domenica 14 agosto 2016

Responso 12° e 13° Giornata, Maia, Merano.


UN ALLYCAT FORMATO UFO VOLANTE SCOMBUSSOLA I PIANI E GUIDA LA CARICA: PRONOSTICI IMPAZZITI

Amaranthus è del cielo il colore tra i tre anni, accantonata anche l'opzione bianco dopo quella formato oro. Si fa dunque chiarezza in cielo, prima del Mazzoni. Pazzesca edizione invece del Carica Isbunschenskij dove Allycat e Cherchi centrano un successo che il baio aveva centrato solo una volta a Sedgefield. Questo lo score: una vittoria in sedici corse e mai più sopra il quarto posto. Battuti i campioncini di specialità Arman e Ara Gold. Vittoria da 115 a 1 in piano per il crosser Kardo a render bollente l'atmosfera da qui la particolare tonalità dominante.

ALLYCAT
con i vecchi colori di Mickey Stud e Derrick Mossop
(Foto chrisgrantracing.co.uk)

Commento di Matteo Mancini
Spettacolo nel Carica Isbuschenchenskij dove succede l'imponderabile. Favorito netto il grigio Ara Gold di Paolo Favero, reduce dal successo nel Grande Steeple Chase di Roma, Gruppo 3, e vincitore praticamente di tutte le massime prove in cross svoltesi in Italia, Nazioni (Gr.2) compreso. "Si limiterà a vincere o stravincerà" pensa qualcuno alla lettura dei partenti, ma non noi. Facciamo subito notare un peso proibitivo sulle spalle e lo togliamo tra i pretendenti alla vittoria. Distanza poi accorciata rispetto ai canoni, per qualcuno potrebbe esser uno svantaggio per il figlio di Goldneyev specializzato nelle distanze superiori ai 4.000 metri. Eccezione che ci trova solo parzialmente d'accordo, dato il peso in groppa e l'attitudine di testa del soggetto, dunque accorciare significa ridurre l'incidenza del peso. Ciò nonostante i 76 chili e mezzo non spaventano gli scommettitori e fanno invece d'oro i bookmakers: il grigio viene eletto favorito netto della prova: 16/10. Attesa però la risposta dal ceko Arman, rivale storico dell'ex Centrale, e anch'esso vincitore e pluripiazzato nelle due prove regine del settore. In bacheca la coppa, anche per lui, del Grande Steeple Chase di Roma. Vana lo affida al figlio e mette la seconda monta sul rigenerato Star Maker, il quarto per gli scommettitori dopo il grigio Salar Fircroft che Romano ripropone in cross dopo un periodo in siepi. 
Si aggira al dieci a uno la quota del nostro atteso: l'ex Giannotti Nils. Peso eccellente ma forma smarrita dopo il passaggio da Favero a Semenka. Si tratta di un vincitore del Duca D'Aosta oltre che pluripiazzato in prove di Gruppo di specialità. E gli altri? 30 a 1 Larsen Bay, che debutta in cross, poi i due scudieri del favorito: l'interessante Shame e l'estremo outsider della prova Allycat, finito addirittura fuori dai cinque nel cross per dilettanti con a meno di una lunghezza la ciuchissima New Girl e dietro a Vanessa del Cardo. La quota se non corresse per Favero? Non provate a immaginarla... In sella Cherchi a ricordare uno storico volume della giornalista della RepubBlica interessata di sport.
Queste le premesse... e dopo cosa succede? Di tutto... naturalmente, è il cross. Va in testa come consuetudine Ara Gold con Joe Bartos. A dispetto del peso, il grigio tira via di buona lena e divora i 3.500 metri con discreta sicurezza, ma moderando le possibilità esplosive che lo caratterizzano. Andatura va bene, ma non certo indiavolata. Lo tiene a tiro l'altro grigio, il portacolori Guglielmi, Salar Fircroft marcato dalla coppia Favero costituita da un brillante Shame e dal "braccialettato" giallo Allycat. A tiro Star Maker, quindi la coppia Nils e Larsen Bay con in coda, a qualche lunghezza, Arman.
Al passaggio davanti alle tribune, a circa metà prova, Shame rileva Salar Fircroft in seconda posizione. Si mostra vivo anche Nils che va in quarta su Allycat, a una lunghezza Star Maker, più discosti gli altri due.
A laghetto perde la postura, pur avendo saltato bene, Salar Fircroft che viene beffato dal dislivello in uscita e cade in acqua. L'allievo di Romano intralcia non poco Nils. Jiri Kousek è bravo a restare in equilibrio e a riprendere la posizione. Grave empasse anche per Shame costretto, letteralmente, a saltare il rivale per non restare travolto nel capitombolo. Il baio interrompe l'azione e finisce in coda al drappello con Pastuszka costretto a lavorare di braccia e frusta per riportarlo sotto. Ne approfitta, indirettamente, Ara Gold che si ritrova da due a circa otto lunghezze di vantaggio, quando si piega sulla marrana. Un vantaggio e uno sviluppo di corsa decisivo per un soggetto della sua levatura, ma non qua. Sulla marrana cade di sella in modo goffo proprio Pastuszka che lascia scosso Shame. E' il compagno di colori superstite del fuggitivo a serrare l'inseguimento e a far saltare i pronostici. Cherchi spinge come un dannato l'estremo outsider Allycat tirandosi dietro Nils e soprattutto Arman che dopo gara attendistica entra nel vivo con Pepe Vana. A contatto, ma in difficoltà, Star Maker e Larsen Bay. Ara Gold entra in dirittura ancora in vantaggio, ma il peso fa sentire la sua morsa: quasi dieci chili la differenza sul compagno di colori che gli piomba addosso prima dell'ultima insidia. Scuola Civel contro scuola Grant. Prova a fare l'arrivo anche Nils che però non accende il turbo, a differenza invece di Arman che va a cercare lo steccato opposto in chiaro stile Vana, dovendo però recuperare parecchio nel tratto piano conclusivo. Francia, Inghilterra e Repubblica Ceka nel finale. Ai 150 metri conclusivi si appesantisce l'azione di Ara Gold in corda, passa allora il compagno con bracciali gialli Allycat che deve però subire il volo finale di Arman che mangia metri su metri finendo fortissimo ma non a sufficienza. Una lunghezza ancora in favore dell'estremo outsider, l'ex allievo di Chris Grant che se la ride dall'Inghilterra. Dai colori del duo Mickey Stud e Derrick Mossop al rosa shockin' di Favero, torna a vincere questo modestissimo soggetto che vive il suo momento di gloria. Seconda vittoria in carriera in diciassette uscite, dopo l'affermazione in una corsa di minima (inferiore ai 2.000 euro al primo) a Sedgefield, a maggio dello scorso anno, e maiden in ostacoli. Mai piazzato in tredici corse in ostacoli, deludente anche nelle prove per dilettanti di Meran in cross. Sei anni da Beat All, successo più importante nella carriera sia per montepremi sia per avversari battuti: addirittura due vincitori di gruppo più un quarto che ha fatto incetta di vittorie nella specialità. Acquistato da Favero per 2.600 ghinee a Doncaster, in autunno, somma più bassa spesa in quell'occasione dallo zar di Sinigo. Figlio di una cavalla che ha lo stesso nome, ma scritto in modo diverso: Alikat. Prodotto in casa del precedente proprietario, Mickey Stud, venduto per disperazione per gli scarsi successi in pista, ma genetica da campioncino. Uno dei suoi zii, tutti conosciutissimi in Italia (segnalo anche l'ostacolista Borgo Pio), Spirit of Sport ha trionfato anche in territorio cinese, a Hong Kong, oltre che nel Botticelli (L) a Roma e terzo nel Daumier (L) sempre nell'ippodromo della capitale del tricolore in salsa bianco, rosso e verdone. La madre è stata plurivincitrice proprio in ostacoli ma soprattutto è stata madre di un grosso campione fratellastro del modesto Allycat. Stiamo parlando di THE LIQUIDATOR vincitore in Gruppo 1 a Punchestown (Irlanda) e nello Sky Bet Supreme Trial Sharp Novices (Gr.2) in siepi a Cheltenham. Ha altri tre fratelli di cui l'ultimo da Schiapparelli che non vuol certo dire che si tratta di un soggetto che nei rally, leggesi cross per motorizzati, sia una schiappa come i protagonisti di quella famosa partita Bhutan vs Montserrat definita la finale delle Schiappe da una celebre rivista tedesca e ricordata nel volume TUTTI I CERCHI DEL MONDO dell'Audisio come match da leggenda. E dai Cerchi al Cherchi che torna a vincere, primo successo stagionale, dopo le affermazioni dello scorso anno in sodalizio con il team Ghiotti e Ilenia Nero, soprattutto al servizio di Chiaromonte (vincitore e pluripiazzato in Gruppo 1), rivelazione indiscussa tra le siepi per anziani del 2015. Il sardo, giunto alla votazione da lode in questo 2016 in fatto di monte (trentunesima uscita), non vinceva dal San Giorgio corso il tre ottobre del 2015 sullo scomparso Drounais (abbattuto per un infortunio dovuto a una gibbosità del terreno di San Siro in inverno). Per lui si tratta della settima vittoria in carriera, la seconda con Favero che gli aveva regalato la possibilità di conquistare la prima vittoria in assoluto sull'acquitrinio di Grosseto in sella a La Grande Vera. Quel giorno, sembra, che in pista cantassero tutti Have You Ever Seen The Rain, ma qualche nostalgico locale, per sottolineare l'affermazione alquanto Bella, pare che abbia intonato: Come Pioveva... Come Pioveva! ideale conclusione per chi pensa alla musica come suggerisce la quarta madre di Allycat che si chiama, giust'appunto, Think Music.


QuaNDo l'estate si fa rovente...
THE LIQUIDATOR
per spegnere i bollori dei tuoi avversari!
(Foto p2p.ie)

E dalla Think Music passiamo alle note di Ramazzotti che cantava Amaranto del cielo il colore per affrontare le siepi del Fiorio. Amaranthus conferma la propria superiorità tra i tre anni e vince da un capo all'altro per la connection Romano: Raffaele in sella e Remo ai colori per un doppio Romeo come conviene nell'alfabeto Nato. Il prodotto degli allevamenti Farina ha così riportato il quarto successo nelle ultime cinque uscite. Buona la quota di 24/10 offerta al totalizzatore, per una vittoria che era nell'aria. Il baio ha dovuto comunque resistere all'affondo finale di un cresciutissimo Leitrim Traveller che avevamo definito come l'unico che avrebbe potuto scombussolare i piani di una prova dall'esito già scritto in partenza. Il portacolori di Aichner, montato nell'occasione da Dirk Fuhrmann per l'indisponibilità di John Paul Brennan, ha preso di mira il battistrada da metà percorso in poi per sferrargli un deciso attacco dopo l'ultima siepe. Bell'arrivo con i due, spostati sulla parte esterna della pista, a duellare e con un Amaranthus inesauribile al punto da raschiare dal fondo le energie sufficienti per portare a casa la vittoria e rispondere, colpo su colpo, all'americano pescato in Inghilterra da Aichner. Da sottolineare quindi la bella corsa per quest'ultimo soggetto, alla seconda uscita in ostacoli, che lo eleva tra i candidati alla vittoria per i gran premi per tre anni prossimi venturi. Siamo infatti convinti che Leitrim Traveller abbia importanti margini di crescita.
Terzo posto per un cresciuto, pur se a piccolissimi passi, Lost Monark che conquista un altro piazzamento ed è dunque pronto per ambire a una vittoria in categoria inferiore. Il grigio, ex Nuova Sbarra, 17 a 1, conquista il quarto terzo posto consecutivo pur non essendo mai stato capace di contendere la vittoria agli avversari di turno. Se scende di categoria potrebbe esser interessante anche se, questi piazzamenti, rischiano di caricarlo al peso.
Deludente quarto posto per un sudatissimo Golden Hello, il controfavorito, apparso coperto di schiuma sui pettorali. Il Favero ha corso per vincere stando sui primi e cercando, a rimorchio di Leitrim Traveller, di sferrare l'attacco al battistrada sulla piegata finale, pagando però dazio all'epilogo al punto da finire battuto anche da Lost Monark e soprattutto da subire tredici lunghezze dai due attesi rivali finiti in fotografia stretta.
Maluccio anche Sareerah, quinta grazie a un discreto tratto piano finale che le ha permesso di acciuffare a pochi metri dal palo un arrembante, ma limitato, Kolt Tango. La figlia di Teofilo, in pista con classico paraombre di colore scuro tipico dei portacolori Favero, ha pagato l'accelerazione sulla dirittura opposta a quella di arrivo perdendo battute preziose. Pessimo White Ensign, partito ultimo e lì rimasto per tutta la corsa. Penso di poter dire che il grigio, insieme a Velociter, per le qualità attese sia una delle delusioni più cocenti di scuderia.
Applausi a scena aperta meritati per Raf Romano che torna a conquistare, virtualmente, il primo posto in solitaria nella classifica fantini della riunione meranese a distanza di due anni grazie ai nove successi contro gli otto del rivale ceko Joe Bartos. Chissà se Enrico Polito, che prima aveva in mano il cavallo, si morderà le mani per averlo venduto, credo di poter dire, a prezzo di bassa entità... Non c'è però da farne una colpa: con i cavalli è spesso una lotteria e non certo per richiamare in causa un certo vincitore del Grand National che scioccò tutti con Mason in sella, dando l'avvio a una leggenda nella prima edizione della gran classica che ha visto vincere soggetti alla quota di 100 a 1 ("per vincere te, devono cadere tutti!" detto fatto). E da Lottery, questo il nome del cavallo, passiamo al clamoroso successo del "crosser" mancato Kardo che ha vinto il Clemente Papi, in pianoalla quota di 115 a 1 dopo la caduta, goffissima di Faust, in una prova per dilettanti vinta da Moqorro.


Battezza con una vittoria la trentreesima uscita in carriera Kardo, cavallo tedesco di nove anni con una lunga carriera in Francia. Acquistato dall'appassionata d'ostacoli Edwina Elliott, al secondo successo in carriera dopo la vittoria in steeple firmata dal bizzoso Collar an Tie il 4 novembre scorso nel Miocamen (a tal proposito si segnala un eccellente quarto posto di questo soggetto, a luglio, in una trasferta tedesca in quel d'Amburgo - accompagnato dal compagno di allenamento Larsen Bay -, prova vinta dal mitico Falconettei compagno di colori di Koffi Lady che avevamo ricordato in sede di presentazione a proposito di Notti Magiche e Chicago).
Soggetto molto qualitativo prima di un gravissimo infortunio che lo ha tenuto lontano dalle piste, praticamente, per quattro anni. Non vinceva infatti dal marzo del 2012 con vittoria a Deauville in un premio da 25.000 euro circa. Passato dal giallo-nero formato ape di Barbara Taber al bianco-verde della Elliott, è rientrato in modo anonimo, giungendo due volte ultimo in piano e cadendo in cross in modo goffo. In precedenza era stato un allievo di Wern. Baltromei per i colori del tedesco Dirk Von Mitzlaff.
Ultimo cavallo del campo nel Clemente Papi, 115 a 1 addirittura, con quota superiore al doppio del penultimo cavallo del campo: Ilcavallodi Piero di Stefania Pagot che ricordiamo, decenni fa, per l'aneddoto legato al cambio di nome del cavallo Tempestoso poi divenuto, col passaggio da Turri a Pagot, dietro pagamento di una somma di denaro (crediamo), Tempestoso Nord (ex Tempestoso senza coordinate, calmo al centro, moderati gli altri mari...). 
La corsa merita un commento, perché poi quando arriva l'intervistatore e ti chiede: «Cosa hai provato...?» diventa difficile trovare le parole per una vittoria del genere. Poesia allo stato puro, sogno diletto per gli scommettitori, roba da infarto come quel tifoso che morì nel vedere giocare Ezio Vendrame, appunto un poeta del calcio.
Ilcavallodi Piero come consuetudine all'attacco del battistrada di turno che è Roncalli. Il cavallo della Pagot, sempre ben lontano dallo steccato. In terza "la mosca atomica" con la favorita Atomic Law. Esterna la futura siepista Rikitea, piaciuta al debutto sulla pista. Si mantiene in pancia al gruppo Kardo.
Ilcavallodi Piero, erroneamente pronunciato "di Pietro" da Manigrasso, ha già fatto l'arrivo in curva (terzo posto) e saluta la compagnia con la Pagot che è tutt'altro che in mano. Roncalli con la De Bortoli tira via davanti a tutti, Atomic Law e Rikitea le più immediate inseguitrici. Ai 400 finali si unisce alla lotta Kardo, che Berton sposta a centropista. Filtra all'interno Atomic Law che diventa il nuovo battistrada, resta sul passo Rikitea che viene sfilata da Apelle Fan, fratellastro dello steepler Alcydon Fan, e soprattutto da Kardo che viene all'esterno di tutti per fare l'arrivo al fianco di Roncalli. I tre si staccano in lotta, con Kardo, munito di paraombre bianco, che fa venire i bollori a chi lo ha dato a oltre 100 a 1, venendo a vincere con discreta autorevolezza la corsa. Quinta vittoria stagionale per l'interprete Alberto Berton che, nell'ultimo week-end aveva vinto la corsa da noi battezzata dei neri con Carioca Black. Secondo Atomic Law, terzo Roncalli, per la quarta Zumbinator acciuffa Apelle Fan.
Così Manigrasso: "E è arrivata la sorpresa, in questa sesta corsa. Kardo, dopo aver affrontato anche gli ostacoli viene a vincere con un finalone alla quinta corsa in carriera, alla quinta vittoria in carriera" (abbiamo assistito a una correzione di un refuso in cronaca diretta). Un vincente dunque da sogno per gli scommettitori, pensate che con dieci euro se ne intascavano 1.150. Gran bel colpo, non c'è che dire, per un premio da 3.033 euro.

KARDO 
in occasione dell'ultima vittoria marcata nel 2012
sulla prestigiosa pista di DEAUVILLE, allora una vittoria
dal premio paragonabile, in Italia, ai GRUPPI 1 in siepi:
circa 25.000 euro al primo.
I colori sono quelli di DIRK VON MITZLAFF
(Foto rmcsport.bfMTV.com).

Completa la giornata di domenica, per quel che ci riguarda, Scottish Command. Il baio, che noi insistiamo nel voler vedere all'opera sui 1.000 /1.200 metri, pur avendo accorciato la distanza a 1.500 metri si è reso protagonista di un'ulteriore pessima prestazione che fa apparire roboante la spesa di 5.000 ghinee sborsata per acquisirne le prestazioni. A poco è servita la monta di Marcel Altenburger che pure ha fatto buona partenza. Quando i cavalli sono entrati in dirittura, Scottish Command ha fatto una puntata che poteva lasciar presagire a un quarto, magari terzo posto, poi ha ceduto e, rimasto monocorde sul passo, è stato ingoiato dal gruppone. Cavallo di poca resistenza, sembrerebbe. Vittoria per il pisano Filippo Orti, al terzo successo stagionale, su City Napoli che ha staccato alla grande all'epilogo dopo duello con Rockandroll Boy e Itasip, quest'ultimo poi battuto da Alfono che, zitto zitto, lungo la corda si è arrampicato dal basso del suo pesino per chiudere al marcatore.
Quinto il top weight Right From Wrong che potrà così perdere un po' di piombo alla prossima. Incolore l'altro ex ostacolista Larmor, che Virginia Tavazzani ha tenuto bene davanti ma che poi, al momento topico, è rimasto pure lui monocorde ai fianchi di Scottish Command. Rispettivamente ottavo e settimo.

E veniamo al programma di ferragosto, quello centrale. Resta schiacciato nella morsa dei Magog il grigio Nadat, comunque artefice di buona prova. Raf Romano ha praticamente marcato il rivale atteso, Keen Move, lasciando sfogare davanti le due front runner: Azamourday (vaghi segnali di ripresa) e Tinuviel (categoria inferiore, ceduta a traguardo lontanissimo dopo assurde sfuriate iniziali). Sviluppo della corsa all'attacco della dirittura opposta a quella di arrivo, con Rio Apache già fuori dai giochi per una brutta caduta nella prima parte di gara sulla curva di fondo a mano contraria. Keen Move davanti impone un deciso cambio di marcia. Restano nella partita Nadat, il debuttante in ostacoli Red Shirt (deve ancora affinare il mestiere) e una calante Azamourday, comunque capace di non perdere contatto. Nadat rompe, a sua volta, gli indugi sulla siepe che immette sulla curva finale e da la netta impressione di controllare la corsa. Sfila Keen Move e prova la fuga, non ha fatto però i conti con la grinta di un avversario quest'oggi quanto mai volitivo racchiuso nei suoi paraocchi blu. Il Magog resta agganciato a rimorchio del favorito e dopo l'ultima insidia, contrariamente ad altre sue uscite, rimonta in modo impronosticabile l'avversario e lo batte bene all'epilogo. L'eterno piazzato torna così a vincere dopo il trionfo nel Berlingieri (Gr.2), sua unica vittoria prima di oggi, cui hanno fatto seguito tre piazzamenti in categoria Gruppo 2.
Terzo Red Shirt davanti ad Azamourday. Quinta, lontanissima e mai in corsa, L'Avenir est Ici. Joe Bartos pareggia così subito il conto con Raf Romano: i due davanti a tutti con nove successi a testa nell'impianto che risponde al nome di Maia.

KEEN MOVE
torna a far brillare i colori Magog
dopo la vittoria di nove mesi fa nel Berlingieri
(Foto Matteo Mancini).

Da un campionicino che torna a vincere a distanza di nove mesi, a un campione che invece non vinceva da unidici mesi. Profili similari, eterni piazzati entrambi, nella fattispecie con tre piazzamenti da podio in Gruppo 1. Sto parlando di Chiaromonte a cui si era costruita una corsa che aveva scritto, in presentazione, su misura. Affidato a Emmanuel Reinhardt, che lo tornava a montare da mesi di distanza, e presentato con paraocchi australiani (novità), il baio ha corso in modo più vivo del solito, mettendo subito in chiaro di voler recitare il ruolo del protagonista. Si è posto al comando degli inseguitori, alla caccia del fuggitivo Chicago (tornato nel suo consueto schema di corsa e anche su livelli di forma apprezzabili), e ha dato del gran lavoro al suo interprete, costretto a tenerlo arzillo per buona parte del tracciato, facendogli saggiare anche la frusta. Passato già in testa prima della siepe che lancia i cavalli all'apice della curva finale, novità per questo passistone solito venire a fare l'arrivo nel tratto piano finale, ha dato la sensazione di far corsa per conto proprio nonostante le giustificate proccupazioni di Reinhardt. L'interprete infatti si è trovato costretto già a frustare e richiamare al maggior impegno il cavallo ben prima dell'attacco della curva finale. Non ha resistito al cambio d'andatura Sol Invictus, penalizzato da un peso severo ma comunque vitale al punto da provare a inscenare l'inseguimento in vista della volata finale. Ha sorpreso invece tutti Kazoo che, dopo incolore rientro, ha dato dimostrazione di classe cristallina, dati gli acciacchi, in sostituzione di uno spettrale Notti Magiche fermato a traguardo ancora lontano. Il fratellino di Kazzio, da Lateral, ha attaccato i due inseguitori del battistrada spostato all'esterno da Jan Kratochvil e, dopo averne avuto facile gioco, ha tentato di disporre anche di Chiaromonte finendogli addosso in modo cattivo e convinto e arrivando quasi a batterlo. Dietro, duello a due Chicago-Sol Invictus col ceko capace di rientrare al blasonato avversario per una testa. Quinto, mai in corsa, Monello.
Vittoria attesa, ma sofferta per Chiaromonte che meritava la vittoria già da mesi. Primo successo in ostacoli per Melanie Frank. Torna a vincere anche Christian Ghiotti che può tornare a sorridere anche se stava per trovare l'ennesimo e variegato avversario capace di battere il suo pupillo e miglior cavallo della sua carriera di proprietario. Una curiosità di Chiaromonte è infatti costituita dal fatto che negli ultimi dodici mesi è stato battuto in duello finale dai sei cavalli diversi, estrinsecati da cinque secondi posti e da un terzo posto. Oggi ha rischiato, dopo aver perso il confronto testa a testa con Fafintadenient, Chicago, Mentore, Roches Cross, Sol Invictus e, Notti Magiche, di esser battuto dal settimo cavallo diverso. Sarebbe stato troppo: e che Kazoo...

Se Ilenia Nero non può ufficialmente gioire per il successo del suo miglior cavallo, passato in mano a Melanie Frank, può comunque rifarsi con una maiuscola prova della dormelliana Nelly Darrier capace, contro ogni pronostico, di chiudere seconda nel Creme Anglaise (L) con dietro la crema, o quella che dovrebbe essere tale, dell'ostacolismo italiano.
Primo assaggio strano questo steeple sui 3.800 metri, forse qualcosa di non che specificato nella ricetta. Credo che in pochi, tra proprietari e allenatori, siano rimasti contenti della prova. Non sorriderà, probabilmente, neppure l'allenatore vincitore, Josef Vana, che ha visto si vincere in grande stile l'altalenante Mazhilis (davanti a tutti con grande autorevolezza), ma non ha ricevuto grandi risposte dalle prime scelte: Alpha Two non è mai stato in corsa, seppure al rientro, sempre confinato in coda, Alcydon Fan, pur facendo corsa davanti a buona parte degli avversari, non ha approfittato (complice anche un errore di Pollioni dopo il verticale che ha "tamponato" Mazhilis e Nelly Darrier dovendo poi recuperare l'azione) della forma ancora da perfezionare del quasi debuttante sugli ostacoli alti High Master (non malaccio, ma dovrebbe aver facile gioco di quelli quest'oggi davanti) e soprattutto dell'imbarazzante esibizione di Little Bruv. Se il Magog ha dato barlumi che lasciano ipotizzare un discreto futuro in categoria, il vincitore del Grande Steeple Chase di Milano giunto sui primi a giocarsela sul verticale ha poi passeggiato per la pista, incapace di resistere all'andatura imposta all'epilogo da Mazhilis e Nelly Darrier, che non sono certo Le Costaud, ed è finito rallentato quando era già stato agevolmente battuto anche da High Master (bella scurvata al verticale da parte di Pastuszka, ma benzina insufficiente per andare al palo). Implacabile il distacco di ventisei lunghezze da una cavalla come Nelly Darrier, che ha di certo fatto una bella corsa ma ha serie difficoltà a vincere a vendere con soggetti come Shame, Larsen Bay, Mighty Mambo, Star Maker o Strike capaci di batterla (siamo qualche categoria sotto a questa, almeno sulla carta).
Ultimo posto per Frolon e Davide Satalia andati, trotterellando, avanti nei primi metri di gara, e poi in debito di preparazione. Il cavallo era al rientro, quindi ha delle scusanti, ma la sensazione è che i momenti di gloria appartengano al passato (idem Alpha Two).
Dunque quattordicesima vittoria stagionale, tra gli allenatori, di Josef Vana sr che prova ad arginare il finale di stagione di Raf Romano, terzo a dieci. Coglie invece il quarto successo Jan Kratochvil, nono nella generale, a braccetto con Ale Pollioni un po' in crisi da vittorie.
Quarta vittoria in carriera per Mazhilis, la terza in ostacoli, seconda in steeple dopo un precedente successo proprio a Merano, categoria vendere lo scorso anno. Primo successo in pattern race, quinto posto nel medesimo premio lo scorso anno. Ha corso anche la Gran Corsa Siepi di Merano senza piazzarsi nel 2014. Faceva ben sperare, nello staff, il secondo posto ottenuto a Vittel in condizionata. Ben appoggiato, curiosamente, anche dagli scommettitori, addirittura eletto controfavorito di Little Bruv. 
Allevato in Francia da madame Benillouche, sette anni, figlio di Country Reel e soprattutto di Sensational Mover, nell'ideale passaggio dalle mosse volenterose di Keen Move a quelle sensazionali di Sensational Mover. Ha corso in tre stati, fin da subito di proprietà dei blasonati colori ceki di Koei Dent, che ricordiamo associati a ostacolisti di rilievo quali Pessoa (pluripiazzato in Gr.1 in siepi e steeple nonché secondo nel Gran Premio Merano 2006), Sherento (altro piazzato in Gr.1), Alanbrooke (vincitore della Corsa Siepi di Treviso), Zarif (terzo nell'ultimo Velka), ma soprattutto, su tutti, il campionissimo Tiumen che ha permesso a Josef Vana sr di scrivere pagine nella storia dell'ippica cecoslovacca facendo il record di vittorie nel Velka di Pardubice (addirittura tre successi per il cavallo nella speciale corsa dal 2009 al 2011). Una prima parte di carriera, da due a tre anni, in piano in Repubblica Ceka. Una sola vittoria, sul miglio, a due anni a Velka Chuchle da favorito netto davanti a Stormy Dancer. Sesto a tre anni nel St. Ledger ceko sui meno congeniali 2.800 metri. Il debutto in siepi proprio in Italia, nel Gran Risa di Treviso, a quattro anni. Stralciato dallo sfortunato Allons Enfants di Favero, che morirà poi a Grosseto sull'ultima siepe. Pesanti sconfitte subite anche da Barnabo e Saluggia Dream con distacchi attorno alle dieci lunghezze. Non riesce a vincere neppure in patria e subisce distacchi abissali al debutto in Francia, sua terra natale, sulla pista di Cagnes sur Mer. Più convincente a cinque anni, quando coglie le prime due vittorie in ostacoli. Perde la qualifica di maiden a Milano e ottiene una serie di piazzamenti che lo portano a correre, male, la Gran Corsa Siepi di Merano (ultimo). Cinque corse lo scorso anno, tutte in steeple, con una vittoria a vendere a Merano. Male poi in patria dove viene seminato per la pista sia da Khalshani che da Fafintadenient, con distacchi abissali. Il resto è storia recente.
La madre, Sensational Mover, inedita in pista, ha generato dei campioncini. Tra questi Hung Parliament, nato l'anno prima di Mazhilis, vincitore in listed race a Deauville sul miglio a due anni e poi secondo, all'uscita successiva, a Longchamp, nel Prix La Rochette (Gr.3), battuto da un agente che potremmo definire, dato il nome, segreto: My Name is Bond. Ha tentato altresì il gruppo 1 nel Poule d'Essai des Poulains nell'olimpo parigino di Longchamp. Si è poi perso in Inghilterra, con scarsi risultati ivi compresi alcuni tentativi in hurdle. Gran cavallo anche Shamandar, nata due anni prima di Mazhilis, capace di vincere, oltre che in Listed a Salisbury, ad Ascot, all'età di due anni, un premio da 120.000 euro sulla distanza dei 1.300 metri. Per lei futuro da fattrice di prestigio, per Mazhilis invece un pensierino, da estremo outsider, al Merano.

MAZHILIS
vincitore del CREME ANGLAISE
(Foto Josef-vana.cz)

Veniamo ora velocemente, non per minore importanza ma per minore attitudine del blog, alle prove principali in piano. Doppio tedesco nel Terme di Merano (L). Vince, abbastanza a sorpresa, Nazbanou, sorellastra per linea paterna di High Master, colori della Stall  Nizza. Cavalla criptica fino a domenica. Poche corse in carriera, appena tre con due buone prove in maiden e condizionate in territorio teutonico e un mancato piazzamento in listed ad Hannover. Importante la scuderia che appare per la prima volta nei database italiani con un cavallo che ricorda un famoso western in perfetta linea con i vincitori, stiamo parlando di Chato di Winner. Secondi poi nel 2001 nel Federico Tesio (Gr.3), il grande Mago che ha reso leggendaria l'ippica italiana, con Bedford Forrest. Vincitori poi, in Italia, delle Oaks a Milano con Night of Magic (Gr.2) nel 2009, del  Bessero (L) con Juvena nel 2002, pluripiazzati in Francia, Germania, Inghilterra e Italia in gruppi e listed. Di rilievo il secondo posto di Amarillo nel Di Capua (Gr.1), poi vincitore ad Haydock in Gruppo 3. Gran cavallo questo "giallone", forse il migliore nella storia della scuderia. Dunque scuderia di una certa importanza in Europa. Per gli appassionati di Viaggio al centro della Terra ricordo anche Jules Verne, quello che aveva Otto come protagonista e che debuttò proprio sulla pista di Merano nel giorno del meeting di ferragosto del 2011.
Lode particolare al trainer di Nazbanou ovvero Schiergen che ricordiamo in cabina di regia nella preparazione di cavalli quali Tertullian, Sumitas, il papà di Kazzio Koenigstiger e quello del fratellastro Kazoo ovvero Lateral, Idealist, Manduro, il citato Schiapparelli, l'eccezionale femmina Catella e altri ancora tutti capaci di farsi onorare anche nella futura carriera riproduttiva. Dunque un team di rilievo mondiale, con in sella l'italiano Ivan Rossi. La baia si è tenuta in scia alla battistrada Durlindana, che ha tenuto fede al suo allenatore fungendo da cavallo in testa. Ha poi rilevato la connazionale Danlia nel ruolo di pungolatrice della leader. All'intersezione delle piste ha poi preso il comando delle operazioni vincendo in modo chiaro sulla favorita Olala, altra tedesca, allenata da Figge. Impressionante il cambio di marcia finale della vincitrice, mentre lodevole resistenza all'interno di Durlindana tenace fino in fondo e ottima terza. Solo quarta l'attesa Wordless venuta comunque a fare l'arrivo in corsia esterna. Non male in quinta la terza tedesca: Distain. Anonime le altre. Dunque terza pattern race italiana a finire nella bacheca della Stall Nizza, ennesima invece per l'allenatore Schiergen.

Nell'Handicap Principale, Premio delle Alpi - Green Monster, ancora Pisa a trionfare dopo la vittoria dello scorso anno di Pride and Joy di un noto regista citato anche da Quentin Tarantino. Dopo le pistole in salsa western, arriva il Ceffone estrazione sorrisi & cazzotti per la firma di Marco Gasparini e i colori di Ylenia Caldarola. Cavallo allevato dalla pisanissima Francesca Turri, nato nella città della torre pendente e nostro primo favorito (come avevamo detto), ha fatto terra bruciata degli avversari omaggiando così la madre Cenere e la nonna Crudelia a cui si deve forse il suo aggressivo nome di battesimo. 4 a 1 la quota, controfavorito di Nabucco costretto a portare in schiena una caserma intera per intonare il Va Pensiero con tutta l'orchestra immaginabile. Scatenato battistrada Salure di Marco Gonnella, partito come un missile, commenta Manigrasso, a divorare il miglio previsto dalla prova. Il Rencati (scuderia di prestigio nazionale) Sufranel a guidare il resto del gruppo, quindi Falest e Nabucco. Salure sicuro leader ai 400 finali, stenta a portargli l'attacco Sufranel. In gioco anche il siciliano Rockaroundtheclock di Giusy Guida, più indietro il compagno di allenamento Grand Oriente.
"Salure prova a difendere la sua posizione, tutto il gruppo viene al suo attacco" avvisa Manigrasso. In terza corsa il muso listato di Ceffone che supera Falest e va su Sufranel aggirandolo dall'interno all'esterno. In quinta corsia Rockaroundtheclock. Gruppone a ventaglio, prova a emergere dal gruppo anche il rientrante Carolwood Drive, in ritardo Alexanor all'esterno di tutti. Alla ricerca del varco Grand Oriente rimastro "intruppato" dietro le prime linee.
Salure vende carissima la pelle. Ci provano in tutti i modi Sufranel e soprattutto Ceffone. I tre bene davanti su Rockaroundtheclock che si porta a traino Grand Oriente. Il pisano passa ai cento finali, mentre il portacolori di Gonnella resiste a Sufranel. Quarto, ottimo, Rockaroundtheclock su un Grand Oriente un po' sacrificato nella strategia di gara.
Dunque il numero due della scala mette in scacco tutti. Luca Maniezzi in sella. Per la Calderola il terzo successo in carriera. Colori recentissimi che hanno debuttato proprio con Ceffone a maggio e che aggiungono così al Premio Trenno (Hp) un altro premio di prestigio. Non male, affatto, per chi ha ufficialmente disputato solo undici corse. Tra i cavalli di scuderia ricordiamo anche Mossiere e Cantastorie.
Si fa comunque notare il passaggio di testimone che ha portato il passaggio da V. Caldarola a Ylenia. Tradizione quindi più radicata nel tempo con debutto avvenuto nel 1999 nel Premio La Faggiola di Pisa con Green Delancy e il training di Wildgen che, contrariamente al nome, era di stazione a Pisa. La prima vittoria a Pisa nel Deposito Stalloni con Rachel Print, ritirato in quell'occasione Piffero, in un Handicap a invito da quasi 9.000 euro al primo. Da allora molte vittorie, specie in Handicap Principali (davvero tantissimi quelli vinti), dall'Alto Adige alla Sicilia, ricordiamo soggetti quali Piccolo Creti (forse il più amato nella storia dei colori Caldarola), Ramada Yankee, Trosos, Bislacca, Enda Bu Bu, Famulprezi, Bivago, Xilosio (ha sbancato Siracusa nel Premio Nastro di Sicilia), Principiante (vincitore del Pr.Firenze, secondo nel Coppa D'Oro di Milano, L), Gea and Tea (secondo nel Premio Pisa, L), Harlem Shake, Clorofilla (femmina zia di Ceffone, seconda nel Carlo Chiesa, Gr.3, terza nel Regina Elena, Gr.2, e nel Cumani, Gr.3) e Laddove, tutti vincitori di importanti premi, con questi ultimi tre vincitori delle uniche pattern race conquistate dai colori Caldarola: rispettivamente il Premio Cancelli (L), Certosa (L), e il Premio Omenoni (Gr.3), vinto sia da Harlem che da Clorofilla, il Carlo Chiesa (Gr.3) e il Premio Nogara (L) a Milano per la femmina e il Premio Enrico Camici (L) a Pisa nel 2012 per l'altro. Per un totale di sette pattern race. Colori dunque non di rilievo europeo, ma di particolare blasone specie nel pisano. Complimenti dunque per questa nuova vittoria allo staff Gasparini.

NAZBANOU
vince il Terme di Merano (L).
(Foto altoadige.gelocal.it)



giovedì 11 agosto 2016

Presentazione dodicesima e tredicesima giornata, Maia, Merano.


PRIMA PATTERN RACE DELLA STAGIONE ESTIVA PRECEDUTA DA UN FIORIO FORMATO GRAN PREMIO.

Prima occasione di confronto per i saltatori che guardano al Merano nel ricordo della vincitrice dell'edizione del 1965: Creme Anglaise. Si rinnova invece il duello Golden Hello - Amaranthus tra i tre anni: in palio il Fiorio.



Il dipinto che omaggia la prima vincitrice 
del GP MERANO
di proprietà di un meranese
CREME ANGLAISE

Commento di Matteo Mancini
Correva l'anno 1965 quando, su un terreno pesantissimo dell'impianto Maia, la quattro anni Creme Anglaise fece urlare di gioia un giovane Paul Trankwalder e con lui l'intero pubblico. Centinaia di occhi increduli nel vedere la beniamina di casa respingere l'affondo finale di Cresus, sospinta a braccia e frusta da Nello Coccia al terzo e ultimo successo nella gran classica dell'ostacolismo italiano. Non fu un trionfo come un altro, se possiamo parlare in tali termini per un premio del genere. No, signori. Fu una vittoria caricata di significati maggiori, capace di entrare nella storia della prova. In prima battuta fu il primo trionfo di un proprietario indigeno nel Gran Premio Merano. Un successo all'insegna del giallo e verde della giubba di un appassionato, leggesi innamorato cronico, che avrebbe continuato per oltre venti anni in questa professione, battezzando i propri cavalli all'insegna del Cream (per i maschi) o del Creme (per le femmine), proprio in omaggio al successo del più importante rappresentante di scuderia. Buoni cavalli diversi, nessuno però capace di rinverdire i vecchi fasti. Per comprendere l'importanza di quel successo basti dire che passeranno quattordici anni prima che un altro meranese si affermi nel Gran Premio Merano e, ironia della sorte, sarà ancora una femmina (Ryan's Duaghter) a centrare il bersaglio grosso per i colori di Anton Vulkan.
Il successo di Creme Anglaise però non è da ricordare solo per esser stato il primo colto da un proprietario meranese. Si tratta infatti di un successo della figlia di una fattrice, tale Cantora da Tourbillon, capace di generare sette anni dopo la femmina un ulteriore vincitore del Gran Premio Merano (evento, penso di poter dire, più unico che raro) e che vincitore... Creme Anglaise è infatti sorellastra per linea materna del futuro stallone Chivas Regal che, per i colori del pisano Bracci-Torsi (Razza Vallelunga), fece suo il Gran Premio nove anni dopo la sorellastra, ovvero nel 1974, vendicando una caduta subita due anni prima al talus per uno scontro avuto con un ospite francese (la vittoria andò allora al gentleman Donati in sella a Whispin). Un cavallo capace di solleticare la fantasia collettiva al punto da finire menzionato in un romanzo di Renzo Castelli che lo immaginò padre di un puledrino protagonista di una storia a metà strada tra Shergar e il vincitore del Grand National Rubio. Il titolo del romanzo? Semplice... Un Brocco per Vincere.
Questa la storia che per ferragosto, in piccola parte, sarà rispolverata nel ricordo, forse, di chi quel giorno c'era e nella speranza di spingere qualcun altro a ricercare gesta sommerse nella polvere di registri e scaffali dimenticati nelle mansarde piuttosto che nelle cantine.
Saranno cinque le prove in ostacoli del week-end altoadesino, spalmate su due giornate. Si partirà domenica con due corse e si proseguirà con le restanti lunedì, nella giornata di ferragosto.
Presentiamo di seguito, allora, le varie corse.

Si parte con un'ottma edizione del Fiorio, 3.300 metri per tre anni di prospettiva. Ennesimo duello Amaranthus vs Golden Hello che è giunto ormai al quinto confronto col primo che trova sempre il secondo tutte le volte che scende in pista. Risultato tre a uno per l'allievo di Romano che ha dato dimostrazione di superiorità sia sul buono che sul pesante, subendo solo una sconfitta, a enorme distacco, in una storta uscita in quel di Milano. Dunque Amaranthus da preferire al Favero.
Attenzione a Lietrim Traveller, l'unico che, sulla carta, potrebbe scombinare i pronostici. L'allievo di Bianco ha debuttato vincendo rifilando tre lunghezze scarse a The Plough pur ricevendo tre chili. A mio avviso deve venire avanti se vuol ambire a battere i due sopracitati.
Difficile per gli altri tre, quanto meno per la vittoria. Sono su una linea Lost Monark e Sareerah. Ha invece deluso non poco White Ensign, su cui Favero probabilmente riponeva speranze al punto da ritenerlo migliore di Golden Hello. Il grigio è andato peggiorando di prova in prova, merita rispetto ma è difficile da giocare. Outsider Kolt Tango che ha palesato evidenti limiti oltre che a rientrare da giugno dopo tre ritiri consecutivi.

Pronostico Mancho: Amaranthus, Golden Hello.

Bel campo partenti nel tradizionale cross Carica di Isbunschenskij, discendente limitato sui 3.500 metri per fantini. Nove al via con svariati pezzi grossi del settore dichiarati partenti.
Se il Fiorio, sulla carta, ha tutte le caratteritische di essere una prova dall'esito già scritto, qua le sorprese ci possono stare e in discreta misura. Apre la scala il campioncino Ara Gold che ha però sul groppone qualcosa come 76 chili e mezzo con un handicap quasi di dieci chili sui pesi leggeri. Troppo, a mio avviso. Potrebbe scaricare il peso prendendo la prova come un allenamento in vista del Nazioni senza forzare più del dovuto.
Peso favorevolissimo per Salar Fircroft che lo scorso anno giunse vicino al Favero dimostrando di prediligere i percorsi di campagna. Qualità poi dalla parte di Arman, apparso in ritardo nelle precedenti uscite, e ben trattato al peso. Grande forma poi per Star Maker che ha vinto alla grande all'ultima uscita dopo una serie di pessime esibizioni.
Meno convincenti gli altri tra cui figura l'ex Favero Nils. Cavallo, quest'ultimo, che se fosse stato in mano Favero qua avrebbe recitato il ruolo di favorito, dato anche il peso. Potrebbe esser la sorpresa della corsa con quota, probabilmente, sopra al 10 a 1. In sella ha l'esperto Jiri Kousek. Concreta sorpresa su cui meditare una scommessina (lasciano perplesse le brutte prove del dopo Favero).
Da subire gli altri quattro, vediamo il perché. Larsen Bay è chiuso abbondantemente da Star Maker, oltre che a debuttare in cross. Shame non appare in gran forma ed è un soggetto assai discontinuo. In questa compagnia potrebbe recitare un ruolo per un piazzamento, ma lo andiamo a subire. Estremissimi outsider Allycat e Isaias. 
Lo ripetiamo: corsa non facile da decriptare con valori che potrebbero essere scombussolati da qui il nostro bizzarro pronostico.

Pronostico Mancho: Star Maker, Nils, Arman.

GOLDEN HELLO

Intenso e molto interessante il programma di lunedì che riserva prove da top category. Partiamo dagli ostacoli con la prima corsa del convegno, il Saverio Lembo. 3.300 metri per quattro anni in siepi. Presenti molti nomi da Gruppo.
Nadat di Cristian Troger il cavallo da battere. Secondo nel Criterium di Primavera (Gr.2), ha disperso per la pista gli avversari che si trova qua a riaffrontare. Difficile per questi ultimi sovvertire il pronostico, ma attenzione alla coppia Magog che schiera Keen Move, il controfavorito ma eterno piazzato, e l'interessante debuttante in ostacoli Red Shirt, da Yeats e Caprera. Per Axel Ambruschitz si tratta del settimo rappresentante in ostacoli stagionale, peraltro con importante somma investita. Arriva dalla scuderia Ste.Ma, erede de Il Banchiere in precedenza avuto da Favero, per il training dei fratelli Botti. Soggetto molto valido, il secondo miglior prodotto di Yeats in Italia dopo Dress Drive, e terzo ad andare in siepi dopo i risultati altalenanti di Kontigo e i mediocri di Rum Dum, entrambi maiden in ostacoli. Quarto ad aprile nell'handicap principale 189° Corsa dell'Arno a Firenze, una delle prove più antiche dell'ippica italiana, addirittura la più antica per quel che mi ricordo. Soggetto vincitore e pluripiazzato in handicap principali nel 2015, predisposto alla distanza. Insomma è un cavallo che, come si suol dire, sa muovere le gambe. Se si corresse in piano sarebbe il favorito della corsa. Favero lo affida a Pastuszka, ma noi lo azzardiamo quale controfavorito di Nadat perché per gli altri, Keen Move compreso, sembra dura battere il grigio di Raf Romano.
Su una seconda linea Rio Apache, quindi Azamourday in scarse condizioni di forma. Fuori categoria Tinuviel e L'Avenir est Ici.

Pronostico Mancho: Nadat, Red Shirt.

Grande edizione in ricordo dell'allenatore Pasqualino Mazzoni, leggenda nel movimento ostacolistico, la prova in siepi per adulti. Sette al via con campo di partenti in linea con una prova di gruppo. Ci sono quasi tutti i big del settore siepi comparto cavalli anziani. La prova si sviluppa sul tracciato dei 3.300 metri. 
Concede peso a tutti Sol Invictus, 70 chili con quattro addirittura concessi al rivale storico Chiaromonte. A mio avviso, stante il peso, è una corsa su misura per il portacolori Ghiotti che torna in mano a Emmanuel Reinhardt che lo ha montato, l'ultima volta, nel Gruppo 1 a Pisa. Non c'è all'angolo Ilenia Nero, come già avvenuto l'ultima uscita, a questo punto c'è stata una probabile rottura con la scuderia. Confermata in cabina di regia la giovane Melanie Frank, se non soffre il cambio di allenatore è il cavallo da battere.
Indichiamo come terzo Notti Magiche, in una forma mai vista prima del passaggio in mano a Bianco. L'ex Ostanel ha fornito due prestazioni a Merano che hanno dell'impressionante se rapportate alle precedenti uscite. Aichner ha tentato anche l'avventura in terra tedesca, sul tracciato di Bad Harzburg nel Preis Des Ehrenmitgliedes Gunter Schulze (L) dove era presente anche Chicago, il vincitore della Gran Corsa Siepi di Milano (Gr.1) di autunno, anch'esso dichiarato partente nel Mazzoni.
Apriamo al riguardo una parentesi per parlare di questa corsa, andata in scena il 28 luglio, con vittoria della femmina Koffi Lady (apprezzata in categoria minore a Merano). La corsa ha visto una discreta andatura di testa scandita dal ceco Illuminati e dal tedesco North Point, con Chicago a contatto dei primi e Notti Magiche e Mister Westminster (altro cavallo spesso presente in contrapposizione ai partecipanti del Mazzoni) nelle posizioni di rincalzo seguiti proprio da Koffi Lady. Colpo di scena sulla siepe che immette sulla curva finale con un groviglio innescato dalla caduta del battistrada North Point e conseguenziale coinvolgimento di Illuminati e Notti Magiche con i tre a rotolare pericolosamente (sembra senza conseguenze) sul manto erboso proprio davanti a Chicago rimasto indisposto (ma comunque mai in condizione di giocarsi un piazzamento). Esito finale con Koffi Lady, portata gradatamente sotto da Chan, a controllare in bello stile lo svedese Calvados. Quarta la polacca Inferna, deludente a Merano, ben davanti a Chicago e Bazalka, ma comunque incapace di contendere la vittoria. Addirittura fermato, a traguardo lontano, Mister Westminster in difficoltà a mantenere il ritmo già a metà prova.
Emerge anche da questa prova la scarsa condizione di Chicago che ha deluso al rientro a Merano e ha fatto peggio in Germania. Decidiamo così di subire la pedina di Vana sr.
Da valutare, dopo il rientro incolore, la condizione di Kazoo, fratellino del vincitore del Gran Premio Merano dello scorso anno, apparso però spento al rientro. Nel gioco è da subire anche perché la categoria è d'elite. 
Difficile per Monello, proibitiva per il rientrante Chic Anti Shock che sceglie una corsa, a nostro avviso, poco adatta per riprendere confidenza con l'agonismo. Il figlio di Hawk Wing, un campione del passato sia chiaro, non corre con regolarità da tre anni. Ci pare davvero un azzardo pretendere persino un quinto posto in questa compagnia, così senza neppure riprendere confidenza con i salti, ma, come diciamo sempre, noi non vediamo i galoppi mattutini...

Pronostico Mancho: Chiaromonte, Sol Invictus, Notti Magiche.

Grande spettacolo anche nella terza e ultima prova in ostacoli della giornata: il Creme Anglaise. Listed race per adulti sui 3.800 metri in steeple. E' il caso di dire che si incontra la crema dei purosague inglesi del settore ostacoli alti. Si rivedono in pista alcuni mostri sacri degli ultimi anni. In primis rientra il vincitore del Gran Premio Merano edizioni 2013 e 2014 Alpha Two. Lo scorso anno è apparso in ritardo di forma, poi ha subito qualche acciacco che lo ha frenato e infine estromesso dalla prospettiva gran premio. Vana lo ripresenta all'età di nove anni e la speranza, per lo spettacolo in ottica Merano, è che faccia una grande prova. La sensazione personale, però, è che si "limiti" a un rientro finalizzato a saggiarne le attuali potenzialità. Potrebbe soffrire, per questo, un'eventuale andatura di testa di un certo tenore. A mio avviso è da subire.
Rientra anche Frolon, pluripiazzato nel Merano ma brutto, in pista, a Pisa. Cavallo negli ultimi anni discontinuo, già quando lo aveva in mano Favero. Satalia, Triangle d'Or a parte, negli ultimi anni non ha fatto gridare ai miracoli in veste di allenatore, motivo per cui decidiamo di subirlo anche perché qua la compagnia è d'elite.
Il tifo della redazione, non lo nascondo dato che è uno dei pupilli fin dal suo debutto in terra italiana, è per l'alto maestro High Master. Dominatore incontrastato, lo scorso anno, tra i quattro anni, ha deluso in questo primo 2016 correndo in peggioramento. La scelta della Magog di dirottarlo in steeple ci sembra quindi corretta e sottolineamo come il confronto con Little Bruv, sicuro favorito della prova, in siepi sarebbe tutto dalla parte del Magog. Favero, come giusto che sia, mette Bartos sul portacolori D'Altemps, caduto sfortunatamente sulla fence nel Grande Steeple d'Europa ma vincitore nel Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1) e affida il portacolori dello scacchiere austriaco a Dominik Pastuszka. Bene, ci piacciono le sfide e lo azzardiamo nostro primo favorito convinti che la qualità, condizione di Alpha Two permettendo, tra i sette partenti sia tutta dalla parte del figlio di High Chaparral.
Da un punto di vista qualitativo è di un secondo piano Alcydon Fan, ma è apparso in formissima, forse nel miglior stato di grazia di tutta la sua carriera. Ha conteso la vittoria a Company of Ring nel Val Passiria ed è giunto a meno di due lunghezze da Kazzio in Gruppo 1. Tanto basta per eleggerlo nostro terzo favorito, prefererito alle incognite dei rientranti
Difficile per Mazhilis, strabattuto da Alcydon Fan ma positivo in Francia, e soprattutto per Nelly Darrier a cui Ilenia Nero chiede un difficile salto di categoria.

Pronostico Mancho: High Master, Little Bruv, Alcydon Fan.

Rispunta fuori
ALPHA TWO
(Foto altoadige.gelocal.it)


Una veloce occhiata alle piane. Main event del fine settimana è il E.B.F. Terme di Merano (L) in programma alla quarta corsa di lunedì. Prova per tre anni e oltre sui 2.200 metri che ha calamitato quattro adesioni dalla Germania e una dalla Repubblica Ceka su un totale di otto partenti. Occhi puntati su Durlindana dell'ingegner Romeo, recente seconda alle spalle di un ottimo soggetto quale Pentagono nel Lombardia (HP), ma soprattutto terza nell'Archidamia (L) e nel Giovanni Falk (L) a ottobre. Cavalla di categoria. Dovrà vedersela con Olala, probabilmente la più pericolosa della spedizione tedesca. Seconda in Listed Race a Chantilly a Maggio e poi provata in categoria massima nell'olimpo inglese di Royal Ascot. Non ha impressionato ad Amburgo pur essendosi esibita in Gruppo 3. Ruolo di primissimo piano poi per Wordless, top weight della compagnia che arriva fresca da una vittoria in Listed (è seconda in altrettante listed race non essendo mai andata sotto il secondo posto in prove di tali categorie).

Pronostico Mancho: Durlindana, Wordless, Olala.

In scena poi il Premio delle Alpi, handicap principale sul miglio. Peso allettante per Grand Oriente che si è mosso bene, dopo due prove di rientro, a Varese. Forma e rodaggio, con garanzia più solida, però dalle parti di Ceffone.
Una caserma invece sulle spalle di Nabucco che dispendia dai quattro ai tredici chili agli avversari. Ha vinto per dispersione al rientro sulla pista meranese e in buona categoria, ma il peso ci pare assai gravoso. E' comunque da considerare. Rientra da aprile Carolwood Drive che vanta un bel rapporto qualità-peso. Difficile darlo tra i favoriti per via dell'assenza dalle piste, ma se in forma può ambire alla vittoria avendo già battuto Ceffone. Peso vantaggiosissimo per il regolarissimo Alexanor, che ci piace non poco quale piazzato. Bella corsa, completata da altri quattro contendenti.

Pronostico Mancho: Ceffone, Alexanor, Grand Oriente, Carolwood Drive.

Torna a vestire la giubba di Lydia Olisova Ho Yam Lay, reduce da due vittorie consecutive e schierata ancora da Favero in piano. Dichiarata partente nell'Azienda Agricola Belussi, 1.600 metri, handicap a invito per gentleman e amazzoni. Peso basso, ma compito non facile. Gioco, probabilmente, sui due che aprono la scala con Passer Fritz chiamato a ripetersi su Mychoon. Come terzo occhio al Ferramosca On the Trail.

Presenti invece in piano, domenica, Scottish Command (fin qui pessimo) nell'Hotel Marlena, chiamato a un piazzamento non impossibile ma neppure agevole. Cambio di colori per Larmor che passa dalle scuderie Satalia (Arcadio Vangelisti) per arrivare a difendere i colori della signora Sala, non Gabriella dell'entourage Satalia bensì Flavia dell'entourage Tavazzani. In sella Virginia Tavazzani fresca vincitrice, per la prima volta in carriera alla ventisettesima uscita con Midnight Mistery.

La monta di Joe Bartos nel corsa dell'escursione tedesca di
Notti Magiche.
ILLUMINATI
(Foto Marcela Klingorova)

Chiudiamo con la cronaca eccezionale del Preis Des Ehrenmitgliedes Gunter Schulze (L) disputato il 28 luglio a Bad Harzburg sui 3.400 metri in siepi.

Iinteressante listed race per 4 anni e oltre con in pista molte vecchie conoscenze delle piste italiane e addirittura un portacolori italiano: Notti Magiche.
Vittoria per la compagna di colore di Falconettei ovvero Koffi Lady (di cui avevamo parlato strabene nel in occasione delle due uscite meranesi). Undici partenti con sette di essi ammirati in Italia. Favorita proprio la femmina, preferita al campione Chicago, vincitore della Gran Corsa Siepi di Milano (Gr.1) disputata in autunno. Scommesse su Notti Magiche e sulla campionessa svedese Calvados, recente terza nel Champion Hurdle di Stromsholm a una lunghezza da Falconettei. Gli altri con quota superiore al 10 a 1, compreso il Vana Mister Westminster piaciuto a Maia.
Corsa caratterizzata dall'andatura di testa del ceko Illuminati, allenato da Filip Neuberg con in sella il frustino d'oro delle classifiche italiane Joe Bartos. Il grigio si mantiene in corda affiancato sull'esterno dal tedesco North Point. I due vengono presto aggrediti dal francese Worldor in costante e assurda corsia esterna, lontano dai cavalli, a regalare lunghezze agli avversari. Sui primi Chicago, mentre Koffi Lady si mantiene all'estremissima attesa preceduta da Notti Magiche e Mister Westminster tenuti protetti nella parte terminale del gruppo.
A metà percorso Cevin Chan porta Koffi Lady in zona battistrada, in terza corsia. La femmina va ad affiancare Illuminati e North Point, sempre davanti, tirandosi dietro la polacca Inferna (deludente a Merano). Perdono invece battute Worldor che esce di scena e Chicaco, intralciato da un pericoloso groviglio che coinvolge tre cavalli: i due battistrada North Point e Illuminati oltre che Notti Magiche. I tre rotolano pericolosamente sul prato dopo il salto di una siepe collocata sulla dirittura opposta a quella di arrivo, a circa duecento metri dalla piegata finale. A innescare la caduta è North Point che frana giù portando con se gli altri due che si rialzano senza apparenti conseguenze. 
Davanti restano in tre con Koffi Lady che prende il comando delle operazioni all'attacco della curva finale. Gli resta ai fianchi, lungo lo steccato, la svedese Calvados. Prova invece a ricucire il gap il tedesco Good Prince con più indietro Inferna e staccati gli altri con Josef Vana jr che si rialza su Chicago. In coda la ceka Bazalka.
Chan è in mano su Koffi Lady all'ingresso in dirittura. Deve invece lavorare il collega svedese Loven per sostenere la propria cavalla. A cinque lunghezze Roberts e Good Prince hanno buon margine su Inferna e C.M. Smith. Non ci sono gli altri.
Koffi Lady stacca nel finale sulla svedese, con gli altri due che arrivano nell'ordine. Chicago, delusione della corsa, è solo quinto dato per lontano davanti a Bazalka. Addirittura fermato Mister Westminster, mai in corsa e in crisi già a metà percorso.

Cronaca di Matteo Mancini.

L'arrivo trionfale di KOFFI LADY
davanti a Calvados, Good Prince e Inferna.
(Foto turf-times.de).




domenica 7 agosto 2016

Responso Undicesima Giornata Corse, Maia, Merano.


ROMANO DOMINA IL POLLIO CON UN ALLIEVO CHE TIENE FEDE AL SUO NOME.

Terza vittoria nelle ultime quattro uscite per Dominato che ribalta il confronto con Sbarazzino, solo terzo l'atteso Triple Pursuit. Nell'ascendente coglie il primo successo in carriera da proprietario Filippo Fineschi.


DOMINATO
(Foto di Matteo Mancini).

A cura di Matteo Mancini. 

Altra giornata interlocutoria a Maia con prevalenza di corse piane. Molte novità in casa Favero che si è visto recapitare in allenamento due cavalli di altre scuderie, il blasone della Montalbano e de Il Cavallo in Testa, e ha fatto debuttare il recente acquisto My Isla, sorellastra di Signum, acquistata per 3.500 ghinee a fine aprile in quel di Newmarket. 
Vittoria subito della rigenerata Ho Yam Lay, che è tornata a vincere un handicap da 3.400 euro al primo dopo un anno buio che aveva portato Lydia Olisova a cederla alla Marbell di Riki Belluco. La femmina, inadeguata in siepi, aveva dato segnali di ripresa a partire da giugno, affidata alle mani dell'amazzone Jana Prikaska correndo in handicap di minima, fino a vincere all'ultima uscita un premio da 1.300 euro. Nel Quellenhof Resort odierno, sui 1.600 metri, ha impressionato tutti da terzultima cavalla del campo (prossima al 9 a 1). Si è piazzata seconda, dietro alla nuova compagna di allenamento Bobo Merenda, subendo poi lo spunto di Imelda che all'intersezione delle piste dava l'impressione di andare a vincere la corsa. Bravo però Federico Bossa a cogliere ottimo varco interno e a ingaggiare duello con l'ospite pisano per distendersi in bello stile sul palo. "Peso leggero" commenta Manigrasso "dopo recente vittoria tra i non professionisti viene a vincere questa bella prova per fantini con stacco imperioso all'interno". Dunque un bel recupero operato da Paolo Favero che apre con una vittoria, sarà l'unica, il convegno. Ha invece ceduto alla distanza l'altra allieva, Bobo Merenda, fuori dai giochi ai 400 metri finali e probabile prossima protagonista in siepi.

Attesa la seconda prova in programma, per la presenza di futuri ostacolisti. Tra tutti brilla la presenza di Ragner, cugino di primo grado del grande Cornet Obolensky (vincitore del Grande Steeple Chase di Milano del 2015), recente acquisto (la bellezza di 34.000 ghinee ad aprile a Newmarket) di uno scatenato Christian Troger che viene dato anche quale acquirente di Quick Davier vincitore del recente Vanoni (Gr.2). In pista anche la femmina My Isla, prospetto interessante per i colori di Paolo Favero specie se si considera la somma sborsata addittura 1/10 di quella necessaria per portare a casa Ragner
2.200 i metri da percorrere, categoria maiden, con una scatenata Cavalla Selvaggia della Incolinx che vince da un capo a un altro in modo netto e imbarazzante per gli avversari, eccettuato Fantastic Moment. Ancora Federico Bossa ad alzare la frusta all'epilogo. Prima vittoria per la figlia di Mastercraftman, allevata dall'ingegner Diego Romeo, all'ottava uscita dopo due secondi posti nelle prime due corse in carriera, uno dei quali al debutto nel Razza Dormello Olgiata. La femmina, autrice di un ritmo di gara indiavolato, ha avuto ragione su un arrembante Ragner, che l'ha seguita per tutto il corso della gara calando però in modo evidente nel tratto finale al punto da lasciare campo aperto a Fantastic Moment (altro possibile siepista dati i colori di Kurt Fekonia, apparso un po' riottoso in retta di arrivo) e da subire l'attacco di una coriacea My Isla, buona quarta. Dispersi gli altri. Prova un po' deludente per la scommessa di Troger, interessante invece, data la spesa elargita, la performance di My Isla. Lode anche per il portacolori Fekonja che ha tentato di mettersi in luce anche in Francia cogliendo un secondo posto in una pista periferica.

La rigenerata HO YAM LAY
(Foto da b2yor.co.uk)

Prova di testa per il Favero Scottish Command nel San Cassiano. Cavallo veloce, forse da vedere su distanza più breve, ha assunto con coraggio l'iniziativa della prova con vantaggio arrivato quasi a sei lunghezze. Ivan Rossi ha tentato di farlo rifiatare per provare a operare la ripartenza necessaria per andare al palo, ma il baio da Kyllachy è rimasto sul passo venendo ingoiato in modo preoccupante dagli avversari senza mai cambiare azione. Vittoria per la dormelliana Lafortune da Lucia Anguissola, sorellastra quest'ultima di quel Laszlo (vincitore del Premio Serio) che abbiam ricordato in settimana in onore del regista che sta girando in quel di Pisa il film Niente di Serio con Claudia Cardinale e Ilenia Pastorelli. Da segnalare peraltro il cammeo del regista che, giostrando tre carte, grida: «Puntare, puntare, prego... Vince la fortuna...!» E infatti ha vinto Lafortune nipote di Laszlo, quando si dice essere di parola...!

Pessima prova di Anima Mundi, new entry in casa Favero per i colori de Il Cavallo in Testa, nel Vilpiano. Il baio si è assestato in quarta posizione fino all'ingresso in dirittura. Chiamato al maggiore impegno da Ivan Rossi, il figlio di Gladiatorus ha iniziato a storcere il collo verso sinistra, venendo sveriniciato all'intersezione delle piste dal livornese Punta di Diamante, emerso a largo di tutti, che in poche falcate è piombato sui leader della corsa e ha staccato da netto trionfatore per i colori di Andrea Orti davanti al dormelliano Bacon. Bella affermazione davvero per l'ex Staderini, ultimo posto invece per l'allievo Favero rallentato negli ultimi duecento metri quando ormai era fuori dal marcatore.

Nella prova per non professionisti, il Maia Alta, da definirsi la corsa dei neri, duello serrato finale tra l'ex siepista Carioca Black e la new entry di Aichner Rikitea, figlia di Black Profusion. 20 a 1 la quota del vincitore che ha chiuso in modo secco e deciso. La corsa ha visto l'andatura di testa di Stefania Pagot e del suo Ilcavallodi Piero, tutto largo e lontano dallo steccato fino a metà del rettilineo opposto a quello di arrivo, dove il baio ha lasciato strada a Castle World e all'altra ex siepista Fire of Debora. Ai 400 metri finali duello a due tra Fire of Debora e Rikitea emersa da pancia al gruppo. Ai duecento finali passa la portacolori Aichner su cui piomba però come un falco Carioca Black ingambatosi in modo prepotente con Alberto Berton in sella. L'ex allievo di Di Dio passa bene all'epilogo sulla rivale, terza finisce fortissima per vie interne Valdivizze rimasta troppo lontana dal vivo della corsa, davanti a Fire of Debora. Quinto un deludente Larmor, altro acquisto toppato da Satalia, sesto il vecchio Achen risalito negli ultimi duecento metri a battere i calanti avversari con la monta dell'altra black della corsa ovvero Ilenia Nero, via via tutti gli altri chiusi da Ilcavallodi Piero.

Il regista LASZLO Barbo, regista impegnato a Pisa sul set de NIENTE DI SERIO,
con Claudia Cardinale e l'emergente Ilenia Pastorelli, ma 
soprattutto omonimo di un cavallo, da noi ricordato in settimana, zio di
LAFORTUNE vincitrice per la prima in carriera a Merano per i 
colori mitici della DORMELLO OLGIATA nonché trionfatore nel 
PREMIO SERIO.
(Foto da imdb.com)

Ed eccoci ora alle ostacoli. Conferma i progressi del rientro Liberge che torna a vincere a distanza di tre anni, regalando il primo successo da allenatore e da proprietario a Filippo Fineschi. Sesta affermazione invece per l'interprete Davide Columbu.  Il baio, nostro favorito nell'occasione ma non sul campo (3 a 1), ha regolato di due lunghezze un cresciuto Spettacolo, terzo, a contatto, Max and Ruby. Delusione cocente per Mishghar, acquisto inglese più caro negli ultimi dodici mesi di Paolo Favero (14.000 ghinee a ottobre), che ha terminato quarto in modesta compagnia. Ancora peggio il top weight Le Navaro su cui Davide Satalia confidava addirittura possibilità da siepista di corse di gruppo. Il grigio ha chiuso sesto a un'incollatura dal modestissimo Muffarreh. Una prova, pur penalizzata da un proibitivo peso (frutto anche delle scelte di corsa operato in precedenza dal suo staff), che non può certo definirsi positiva. Fermato Counterproof che conferma il suo procedere altalenante.
Riportiamo l'omaggio che facemmo a Fineschi in occasione del debutto in siepi di Garlaschelli. Gentleman maremmano con poco più di una dozzina di vittorie, in ostacoli, in quasi venti anni di carriera, vincitore anche in piano. Ha corso ovunque anche sulle siepi di Chilivani oltre che su quelle di Novi Ligure, Torino e in piste quali Siena e Capalbio. Vanta un pazzesco secondo posto nella prova principe per i gentleman rider degli ostacoli. Il fatto si verificò nel Pr. Nazioni del 2003, a Merano, quando per effetto di una rocambolesca serie di colpi di scena, Filippo Fineschi, in sella a Babies, oltre cento la quota al totalizzatore, chiuse al secondo posto sfiorando un'impresa mega galattica. Del resto nel cross... può succedere di tutto. Tra i cavalli del cuore, per il maremmano, penso di poter citare Ganapati che gli ha regalato un poker di successi in ostacoli (unico soggetto con cui Fineschi ha vinto più di una volta sui salti), poi Pipa con cui ha vinto per la prima volta in siepi il 14 marzo del 2002, Windlight, con cui ha vinto il premio più sostanzioso in quel di Milano (oltre 9.000 euro al primo), Carnera con cui vinse a Pisa intervallandosi con qualcuno conosciuto come Pampero, oltre a Gangelies (ultimo purosangue ad aver vinto il Palio di Siena) e a Hyakutake che è il terzo cavallo assoluto avuto da qualcuno legato a Stormy Fighter.

LIBERGE a Pisa nel 2015
con i vecchi colori SIBA
(Foto di Matteo Mancini).

Soddisfazione nel main event di giornata per Raf Romano, che agguanta nella classifica fantini di riunione Joe Bartos a quota otto (davvero compimenti dato il minore potenziale a disposizione) aggiudicandosi il Vincenzo Pollio. Il bresciano, in sella al cresciuto Dominato, ha avuto ragione del più quotato Sbarazzino rilevandolo al comando sul primo passaggio del doppio travone. I due hanno cadenzato una falsa andatura con accelerazione finale che ha piegato un po' le gambe al rientrante Triple Pursuit. Il D'Altemps è apparso piuttosto disordinato nella nuova specialità e ha pagato, di certo, il rientro alle competizioni ostacolistiche di quasi un anno. Finale con Dominato ancora avanti a tutti a difendersi dagli affondi di Sbarazzino e Davide Columbu. Paga invece quindici lunghezze l'atteso Triple Pursuit. Quarto l'estremo outsider Lord of the Nile (44 a 1) davanti a una Azamourday lontanissima parente di quella ammirata in inverno (non si capisce neppure il perché il duo Bianco-Brennan le abbian modificato lo schema di corsa trasformandola da una front runner a un'attendista che poi resta in fondo al gruppo dall'inizio alla fine).
Terza vittoria in quattro uscite per il sauro Dominato, da sempre apprezzato da Raf Romano ma finito nelle reclamare e poi risalito in compagnia d'elite trovandosi a miglior agio sugli ostacoli alti dove non è mai andato sotto il terzo posto. Qua una bella vittoria che lo lancia quale candidato a un piazzamento in categoria di Gruppo. Romano punta l'indice sul Richard dove ritroverà, sicuramente, Sbarazzino e un cresciuto Triple Pursuit.

lunedì 1 agosto 2016

STATISTICHE DI META' STAGIONE OSTACOLI ITALIA


GIRO DI BOA COMPLETATO NELLA STAGIONE 2016 PER GLI OSTACOLISTI

Paolo Favero insiste, per il dodicesimo anno consecutivo, a calamitare i vertici delle classifiche. Vana sr e Romano gli inseguitori. Tra i fantini si conferma Bartos sul connazionale Vana jr e il bresciano Romano.

A cura di Matteo Mancini.

THE PLOUGH
Ultimo dei ventiquattro vincitori stagionali 
sellati da Favero
(Foto da FAVEROSTACOLI.IT)

La stagione ostacolistica italiana entra ora nel vivo con la riunione estiva e autunnale di Merano che porterà al tanto atteso Gran Premio. Al momento si sono già corse, in quattro ippodromi (Merano, Pisa, Treviso e Milano) la bellezza di novanta corse con un solo uomo, verrebbe da dire al comando (come al solito), sempre in pista con un totale di quaranta cavalli propri oltre altri diciassette ripartiti tra Magog, D'Altemps, Stampfl e la giovane Lydia Olisova. Trentasette (41% del totale disponibile) sono state le affermazioni dell'allenatore di Sinigo, che ha nobilitato la stagione riportando sei classiche tra cui il Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1) vinto con il piccolo Little Bruv (cavallo più che mediocre in piano in Inghilterra trasformato letteralmente dopo la cura Favero che lo ha rilevato da Eros Ostanel). Un successo questo marcato, in precedenza, in una sola occasione da Favero ovvero nell'edizione 2014 con Garynella per l'unica vittoria in pattern race del fantino Davide Satalia.
Vittorie da neretto poi per gli intramontabili Ara Gold e Sol Invictus, rispettivamente nel Grande Steeple di Roma e nella Gran Corsa Siepi Nazionale (secondo Gruppo 1 della stagione in scuderia) oltre che nel Grande Steeple di Treviso (L). Doppio successo poi a Pisa, nelle main event per i quattro anni, ottenuto da Tuk Tuk
400.000 euro circa gli introiti complessivi in scuderia, 226.000 dei quali conquistati dal colore fucsia del titolare numero uno. 89.000 circa per la Magog, 69.000 per la D'Altemps a costituire il podio dell'intero movimento ostacolistico con Favero che domina nella quantità. 
Certo il trend, probabilmente, non è in linea con i record marcati e pongono l'allenatore lontano dalla strada che potrebbe portarlo a superare la fatidica quota 99. Ricordiamo il record assoluto di sempre di 116 affermazioni, ottenuto, proprio da Favero, nel 2013.
A ogni modo non è in discussione la leadership in nessuna classifica di riunione. Questi i risultati prendendo come riferimento i secondi. 8 a 4 (Vana sr) a Treviso; 6 a 3 (Vana sr) a Pisa; addirittura 8 a 2 a Milano, quindi un roboante 15 a 4 a Meran (sempre su Vana sr), con un vantaggio complessivo di 24 lunghezze sul più immediato inseguitore (Vana sr, 13 successi). Poco da fare per gli avversari nelle classifiche, solo la possibilità di dar battaglia nelle singole prove. 
Cinque le doppiette, l'ultima domenica, nel premio dedicato all'idolo di scuderia Sharstar, marcata da The Plough e Sareerah. Il grigio è il ventiquattresimo soggetto sui cinquantasette sellati ad andare a segno. Ara Gold, Sol Invictus e Tuk Tuk i più vincenti con tre vittorie a testa. Moqorro il più in pista con undici sortite (unico in assoluto a essere in doppia cifra). Da notare come Favero disponga anche dei tre cavalli più vincenti, in fatto di montepremi portati a casa, nella stagione. Sol Invictus guida la classifica con 48.450 euro vinti, davanti a Tuk Tuk con 36.550 euro e Little Bruv con 28.900 euro. Dietro c'è il Macaire Le Costaud ovvero il cavallo che ha dato la maggiore dimostrazione di classe nella stagione nell'unica prova che lo ha visto protagonista in Italia.
Una sola la tripletta. Risultati difficili da emulare per la concorrenza col solo Vana sr capace di mettere a segno una doppietta. 
Uno sguardo anche sui piazzamenti con 30 secondi posti, 47 terzi e 30 quarti. Per quanto riguardi colori fucsia sono scesi in pista in 80 delle novanta corse coperte (pazzesca quota del 89%) con 60 rapporti di scuderia così meglio delineati: 32 doppi, 24 triple e 4 quadrupli. Un vero e proprio esercito pittoresco e che colpisce l'occhio fin da un primo sguardo tra il mare verde delle piste.

Un potenziale che lancia il primo fantino di scuderia Josef Bartos in testa alla classifica fantini. Anche lui dominatore su tutte le piste, ma con un "inatteso" rivale a Merano ovvero l'ex compagno di lavoro Raf Romano. Il bresciano, ancora in ritardo nelle classiche pur avendo vinto tra i tre anni con Amaranthus nella prima pattern race conquistata da allenatore, è partito in sordina per poi esplodere in Alto Adige. Non è una novità, già lo scorso anno aveva fatto qualcosa del genere. Il miglioramento è stato tale dal contendere la leadership tra i fantini a Josef Bartos. Otto a sette il confronto in quel di Merano, con una lunghezza in favore del ceko. Un bel risultato per Romano che ha vinto altrove, una volta, solo a Milano. Occorre comunque sottolineare, a parziale scusante,  l'infortunio subito dall'italiano a Pisa nella curva del tondino in sella a Salar Fircroft che lo ha tenuto lontano dalle piste per circa un mese causa frattura del perone. Buono anche il lavoro fin qui marcato dal polacco Dominik Pastuszka, terzo con otto vittorie come Romano dietro di due a Josef Vana Jr. Cinque le vittorie di Columbu e Brennan, a quattro Davide Satalia terzo nella classifica di riunione di Treviso grazie a una tripletta firmata Triangle d'or (poi vincitore del blasonato Duca d'Aosta).
E' un po' mancato Josef Vana, comunque secondo, vincente a Pisa in Gruppo 1 con Roches Cross, ma poi incapace di ripetersi in pattern.
Tra gli allenatori lode anche per Laura Marinoni capace di vincere in Gruppo 3 a Pisa con, credo di poter dire, il primo doppio in formato rosa conquistato da due allenatrici con la rivelazione dello scorso anno Ilenia Nero a conquistare l'argento col suo Chiaromonte (fin qua sfortunato con una sfilza di secondi posti). L'allenatrice di Lana è, al momento, la delusione della stagione (anche se ha un conto aperto col fato) non essendo ancora riuscita a conquistare una vittoria sul campo. E' la prima tra le non vincitrici, in ventunesima posizione, grazie a sette secondi posti (solo i primi tre ne hanno conquistati di più).

Marcel Altenburger, tra i gentleman, è davanti a tutti, Riki Belluco dietro a una lunghezza, ma con due monte in meno: sette a cinque il confronto, col ceko sempre in pista. I due sono seguiti dal Bravo Bonacina (nell'ambiente nominato più volte Bonaccina da organizzatori di vertice) quindi il mago Tonelli capace di vincere corse impossibili con trovate da Demofilo Fidani... gli unici quattro a vincere, dietro in dodici a inseguire con le new entry ceche Faust e Miksovsky (interessante questo prospetto col il maggior numero di secondi posti ottenuti: due su due). Debutti anche per McGuigan e Chieregati... in ritardo i bravi Peprna e Wendel, quindi un D'Alò, nella sua unica corsa in ostacoli di una lunga carriera, in vena di miracoli con qualcuno estratto non si sa bene da dove. Luca Carminati ancora leader nella speciale classifica delle cadute, avendo assaggiato il manto erboso per due volte.

La Nuova Sbarra, recentemente vincente a Dusseldorf con i propri colori grazie all'affermazione sul miglio di Kaspersky,  in categoria Gruppo 2, con l'Aengevelt Meilent Trophy che prende la via di Milano a ricordare i fasti passati degli anni '70 e '80 quando l'ippica italiana trovava rispetto oltre confine, protagonista anche in ostacoli. Infatti, grazie a Lost Monark e ai recenti successi in cross di Moqorro di Lydia Olisova, ha ricucito il profondo step scavato a Pisa dall'Allevamento Deni. Questi ultimi con i 12.440 euro di introito costituiscono la vetta della cima nella speciale classifica dedicata agli allevatori italiani di cavalli che si sono distinti, in questi mesi, in ostacoli sul territorio nostrano. Scarto ancora di duecento euro in favore dell'Allevamento Deni, aggrappato al suo unico candidato, quel Rio Apache estrazione Milano quasi mai vincente ma sempre lì a menarsela. Segue la Dormello Olgiata a 9.000 euro, quest'anno scesa anche in pista con due soggetti affidati una a Ilenia Nero l'altro a Riccardo Santini, supervisore quest'ultimo per il settore dedicato alle piane con Discepolo al seguito come conviene a certi maestri che però sono i primi menzionati. Quarto posto il blasone Colarieti che cerca di sfondare in cross con il fido e vecchio Dar Said. Quinto posto Giulio Frascatani, i colori verde e nero della Julia G scuola Dark Street, che brillano però granzie all'intenso Sol Invictus. Scarto contenuto a circa 800 euro dal terzo al quinto. 
Da segnalare poi i cinque cavalli provenienti dall'Antezzate, scuola Siba, quale vetta massima di cavalli scesi in pista per un allevatore. Stagione però fin qui deludente col solo Liberge capace di piazzarsi tra i primi tre in una corsa. Posizione al momento molto attardata ovvero trentacinquesimo posto su cinquantacinque con la mitica Razza Emiliana, giubba nera con disco verde, che campeggiava sempre sulle riveste del Purosangue in Italia che si è affacciata domenica al movimento grazie al debutto in siepi di Gold Juniper del mago Fidani-Tonelli affidato però a Raineri e non Ranieri come può capitare di sbagliare.

KASPERSKY
recente vincitore in GRUPPO 2 a DUSSELDORF
L'Italia alla conquista dell'Europa per i colori de
LA NUOVA SBARRA, l'allevatore più in forma
nel periodo che ha operato quasi l'aggangio
sull'Allevamento Deni che ricordiamo, ritornando ai classici internazionali, 
per GOLDSTREAM  che ha tuttavia fallito in Germania
(Foto Ippodromitrenno.it)

Da un cavallo futuro stallone, prole Footstepsinthesand (cinquantaquattresima posizione in ostacoli ma con un'unica corsa, peraltro vinta, da Meny Bay nella Gran Corsa Siepi di Treviso) ovvero le impronte dei passi sulla sabbia, passiamo alle speciali classifiche dedicate agli stalloni. Ancora Sinndar davanti a tutti grazie alla forma iniziale di Tuk Tuk poi rilevato da Lindaro. I due hanno messo a segno cinque vittorie e due piazzamenti per un totale prossimo a 50.000 euro, somma più alta in questa classifica. Tutti dunque a guardare dal basso il Grand Lodge dell'Aga Khan. E' risalito invece, zitto zitto, in seconda posizione, vicinissimo con uno scarto di 1.000 euro, il "ballerino" ovvero velocista King Charlemagne, prole Nureyev, grazie al più forte figlio (in termine somme vinte) della sua discendenza ovvero Sol Invictus. Sia per Sinndar che per King Charlemagne due classiche vinte per interposto figlio.
10.000 euro più indietro segue Intikhab con tre vittorie, di cui una classica, e due quattro anni interessanti come Scocosita e Stafettino a menare in giro il nome. Meno di 900 euro il margine di vantaggio sul più rappresentato dalla compagnia ovvero Mujahid. Sono stati infatti sei i figli del baio da Danzig per un totale di 28 rappresentazioni (più o meno coincidenti col numero di corse). In ritardo il leader dello scorso anno, ovvero lo scomparso High Chaparral che paga le incertezze del Grande Maestro ovvero il Magog High Master. Ottava posizione dietro anche al grigio Aussie Rules, Observatory e Montjeu. Completano la top ten, nell'ordine, Forestier e Whipper che fermano l'asticella sul premio in linea con la categoria GRUPPO 1, grazie ai trionfi del mostruoso Le Costaud e del mattatore di Pisa Roches Cross.
Nota di colore: sono stati 165 gli stalloni rappresentati dai 227 cavalli fin qui scesi in pista.

SINNDAR è il leader
fin dall'inizio della stagione tra gli stalloni
(Foto Agakhanstuds.com)

Tra i nonni materni invece, non abbiamo la quota somme vinte, ma possiamo dire che Sadler's Wells, la leggenda, ha riportato sette successi e sette piazzamenti in 18 rappresentazioni risultato delle prestazioni di quattro nipoti. Cinque le vittorie di Take Risks, poi per la terza un plotone con tre vittorie ma con uno dei figli prediletti, proprio di Sadler's Wells, il pisano Galileo (quanto la fonte di ispirazione) a prendere il bronzo forte di 15 piazzamenti, dieci in più di Danehill Dancer quindi un ulteriore poker. Eloquente la potenza della famiglia Northern Dancer a sua volta facente capo a uno dei migliori prodotti del torinese FEDERICO TESIO: Nearco.

NEARCO
il miglior riproduttore scuola Dormello Olgiata
(Foto mondoturf.net)