giovedì 11 gennaio 2024

Responso quarta giornata di corse, Pisa.

 

 AICHNER ASSO PIGLIATUTTO. CHES DEMONMIRAIL, TONK E BLACK STAR PIEGANO LA SCUDERIA TANGHETTI E MAZINGA. BARTOS, AL CONTRARIO DEI GENTLEMAN, NON CONCEDE MAGIE A LENKA NEPRASOVA

BLACK STAR chiude la tripletta
per Josef Aichner (a sx) e Big "Joe" Bartos (a dx).
(Foto: Matteo Mancini). 

Servizio di

Matteo Mancini

Giovedì 11 gennaio

(Tempo soleggiato, terreno leggermente pesante).


La seconda giornata della riunione 2024 veniva evidenziata dall'asso pigliatutto calato sul banco dei giocatori dal meranese Josef Aichner. Il leader assoluto dei proprietari italiani, settore ostacoli, metteva a segno un debordante hattrick sfruttando appieno la discesa dalla Francia di Big “Joe” Bartos. Il sodalizio giallo-nero risolveva a proprio favore i confronti con la scuderia di Elia Tanghetti, Lenka Neprasova (un terzo e due secondi posti, battuta nel corpo a corpo, per la jockette) e con Mazinga ovvero gli altri protagonisti di una giornata che non consentiva deroghe ai pronostici. Questa l'estrema sintesi del meeting.


Il programma si apriva con l'attesissimo trionfo di Ches Demonmirail che, nel Premio Plinsky, confezionava il double, sulla medesima distanza e nella medesima categoria, dopo la vittoria di dicembre sull'anello toscano.

Joe Bartos doveva solo gestire l'iniziale ardore del figlio di Doctor Dino. Propenso a tirare se collocato in testa, si rivelava molto più tranquillo al traino del controfavorito Kid Tango, punta di giornata della scuderia Tanghetti, che lo sfilava sulla prima delle due diagonali. I due facevano corsa letteralmente a sé, complice la caduta sull'arginello del grigio Passion d'Ipanemix. L'allievo di Davide Viola si riceveva con approssimazione dopo il salto, determinando il disarcionamento di Jan Kratochvil. La caduta spezzava in due il gruppo, col rientrante Berkshire Phoenix, riapparso dopo una pausa di undici mesi col nodello anteriore destro focato, e Assassin costretti a inseguire.

La corsa andava in archivio all'oxer (ma lo è davvero a Pisa?). Dopo aver tallonato Kid Tango, il portacolori Aichner azionava la freccia del sorpasso e, in totale appoggio, acquisiva le lunghezze decisive per rendersi intangibile. Provava a seguirne le mosse Assassin che, a fatica, Lenka Neprasova smuoveva dalle retrovie in una graduale rincorsa. La retta non offriva palpitazioni. Ches Demonmiral dava l'evidente sensazione di compiere un canter sui due Tanghetti. Il tratto piano finale, tuttavia, non riempiva gli occhi. Pur mantenendo le tre lunghezze acquisite, Ches Demonmirail non staccava, lasciando pressoché a egual intervallo Kid Tango e il tardivo affondo di un positivo Assassin. Lontano, completava il percorso, Berkshire Phoenix, impiegato da Ondrej Velek in una prima presa di contatto della pista.

Al tondino di rientro, si notava una leggera ferita nella parte posteriore dello zoccolo anteriore sinistro di Passion d'Ipanemix, schierato, come spesso avviene per gli allievi di Viola, con le campane di protezione.

Per Ches Demonmirail, di cui abbiamo già evidenziato l'eccelsa genealogia a dicembre, veniva confermata dall'ordine di arrivo ufficiale la quarta vittoria in carriera, la terza in steeple. Vincitore classico sugli ostacoli alti, grazie all'affermazione nello Staffe d'Oro (Gr.3) a Milano nel 2022, non avrà ruolo facile a ritornare da primo protagonista in main category (questa la sensazione della redazione), ma intanto capitalizzava i main event pisani in steeple. 

 

 CHES DEMONMIRAIL
bissa il successo di dicembre in condizionata.
IL PRIMO PIANO NEL PLINSKY
(Foto Matteo Mancini).

Nel Premio Adamello, ascendente per quattro anni sui 3500 metri, il favoritissimo Mazinga, quota sotto la pari, tradiva i tanti supporter e lo faceva evidenziando una carenza già mostrata nella precedente esibizione. Gestito in punta di dita dall'ottima allieva Lenka Neprasova, che curava per tutto il percorso Tonk, si presentava, all'attacco dell'ultima siepe, all'esterno del controfavorito (4 a 1 la quota) della scuderia Aichner. Il figlio di Charm Spirit, ancora ben nelle mani della sua interprete, attendeva il tratto piano conclusivo per debellare la concorrenza. All'apertura del gas, tuttavia, restava monocorde e incapace di piazzare lo scatto necessario per portare a casa la vittoria. Tonk, all'interno, riprendeva vigore sotto la spinta dell'energico Joe Bartos e respingeva l'affondo del rivale quando, poco prima, sembrava esserne in balia. Addirittura, sul palo, si contavano due lunghezze abbondanti in favore del riottoso vincitore, quest'oggi, dopo due prestazioni alquanto in regresso, apparso più inquadrato e disciplinato.

Island King, pur impegnato con paraocchi (australiani), evidenziava gli errori del periziatore che, evidentemente, ne sopravvalutava le qualità, e non riusciva mai a entrare in gioco pur offrendo decorosa prestazione.

Cadeva in modo spettacolare, sulla prima siepe, l'ospite ceca Little Feat che perdeva addirittura la sella.Per fortuna senza conseguenze la caduta.

Deludeva invece Darsena Ponti, quarta sul palo a una dozzina di lunghezze da Mazinga, con Raffaele Romano che, curiosamente, invertiva lo schema di corsa della cavalla, piaciuta a dicembre da front runner, lasciando l'incombenza di dettare i tempi all'imbarazzante compagno di allenamento Moqui Marble. L'ex Razza La Tesa, passato a difendere i colori di Giulio Tomanin, si rivelava ancora una volta misteriosamente appoggiato al betting sebbene non fosse piaciuto nelle sue due precedenti e uniche corse in ostacoli. Gabriele Agus lo mandava in avanscoperta dove, nonostante alcuni salti approssimativi (quasi in terra sul secondo elemento della prima diagonale) e diverse incertezze (quasi in terra sul volgere a termine del secondo passaggio sulla curva della segreteria), vi restava fino all'inizio della dirittura opposta a quella di arrivo, per cedere in modo totale a traguardo molto lontano probabilmente a causa del mezzo scivolone causato da un dissesto del terreno. Qui andava in scena il momento topico della prova. Joe Bartos operava di anticipo su Mazinga, lanciando al comando Tonk con la Neprasova che non perdeva contatto dal pericoloso binomio. Island King e Darsena Ponti faticavano a seguire i due favoriti. L'epilogo lo abbiamo già descritto e sorrideva all'italianissimo Tonk, un figlio di Desert Prince, che abbiamo già ricordato a dicembre in occasione del successo di Poirot, e di Torino, una figlia di Mastercraftman appartenuta alla Razza del Terminillo, pluripiazzata a due e tre anni ma mai vincente e schierata senza piazzarsi nel Dormello (Gr.3).

Tonk è il terzo prodotto della fattrice, l'unico ad aver marcato vittoria in una genealogia complessivamente modesta e dalla terza madre in poi americana.

Investimento di Aichner, crediamo di poter dire, minimale. Il cavallo veniva prelevato dalle scuderie della Grizzetti Galoppo, curiosamente ceduto da Francesca Sepe che pure ha passione per gli ostacoli, dopo un debutto tardivo a tre anni senza far vedere niente in piano (tre mancati piazzamenti tra maiden e condizionate). Passato sotto la regia di Raffaele Romano e Ilaria Saggiomo, il cavallo si rivelava inizialmente positivo in ostacoli, facendo tuttavia presagire una qualità non eccelsa. Secondo di Feed Back al debutto, a diciassette lunghezze, mostrava evidenti limiti nei successivi ingaggi, oltre a un carattere ostico e riottoso. Deludente nelle due sortite di agosto, chiudeva secondo a undici lunghezze da Alizee a metà settembre (davanti di mezza lunghezza a Island King) per vincere su un Mazinga dispendioso a ottobre a Merano. La prestazione non veniva confermata nei due successivi ingaggi a Treviso e Pisa, dove il soggetto appariva in regresso.

L'attitudine al salto, oltre che dal padre (che ricordiamo riproduttore di alcuni vincitori classici quali Corpus Iuris, Desert Tita e Falconettei), arriva dalla madre, sorellastra di Tauman, vincitore del Berardelli (Gr.3) e in Listed in piano sui 1.800 metri di Milano (Premio Marchese Ippolito Fassati), provato in ostacoli da Paolo Favero a cinque anni con una vittoria, su tre esibizioni a Merano, in categoria maiden.

La visione della carta genealogica, costruita dall'Azienda Agricola Colarieti (allevatrice anche della madre), evidenzia un doppio inbreeding, il primo 3x5 su Danzig, il secondo 4x5 su Northern Dancer.

 

TONK
ritrova la vittoria
dopo aver dato l'impressione di esser battuto.
(Foto Matteo Mancini).

Nell'ascendente per anziani tornava alla vittoria il profilo da campione mai sbocciato di Black Star. Prelevato da yearling da Giada Menato alle aste Arqana per 40.000 euro e poi finito nelle scuderie di Josef Vana jr., è il fratello pieno di Milord Thomas, oltre due milioni e mezzo di euro vinti in carriera in 47 corse, cinque volte vincitore in Gruppo 1 in ostacoli con successo apicale nel Grande Steeple di Parigi (Gr.1) ovvero la prova più importante nel continente europeo, e fratellastro sulla linea materna di Martinstar, vincitore del Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1). Un profilo che nobilitava il programma di corse, pur non essendo mai riuscito a misurarsi in categoria elitaria.

Tenuto tranquillo nelle prime fasi di gara, il cinque anni emergeva sul finire dell'ultimo giro piazzandosi dapprima in scia della sorpresa Crebillon e poi di quella del front runner Normandy de la Vega, ben moderato da Lenka Neprasova. Sui tre provava a restare agganciato il fucsia War Brave. Più discosto e all'estremissima attesa restava Boboalena, piaciuto a dicembre. Sul finire della curva finale, appesantiva l'azione War Brave, mentre Big “Joe” Bartos operava di aggiramento sul sorprendente Crebillon. La cattiveria di Bartos si manifestava nell'ìntervallo tra le ultime due siepi; mentre Lenka Neprasova faceva rifiatare Normandy de la Vega, Bartos aggrediva l'ultima siepe a braccia e frusta sul coriaceo Black Star, avendo di dentro, in quota, Crebillon. Nel tratto piano la foga e la violenza d'impeto di Black Star si scagliavano su un ancora vitale Normandy de la Vega, vincitore a ottobre nel Grosser Preis des Cross Club a Maienfeld, avendone ragione in vista del palo. Crebillon, in calo, chiudeva terzo davanti a War Brave e ai tardivi Boboalena e Black Watch finiti a ridosso del portacolori di Paolo Favero. Non pervenuto Superstar Dj, addirittura finito scosso (una doppia caduta per il polacco Rostislav Bens, assente dall'Italia da mesi). Sparito di scena nel momento della verità, dopo esser stato sui primi, Firion, ultimo discosto e senza accompagnatore al tondino.

Terza vittoria, su sette uscite in ostacoli, per Black Star, soggetto tardivo e piuttosto discontinuo che tuttavia sembra aver trovato i giusti riferimenti in categoria ascendente con tre vittorie nelle ultime quattro prove. Da valutare l'impiego sugli ostacoli alti dove potrebbe tentare la scalata di categoria, magari sfruttando il circuito novizi di Merano. Non manca la mole (struttura imponente e taurina) né la genealogia per farlo. Il padre Kapgarde, a sua volta ostacolista, è un caporazza, sette volte a podio (senza mai vincerla) negli ultimi sette anni nelle classifiche per vincite ottenute dai figli in ostacoli in terra di Francia. Lo seguiremo, come ormai facciamo dallo scorso anno.

 Il taurino
BLACK STAR
(Foto Matteo Mancini).

martedì 9 gennaio 2024

Presentazione quarta riunione stagione 2023/24, Pisa.

 

CHES DEMONMIRAIL E MAZINGA PER IL DOUBLE. NORMANDY DE LA VEGA IN CERCA DI FORTUNA IN SIEPI GUIDA LA PERIZIATA.

 

  CHES DEMONMIRAIL

favorito piuttosto netto nello steeple d'apertura
(Foto Matteo Mancini).

A cura di Matteo Mancini.

Programma routinario per gli ostacolisti alle prese con la seconda giornata del 2024. Attesa per il primo dei due meeting dei gran premi pisani, intanto all'ordine del giorno tre prove di contorno previste per giovedì 11 gennaio con partenza alle ore 14.00.

Si aprono le danze col Premio Plinsky, saltatore del recente passato della scuderia di Gian Maria Travagli, condizionata sui 3.500 metri in steeple per anziani. Prova di cartello che ripropone il duello di alcune settimane fa tra Josef Aichner e la scuderia di Elia Tanghetti. Raffaele Romano, per l'occasione, dirotta in steeple Assassin, recente vincitore in ascendente sugli ostacoli bassi pisani, spostando Normandy de la Vega in siepi. Gli risponde, in modo assai più convincente, Aichner che schiera Ches Demonmirail (in luogo di Zio Reginaldo), netto vincitore in prova corrispettiva il 14 dicembre contro avversari più qualitativi dei presenti. Il rapporto al peso è favorevolissimo al giallo-nero, con Kid Tango costretto a correre alla pari e dunque in posizione di svantaggio ma col ruolo di controfavorito.

Da vedere con interesse la prova di Passion d'Ipanemix rientrato a fari spenti la scorsa settimana. La sensazione è che possa ambire a un piazzamento, ma non di battere Ches Demonmirail.

Rientra da undici mesi Berkshire Phoenix, verosimilmente chiamato a una tranquilla ripresa di contatto col mestiere senza pretese.


Pronostico: Ches Demonmirail, Kid Tango.

MAZINGA atteso al bis
nell'ascendente per quattro anni.
(Foto Matteo Mancini).

Nel Premio Adamello, sui 3.500 metri per quattro anni, Mazinga, nonostante un peso cresciuto in modo sensibile, ha tutto per ripetersi. L'allievo di Alzbeta Faltejskova ha vinto bene in questa categoria all'ultima uscita. Tra i sei avversari, dovrà vedersela con tre dei già battuti e verosimilmente più pericolosi del lotto. Tonk cercherà di crescere rispetto all'ultima prestazione aiutato dalla monta di Josef Bartos e da un discarico di tre chili su Mazinga. Chance per Darsena Ponti che potrebbe tuttavia pagare a proprio dazio un eventuale treno di gara più sollecito rispetto a quello dalla medesima cadenzato nell'ultima prestazione. Josef Aichner, infatti, schiera anche Cyclone d'Ainay, unico dei sei ad avere genealogia da saltatore, che potrebbe avere un ruolo decisivo nella strategia della corsa. Soggetto molto voluminoso, da Montmarte (famiglia Montjeu), ha molto deluso a Merano quando era atteso a un ruolo primario. Rientra da luglio ed è su prestazioni che ne rendono difficile l'appoggio al gioco. Discorso simile per Moqui Marble, passato a difendere i colori di Giulio Tomanin dopo chiacchiericci non confermati dalla pista, mentre potrebbe rientrare in gioco per un piazzamento Island King, munito per la prima volta di paraocchi e tornato su peso più congruo. Non più di una sorpresa l'ospite ceca Little Feat.


Pronostico: Mazinga, Tonk.


Chiusura per gli ostacolisti con un ascendente in siepi per anziani in cui potrebbe succedere di tutto. Otto al via con stati di forma, per molti, assai opachi o misteriosi. Difficile trovare un favorito netto. Andiamo per la forma di Normandy de la Vega, unico protagonista nei mesi scorsi tra gli otto dichiarati partenti. Il figlio del blasonato Lope de Vega passa dai cross e dagli steeple al percorso più veloce delle siepi, un passaggio che potrebbe risultargli gravoso. Il portacolori Tanghetti sembra tuttavia chiudere in modo evidente nel pronostico diversi soggetti. Guadagna chili rispetto alle ultime uscite il discontinuo War Brave, andato in regresso e pesantemente battuto da Normandy de la Vega in steeple, ma in vantaggio su Black Watch, Crebillon e Superstar Dj.

Difficile non considerare al gioco la promessa incompiuta Black Star, soggetto da genealogia da super campione in ostacoli (è fratello pieno di un vincitore del Grande Steeple Chase di Parigi) ma mai sbocciato in main category. Pur se non a perfetto agio sul tracciato, discontinuo nei rendimenti e rientrante da settembre, è da considerare al gioco. Ha già battuto War Brave e si candida a contendente alla vittoria. Boboalena, autore di gran finale all'ultima uscita, si è visto in progresso e presenta candidatura a un piazzamento per il training di Simone Pugnotti.

Estremo outsider Firion.

Pronostico: Normandy de la Vega, Black Star, War Brave.

 
NORMANDY DE LA VEGA
apre la periziata degli adulti.
(Foto Matteo Mancini).

 

giovedì 4 gennaio 2024

Responso terza giornata di corse a Pisa.

 FEED BACK E APEX FANNO VALERE LA GENEALOGIA NELLE PROVE PREPARATORIE AI GRAN PREMI DEI 4 ANNI. THRILLING, INFORTUNI E PAZZIE TRA GLI ANZIANI: NEL MARASMA, TRIONFA PAOLO FAVERO.

 

Dopo Krypton e Mazinga,

Apex ruba la scena a Interstellar.

Servizio di

Matteo Mancini

Giovedì 04 gennaio

(Tempo soleggiato, terreno leggermente pesante).


Il 4 gennaio del 2024 regalava una giornata primaverile al Prato degli Escoli con temperatura orientata sui 16 gradi. Buono lo scorcio di pubblico per essere un giovedì dedicato agli ostacolisti. Nessun ritiro nelle prove di interesse di questo blog, terreno leggermente pesante.


Feed Back non deludeva i tanti estimatori nella Prova d'Assaggio. Il figlio di Pounced, peraltro molto bello al tondino e di mole tutt'altro che secondaria, rendeva un gioco da ragazzi la soluzione finale della debuttanti in steeple, dimostrando l'eccezionale attitudine della madre (modestissima vincitrice di una reclamare su otto corse in piano) a generare ostacolisti di prospetto (si ricorda nel 2023 l'ottimo Bad Drake). Una passeggiata di salute che non potrà che spianare la strada verso traguardi più ambiti, a fronte di prove in piano modeste.

La corsa si sviluppava con l'estremo outsider Master of Art, 20 contro 1, incaricato dell'onere dell'andatura per buona parte della gara. Feed Back, guardingo nelle prime fasi, emergeva secondo all'attacco dell'ultimo giro, sfilando Pan de Azucar in anticipo su Esther Hill, mentre rinculava Movie Night collocato da Velek in schiena del battistrada nelle schermaglie iniziali. Bartos rompeva gli indugi prima della siepe di fine retta di fronte. Senza nulla chiedere, il baio, in totale controllo, allungava dagli inseguitori. Tra questi tentava di emergere, per le vie più brevi, Esther Hill non felice al salto sugli elementi della retta conclusiva. Sulla femmina si proiettava allora Pan de Azucar, proposto all'esterno di tutti da Gabriele Agus. Feed Back rifiniva l'ingaggio con un epilogo disarmante per i rivali, confermando le linee meranesi e dimostrando che avrebbe potuto contendere a Flying Chaser il Gruppo 1 di categoria nel tempio di Merano. Pan de Azucar, secondo, pagava un distacco di quindici lunghezze precedendo una fallosa Esther Hill. La femmina pativa l'inesperienza nel mestiere e non riusciva a emergere. Quasi a terra all'arginello e di lì in avanti contrariata con molti salti approssimativi, tra cui anche un radente salto finale. Esitazioni che non le permettevano di produrre gli attesi miglioramenti. Al rientro, la femmina mostrava peraltro una micro-ferita con perdita di sangue sulla corona dello zoccolo posteriore sinistro.

Male Movie Night, quarta, sul calo di un generoso ma limitato Master of Art, e incapace di seguire il treno dei migliori.

Contrariamente a quanto letto altrove, Feed Back dimostrava l'attitudine della madre Bad Feeling a generare potenziali vincitori classici nel circuito ostacolistico italiano. Quasi fratello pieno di Bad Drake, soggetto che aveva impressionato a Pisa la passata stagione dovendosi in seguito arrendere a un infortunio che, verosimilmente, gli impediva di laurearsi vincitore classico nella stagione meranese. Figlio di Pounced, a sua volta padre dello stallone che ha generato Bad Drake, Feed Back, prodotto italianissimo dell'Allevamento Deni, mostra sulla seconda linea femminile quel Rainbow Quest che è sempre un certificato di garanzia per chi cerchi ostacolsti di qualità. Strada dunque spianata per il Da Zara ma, probabilmente, anche per il Criterium d'Inverno. Possibilità dunque di scelta per Vana jr per quello che, al momento, è probabilmente il miglior quattro in Italia in ostacoli.


Feed Back 
facile nella Prova d'Assaggio
(Foto Matteo Mancini).

Nella prova successiva in siepi andavano in scena gli altri candidati ai main event pisani per quattro anni. 3200 metri che respingevano al mittente la candidatura di Poirot, che ben aveva fatto sulla pista. Il sauro da Desert Prince non riusciva a controvertere le linee meranesi, trovando negli attesi Apex e Sopran Leger due avversari di caratura superiore.

I tre si confrontavano da protagonisti, misurandosi reciprocamente su tutto il percorso.

Sopran Leger faceva la voce grossa cercando di mandare fuori giri Poirot. Joe Bartos, dapprima in pressione sul sauro di Kartus Wieslaw, operava di sfondamento sul finire della prima diagonale dove tendeva ad allargare coinvolgendo nella manovra Poirot. I due venivano costantemente tenuti di mira da Apex. Fuori dalla contesa gli altri, in palese attesa degli eventi e capitanati dal debuttante in ostacoli Na Scoitear poi sparito alla distanza.

La situazione si cristallizzava fino al volgere a termine della dirittura di fronte, quando Sopran Leger cercava di operare la fuga decisiva, senza però scrollarsi di dosso un Apex condotto in punta di dita da Velek. Pagava la contesa troppo elevata Poirot, in affanno sulla piegata finale e preso di mira dalla sorpresa Light French, ultimo cavallo del campo ma autore di grosso parziale finale. Sopran Leger offriva l'inganno di poter controllare Apex, attendendo l'ultima siepe prima di scatenare l'inferno. Il tratto piano però tradiva l'allievo di Vana jr incapace di contenere il debordante Apex, che confermava l'ottima impressione meranese facendo felice Paolo Favero. Due lunghezze abbondanti per il numero 667 del catalogo Tattersalls di luglio 2023, fratellastro per linea materna di Oscula, triplice vincitrice in Gruppo 3 a Deauville e Goodwood e pluripiazzata in pattern race, ma soprattutto prodotto di una sorellastra di Imperioso (ottimo saltatore, secondo classificato nel Criterium d'Autunno a Merano e unico quattro anni capace di battere nel 2015 High Master).

Un successo che portava il quattro anni, peraltro di discreta fattura strutturale, a presentare una seria candidatura ai main event stagionali per i quattro anni. Fondamentale, sarà, la gestione di Paolo Favero, di solito di manica facile quando si tratta di correre.

Sopran Leger, seppur battuto, confermava l'impressione di essere sopra la media dei coetanei. Piaceva moltissimo Light French che potrebbe anche risultare la sorpresa della riunione apicale. Inadeguati alla prima categoria gli altri, con Policasta e Poirot che completavano il marcatore a pesante distacco.


  Promosso a pieni voti

APEX.
(Foto di Matteo Mancini)

Nel Monravel, “finta” condizionata per adulti sui 3.500 metri in siepi, Prince Oliver regalava, dopo la prova di fine dicembre, un'altra sortita a sorpresa degna di un finale alla Dario Argento. A vittoria ormai in tasca, evocava nel pubblico più esperto lo spettro di Devon Loch, un figlio di Devonian che non risponde al nome di un allievo di Paolo Favero (perché su questo blog i nomi non sono mai casuali, tanto per fare il verso a qualcuno).

Il sette anni veniva impiegato con uno schema di gara radicalmente opposto rispetto alla prima presa di contatto sulla pista. Se a dicembre aveva inscenato una fuga a traguardo lontano mettendo sul piatto della bilancia dei parziali violenti che sembravano aver fatto saltare un soggetto come Pope, Jan Kratochvil lo teneva questa volta nelle vie più siderali del gruppo centellinandogli le energie. Davanti si portava Dirham Emirati, seconda scelta della scuderia Favero, sul rientrante Icare de Sartuque, Sword Beach e la favorita, ma non nettissima, Theamoi. Sulla siepe in curva che introduce sulla diagonale discendente si confezionava la prima delle brutte notizie per Josef Aichner. La femmina Theamoi, acquistata per 30.000 euro in autunno, cadeva dopo essersi ricevuta male sugli anteriori procurandosi, a colpo d'occhio, una gravissima frattura a uno dei due anteriori. La speranza è che possa esser salvata, quantomeno, per la futura carriera di fattrice, essendo una figlia di Martaline.

Dirham Emirati produceva intanto un ritmo piuttosto moderato, tanto che sulla curva della segreteria si profilava un ventaglio composto da quattro cavalli apparigliati. Entrava allora in gioco Surabaya, gregaria del controfavorito e vincitore classico Machinos. La femmina, ben montata da Tereza Polesna, si presentava all'esterno di tutti per andare a operare pressione sul battistrada fungendo da chiaro punto di riferimento per il compagno di colori. Sui due si affacciava, in pochi tempi di galoppo, Prince Oliver che infilava i calanti Sword Beach e Icar de Sartuque.

Prince Oliver, con chiara e manifesta superiorità, anticipava Machinos e si collocava tra il battistrada e l'attaccante Surabaya. In mano, facilissimo, Prince Oliver debellava le resistenze di Dirham Emirati nell'intervallo metrico tra le ultime due siepi. Più indietro, faticava ad emergere Machinos che sfruttava parzialmente l'aiuto di Surabaya. Non pervenivano gli altri.

Prince Oliver, brillante sull'ultima, si involava verso la vittoria, con Kratochvil forse più energico del richiesto per andare a casa. Il baio accorciava improvvisamente l'azione piantandosi letteralmente al terreno con una meccanica alquanto anomala e forse influenzata da uno strappo. Dirham Emirati bagnava così il suo debutto italiano con una vittoria, con Paolo Favero che si volgeva verso l'ex cliente di scuderia Eros Ostanel e gli diceva: «Questa non te l'aspettavi, vero? Aha aha aha

Machinos, lontano ricordo del cavallo che era, chiudeva secondo, mentre Prince Oliver, con un andatura da trottatore che ha rotto, salvava il gradino più basso del podio da Surabaya, che assolveva nel migliore dei modi al ruolo di gregariato (plauso a Tereza Polesna, amazzone meritevole di appoggio). Quinto, a distacco, il rientrante Passion d'Ipanemix, autore di tranquillo rientro peraltro retribuito sul calo degli avversari. Da rivedere Sword Beach, sparito alla distanza ma forse non proprio spremuto da Velek. Non pervenivano gli altri, tra i quali Mumtaaz su cui debuttava in siepi Nicolò Valentini, ottavo al traguardo davanti solo all'imbarazzante Tempete Normande. Quest'ultima dimostrava di essere un soggetto che sembra, e sottolineo sembra, inadeguato alle corse in ippodromo, ma su cui Picchi si ostina a credere. Dopo aver dato non pochi grattacapi per entrare in pista, la femmina raggiungeva i rivali ai nastri di partenza non prima di aver deliziato il pubblico con minuti di bizze. Una volta partita accumulava, fin dalla partenza, un distacco oceanico esibendosi con un'andatura da crociera. Sulla femmina si esibiva il campione nazionale di concorso completo italiano Pietro Sandei, a cui va il merito di esser riuscito laddove avevano fallito gli altri, ma con un andatura, per gli appassionati della Formula 1 estrazione “Scuderie Dimenticate”, da Life.

 

 Brutto infortunio per Theamoi.
(Foto Matteo Mancini).

Nel Falconetti, bonus race per il blog, a cavallo tra le prove in ostacoli, il favorito Intestellar (1,28 a 1) offriva la sensazione di poter disporre a piacimento del figlio di un cavallo (Chasedown) che lo scorso anno ha corso in ostacoli a Merano per i Vana, dopo esser stato giudicato inadeguato alla carriera di Sire. Una situazione tutt'altro che comune.

Il sauro si profilava per vie esterne all'ingresso in dirittura, dove cercava la grossa sorpresa Saraluca, in anticipo a tutti e in giubba similar Falconettei. La femmina entrava al comando in dirittura, forzando in corsia esterna per convergere all'interno su Neorion. I due lasciavano di rincorsa Intersellar. Lotta a tre, con Interstellar, a collo più volte storto verso sinistra, che dopo esser passato in vantaggio dava evidente segno di difesa nonostante i tentativi di correzione operati da Dario Vargiu. Ne approfittava allora, zitto zitto e centimetro su centimetro, Neorion in un duello tutto in famiglia tra Stefano ed Endo Botti. Il grigio all'interno, coriaceo e generoso, rientrava al verdone e più qualitativo avversario. Incollatura sul palo per Neorion, a precedere Interstellar e, più indietro, Tepui piombato in prossimità del palo su una frettolosa, ma comunque protagonista, Saraluca. La prole Chasedown dunque per Stefano Botti e l'allevamento di Stefano Luciani.

Finale Thrilling

 per DIRHAM EMIRATI.
(Foto Matteo Mancini).

 

Duello tra Botti, i colori di Stefano in evidenza

INTERSTELLAR  da rivedere con i paraocchi.

martedì 2 gennaio 2024

Presentazione terza riunione stagione 2023/24, Pisa.

PROVA DI MATURITA' NEL NARNI. FEED BACK SULLA VIA DEL DA ZARA. TRA GLI ANZIANI, MACHINOS CONTRO LA COPPIA AICHNER, IN UN INTRECCIO DI RIENTRI, ARRIVI DALL'ESTERO E IL DEBUTTO A PISA DEL CAMPIONE NAZIONALE 2023 DI CONCORSO COMPLETO

 
PIETRO SANDEI,
non solo cross,
il campione italiano di concorso completo
(Foto cavallomagazine.it).

A cura di Matteo Mancini.

Primo giorno di scuola per gli ostacolisti italiani chiamati ai voti della stagione 2024 che, come ogni anno, parte e termina a Pisa per svilupparsi nelle tappe intermedie di Treviso, Merano e forse Milano. Si parte giovedì 4 gennaio, alle ore 14.00, nel tradizionale teatro a cielo aperto del Prato degli Escoli.

Giornata molto interessante e tutt'altro che scontata in fatto di pronostici. Ventitré dichiarati partenti, spalmati su tre prove. Molte le novità, tra cui persino un debutto assoluto tra i fantini rappresentato da Nicolò Valentini, che prova la carriera in ostacoli dopo aver preso parte ad alcune prove in gentleman in piano. Altra nota di colore è il debutto a Pisa, dopo alcune apparizioni in cross, del tesserato Fise Pietro Sandei, agente di polizia classe 1991 (settore atleti), campione italiano senior 2023 di concorso completo, un traguardo ottenuto a coronamento di una serie di titoli nazionali conquistati fin dalla prima giovinezza (tra cui campione italiano assoluto pony, campione italiano assoluto, medaglia di bronzo a squadre ai campionati europei, partecipante al campionato del mondo a Tryon). Un ruolino di marcia a tratti impressionante, ma tra equitazione e ippica, per parafrasare De Gregori, la differenza salta agli occhi (notare il riferimento a Il Silenzio degli Innocenti).

Presente anche big Joe Bartos, alla prima pisana della stagione 2023/24, fresco laureato del frustino d'oro italiano (premio vinto a ciclo continuo) e reduce dagli impegni in terra francese. Andiamo a vedere le prove.


Apertura con la Prova d'Assaggio, uno steeple chase per quattro anni sui 3.500 metri, assai ben retribuito. Cinque al via, con valori in campo tutt'altro che secondari.

Feed Back è piaciuto molto a Merano, dove ha perso per una corta testa da quello che, probabilmente, è stato il miglior tre anni della stagione. Mediocre in piano, ha appreso subito il mestiere agli ordini di Vana jr dimostrando doti impensabili. Vincitore al debutto, contro avversari mediocri capeggiati da Tonk (finito a diciassette lunghezze), ha mostrato il reale valore subendo di misura Nabil e rifilando a un distacco siderale Pan de Azucar che si ritroverà ad affrontare giovedì. Caduto nel Gruppo 1 meranese, a causa di un cross di un compagno di colori nelle fasi iniziali di gara, cercherà di seguire la via battuta lo scorso anno da Ramuntcho. Ha tutto per farlo.

Dovrà vedersela con Esther Hill. La cavalla di allevamento svedese, pur se inesperta, è piaciuta alla prima esperienza pisana e dovrebbe migliorare ulteriormente. Wroblewski la dirotta sugli ostacoli alti per diversificare i programmi rispetto a quelli preventivati per Poirot. Non parte battuto Movie Night, brillante a Treviso ma con performance e incrocio di linee che sembrano non paragonabili a quelle di Feed Back.

Molto più difficile per i due allievi di Raffaele Romano, con Master of Art estremissimo outsider cui deve esser anteposto Pan de Azucar.


Pronostico: Feed Back, Esther Hill.


Dalla prima si passa alla terza corsa, tra le due il premio dedicato a Falconetti, niente a che vedere col fratellastro di Free Mason trionfatore del champion hurdle svedese dalla giubba similar Saraluca. Da monitorare attentamente, dopo Krypton, Interstellar che potrebbe conquistare la prima vittoria in carriera.


APEX, una genelaogia da potenziale crack
(Foto: Tattersalls.com).

Premio Narni, ancora quattro anni questa volta in siepi sulla distanza corta dei 3.200 metri. Bella e intrigante corsa con diversi candidati, a nostro modo di vedere, per i gran premi prossimi venturi.

Poirot è chiamato alla prova d'appello, dopo aver vinto con autorità al debutto sulla pista. Dylan Salmon lascia il posto a Benoit Claudic, ultimo vincitore della stagione 2023 in sella ad altro portacolori Kartus. La sensazione è che si tratti di un buon prospetto, sebbene gli avversari di giornata sembrino più pericolosi di quelli già battuti.

Fari puntati sul godzilliano Apex, rientrato opportunamente in piano dopo la bella vittoria di Merano alla prima assoluta in ostacoli. Favero l'ha pescato a luglio 2023 per 5.500 ghinee a Newmarket, probabilmente catturato dal fatto che si tratti del figlio di una sorellastra (peraltro figlia del riproduttore di ostacolisti Big Bad Bod) di Imperioso (l'unico ad aver battuto High Master tra i quattro anni scesi in pista nel 2015 nel circuito ostacoli). Interessante la carta genealogica, fratellastro per linea femminile di un tre volte vincitore in Gruppo 3 a Goodwood e a Deauville, è rientrato in piano a dicembre senza riempire gli occhi. In ostacoli, a fine settembre, è andato molto forte battendo Sopran Leger e strabattendo, tra gli altri, Poirot, Australian Boss e Mazinga. Giusto subordinarlo, in sede di pronostico, al più rodato Poirot, ma attenzione a subirlo. Le chance di Apex vanno di pari passo a quelle di Sopran Leger. Il portacolori Aichner, dopo aver subito l'allievo di Favero a Merano, è andato a segno a Treviso confermando una qualità superiore rispetto alla media dei coetanei ammirati nel 2023 sugli ostacoli italiani. Farà sicuramente l'arrivo, con Big Joe Bartos in sella.

Dietro questi tre soggetti, a loro modo, selezionati con prove convincenti e già vincitori, vi sono molte incertezze rappresentate da quattro debuttanti nella disciplina e un soggetto alla prova d'appello dopo deludente debutto. Possiamo comunque affermare che per vincere, contro i tre sopracitati, si deve andare forte.

Beneficia di grosso discarico Wonder, che correrà usufruendo del favore concesso a Lenka Neprasova. L'allievo di Viola beneficerà dai tre ai quattro chili dagli avversari. Un trattamento tutt'altro che di poco conto, utile a consentirgli di ottenere appoggio al gioco, ma dovrà andare parecchio forte rispetto a quanto manifestato al debutto.

Favero propone la seconda carta Na Scoitear, un Footstepsinthesand (che ricordiamo padre, tra gli altri, dell'ungherese Diplomata, vincitore in Gruppo 1 sugli ostacoli italiani) generato da una madre figlia di Sunday Break (padre del crosser campioncino Brunch Royal), acquistato a ottobre a Doncaster per la modesta somma di 1.500 sterline. Ha vinto in Inghilterra in classe 6. Potrebbe essere buono per la prossima. Gli preferiamo Policasta, già dichiarata partente a dicembre ma ritirata sul campo. L'allieva di Raffaele Romano ha corso da protagonista in categoria vendere in estate tra Firenze e Livorno e a lei va la prima monta di scuderia (Gabriele Agus). Piacciono meno gli altri due, tra cui il velocista Light French, a inizio 2023 interessante in categorie non malvagie a Roma e Milano, che dovrà dimostrare attitudine alla distanza. Estremo outsider, per quello che può valere un pronostico in una prova con molti debuttanti, Englishsummerrain, una sola corsa in carriera in due anni di attività. Troppo poco per pensare a un soggetto di prospetto.


Pronostico: Poirot, Sopran Leger, Apex.

Sorpresa: Policasta.


Chiusura di programma, per gli ostacolisti, alla quarta corsa: Premio Monravel, condizionata per anziani sui 3.500 metri in siepi. Si profila una curiosa situazione che vede quattro rapporti di scuderia su dieci partenti. Un dato che lascia presupporre uno sviluppo tattico.

Il fascino di Machinos contro l'incertezza più totale. Impressionante nel 2022, a quattro anni. Vincitore di quattro prove su quattro, battendo protagonisti assoluti quali Locomotive e Isatis de l'Ecu, con acuti nella Corsa Siepi dei 4 Anni di Milano (Gr.2) e Criterium di Primavera (Gr.2) a Merano, l'allievo di Zdenek Semenka è rientrato a Treviso in Listed in modo molto deludente. È lecito attenderlo a un riscatto e potrebbe valere anche una scommessa vincente in caso di quota alta. Lo accompagnerà Surabaya, non piaciuta a Treviso e qua, probabilmente, chiamata a fungere da punto di riferimento con ben poche chance di piazzamento. Sui due portacolori Vesela agiranno le valide jockette Lenka Nepravosa e Tereza Polesna, due ragazze terribili che stanno conquistando rispetto e consensi.

Di contro, nonostante la categoria, sembrano non esserci grossi profili. Il ruolo di favorito andrà, in tutta probabilità, alla grigia Theamoi, una Martaline che a Treviso ha deluso nella Gran Corsa Siepi (quarta) e ha fatto peggio, seppur in primaria compagnia, a Cagnes-sur-Mer. Aichner, che non è certo il primo che passa, ha però sborsato 30.000 euro per accaparrarne le prestazioni dopo una vittoria a ottobre a reclamare a Fontainebleau. Quanto basta, oltre la monta di Bartos, per farne la favorita della corsa. L'accompagnerà un Prince Oliver piaciuto molto al debutto sulla pista, se non fosse per l'incomprensibile colpo di scena che lo ha visto disinteressarsi alla retta d'arrivo (praticamente fermato sulla curva finale). Se la prestazione di dicembre dovesse essere ripetuta, farà l'arrivo.

Attenzione alle novità, tutte da scoprire, di Paolo Favero, che presenta due soggetti già visionati in hurdle in Inghilterra. Piace Sword Beach, stayer peraltro già vincitore in siepi in Inghilterra (Plumpton) in classe 5 e piuttosto regolare in piano dove si è di recente piazzato in classe 5 a Epsom e Lingfield sui 2.400 metri. Certo non è un fuoriclasse, sebbene in gioventù abbia vinto in classe 3. Se ben gestito, potrebbe sorprendere. Grossa attitudine alla distanza anche per il compagno di colori Dirham Emirati, soggetto molto regolare in Inghilterra in classe 6 (due vittorie a Luglio a Bath sui 2.600 m), ma di rating inferiore. I due sono stati acquistati in autunno rispettivamente a Doncaster per 5.000 e a Newmarket per 3.500 ghinee. Da tenere d'occhio, specie ai prossimi impegni.

Difficile orientarsi sugli altri.

Rientra da agosto 2022 il grigio Passion d'Ipanemix, un Troger al debutto in Italia che andiamo a subire nonostante i 28,000 sborsati nel 2022 per prelevarlo dalle scuderie di sua maestà Macaire e andare a parare verso quelle di Davide Satalia. Rientra da oltre un anno anche il modesto, ma regolare, Icare de Sartuque, che Raffaele Romano affida a Gabriele Agus. Difficile che possa piazzarsi. Torna in ostacoli il compagno di colori Mumtaaz, dopo una serie di mancati piazzamenti in piano in categoria gentleman. Sul sette anni si segnala il debutto in ostacoli di Nicolò Valentini, in un ruolo di assaggio della disciplina.

Ci prova anche il plurititolato in categoria Fise Pietro Sandei. Picchi gli affida uno dei soggetti più bizzarri del movimento: Tempete Normande, altrimenti definito “l'Hannibal Lecter” degli equini (Pazzi avvisati), con tre fantini eliminati (tra cui Dominik Pastuszka, le mani gentili di Lenka Neprasova e, se non ricordo male, l'idolo della Velka di Pardubice Jan Faltejsek) in due prove senza neppure raggiungere i nastri di partenza. Per il “Tempesta” sarebbe già un successo prendere parte alla corsa, figurarsi ambire a un piazzamento vista l'imbarazzante prova di debutto in piano.


Pronostico: Theamoi, Prince Oliver, Machinos.

Sorpresa: Sword Beach.

L'enigmatico PRINCE OLIVER
(Foto Matteo Mancini).