque), ma sarebbe roba dal colmo dei colmi.

Andiamo in cronaca, per sommi capi, allora, in attesa del Chivas Regal. Luparolo, per i colori Kripton, subito in avanti a menare la danza, lui che è fratellastro per linea paterna di Boracifero e che è figlio di Lovely (insomma, una specie di Amoretta). Ed è proprio il rosa-nero ad accompagnare il Kripton, dietro il verdone On The Trail con Kostabi a controllare tutti. In dirittura Mario Sanna compie una mossa azzardata da dilettante, soprattutto se si considera che si corre in quattro, e rischia di far fare un brutto capitombolo (potenzialmente letale) al suo cavallo. Va a tamponare Luparolo cercando un varco impossibile lungo lo steccato, per fortuna On The Trail non accusa il colpo, ma viene sfilato all'esterno da Kostabi che parte all'inseguimento dell'estremo outsider che ha ormai preso il sopravvento sul fratellastro. Citti cerca di respingere il rivale romano, mentre Luparolo e On The Trail sono fuori dai giochi. Boracifero e Kostabi staccano con la scelta di Riccardo Menichetti che ha la meglio per la Razza dell'Olmo. On the Trail sulla falcata è terzo e paga una pessima interpretazione, da tenere d'occhio alla prossima...

BORACIFERO, tributo doveroso per gli ultimi colori di Pisa - credo -
che hanno corso il Gran Premio Merano e con un risultato apprezzabile.
(Foto M.Mancini).

Eccoci al main event, strananamente proposto subito alla seconda corsa. Sei al via dopo il ritiro di Albina, cavalla a cui va indigesto il terreno faticoso e che Christian Ghiotti non si sente di rischiare. Favero schiera subito un poker giusto per mostrare chi non ha problemi di scelta. A contentendere il premio Chivas Regal al mostro sacro dell'ostacolismo italiano sono il disceplo Eros Ostanel e il ceko Vana sr che, dopo qualche settimana di pausa, torna al San Rossore con l'intenzione di lasciare il segno. Addirittura scende in pista il quarto classificato del G.P. Merano, Cornet Obolensky, cavallo dotato di struttura gigantesca. Contro l'ospite due vincitori di corse di gruppo: Darakti e Shame. C'è pure Opaleo, vincitore nell'altra prova in steeple-chase disputata a Pisa; Paolo Favero non si fa mancare nulla, vuole vincere sempre. Ruolo da outisider estremi per Giant Hawk e Union du Bosc con probabilità di piazzamento quasi nulle, se si considera che in pista c'è chi arriva da vincente di corse di Gruppo. Curiosità notata subito prima ancora che i cavalli arrivino al tondino è costituita proprio dal grigio di casa Favero, il figlio di Vangelis, arriva e corre con paraocchi contrariamente a quanto previsto nel programma di corse. Supplemento pagato per la modifica? Chissà se c'è ancora... In tribuna Henryk Grzywna osserva i colleghi all'opera, fornendo commenti pertinenti e vari spunti di riflessione. Andiamo a vedere se i pronostici e la classe sono state rispettate... Andiamo dunque in cronaca.

La Cronaca: Union du Bosc come da copione a fare l'andatura. Ritmo buono, si porta dietro Darakti, quindi Opaleo con ai fianchi Cornet Obolensky, in coda Shame con a una lunghezza Giant Hawk. Nella diagonale dello steeple-chase Paolo Favero si esibisce in un numero da "filo-filotto" con i suoi quattro schierati a ventaglio, scivola in quinta Cornet, lasciando a chiudere Giant.
Union du Bosc non si risparmia nella sua andatura di testa. Darakti persevera nel tenerlo a tiro dopo la fence, con in schiena i compagni di colori che lo proteggono manco fosse un quater-back, poi il Falco e in coda Cornet Obolensky progressivamente tenuto sempre più a distanza da Vana Jr.
Kratochvil non sente storie, chiede a Union l'accelerazione che il mezzo-sangue prontamente gli da, portando a un paio di lunghezze il vantaggio sul trio fucsia, quindi Giant Hawk, mentre Cornet Obolensky sembra già arreso alla siepe sbarrata con Vana Jr che abbozza un colpo di frusta, ma non muove le mani.
Sulla siepe che immette alla curva finale, Davide Columbu azzarda l'attacco lontano, anticipato da Opaleo che lo manda in quarta corsia. All'interno si allineano Darakti e Union du Bosc. Shame è a contatto, lontano almeno di cinque Cornet. Sul siepone che porta all'ultimo salto, Darakti beneficia della corda, ma Giant Hawk è aggressivo all'esterno di tutti braccato da Opaleo, cala ma non molla Union du Bosc, mentre Shame sempre tenuto ben protetto da Mastain non progredisce. Lontano, clamorosamente, di dieci lunghezze Cornet Obolensky con Vana Jr che sembra non crederci. Sull'ultima Giant Hawk salta in testa concretizzandosi come la sorpresa della corsa, Darakti ritrova energie per abbozzare una reazione su Opaleo, a largo ritorna anche Union du Bosc, quindi Shame in linea col grigio. Tratto piano conclusivo. Giant Hawk, da buon Nuova Sbarra, nella gabbia Favero, con Union du Bosc brillante come non mai a fare il finale a largo di tutti e... attenzione, finisce fortissimo Cornet Obolensky con traiettorie assurde, lontano dai primi di circa dieci lunghezze dopo l'ultimo salto. Si salva Giant, con Cornet Obolensky che pare Maradona e dribbla tutti gli avversari fucsia stampando proprio sul palo Darakti. Fotografia anche per Opaleo coperto da Union. I sei in un fazzoletto, ma che corsa persa da Vana Jr!

Il commento di Matteo Mancini: Bella vittoria per Davide Columbu che ha azzardato e c'ha preso. Giant Hawk, pur se generoso, non era certo il migliore della compagnia. Il fantino è stato bravo nel risparmiarlo e nel partire a traguardo lontano, guadagnando quei metri che poi lo hanno protetto dall'allungo di Cornet Obolensky. Una grande vittoria per l'interprete, perfetto... complimenti!
Se Columbu è stato bravissimo, nella corsa, lo stesso non può dirsi per Vana jr, risucito nell'impresa di arrivare secondo quando aveva posto tutte le premesse per non piazzarsi nemmeno. Troppo fuori dai gioco, poco convinto nel sostenere il cavallo. Ha dato l'impressione di chi si presenta con l'intenzione di fare un rientro e poi si accorge di poter vincere. Insomma... con un cavallo quarto nel GP Merano perdere da chi corre nei cross-country non mi sembra proprio il massimo.
Benissimo Union du Bosc mai risparmiato da Kratochvil e capace di fare un finale di buon livello, lui che è un mezzosangue. Male, malissimo gli altri, soprattutto Darakti e Shame che sono rispettivamente vincitori di Gr. 2 e Gr. 3, la sensazione è che siano stati poco risparmiati in vista dei gran premi ma rodati per fare cassa.

Alla cassa: GIANT HAWK, CORNET OBOLENSKY, DARAKTI.

Premi: Prima vittoria per Eros Ostanel, colori e training, ma soprattutto per Davide Columbu artefice di un successo sulla carta impossibile.

Esito pronostico Mancho: secondo e terzo. (Np per la potenziale sorpresa, dichiarata anche su facebook, Shame).

Il numero quattro del buon GIANT che mi fa tornare in mente qualcun altro
omaggiato qualche settimana fa qua sul blog.
Enrico Querci intervista Columbu.
(Foto: M.Mancini). 

Pausa in piano. Ancora in scena i tre anni, ancora corsa di minima, ancora pochi al via, cinque questa volta e meno male... c'era il rischio di esser citati per plagio a De Crescenzo. Dopo Paolo Favero arriva Stefano Botti, totalizzatori subito sensibili. La scuderia, la Quafin, sembra avere buone possibilità di successo... 1 la quota del totalizzatore, sembra anche che ci sia chi è pronto a giocarla vincente. L'attenzione del Mancho, da sempre interessato agli ostacolisti e alle soluzioni artistiche, va come già detto in sede di presentazione a chi ha un nome già di per sé spettacolare: Denonvai di Nerino Capon (gentleman dei vari Ile de Paris e Amaly tanto per rimanere in tema con Lovely), munito di paraocchi australiani e alla seconda in carriera. Uno spettacolo anche la contemplazione del totalizzatore, da 80 a 53 vincente, con cinque cavalli al via. Interessante e poco in linea ai valori, se si considera che il figlio di Denon è arrivato vicino, pur se non piazzato, a El Marangon vincitore domenica scorsa a Pisa. Soluzione artistica? Andiamo a vedere...

MORETTA FANESE e GAGLIARDA non fanno sconti... 
Non c'è trippa per gatti... ma dietro di loro...
(Foto M.Mancini).

Non c'è bisogno di andare in cronaca del Premio Emilio Pozzoli, vendere sui 2000 metri con doppio passaggio davanti alle tribune. Il Mancho pronto a immortalare l'arrivo alla prima per poi seguire la corsa di Denonvai. Pronti, via... ovviamente ultimo, manco fosse Steven Bradbury in una famosa olimpiade. L'allievo Salis deve darci dentro. Il cavallo sembra non reagire alle sue sollecitazioni. Prima dell'imbocco dell'ultima curva è già montato e lontano dal penultimo di svariate lunghezze. Denovai non ne vuole sapere. "Spingilo... Spingilo" direbbero quei burloni dell'Ardenza, senza chiamare in causa il Colombi che ha ritirato la sua scelta nell'ultima, mentre qua ultimo c'è il Capon e non la coda. Salis però non si fa intimidire, insiste nell'azione anche quando la logica inizia a suggerire al Nerino di cambiare colore. Sono più di dieci le lunghezze di ritardo dal quartetto di testa all'imbocco della dirittura e lo sono non certo per scelta del fantino... Jam Session prova a rompere le uova nel paniere in casa Botti, ma neanche a pensarlo... Il duo Quafin si isola mentre dietro... incredibile, inizia a galoppare Denonvai, ondeggia un paio di volte, cambia azione poi ripiega all'interno, alla fine si addirizza e ha facile gioco sugli altri due. Al rientro Salis, col fiatone, ha la forza di sussurrare al lad: "Mi ha ammazzato...! e ne ha ben donde. Ottima interpretazione e una grande pacca a Salis, bravo a insistere quando tutti avrebbero mollato. Bella corsa, per le possibilità, per il trio Salis-Capon-Viti. Tributo d'obbligo in ricordo degli ostacoli e per il divertimento che mi ha regalato lungo lo steccato.

L'ostico e anche agnostico DENONVAI.
Se Salis fosse stato di Livorno avrebbe detto: «Ci manca poino
scendevo pure a spingello di dietro, deh...Ma fatto veni' un magone, deh!»
(Foto: M.Mancini).

Si torna sui terreni a noi congeniali, proprio quando il cielo inizia di nuovo a minacciare acqua. Cala in modo sensibile la luce, la macchina fotografica inizia a inserire il flash. Premio Carangio, per la prima volta stagionale sui 3.200 metri della pista in siepi. Un favorito netto: Moqorro il portacolori della Magog scende di categoria e affronta rivali che, in condizioni di terreno buono, non gli avrebbero potuto rendere pericolo, almeno sulla carta. Il terreno però è molto pesante ed ecco salire le quotazioni di Recife, per la prima volta con paraocchi classici in luogo degli australiani, e, per il sottoscritto, anche di Maratory indicata su facebook quale cavallina da provare piazzata (ultimo cavallo del campo). Certo, c'è l'insidia de Il Re Tritone da superare, il baio si è dimostrato a suo agio sulla pista. Gli altri? Beh, lo avevamo detto... è dura, anche se Sopran Slaker col ritorno in casa Rogowska sembra aver beneficiato. Andiamo in cronaca, poiché c'è poc'altro da segnalare.

La Cronaca: Mat Vidana lanciato al galoppo in avanti. Mastain lascia andare la terza scelta Favero, quasi come se avesse tra le mani un Tullio Ostillio o un Toscan. L'ex Colle del Papa prende subito sei-sette lunghezze a Sopran Slaker, quindi Maratory con Emmanuel Reinhardt che fa subito capire che la cavalla oggi c'è, poi Il Re Tritone, Moqorro per vie esterne che poi diventeranno dopo la diagonale interne e in coda Zafra con vicino Recife. Si isola in avanti Mat Vidana con un ritmo di gara poco comprensibile per il soggetto, sono circa dieci le lunghezze di vantaggio sugli inseguitori che restano costanti nelle loro posizioni.
Sulla seconda diagonale, come dice giustamente Querci in presa diretta, Mat Vidana è tutt'altro che brillante, favorendo il lieve recupero degli avversari trainati da Sopran Slaker su cui si affaccia Moqorro, quindi Zafra, Il Re Tritone incerto sul salto preludio della siepe mobile, all'intero Recife, indi Maratory finita in coda. Sulla penultima curva, Mastain cerca di far rifiatare il proprio cavallo, ha però già in scia il gruppo con Moqorro che ha superato Sopran, in anticipo su Recife con Columbu che da l'impressione di voler fare la fotocopia del Chivas Regal. Sulla seconda siepe della dirittura opposta a quella di arrivo, Recife prende l'iniziativa sfilando Mat Vidana  e portandosi dietro Moqorro. Il Siba fa sul serio e tenta la fuga all'imbocco della curva finale, prova a emergere Il Re Tritone che si porta su Mat Vidana poi gli altri chiusi da Zafra che da segni di resa. Recife e Moqorro si apprestano ad affrontare l'ultima siepe in discreto vantaggio sugli inseguitori, da cui cerca di farsi sotto la sorprendente Maratory con Mat Vidana di dentro e Sopran Slaker a largo e Il Re Tritone ancora più esterno. Recife e Moqorro saltano quasi appaiati l'ultima, con Bartos che rallenta il sauro per non avere sorprese finali. Nel tratto piano il figlio di Miss Galileo può così distendersi e andare a vincere bene, mentre per il secondo posto Recife paga lo sforzo richiestogli a traguardo lontano e finisce preda di Maratory e Sopran Slaker per una bella trio. Paolo Favero corre subito al tondino per farsi immortalare in una foto ricordo con Moqorro, bella vittoria per lui in un ascendente.

Il Commento di Matteo Mancini: Moqorro era il più qualitativo, non aveva corso male a Pisa, l'unica insidia, superata, gli veniva dal terreno. Vittoria dunque nell'aria, grande invece il secondo posto di Maratory che veniva da tre ultimi posti. Emmanuel Reinhardt è stato bravo nel dosarle le poche forze disponibili e nello spararle quando era opportuno. Sulla stessa falsa riga è Sopran Slaker, con Vana Jr. questa volta attento. Delude Il Re Tritone che compie diversi passi indietro, mentre Davide Columbu questa volta non riscuote l'azzardo, con corsa più accorta avrebbe, a mio avviso, portato Recife al secondo posto, ma dalla tribuna è sempre facile parlare.

Alla Cassa: MOQORRO, MARATORY, SOPRAN SLAKER.

Premi: Terza vittoria per la scuderia Magog, training di Paolo Favero, interpretazione buona di Bartos.

Esito Pronostico Mancho: Vincente e piazzato dell'ultima ora (SODDISFAZIONE MARATORY). Salta la trio a causa del calo finale di Recife, comunque quarto.

Nel Pre-gara Paolo Favero, battuto in precedenza da DAVIDE COLUMBU,
che sfila qui alla sua sinistra, pensa già a come farsi fotografare
in risposta ai proprietari della TOPEEKA.
Sullo sfondo, proprio lui, IL RE TRITONE.
(Foto M.Mancini).

Si giunge a  quella che avevamo pre-annuciato come la corsa più incerta della giornata ed anche la più numerosa. Nove al via come esito delle 37 iscrizioni iniziali. El Greco Paolo Favero cala subito il poker, dopo la Scala e il Regal ci vorrebbe un Mago per battermi, penserà, forse... Il totalizzatore sembra dargli ragione: scuderia favorita, ma esito a nostro avviso tutt'altro che scontato. Le scelte di Favero si reggono sul ritrovato Magica Vita, dietro al grigio però c'è un trio di poca consistenza, ma attenzione a Bartos messo su Arcachon a dimostrazione di una scelta, forse, in palla. Curiosità per Drounais, il baio di Ilenia Nero ha corso bene in piano riscattando tre prove in ostacoli in colore. Sarebbe interessante da giocare, ma il pubblico l'ha già visto e si è pure riempito gli occhi. Paga dai quattro ai cinque, poco per chi in siepi è andato male... L'attenzione cade allora su Depeche Code addirittura in inspiegabile doppia cifra. Quota altissima, da piazzato, per Size ultimo cavallo del campo, giustamente aggiungo io...
Inizia a piovere, al tondino inizialmente restano in tre/quattro persone. Big Mago arriva con mantellina gialla da Grand National. Per lui è un ritorno a casa. Allevato in Irlanda e portato nelle scuderie Giannotti, si proprio quello omaggiato a inizio articolo, finito quindi in Rep.Ceka agli ordini di Vana Sr. per intraprendere una nuova carriera. Genealogia da campione, il padre è Dylan Thomas (il padre dell'ultimo vincitore del Derby di Roma, Dylan Mouth), il nonno per linea materna addirittura sua maestà Sadler's Wells. Giannotti, dopo la mediocre carriera in piano (correva nelle vendere), avrà pensato: "Ma questo deve essere un corno, altro che Wells... questo è un Bad..." Inizio sulle siepi interessante, addirittura con potenziale da classiche (omaggiato dal sottoscritto in uno dei primi post, con mistero sui nomi manco si fosse in un palio... a proposito, dopo c'è un allievo di Gingillo uno che in fatto di pali...) poi scemato in una serie di corse mediocri. Paga bene, ma non troppo. Abbozza l'ingresso con mantellina anche Time Trial poi si ferma e qualcuno gli sfila la coperta, anche perché il cielo sembra ripensarci. Smette di piovere e allora tutti in tribuna a vedere la corsa.

Lo avevamo omaggiato con una foto tratta da Il Corriere, 
lo riproponiamo con lo stesso senso con una foto da noi scattata...
Plurale maiestatis... beh, per forza, è a tema.
BIG MAGO (Foto M.Mancini).

La Cronaca: Magica Vita e Smart Casual, ad andatura moderata, capeggiano il drappello. Tutti raccolti con in coda l'arancio sgargiante di Big Mago, preceduto dal trio Favero. Le diagonali non sortiscono effetto alcuno e tutto rimane invariato fino all'inizio dell'ultimo giro. Andrea Manuele davanti alle tribune, subito dopo il salto della siepe mobile, porta Time Trial, quarto classificato nella XXX Corsa Siepi di Pisa (Gr. 3) e che noi avevamo indicato come cavallo che fatica a piazzarsi in ascendente, sul battistrada. I tre sono seguiti da Depeche Code, quindi il trio Favero capeggiato da Well Dressed e reso irregolare nella sua tonalità di colore dall'intruso Drounais, sempre in coda Big Mago con Vana Jr che opta per le vie interne.
Magica Vita prosegue in vantaggio, ha ai fianchi Time Trial, Raf Romano inizia a svegliare Smart Casual insidiato da Depeche Code, quindi Big Mago in risalita seguito dalla flotta Favero. In coda Drounais. Time Trial forza in curva, costringendo Pastuszka Dominik ad agitare le mani per respingerlo. I due sono nel mirino di Depeche Code, mentre prova a farsi sotto Well Dressed, con Smart Casual che chiude la porta a Big Mago costretto a trovare altre soluzioni per emergere. All'esterno inizia l'azione anche di Davide Columbu con Drounais che sembra un lontano parente di quello visto a Milano.
Sulla penultima siepe i nove sono tutti in condizione di giocarsi la vittoria, raccolti in pochissime lunghezze. Manuele lancia la carica, ma Magica Vita dall'alto dei suoi 73 kg non ci sta, l'unico che è già battuto è Arcachon con Jozef Bartos. Cede di schianto Time Trial nel tratto che porta all'ultima siepe. Depeche Code sembra il più convinto alla caccia di Magica Vita, ma attenzione all'interno allo spunto di Big Mago, imitato sul lato opposto da Drounais. Smart Casual e Well Dressed monocordi e Size che da l'impressione di essere il terzo a mollare. Restano in quattro a duellare dopo l'ultima, ma Big Mago fa subito capire che è dura per tutti.  Urla ripetute di gioia dalla tribuna, addirittura si infiltrano (se uno ci fa caso) tra la voce di Querci, sembrano riconducibili alla gioia della lad del portacolori Vocetka che regala la prima vittoria alla Rep. Ceka. Drounais, in omaggio a Grande Mago, viene a chiudere l'accoppiata per la soddisfazione di Ilenia Nero che ha un cavallo ritrovato. Magica Vita resiste stoicamente in terza, respingendo un Depeche Code forse penalizzato dal rientro. Disfatta per il trio Favero, immobile a conteplare l'epilogo e alquanto stralunato in tribuna per effetto delle grida stile sirena dell'entourage Vana. Roba che Il Re Tritone, da buon Dio degli abissi, conosce assai bene...E meno male che, nel giorno dedicato al Pegaso (come diceva l'articolo pubblicato in sede di presentazione), non c'era anche Perseo.

Commento di Matteo Mancini: Il cavallo che non ti aspetti (ma omaggiato per primo, dopo Moqorro, in questo blog), a mettermi nell'ordine (secondo, terzo, quarto e quinto) i cavalli che avevo indicato... Inutile sottolineare l'esito del mio pronostico... L'ho già fatto...

Alla Cassa: BIG MAGO, DROUNAIS, MAGICA VITA.

Premi: Prima vittoria per l'allenatore Jozef Vana (oggi i suoi due migliori piazzamentei stagionali), per i colori Vocetka di cui ricordiamo anche All About Cossio che sta correndo in patria, e per il fantino Vana Jr. che riscatta la pessima prova nel Pr. Chivas Regal.

GRADAZIONI DI COLORE. 
Nerissimo in cielo, Nerino sulla destra, Nero centrale, doppio Favero, poi
deve ancora arrivare... BIG MAGO per la foto e la soddisfazione del suo artiere.
Bravi! Bella vittoria.
(Foto M.Mancini).

Chiusura dovuta a chi è stato premiato come allenatore e proprietario del cavallo dell'anno 2014, oggi in pista con un altro allievo e in una corsa di categoria inferiore, ma all'insegna dello spettacolo. Corsa all'americana nel Pr. Yoris Menichetti tra Lan Brave di Mario Lanfranchi (i colori di Salford Secret vincitore domenica scorsa) e Gran Chelem per il training di Depau che ricordo con un certo Zlata Husa (visto che abbiamo citato le corse in made in Usa). In pista anche un nuovo arrivo di casa Gingillo. La corsa però si risolve in un braccio di ferro tra i due citati, andatura Alè Alè (mi ricorda qualcuno, forse era un Foglia), con i due staccati subito in testa a divorare i 1.300 metri di una corsa a vendere. All'imbocco in dirittura Lan Brave di prepotenza piega le resistenze di un deciso Gran Chelem che accusa lo sforzo. Vince facile la scelta del duo Santini-Lanfranchi per l'interpretazione di Perovic, mentre il Favero nostrano, Gladio Romano Cirini, viene a fare il secondo con Lady Febray che supera a pochi metri dal palo Gran Chelem. Quarto, mai in condizione di intervenire ma comunque vicino, Foxy Clarets fresco arrivo in casa Zedde. A chiudere, al debutto, Zaganelli per il training di Ilenia Nero.
Bene, anche oggi è tutto in attesa dell'ultima giornata dedicata agli ostacoli. In pista il 15 febbraio, di domenica, con due Gran Premi in scena. Mi preme, al di là del divertimento e dell'ironia, sottolineare il bel lavoro di tutti gli allenatori e di tutti gli interpreti, non di meno di chi la mattina lavora in qualità di uomo di scuderia e poi non ha mai i giusti meriti e riconoscimenti per il lavoro oscuro ma determinante che svolge; dimostrazione evidente è costituita dal fatto che non ci sono state cadute (anche oggi tutti hanno terminato il percorso), circostanza che dimostra altresì la sicurezza di una pista che, non sarà selettiva, ma non agevola infortuni o imprevisti che purtroppo non possono essere eliminati nella loro probabilità più assoluta.
Foto in chiusura per i colori vincitori del Pr. Pisa 2014.


LAN BRAVE, vincitore del Pr. Menichetti... Quando è il caso di dire
da un Riccardo a uno Yoris... sempre primi!



martedì 3 febbraio 2015

PRESENTAZIONE SESTA GIORNATA DI CORSE IN OSTACOLI. San Rossore, Pisa.


FAVERO - FAFINTA? EFFETTO CHIVAS REGAL... PARLI DEL DUO E SPUNTA FUORI IL CORNET...

A cura di MATTEO MANCINI.

La sesta giornata del programma di corse ostacolistico italiano fa ancora tappa a Pisa, nelle strutture dell'ippodromo di San Rossore. Dovrebbe trattarsi del penultimo impegno stagionale prima che il "circus" si sposti altrove.
Sono di nuovo tre le prove destinate agli specialisti dei salti, due in siepi e l'altra in steeple-chase. Risaltano le assenze di Davide Satalia, Dirk Fuhrmann e Luigi Maceli (vincitore alla grande con Tramonto a Ivry e unico a interrompere l'egemonia Favero) tra i fantini, mentre ritornano sul campo Emmanuel Reinhardt, Ilenia Nero e Simone Pugnotti.
Il programma ha inizio alle ore 14.15 di giovedì. Si parte con un handicap riservato ai cavalli di 3 anni sui 1.500 metri: il Pr. Giorgio Giannessi. Probabile ruolo da favorito per On The Trail che ha vinto alla grande alla sua ultima uscita. In pista anche il Kripton Luparolo, omaggiato in questo blog nel giorno dell'epifania. 
Il nome Giannessi, che ricordo allenatore della scuderia Arno, mi riporta indietro negli anni, quando mi aggiravo per scuderia. Ricordo un pomeriggio di tanti anni fa, forse nel '95 (o '94), davanti ai box dei cavalli allenati dal sig. Giannessi, ormai in su con gli anni. Ci trovavamo nello spiazzo dell'Alfea, poco oltre l'area dove venivano scaricate la paglia e le deiezioni dei cavalli. Dietro ai box del Giannessi, sul lato opposto, c'erano quelli in cui era alloggiato, tra gli altri, il c.d. doppio tempesta: "il Fighter" e "il Sexy" (quest'ultimo con un anteriore ingessato per una frattura da cui poi riuscì a guarire abbastanza bene). Il buon Giannessi inizia a parlare di una puledra problematica, assai ciuca in piano che lo faceva ammattire e che per "disperazione" aveva destinato al Cirini per la carriera in siepi. A questo punto mi intrometto e gli dico il nome, che lui lì per lì non ricordava. Gli dico: «Ma è Rhode Island da Key to Content e Amoretta!» Lui mi guarda come se fossi uscito da un episodio di X-Files. «Ee... Ma come fai a saperlo?» Risata generale... Questo è il ricordo che ho del signor Giannessi, ormai scomparso da anni, ricordo che mi rivelò che la cavalla si era fatta male a Treviso cadendo su un terreno duro (nel mio quaderno campeggia sulla scheda che io avevo di quella cavalla un asterisco con la scritta: "cadendo la cavalla si è fatta male". Ricordi di un tempo ormai lontano, di cui conservo ancora qualche aneddoto.

Un ritaglio di giornale dedicato a CHIVAS REGAL attualemente in vendita, 
per 4 euro, su ebay.

Dopo questa parentesi, entriamo nel vivo della riunione. Si parte subito forte, alle ore 14.45, col Pr. Chivas Regal, prova sui 3.500 metri in steeple-chase per cavalli di cinque anni e oltre. Verrebbe da dire dalla Forst al Chivas Regal... No, niente a che vedere col whisky, ignoranti che non siete altro... Si sta parlando del più forte cavallo appartenuto a una scuderia pisana impegnato nelle prove in steeple-chase. Vincitore di un G.P. Merano nel 1974, caduto invece nel 1972 quando aveva preso parte alla classica meranese col ruolo di favorito (fu fatto cadere da un ospite francese, un po' come successo a Davide Satalia nell'ultimo Merano in sella a Fafintadenient). Appartenuto a una figura storica di Pisa in generale (tanto che gli è intitolata persino una via cittadina), ma soprattutto dell'ippica pisana: HENRY BRACCI TORSI, tra l'altro Presidente dell'ENTE AUTONOMO TIRRENIA nei primi anni '50, quando la cittadina era conosciuta a livello internazionale come "la città del cinema". Chivas Regal è stato omaggiato da Renzo Castelli nel divertente romanzo (da rieditare) Un Brocco per Vincere (recensito dal sottoscritto nel blog dedicato ai libri), ed è uno dei pochi cavalli italiani a cui è stata dedicata una pagina su wikipedia (evento rarissimo). Ha persino svolto la carriera stallonistica, soluzione quest'ultima non comune per coloro che si sono distinti in ostacoli. Tra questi ricordo campioni immensi del calibro di Miocamen, Reckless William, Trapezio, Stuck, Amado e pochissimi altri.
Il pregio del cavallo della Razza Vallelunga, questo il nome dei colori bianco-verdi scelti da Bracci-Torsi, è stato onorato dagli allenatori specializzati nella categoria. Fa dispiacere solo, ma non è una novità, non vedere nessun rappresentante locale (salvo prestanomi) impegnato in queste occasioni.
Dei trentasette iscritti, dichiarati partenti in sette, scelti per contendersi i 5.100 euro riservati al primo. Molta qualità in pista, ovviamente parametrata al livello italiano attuale. Ci sono più di un vincitore e piazzato in corse di Gruppo (in ostacoli).
Jozef Vana sr illude il collega Favero di destinare al Premio l'ex di turno: Fafintadenient. La scelta dell'allenatore ceko va invece su Cornet Obolensky, una delle prime scelte in assoluto in casa Statek-Chyse. Il cavallo rientra dal Gran Premio Merano (GR.1) dove chiuse in un'ottima quarta posizione. Certo, l'edizione dello scorso anno è stata una corsa alquanto bizzarra, con poca andatura e poca selezione. Dopo l'eliminazione del front runner, compagno di colori proprio di Cornet, il Merano si risolse in una volata finale congeniale alla potenza di Alpha Two. Il cavallo, pur non essendo un campione, ha qualità e merita la massima attenzione. Il fatto che Paolo Favero schieri quattro pedine, tutte con la stessa giubba, dovrebbe poi fargli alzare la quota. Se va sopra il 3 è da giocare vincente. Unica insidia è costituita dall'assenza dalle competizioni da circa cinque mesi, ma niente spavento... è frutto di una libera scelta del trainer.

Ruolo da mio contro-favorito va al "cannibale" Paolo Favero, il quale non ci va di "scartino" come si dice da queste parti. Lo abbiamo appena anticipato: sono quattro gli allievi schierati dal leader della classifica degli allenatori (tredici vittorie su 14 corse) e che allievi... Darakti è la base. Il figlio di Rakti ha vinto al rientro piuttosto bene, pur avendo vicino Kamikaze de Teille (cavallo assai inferiore rispetto a Cornet Obolensky). Lo ricordiamo, è il vincitore dell'ultima edizione del Premio Ezio Vanoni (Gr.2) e ritrova la monta di Jozef Bartos. Per tali motivi sarà, con tutta probabilità, il favorito del totalizzatore, ma la sua vittoria non è affatto scontata.

Attenzione a Shame, potrebbe essere la sorpresa della corsa e potrebbe portare quota in un'ipotetica accoppiata. Il figlio di Tout Seul, purtroppo ancora per i colori di Paolo Favero (altrimenti avrebbe avuto quota discreta da vincente), ha qualità per poter duellare con Darakti (che ha battuto in più di una circostanza). Certo, è rientrato in modo assai deludente qui a Pisa, addirittura è finito dietro a Union du Bosc dopo aver cercato la vittoria (è calato al penultimo ostacolo in evidente debito di ossigeno). E' il vincitore dell'ultimo Premio Richard (GR.3). Possibilità di piazzamento in sensibile aumento in caso di terreno faticoso.

Impegno difficile ma non impossibile per Albina. La portacolori di Chrisian Ghiotti ha debuttato bene nella specialità, qua a Pisa, finendo però dietro a Darakti di un paio di lunghezze abbondanti e ricevendo quattro chili (giovedì saranno appena due). Gli avversari con cui si troverà a confrontarsi sono di livello superiore rispetto alla media di quelli incontrati nella sua ultima uscita, in più c'è il rischio del terreno pesante a lei poco gradito. Vedremo cosa riuscirà a fare, la monterà Emmanuel Reinhardt.

A mio avviso sono di un gradino inferiore gli altri tre, ma non sono tagliati fuori dalla lotta per un piazzamento. Il più pericoloso, vista la netta affermazione nel Premio Calci è Opaleo, sempre per i colori di Paolo Favero. Il baio perde la monta di Bartos, ricevendo però la seconda di scuderia costituita da Dominik Pastuszka. Severissimo il peso, addirittura concede chili a tutti per effetto del sovraccarico dovuto all'entità dei premi vinti negli ultimi sei mesi. Piazzamento difficile. Vale lo stesso discorso per Giant Hawk, cavallo regolare ma qua con avversari a lui superiori. Battuto in modo evidente all'ultima uscita da Opaleo, sei lunghezze il divario tra i due, cercherà di agguantare un quarto posto, improbabile (salvo sorprese) che possa fare meglio. Ruolo da estremo outsider per Union du Bosc che sarà forse incaricato di scandire l'andatura nella prima parte di gara.

Pronostico Mancho: Cornet Obolensky, Darakti.

Sorpresa per gli amanti del brivido, da provare piazzata: Shame.

La scelta di Vana Sr per entrare, per la prima volta, nel marcatore.
CORNET OBOLENSKY.
(Foto di Matteo Mancini).

Piccola pausa alla terza corsa, ancora con una prova per tre anni. Una vendere sui 2.000 metri dove figura un cavallo su cui a Livorno non perderebbero occasione per fare ironia: Denonvai. Lo terrò d'occhio visti i colori di Nerino Capon, storico appassionato di ostacoli; inoltre, al debutto, è finito a due lunghezze da El Marangon che ha vinto domenica scorsa. Possibile siepista?

Si torna a saltare con la quarta corsa. Ascendente sui 3.200 metri (prima deroga in siepi ai canonici 3.500), riservato ai quattro anni, sette al via e livelli tecnici piuttosto delineati e cavalli tutti già visti più di una volta a San Rossore. Difficile giocare. Moqorro ha l'occasione giusta per aggiudicarsi quel primo posto che gli manca da sei mesi. Favero ci spera, confermandogli Jozef Bartos in sella. Il periziatore lo vede come il pericolo numero uno della compagnia affibbiandogli un handicap che va dai quattro chili e mezzo agli otto e mezzo.
Piuttosto chiusa anche la corsa per il secondo posto. Il Re Tritone (finito a sette lunghezze da Likhita, cavallo battuto da Moqorro) si è dimostrato assai in palla sulla pista e ha tutto per poter controllare un campo di avversarsi piuttosto scarso. Difficile che possa avere la meglio su Moqorro. L'unico pericolo potrebbe venirgli da Recife, specie in caso di terreno molto pesante. Il Siba è il cavallo da provare per cercare una quota più appetibile in accoppiata, anche se non credo possa avere un quota allettante.
Durissima per gli altri quattro. Curiosità, specie sul terreno faticoso, per Maratory (al quarto impegno stagionale) in continua progressione e montata da Emmanuel Reinhardt in luogo di Julio Reinhardt. Si potrebbe azzardare piazzata (avrà quota alta) in caso di una clamorosa esclusione di uno dei due Favero.
Mat Vidana, Sopran Slaker e Zafra non hanno fatto vedere nulla di interessante, tra i tre è preferibile azzardare sull'ex Saggiomo che ha dato segni di risveglio in steeple. Secondo me faranno tutti e tre Np.

Pronostico Mancho: Moqorro, Il Re Tritone.

MAGICA VITA, cavallo tra i più in forma del mese di gennaio.
Due secondi posti, assai gravato dal peso nel Pr.Taddei.
(Foto M. Mancini).

Fotocopia della quarta corsa è la successiva, Premio Taddei, riservato però ai cinque anni e oltre, anche se il livello è molto più omogeneo. Si potrebbe per questo definire la corsa più interessante per scommettere.
La mia curiosità va su Drounais che Ilenia Nero riprova in siepi dopo averne corretto l'impeto e alcuni difetti di adattabilità. Il cavallo si è reso protagonista di una discreta riunione in piano a San Rossore con vittoria e vari piazzamenti. Fermato al debutto a Milano nel Premio San Giorgio (che ricordavo in settimana, altrove, parlando di Nano Blu) quando era abbastanza appoggiato dai bookmakers. Ugualmente deludente nelle due successive uscite in siepi, mai piazzato. La logica lo porta  a essere un estremo outsider, ma visto il campo di partenti potrebbe valere una scommessa da piazzato. Certo, è il classico esempio di invenzione artistica ideata da uno scommettitore.

La base su cui fare gioco, vista l'ottima forma, è costituita da Magica Vita, numero uno della scala dei pesi. Il grigio ha in sella la seconda monta di casa Favero, Dominik Pastuszka, e si è dimostrato a suo perfetto agio col tracciato pisano. E' penalizzato da un peso eccessivo, soprattutto se si considera Smart Casual. Il cavallo affidato all'esperienza di Raf Romano gli è finito a poco più di una lunghezza, grazie a una grande interpretazione del fantino bresciano (inizio di stagione catastrofico), quando i due correvano a pari peso. Giovedì il grigio gli concederà qualcosa come cinque chili e mezzo, aspetto che pone il cavallo affidato alle cure del duo Saggiomo-Romano come serio candidato alla vittoria (anche se è ancora maiden a cinque anni!?).

E' trattato molto bene al peso anche Depeche Code che però rientra portando di nuovo i colori di Patrizia Scollo (visti a Pisa in piano con Valdivizze) sulle siepi per il training di Simone Pugnotti. Si tratta di un soggetto, il primo nato in slovacchia a scendere in pista in Italia nel 2015, che può valere, se non è meglio, Magica Vita.

Il leader della classifica dei fantini lo troviamo su Arcachon, per i soliti colori di Paolo Favero (ancora una volta con un poker in pista). Si tratta di un sauro non di particolare talento al rientro dai primi di dicembre ma spesso iscritto dal suo allenatore. Probabilmente, per effetto della monta e del buon peso, sarà il preferito dagli scommettitori, ma non lo vedo in grado di incarnare il ruolo del cavallo da battere. Non vince dal marzo del 2014. E' stato battuto in modo netto da Barnabo (roba di 10 lunghezze), ma anche da Magica Vita (distacco più contenuto). Sarebbe da quota superiore al 4 al totalizzatore. Non è più di una sorpresa.

Impegno arduo per Big Mago, cavallo omaggiato dal blog nel primo post della stagione quando lo avevamo pubblicato affianco di Notti Magiche, che ritorna nella sua pista di gioventù. Non vince dal novembre del 2013, quando aveva dato l'illusione di essere un cavallo con potenziale da classiche. Il fatto che a Grosseto sia finito dietro a Filippide è alquanto eloquente. Outsider. Qualche possibilità in più per Well Dressed, rientrato bene, a due lunghezze da Romis (pur con otto chili a favore), difficile però poterlo vedere duellare per la vittoria. Potrebbe artigliare un terzo posto. E' affidato al francese Sylvain Mastain.

Ruolo da estremi outsider per Size (peraltro con un assurdo peso, addirittura 70 kg, non si capisce da dove sia venuta fuori una valutazione del genere) e Time Trial.

Pronostico Mancho: Magica Vita (per la forma), Depeche Code, Smart Casual.

Sorpresa da provare in caso di quota: Drounais.