martedì 7 luglio 2015

Sintesi 27' Giornata + Statistiche


UN PORTO FORMATO GIANT PER IL GALEON DEL PRINCIPE DEL MARE.
Giornata nel signum della Lux in Arcana per Paolo Favero. Il trainer di Sinigo omaggia come meglio non potrebbe il compianto collega Giuseppe Chiodini, poi il Sol Magog si eclissa in attesa del Focus finale. Nel regno di Martone, epilogo con la passarella Del Giovani, in un'atmosfera da pianeta rosso, ma attenzione... la beffa giunge dal Plutone. E' scontro tra pianeti della via lattea (dominio rosso-bianco)!

A cura di Free-Lance Mancini Matteo.


Un vecchio detto dice che "né di Giove né di Marte non si sposa e non si parte, né si da avvio all'arte", ma noi, amanti del brivido, facciamo tutto l'esatto contrario. Così oggi di Marte torniamo a scrivere un nuovo articolo relativo alla settimana del Palio di Siena. E' stata un'edizione coperta da strascichi giudiziari e polemiche varie che hanno visto primi attori, non protagonisti, persino uomini dell'impianto Maia; un SOL nome poteva esser il vero protagonista e quel nome non poteva che rispondere alla radice Marte. Tutto inizia GIOVE due luglio (tanti quanti i mezzosangue che si sono resi onore sull'anello di tufo ovvero il bombolone Giove e lo sfortunato Giove Deus, deceduto sotto i colori del Nicchio), nella città della Lupa. La mossa viene data dopo circa un'ora di attesa. A creare scompiglio al mossiere, non è Jonathan Bartoletti, ma la presenza di ben sette contrade nemiche oltre a un govane fantino di ricorsa, Elias Mannucci ribattezzato "turbine". Dopo svariati entra ed esci, a testimoniare un rapporto tutt'altro che convenzionale, schizza in testa la selva col volpone Trecciolino e il cavallo Quit Gold (nome profetico che si trasformerà poi in Arrive Metal), ma a calamitare le attenzioni è il duello rusticano tra due contrade nemiche, in memoria di una certa Gloria Rustica che certi colori li ha visti davvero. Avevamo ricordato un qualcosa di simile su altri lidi qualche settimana fa (in occasione di certe trasferte all'ippodromo di Ostenda), quando pubblicammo due foto: una è quella che vedete in fondo all'articolo, l'altra è quella di un cavallino purosangue inglese omonimo di un vincitore del palio di Siena e di proprietà di un allenatore omonimo del regista di Quintet (tanto per omaggiare certi barberi). Ebbene, allora, furono Aquila e Pantera a darsele di santa ragione con un tale Casu, detto Spirito, che prese per la maglia l'avversario non facendolo partire. Questa volta a esser stato protagonista è stato Columbu, non Davide quello delle siepi, bensì Massimo, detto Veleno II, di ritorno da una lunga squalifica per scorrettezze varie. Nativo di Gubbio, la c.d. città dei matti, e nato il giorno prima dell'anniversario della nascita del grande William Butler Yeats, Veleno, in sella per i colori del Valdimontone a Porto Alebe, ha pensato bene di sradicare, proprio come farebbe una gru, il fantino della contrada rivale, Atzeni detto Tittia, prima dell'imbocco della curva di San Martino. Una sequenza che pare ricordare un abduction operato da un disco volante ai danni di un ignaro passante, con una platealità e un'efficacia che non mi era mai capitato di vedere e che ha lanciato Veleno II nella storia del palio (tanto da valergli il soprannome di Killer from Sena), ma anche tra i primi nomi annotati sui registri degli inquirenti che hanno pensato bene di indagarlo per il presunto reato di violenza privata. E poi cosa succede? direbbe un mio caro amico amante delle cineprese. Vedremo come andrà a finire, la giostra invece ha visto trionfare, dopo il crollo fisico del barbero della selva, il MARI in sella a Morosita Prima per la Torre, epilogo quanto mai giusto dato che siamo partiti col Porto e dato che il nome era chiaro e facile da seguire. Peraltro si trattava dell'unica femmina in gara.
Ma se c'è chi gioisce, chi si reca al Tedeum per ringraziare la Madonna e chi invece guarda certi film di Castellari (fratellastro, peraltro, con lieve refuso, di un certo Camporegio, nome a me carissimo non per la regia ma perché è legato alla "mia" contrada), c'è anche chi arriva a lanciare i suoi anatemi e a scagliare le sue frecce al curaro. Le lamentele e i mormorii, immaginate un po', non si sono fatti attendere. E se c'è qualcuno che punta il dito su ragionamenti ben calibrati e ben fondati, c'è una folta maggioranza che spara sentenze, stile il titolo western di un certo Lanfranchi, rifiutandosi persino di vedere le corse e ancor più di conoscerne il dietro le quinte(t) e in altre parole per partito preso. Sono pertanto sbocciate subito gradevoli discussioni su internet dove gli animalisti, a oltranza, hanno manifestato il loro dissenso, sostenendo di trovarsi su un pianeta diverso rispetto a coloro che seguono certe manifestazioni e, in misura superiore, a coloro che organizzato le corse ippiche o "sfruttano" gli animali al cinema o persino nei campi destinati alla coltura. C'è chi ha tentato di intavolare una discussione, chi ha offeso, chi ancora ha fatto finta di non vedere e chi ha manifestato la propria volontà di non parlare con chi ignora certe materie o certe prassi, quando forse sarebbe opportuno chiedersi perché ci siano persone che, più o meno comprensibilmente, sollevano proteste (sempre lecite e doverose, se finalizzate alla costruzione e non alla demolizione). Non è mancato chi ha consigliato la sommistrazione di pillole, chissà forse per il mal di Mari (dovevano esser della contrada dell'Oca, protagonista di un palio Tremendo non certo per colpa di un'eccessiva lettura di De Quincey e del suo celebre romanzo che ha per titolo iniziale la parola Confessioni). Sono poi arrivate le polemiche sui giornali e infine è entrata in campo la magistratura, annuendo senza ombre di dubbio e garantendo l'immediata luce luminare sui fatti. Insomma è sembrato di trovarsi dietro agli ipotetici canapi di partenza di un palio straordinario, uno di quelli indimenticabili vinti da Topolone, soggetto munito di quattro nomi uno dei quali era Dragone, magari proprio quello in omaggio ad Armstrong e allo sbarco dell'uomo sulla Luna, o l'ultimo, quello del Giubileo (e il riferimento non va al grande Valerio, perché non è presente un errore di battitura), vinto da un certo II, non Veleno, ma Urban, in un'edizione con in pista un ex siepista scuola Erik de la Motte, per il poker servito, invece, rivolgersi a Falchino e al suo Grigino anche se il riferimento non va a quello del Montone con l'articolo indeterminativo davanti. Insomma, una di quelle giostre stile montagne russe, con contrade munite di c.d. bomboloni (qualcuno ironizza sui frati, poi vede i risultati finali allucinanti), altre disposte a frenare il nemico di turno, altre ancora che si accontentano di fare una sfilata per ricevere apprezzamenti, chi urla e sbraita, chi prende accordi, chi usa il fazzoletto perché ha un buon naso da difendere, il tutto con qualcuno pronto a dare la fiancata che farebbe gridare al vecchio Masoni il proverbiale "E' entrata fiancata, la mossa è valida!". Non è forse l'essenza del palio? E allora, come disse un celebre telecronista RAI, eccoci alla curva di S. Martino: "Il grande giustiziere del palio sarà in agguato!"

COLUMBU VERSIONE ERCOLE.
L'ABDUCTION ai danni di Atzeni, a opera del rosa antico del Montone.
Tittia a San Martino manco ci arriva, un po' come Mistero in
una terribile edizione quando montava una cavallina di Ercolino.



E se Tittia finisce sulla terra, sulle note di "ma che freddo fa!" (del resto il blu è un colore a tema) visto che in lingua sarda il suo nome di battaglia vuol dire questo, c'è chi sta al caldo eccome, magari sotto i raggi del sole, a due passi dal mare. Ma non lo potrà fare ancora per molto, pensa qualcuno disposto a chiudere baracca e burattini ignorando però la presenza della famosa squadra G dei Gatchman, per l'occasione composta da sei elementi in luogo dei cinque canonici. Infatti oltre all'aquila, il condor, il cigno, la rondine e il gufo ora c'è anche il Columbu. E allora scoppia La Guerra tra pianeti. A sorprendere (ma mica tanto, basterebbe conoscerne il nome dell'impianto, storico sponsor del Napoli di Maradona che tradotto in italiano fa? Sempre Marte) però è la piazza che lancia la volata, attenzione al ciclismo perché sarà anche questo protagonista assoluto del week-end; nel giorno in cui a Merano va di scena il memorial Giuseppe Chiodini, irrompe protagonista assoluta la piazza di Tagliacozzo, in provincia dell'Aquila, capace di brillare di una luce più intensa di quella di Venere (nome che vuol dire portatrice di luce), un bagliore nel buio (per gli amanti di cinema) così forte che persino Ghezzi ne resterebbe acciecato dicendo: "ma questo è un cose mai viste!". Si parte con il tema War (dal film Rocky IV), composto da Vince Di Cola, per introdurre il premio A.A.A. (leggasi 3A, storico allevamento del Re di Piazza del Campo quello di Vipera Bionda, tanto per intenderci, visto che si è parlato di Veleno II), prova in piano sulla sabbia, dove in pista c'è un allievo di Giovanni Di Cola. Chi è costui? si chiederanno molti di voi. Semplice come bere un bicchiere di coca, è un vecchio proprietario di soggetti impegnati nei cross country maremmani, una disciplina in cui può succedere di tutto... Ma non un proprietario dei tanti, bensì l'acquirente di uno "stallone" (se non fosse stato castrato) americano, anche se di nascita neozelandese (del resto anche Rocky veniva chiamato "lo stallone italiano" avendo di italiano solo il nome), sto parlando di American, acquistato da Di Cola dalla Schoenthaler che lo aveva in allenamento indovinate un po' da chi? Da Giuseppe Chiodini, naturalmente... Non si frigge mica con l'Aceto qua...  Di Cola schiera, alla terza di Tagliacozzo, Ruta, nome assai in tema quando si parla di giornalisti professionisti sportivi, e allora direte voi... avrà sicuramente vinto, per rendere un po' narrativo questo articolo. No, dimenticate che questa è la realtà e non un romanzo, ma soprattutto dimenticate che è in proieizione LA GUERRA TRA PIANETI (Killers from Space in originale), un vecchio film del 1954 diretto da Lee Wilder (fratello del più famoso Wilder) in cui il protagonista si chiama... come volete che si chiami? MARTIN, naturalmente, interpretato da Peter Graves, mentre il coprotagonista è il Colonnello Banks interpretato dallo Seay. E allora chi ha vinto tra i sette al via, come ripete di continuo colui che dice "Ehi... ehi... ci sono anch'io" nel celebre pezzo Della Battaglia dei Pianeti? Bridge Plutone e chi sennò? Allenato da Sbariggia, altro nome in tema di giornalisti sportivi professionisti, il baio di tre anni ha conquistato la prima vittoria in carriera, regolando di mezza lunghezza Lana Pavilla, di proprietà della Torre di Canicarao (omaggio a Morosita I) e terzo il "nostro" Di Cola. 
Gli omaggi di Tagliacozzo però non si fermano qui. Si passa alla quarta corsa e c'è un altro "amico" delle siepi ovvero un figlio di Kiri's Fantasy, siepista vista correre dal sottoscritto a Pisa ma conosciuta molto bene a Merano, specie da alcuni operatori del campo. Si tratta di uno dei cinque fratelli pieni avuti dalla femmina da Blu Air Force, il nome è quanto mai eloquente in una battaglia tra pianeti, tra astronavi, soli, raggi e rapimenti: Lux in Arcana, ovvero luce a intermittenza, e attenzione poi all'allevatore, è quel Loreto Luciani dei Signum del destino e degli Ultra Violet (sempre presenti quando vi è il sol che spunta dal monte), uno che ha sdoganato in Italia un certo King of Tales. Ma poi, soprattutto, attenzione al premio in questione, non certo uno messo lì a caso. Si tratta difatti del PR. MARTE. Mi dicono dalla redazione che abbiamo un contributo e allora a voi...

Premio Marte, prova sui 1350 metri dell'anello di Tagliacozzo. Andatura sollecita fin dal via con la figlia di BLU AIR FORCE che va al comando, subito però coperta all'esterno da TASSA PATRIMONIALE con VENTO DEL NORD tra i due. Si piega a mano destra sulla curva di fondo dove HAPPY CATHERINE sfila al comando, inseguita da Lux in Arcana e Tassa Patrimoniale affiancati. I due ben avanti a Vento del Nord e Damian Sprint. Ponza invece Galaxy in quarta griglia, più attardati gli altri. Ercegovic all'altezza della seconda piegata porta Lux in Arcana ai fianchi della leader, i due sempre inseguiti da Tassa Patrimoniale. Lux in Arcana scurva larga ma va al comando, ne segue la scia in corsia molto esterna anche Galaxy che prova a operare una lunga rimonta. Lux in Arcana tende a isolarsi in avanti, inseguita dalla tardiva rimonta di Galaxy per vie esterne. Tassa Patrimoniale ancora in quota all'interno, con anche Kostabi della Razza dell'Olmo che prova a emergere. LUX IN ARCANA compie un assollo alla Jimi Hendrix con ERceGoVIC che si volta a scrutare la compagnia. "E' una passeggiata di salute" commenta lo speaker del campo e ne ha ben donde. 
Galaxy fa buon secondo, mentre Tassa Patrimoniale all'interno contiene la scelta del commercialista Limata. Prova da Guerrieri e anche da ex siepiste visto che la madre l'ho vista correre a PISA!
Lux in Arcana torna a vincere dopo il Premio FIERISSIMA di Siracusa, dove aveva regolato LE PRINEIDE e MISTER DJANGO e torna a far gridare i "tifosi" della pista dove aveva trionfato in un certo CRITERIUM. Per Melania Cascione una vittoria cui andar fieri.
"Da Tagliacozzo è tutto, la linea può tornare alla regia"

Una giubba in salsa EMANUELE prima maniera, ovvero Triolo
storico proprietario solito mettere ai suoi cavalli nomi di pugili,
ivi compreso un certo BALBOA ROYALE,
cavallo poi passato nelle mani di Giuseppe Chiodini e della sig.ra
Schoenthaler quella di American.
Notare il nome dell'impianto di Tagliacozzo, un SIGNUM DEL DESTINO-

Ebbene, grazie, ci possiamo ora spostare dal Marsi al regno di Martone, nella valle altoadesina, dove sono in programma quattro prove in ostacoli, con ben tre gran premi e un memorial in ricordo di Giuseppe Chiodini. Nessuna prova in cross, dove un tempo una certa scuderia Mercurio, da noi sempre omaggiata grazie alle prove del mattarello R.J.'s Fighter, furoreggiava potendo disporre anche della grigina Pace, un altro nome alquanto pertinente dato che è il cognome di uno storico pilota brasiliano che ha debuttato in F1 su Williams, dando le prime soddisfazioni al patron Frank, guarda caso oggi sponsorizzato Martini. Ma da Masoni abbiamo Mazzoni che ci chiede la linea dalla Rai.
Protagoniste assolute le due autovetture griffate Martini, le quali contro ogni pronostico sono balzate in testa superando le due frecce d'argento. E' Massa a condurre davanti a Bottas, quindi Hamilton e Rosberg, ma è una corsa dove sta per succedere di tutto, persino il tempo fa il giuda ballerino. Su Silverstone, sotto gli occhi di Frankie, non Williams ma Dettori, che poi salirà sul podio a premiare i vincenti, si sta per abbattere una bufera che ha fagocitato il sole.
Si, scusa Mazzoni, ma non divaghiamo troppo su questa diagonale ascendente e discendiamo dall'ex aereoporto britannico all'ex pista asburgica, avendo già onorato la memoria del cross con American vecchio allievo proprio di Chiodini. Dall'acqua britannica si passa alla bella giornata di sole e pubblico assiepato sugli spalti dell'impianto Maia, un pubblico pronto a battere le mani, ma andiamo a vedere come è andata...

Si parte col Pr.Chiodini, 3.300 metri in siepi per quattro anni e oltre. Allenatore storico di lunga carriera, legato soprattutto ai colori neri con tracolla costituita da una serie di tracce rosse pari al numero di nomi di Topolone (secondo cavallo più vincente al Palio di Siena dello scorso secolo) della signora Annelore Schoenthaler. Tra i cavalli che ricordo maggiormente cito il mediocre Galeon, di cui possiedo foto originale da me scatta, in fretta e furia, in occasione del rientro da una prova in qualifica compiuta a Pisa insieme al compagno di colori Tamayo (di cui ho anche una foto al tondino). Credo che quel giorno fui l'unico a seguire questa batteria di qualifica a due, sia perché avevo la scheda di questo cavallo che, se non erro, passò le aste ANAC, sia perché da appassionato delle prove in ostacoli quella giubba per me era sinonimo di scuderia da ostacoli. Ho un altro ricordo chiarissimo dei portacolori della Schoenthaler e cioè la caduta in primo piano di Montmorency (pronunciato, in modo sbagliato, da qualche telecronista, come mommorrensi) in un'edizione pazzesca del G.P.Merano. Terreno altamente paludoso, il front-runner Ocean, vincitore in una precedente edizione, stramazzò in acidosi muscolare appena saltato il talus. Vinse per dispersione il mezzosangue, credo sia l'unico a esserci riuscito, Alì Babà su Miocamen. Vidi la corsa dall'ippodromo delle Cascine di Firenze, dove quel giorno Stormy Fighter perse per un soffio in buona compagnia. Altri tre cavalli che ricordo di questa scuderia sono in primis La Risacca, il cui nonno era quel certo Pentotal ricordato a certi fan, piuttosto debolucci nella navigazione, del travel gum. Pentotal era uno stallone utilizzato, a fine carriera riproduttiva, anche negli incroci con gli arabi. Posseggo una foto anche di lui e lo vengo qua a ricordare soprattutto per gli amici del Palio. Alla terza di Merano infatti va in scena il Pr. Walid, dedicato a uno storico portacolori di Pinuccio Molteni che vedete impegnato su un grigio anche nella foto che apre il blog (contro un portacolori di casa, quel giorno vincente), ebbene vengo a ricordare un altro pezzo da novanta di casa Molteni ovvero Lucchesi, impegnato in razza soprattutto in un anno, quello del grigio Licurgo MARTINI, con incroci con mezzosangue e purosangue arabi. Ebbene nella corsa di debutto di questo soggetto, c'erano altri Lucchesi (una vera e propria invasione), arrivaò primo e secondo una coppia speciale. Vinse quello che avrei scommesso sarebbe diventato un potenziale bombolone della piazza, offeso dai cialtroni della rete che parlano senza cognizione di causa, tale Quimper (nell'unica apparizione in piazza, non vorrei andare a Caso, ma sopra c'era quello Spirito che con Re Artù lasciò al palo la rivale dell'Aquila) che sconfisse proprio un figlio di Pentotal su cui io avevo scommesso e con un nome da battaglia: Diavolo. In quella riunione, di Grosseto, essendo la giornata della GUERRA TRA I PIANETI debuttò (nel Pr. Società Ippica Senese), in un'altra corsa, una certa La Stellata che poi non mise più piede in pista. Dopo la corsa di Quimper ricordo che scesi in strada a saltare da un lato e un altro della borsa della squadra pulcini in cui giocavo, in attesa che passassero a prendermi per andare al campino degli allenamenti.
Passiamo ora ad altri allievi scuola Chiodini e probabilmente i suoi pezzi da novanta (non campionissimi, ma discreti elementi) degli ultimi anni di carriera ovvero Emanuele e Magic Baiki, entrambi iscritti con ambizioni di piazzamento nel G.P. Merano. Ho poi già ricordato American ceduto al signor Di Cola, che credo solo in questo blog avrebbe potuto ricevere un omaggio (quel cavallo cercavo di seguirlo sempre, e allora Grosseto in televisione non era sempre facilmente visionabile), infine i più recenti Beauty King (dallo specialista King of Tales) e Dobromierz. Ultima citazione per una cavallina che ha corso due sole volte, ma che io vidi debuttare in televisione proprio a Merano. Si chiamava Oxiline ricordo che partì come un razzo davanti a tutti, con Fiorillo, il fantino, che cercava di contenerla. Ricordo la testa, bianca listata, tutta alta, perché strapponava non poco. E ricordo anche il commento in diretta di chi era con me, in casa, a vedere quella corsa. "E' inutile che la trattenga in quel modo, poi quando le vai a chiedere di andare non ti risponde". Ebbene cadde sull'ultima siepe, quando sembrava non reagire più ai richiami dell'interprete. Però che prima parte di gara, ricordò che mi impressionò e la attesi alle uscite successive, ne fece una sola...
Andiamo però a vedere coloro che hanno onorato la memoria di questo allenatore, noi con queste poche righe pensiamo di averlo fatto come forse mai gli è successo al di là dei canali ufficiali.

Andiamo a vedere i protagonisti dell'edizione 2015 con un favorito netto, il ceko Chicago. Cavallo acquistato a peso d'oro dalla famiglia Vana e che sembrerebbe difficilmente battibile. Riceve buon gioco Romis nella veste di controfavorito e con la monta di Bartos, quote sotto il 10 a 1 per il quattro anni Last Scream, potenzialmente pericoloso, quindi il duo fucsia con Principe del Mare preferito alla deludente Backdrop, quota alta per gli altri quattro ma a nostro avviso, se avessimo presentato la corsa, attenzione a Relco Sud Ovest che a Pisa si è comportato bene.
La corsa vede Star du Cochet davanti per circa un terzo di gara, poi rilevata sulla piegata di fondo a mano contraria, nella zona del campo di polo, da Principe del Mare e da Romis in seconda posizione. Chicago, stranamente contenuto da Vana che non lo libera nella sua usuale andatura di testa, finisce già la benzina all'attacco della diagonale discendente, dove si fa invece sotto Relco Sud Ovest seguito da Star du Cochet.
All'attacco dell'ultimo giro Principe del Mare accellera in modo violento con l'irlandese Gary Derwin in sella. Il baio prende buon vantaggio in quella che da idea di essere una volata lunga. Romis e Relco Sud Ovest sono i due che capeggiano il gruppetto degli inseguitori da cui non sembra poter emergere nessun altro. Principe del Mare vince in modo netto, manco disponesse di un galeone sospinto dallo Shirocco sulle onde verso la risacca e in vista del porto d'attracco. E sulle note di People from Ibiza di Marton, Paolo Favero viene a cogliere il 54° successo stagionale, in ricordo del collega Chiodini, Relco Sud Ovest è secondo con Romis a completare il podio. Roba da KING si potrebbe pensare, e non è sbagliato... solo che non si parla di Stephen, bensì di G., l'allevatore del Principe che torna a vincere a quasi due anni di distanza (si trattava, allora, di un Gruppo 1). Secondo successo stagionale, invece, per Gary Derwin, irlandese pure lui come l'allevatore.


DUE ALLIEVI IN QUALIFICA PER
IL TRAINER CHIODINI.
(Foto di Matteo Mancini, anni '90).

Ci chiede ora la linea Mazzoni per gli sviluppi finali del G.P. di Silverstone, con il batterista dei Pink Floyd Nick Mason che prova a dare pareri a Ecclestone dicendo "sarebbe il colmo se mi ascoltassero". Intanto in pista il divertimento non manca. C'è stata una girandola di colpi di scena, ed è KING HAMILTON, come titolerà qualche giornale nel post gara (aggiungendo "Vettel ringrazia il cielo" evidentemente nella battaglia dei pianeti ha scommesso su quello giusto) , ad aver preso la testa approfittando del cambio gomme e della piogga scesa a variegare l'esito della gara. Lewis, e non l'omonima Linda protagonista in King Kong II (deve esser l'influenza di Veleno, noi avevamo fatto l'accostamento prima ancora della corsa su facebook), ha allungato in modo importante, ma con brivido a causa della grande rimonta operata dal compagno di squadra Nico Rosberg bravo a sfruttare le slick sulla pista scivolosa. Il tedesco poliglotta e a volte pure figlio di... arte volevamo dire, ha compiuto due ottimi sorpassi sulle Williams sponsorizzate Martini andate in grande crisi appena scesa l'acqua. In terza posizione ecco allora sopraggiungere Vettel, con Ferrari, autore di grande rimonta. Primo punto stagionale per la McLaren, decima con Alonso, in una corsa che vede giungere sotto la bandiera a scacchi solo tredici vetture. A ricevere i vincitori, sul podio, c'è FRANKIE DETTORI che si rivolge a Vettel dicendogli di esser da sempre stato un fanatico Ferrari. Vettel che è un tedesco risponde con serietà, del resto lui non è un egocentrico bastardo come dice Lauda (in senso tarantiniano e howardiano del termine), e non dice quello che avrebbe dovuto dire e cioè: "Per forza, con tutti i cavallini rampanti che monti..." 


FRANKIE DETTORI e LEWIS HAMILTON se la ridono,
mentre i due tedeschi leggono le scritte sulle coppa d'oro consegnata al vincitore
pare che ci sia scritto un romanzo sopra...
(da express.co.uk)

Da monti si torna a Merano, da dove ci chiedono la linea con le immagini in sovraimpressione curate dal montaggio di Vince Monteleone. Va in scena il Premio Ezio Vanoni, giunto alla LX edizione, prova per cavalli di quattro e cinque anni, sui 3.800 del circuito in steeple, classificata come gruppo 2. Ottimo campo di partenti, sotto il profilo numerico (meno dal punto di vista qualitativo), con dieci elementi dichiarati al via e nessun rapporto di scuderia.
E' Solar Focus a scrivere il proprio nome, per la prima volta, in una classica, dopo i secondi posti nel Criterium d'Autunno e nella Corsa Siepi dei 4 anni di Milano. Il figlio di Intese Focus conferma le ottime impressioni dimostrate nell'annata (tre vittorie e tre secondi posti in otto corse) e cancella la pessima ultima prova quando, su un terreno molto faticoso, non era riuscito a emergere dalle ultime posizioni. Questa volta il baio, dopo aver seguito da vicino il battistrada Astro Benigno, ha allungato bene alla distanza avendo facile gioco sul compagno di allenamento Company od Ring, bene anche sul buono e assai più in palla rispetto alle siepi, e sul favorito del campo Grand Link, separato dal secondo classificato di una sola testa. Non pervenuti gli altri, eccettuato Astro Benigno, caduto goffamente al verticale quando era ancora in condizione di dire la sua. A quest'ultimo riguardo non ha convinto la monta di Gary Derwin che già aveva pasticciato sulla curva di fondo, quando aveva portato Astro sul lato opposto rispetto a quello consueto facendolo scurvare molto lontano dall'ideale linea di marcia e lasciando la conduzione di corsa a Company of Ring. Ha cercato di giocarsi la corsa anche Green Paradise, quarto sul palo, sempre sui primi, ma incapace di resistere all'accelerazione finale tanto da subire un pesante distacco dai primi tre, registrato dai commissari come "lontano".
Ennesimo successo quindi per la Magog di Axel Ambruschitz, sempre più leader tra le scuderie specializzate sugli ostacoli, e per il trainer Paolo Favero alla sua settima classica della stagione.

Si prosegue con i gran premi con il VII Steeple-Chase d'Europa, banco di prova in vista del G.P. Merano, ma su distanza ridotta, 4.600 metri. E' il quarto gruppo 1 della stagione ostacolistica, il secondo in steeple. Grande attesa per la seconda prova stagionale di Alpha Two, con ruolo di antagonista riservato a Il Superstite. Si preannuncia una lotta a due, anche se c'è chi attende con fiducia risposte dal vecchio Dar Said. Invece, a sorprendere tutti, sono Michal Lisek e Jan Faltejsek, i quali presentano una Kamelie in forma smagliante. La femmina, dopo esser rientrata blandamente in Francia, ha sbaragliato la blasonata compagnia ottenendo il successo più importante della sua carriera. La prova è stata caratterizzata da una forte andatura dettata dall'AQPS Top Secret, poi crollato alla distanza e rilevato, all'attacco della curva di Marlengo, da A Ton Tour che ha tentato una pazzesca fuga da lontano. Kamelie si è sempre mantenuta sui primi, lasciando Il Superstite e Alpha Two a marcarsi in posizione di attesa, preceduti da Dar Said con gli altri a fare da spettatori. All'arginello grande Kamelie è andata ad attaccare A Ton Tour, sotto la minaccia de Il Superstite con Alpha Two in grave ritardo e in grossa difficoltà a trovare il passo giusto. Dopo l'ultimo salto, la femmina da Martalaine, spostata sullo steccato opposto, si è isolata da Il Superstite, mentre Alpha Two  con un ottimo spunto finale è andato a piegare Dar Said, quinto il mal gestito A Ton Tour (assurda la scelta di Davide Columbu di forzare il ritmo a traguardo lontano)
Grande  e inatteso successo per la DS PEGAS, chiurgica in questa prima parte di stagione.

Finale col thrilling, preceduto da alcune visioni con relative pubblicazioni sul profilo facebook dello scrivente. Due corse su tutte, il duello Principiante vs Twilight Zone (dichiarato non partente nella giornata corse di Merano) nel Pr.Cavalchina, con i due separati sul palo di una corta testa e col muso bianco (come sottolineato dallo speaker del campo) di Principiante davanti all'estremo outsider della corsa; seguito dalla visione di un Arc de Tiomphe in tema con il protagonista di questo articolo ovvero S. Martino, ma anche col padre del cavallo del segno del destino ovvero Signum (figlio di Arch, stallone americano che monta a 40.000 dollari). Dal muso bianco di Principiante si passa infatti a quello di White Muzzle, baio ex White Star vincitore del 110° Derby Italiano, protagonista il 2 ottobre del 1993 nella classica francese, un edizione che vede in pista anche un certo Platinì. Roba da fantasisti puri, tutto genio e sregolatezza, e infatti si registra la vittoria di Urban Sea, nome piuttosto in linea col vincitore del Chiodini, montato da Saint-Martin, davanti all'ex italiano di Gaucci  (più indietro Misil con Frankie Dettori e in trasferta da Milano). E in una corsa dove vince Saint Martin si registra anche la curiosità di avere in ultima posizione un soggetto montato da Mosse, un testa coda dai nomi piuttosto palieschi. E lo si sa... il destino gioca spesso dei tiri mancini (sarebbe più opportuno dire Martini) e infatti al tour de france, in perfetto stile Nuova Sbarra (Signum infatti, come abbiamo avuto modo di dire, ha un omonino allevato dalla scuderia romana), all'epilogo della terza tappa, si registra una lotta per la maglia gialla che vede coinvolto il tedesco Tony MARTIN. I telecronisti sono convinti che abbia conquistato la maglia, il leader della classifica, lo svizzero Cancellara, è caduto e il tedesco è il secondo in graduatoria. Tuttavia, grazie agli abbuoni conquistati dai piazzati dietro al vincitore di tappa, per un secondo soltanto il giallo va sulle spalle dell'inglese Froome, ma cambia poco. Martin conquisterà la maglia il giorno dopo, perdendola, dopo due tappe, in condizioni a dir poco rocambolesche. Spaventato dal movimento di un tifoso dietro le transenne, a meno di un chilometro dall'arrivo, scarterà addosso a un avversario innescando un capitombolo generale da curva di San Martino (si suggerisce l'impiego dei paraocchi). Un groviglio che vedrà coinvolto anche "lo squalo" Vincenzo Nibali e per poco l'inglese Froome, con i due a litigare a fine tappa per la dinamica; un mucchio selvaggio che avrà un unico responsabile: il tedesco Martin. Frattura della clavicola per lui, come per il precedente titolare della maglia gialla, altro che rotule... Un doppio di infortuni che potremmo definire quasi da fotocopia (frattura delle vertebre per l'elvetico). Ma non è tutto, nella tappa che ha visto trionfare Joaquim Rodriguez, detto il Purito (un soprannome per lui alla stregua dei fantini del palio, ci sembra giusto), si evidenzia in quinta posizione, davanti a Galoppin, la presenza di un altro MARTIN, questa volta irlandese, ovvero DANIEL, cugino di un certo Roche che non è il citato Balboa bensì il grande Stephen. Un doppio pure qua, forse un segno del destino e allora passiamo dai duelli testa a testa da Confini della Realta dell'Arc di Longchamp e del Tour de France, che guarda caso si conclude sotto l'arco di trionfo al termine dei Campi Elisi, alla corsa del figlio di Arch, protagonista nel Pr. Dei Giovani. Quando si dicono i Signum...

La maglia gialla scortata sul traguardo.
NOTARE IL NUMERO.

Listed Race per tre anni, sette al via sui 3.300 metri in siepi. E' Signum della Pegas a ottenere il maggior numero di puntate, preferito all'eterno secondo Silver Tango di Elia Tanghetti. Attenzione poi al debuttante Big Ro di cui Paolo Favero ha parlato molto bene, ma soprattutto a Multiplier, imbattibile a Milano ma pessimo al debutto sulla pista altoadesina. In secondo piano gli altri tre, con tifo della redazione rivolto a favore del discendente diretto di Yeats ovvero Kontigo. 
La corsa ha un epilogo thrilling alla Hitchcock, il riferimento non va al regista Alfred, bensì al figlio di Sparkler che si aggiudicò il Premio Natale di Roma (Gr.3 come la tappa del tour) del 1983 grazie a un ondeggiamento del vincitore del campo (il bianco rosso cerchiato Bold Run, con in sella il mostro Gianfranco Dettori per i colori Cieffedi). Questa volta però è il bianco rosso cerchiato di scuola Pegas ad aver la meglio. In testa fin dal via, l'allievo di Michal Lisek ha respinto il primo attacco di Kontigo, al termine della dirittura opposta a quella di arrivo, subendo poi l'affondo di uno scatenato Silver Tango che lo aveva seguito sempre da vicino accompagnato da Big Ro. I due hanno ingaggiato serrato duello finale, con l'italiano a centropista e il ceko di allevamento italiano spostato all'esterno. Sull'ultima siepe Jan Faltejsek si è esibito in un brillante cambio di frusta, da sinistra a destra, in modo da frustare sul lato di marcia del rivale, operazione che non ha eseguito Raffaele Romano incapace quindi di domare l'improvviso scarto verso l'esterno del suo cavallo. I due hanno chiuso testa a testa sul palo, con Silver Tango davanti, complice anche una migliore ricezione dopo l'ultima siepe. Il primo dei battuti, l'eccellente Kontigo, ha chiuso a dieci lunghezze dai due, con cinque di margine su Kandhamal. Rimandato Big Ro, deludente ancor più dell'ultima volta Multiplier, addirittura ultimo.
Dopo l'esame della dirittura finale, i commissari hanno deciso di distanziare dal primo al secondo posto Silver Tango. Si aggiudica così il Pr. Dei Giovani Signum, uno che ha come primo fratellastro (paterno) sbarcato in Italia un soggetto dal nome quanto mai profetico: Golden Thriller. 
A proposito avevamo citato l'allevamento delle 3A, allevamento del RE DI PIAZZA DEL CAMPO (un marziano a Siena), così come abbiamo detto che il termine base di questo articolo era Marte e allora...per prendere il massimo dei voti, poniamo una domanda ai lettori: come si chiama la moglie di Aceto, il titolare dell'allevamento delle 3A omaggiato con un curioso articolo pubblicato, al numero di pagina indicato dalla maglia gialla di MARTIN, su un numero da collezione de Il Purosangue in Italia intitolato Cent'Anni del Derby Italiano? La risposta è semplice... MARZIA e il voto di chi ha risposto bene è pari al numero del derby vinto da White Muzzle detratti quelli omaggiati dalla rivista... ovvero DIECI (come Platini).

Ps: Sanmartino è stato un ottimo soggetto di proprietà araba che correva in Inghilterra, il suo proprietario è stato protagonista in pista in Italia proprio in occasione di quel Derby vinto da White Muzzle... trovate voi il soggetto che ha difeso i colori quel dì e come si è piazzato sul palo: era il favorito della corsa e pagava tanto quanto il numero di gara di LEWIS HAMILTON!
In coda due soggetti a caso: Balboa Royale e Visto si Stampi!

PEGAS sfida il FUCSIA SHOCKING nella Battaglia dei Pianeti.
Nel giorno delle vittorie di LEWIS e di TAGLIACOZZO
c'è gloria anche per Lewis COZZI e il suo SCONTRI STELLARI OLTRE LA TERZA DIMENSIONE.



STATISTICHE PRIMA PARTE DELLA STAGIONE

CAPITOLO ALLEVATORI

GIULIO FRASCATANI, con la sua Julia G, continua a essere il leader della classifica degli allevatori grazie al poker di successi di Sol Invictus. ROSATI COLARIETI è secondo con tre successi e quattro piazzamenti utili conseguiti con un poker di pedine (tra cui Dar Said e Khandamal). Compare in terza posizione la new entry costituita dall'accoppiata LUCIANI (Loreto & Stefano) anche loro con quattro soggetti tra cui l'interessante Signum, un nome in salsa La Nuova Sbarra. Scalzati proprio questi ultimi e prima di loro la DORMELLO OLGIATA - C.I.T.A.I. Le due blasonatissime scuderie, ferme entrambe a due vittorie, hanno preso parte rispettivamente a 17 e 25 corse, con quattro e cinque soggetti a testa. Se LA NUOVA SBARRA ha vinto con Moqorro e Giant Hawk (entrambi un po' appannati e non sostituiti degnamente dai nuovi Misterium e Stoja, quest'ultima finita in piano), la DORMELLO OLGIATA ha centrato un Gruppo 1 grazie a Chiaromonte.
Due vittorie anche per la Sc. Vittadini (con Romis), la Compagnia Generale (con lo sfortunato Barnabo) e la Sc. Eledy (Monte Pelmo). In totale sono presenti in classifica 67 allevatori italiani, 21 dei quali risultati vincitori di almeno una corsa e 45 dei quali protagonisti di almeno un piazzamento utile.
Gli allevatori a essersi giocati il maggior numero di chance sono stati rispettivamente la DORMELLO OLGIATA (25 prove), Nuova Sbarra (17), Rosati Colarieti (15), il piccolo Giuseppe Morese (12), Il Grifone e Az. Agr. dell'Olmo (10). Hanno schierato poi quattro cavalli, senza raggiungere il limite di dieci prove, Antezzate e i già citati Luciani. Il record stagionale è della Dormello Olgiata con 5 elementi.

CAPITOLO CAVALLI

HIGH MASTER è il simbolo della prima parte di stagione ostacolistica. Il figlio di High Chaparral è il cavallo più vincente in pista con cinque vittorie tra cui due classiche. Lo inseguono SOL INVICTUS con quattro successi e due classiche anche per lui, e il crosser NILS (che ha mancato l'appuntamento con la quinta vittoria nella classica da lui disputata e vinta da Arman). Tre successi per SOLAR FOCUS, il miglior 4 anni in steeple (Imperioso permettendo) e vincitore del Vanoni, Gr.2, poi la sorpresa BIG MAGO, comunque confinato in prove di minima.
Tra gli altri, note di merito per CORNET OBOLENSKY, il più forte adulto visto in steeple (Vincitore in Gr 1 a Milano), vincitore di due prove, SIGNUM (atteso alla riconferma e vincitore in L), KAMELIE e CHIAROMONTE (discontinuo ma in grado di battere per due volte Sol Invictus). Bene, con note minori e rapportate ai miglioramenti messi in atto, Taquari, Arman e Company of Ring, il potente Tramonto a Ivry (non più apparso dopo Pisa), gli attesi Kazoo e Imperioso (autori di un'uscita vincente) e i mai vincitori ma sempre brillanti Mr Vittorio e Silver Tango.

CAPITOLO STALLONI

Il compianto HIGH CHAPARRAL è il leader grazie ai successi conseguiti da High Master e Signor Tiziano che lo elevano al top con le sue sei vittorie e cinque piazzamenti. Segue KING CHARLEMAGNE con il "testa-coda" costituito da Sol Invictus e Miosole, per lui 4 vittorie e due piazzamenti. In terza, figura KHELEYF, leader nei cross grazie a Nils, con 4 successi (tutti centrati dall'ex pisano). Ai margini del podio SAMUM, con tre cavalli a rappresentarlo e Arcachon a costituire il più vincente, in beneficio di 3 vittorie e 7 piazzamenti in 18 prove che lo hanno visto protagonista. Tre vittorie anche per INTENSE FOCUS e DYLAN THOMAS.

Gli stalloni più rappresentati, dei 173 in classifica, sono stati HAWK WING e RED ROCKS con sei soggetti, seguiti da Mujahid e Shirocco da cinque. Gli stalloni che invece hanno preso parte a più prove, per interposto cavallo, sono stati Samum e Hawk Wing con 18 uscite, seguiti da Shirocco e Red Rocks rispettivamente a 17 e 16. Tra gli altri si segnalano, quanto a presenze, Johnny Red Kerr e Montjeu.


I PIU' SCESI IN PISTA

Monopolio FAVERO nelle prime dodici posizioni con i soli Tweety Kash e Taquari a fungere da estranei e comunque fermi a sette uscite. LEADER ASSOLUTO è l'elemento della scuola della Razza del (c)olmo ovvero SHAME con un numero di corse pari a DIECI. Seguono in seconda posizione, con otto prove, Constantine, Kisanji, Monjoliano, Principe del Mare, Solar Focus e Well Dressed, quest'ultimo con un ritiro a separarlo dalle nove corse. Il più anziano sceso in pista è stato QUIQUOQUA, con i suoi 15 anni, seguito da GREEN DANEHILL, 12 anni, poi cinque cavalli di 11 anni. I più giovani scesi in pista (tre anni) sono stati tanti quanti il massimo voto che uno studente può conseguire all'UNIVERSITà.

KAMELIE, dopo Sol Invictus,
Cornet Obolensky e Chiaromonte
è il quarto vincitore in GRUPPO 1 del 2015, la prima femmina,
figlia di MARTA-LINE.

domenica 28 giugno 2015

Statistiche al giro di boa della stagione.

PRIMA PARTE DI STAGIONE IN PILLOLE PER LA DIGESTIONE DEGLI ANTI-FAVERO

Free-lance Matteo Mancini.



Con la giornata di ieri si è conclusa la prima metà della stagione ostacolistica italiana. Sono state novanta le corse disputate fin dal sei gennaio, tra le piste di Pisa, Treviso, Milano e Merano, di cui 56 in siepi, 20 in steeple-chase e 14 in cross country. Netto dominio per lo specialista PAOLO FAVERO. Il trainer di Sinigo ha fatto corsa a sé, pur lasciando per strada vari gran premi agli avversari. Delle dieci "classiche", da intendersi pattern race, il leader incontrastato della classifica allenatori se ne è aggiudicate "solo" sei, grazie ai successi del trio High Master (grande scoperta in anteprima del blog e cavallo con il maggior numero di affermazioni stagionali: cinque), Sol Invictus e il regredito Kisanji. A dargli filo da torcere sono stati soprattutto Josef Vana Sr, sugli ostacoli alti con Cornet Obolensky (il più forte in assoluto, nella stagione, tra i cinque anni e oltre), e Ilenia Nero con Chiaromonte sulle siepi. Grossa sorpresa poi per la ceka Petra Marcova trionfatrice contro ogni pronostico nel Grande Steeple Chase di Treviso con l'oggetto misterioso Catch Life (unico cavallo nato in territorio ceko a risultare vincitore).

Il movimento ha proposto molti allenatori emergenti, chi alla seconda stagione chi alla prima, con risultati in alcuni casi sorprendenti. Sono stati 47 gli allenatori a confrontarsi con le prove ostacolistiche di questa prima parte di stagione. Altissima la percentuale di allenatori della Repubblica Ceka e della Polonia. Tra le "nuove proposte" si è distinto Mario Marcialis, capace di vincere tre corse mettendo in pista cinque soggetti e portando quattro di questi al piazzamento. Il trainer è alla sua seconda stagione ostacolistica e, a nostro avviso, è la sorpresa della stagione grazie a un rullino di marcia assai costante. Bene anche Ilenia Nero, soprattutto per gli acuti del citato Chiaromonte, unica delizia di una stagione che, altrimenti, sarebbe stata per lei deludente. L'ex Dormello ha regalato alla trainer meranese la prima vittoria in carriera in Gruppo 1, soddisfazione non di poco conto e che rende così, da sola, magica la sua stagione sebbene, contrariamente a quanto si dica, non possa ritenersi storica: la Nero non è la prima donna allenatrice a vincere in categoria Gruppo 1 (da rilevare inoltre che un tempo le corse in ostacoli, in Italia, non beneficiavano di tali classificazioni), prima di lei c'è stata, come minimo, una certa Astrid Giambertone che, guarda caso, lavorava proprio con i materiali della Dormello Olgiata. 
Plauso anche a Laura Marinoni la quale, nel suo piccolo, si è dimostrata assai abile a togliersi qualche soddisfazione con una coppia di grigi. Idem Michelino Bebbu, bravo a destreggiarsi col solo Thibodeau. Ha debuttato invece, domenica scorsa, Paola Palmieri alla prima in assoluto in carriera e terminata in ultima posizione alla guida della nuova scuderia, a sfondo societario, Ostacoli in Rosa. 

Tra i big Paolo Favero spadroneggia senza quasi rivali. 53 vittorie, 37 secondi posti, 35 terzi posti, 18 doppiette e 4 triplette sono numeri tali da lasciar comprendere che il movimento ostacolistico italiano risponde quasi a un sol nome. Il meranese ha schierato 65 soggetti su 238 scesi in pista ovvero il 27% del totale, disponendo di soli quattro proprietari (Marbell, Magog, D'Altemps e Schileo) oltre sé stesso. Il solo Vana sr, assai più discosto, è l'unico che sembra poterlo impensierire con maggior convinzione. L'eroe di Pardubice, avendo a disposizione 26 allievi, ha ottenuto 12 vittorie e ha siglato due doppiette, unico a riuscirci, Favero escluso, s'intende. 

Luci e ombre per Francesco Contu, molto sfortunato nella prima parte di stagione a causa di una lunga serie di cadute che hanno visto protagonisti Columbu e Maceli, in alcuni casi a vittoria conseguita. Il sardo, con 17 cavalli e la Sc. Milano scuderia di punta, ha ottenuto appena quattro vittorie, con qualcosa come nove secondi posti all'attivo (è il primo nella classifica di chi si è piazzato più volte in posizione d'onore, Favero permettendo). La sensazione è che abbia raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato, Tramonto a Ivry aveva fatto vedere cose divine ma non si è più rivisto in pista, Mr Vittorio non è riuscito a vincere corse che sembrava aver dominato e anch'esso è sparito di scena quasi da un mese. Peccato, ma saprà riprendersi. Bene Eros Ostanel, partito al fulmicotone a Pisa e poi costretto a ridimensionare il materiale. E' il quinto in classifica, alle spalle di Marcialis, con due vittorie e svariati piazzamenti. Al momento sta correndo con sei pensionati tutti di sua proprietà.

Tra gli altri hanno convinto Alex Taber, peccato che non si sia visto più di tanto il suo elemento di punta (Kazoo), in sodalizio con Josef Aichner (sette i cavalli schierati da mister Fatal Mac), Gianluca Bastianelli bravo a far di necessità virtù con lo scarso materiale numerico (il piazzamento ottenuto con Kontigo vale quanto quattro vittorie) e Nicolò Simondi che ha rigenerato un Ernesto che sembrava aver smarrito lo smalto dei tempi migliori,

Ha deluso, fino a ora, Raffaele Romano, incapace di bissare i successi ottenuti quando faceva il jockey (due sole vittorie, una ieri). Il bresciano è partito con un materiale scadente, riservandosi il meglio per Merano, grazie anche agli investimenti di Elia Tanghetti. Per lui venti cavalli, molti dei quali di piccoli proprietari, senza alcun grande campione in scuderia. Il tre anni Silver Tango la notizia più lieta, qualche speranza riposta poi su Dominato, dura con gli altri anche se ci sono alcuni nuovi arrivi che devono ancora far vedere qualcosa.

Pessima prima parte di stagione per Giuseppe Satalia e compagnia, inutile nascondersi. Grande entusiasmo fin qui, arrivo di scuderie importanti (la Incolinx) e di qualche soggetto che in piano non è andato male (Unisol, Vespro Place), ma per ora tante delusioni e nessun successo (1 secondo posto e due quarti posti), con Davide Satalia in grosse difficoltà a trovare ingaggi extra (o forse è una libera scelta?). Il trainer romano è ventunesimo in classifica, alle spalle, tra gli altri, non vuol suonare come oltraggioso o denigratorio ma si vuol sottolineare la differenza di qualità del materiale a disposizione, di Stella Giordano, Giliuliano Rota, Aldo Locatelli, Michelino  Bebbu e Laura Marinoni. Le notizie di cartello sono i recuperi di cavalli importanti come Tullio Ostillio e Trangle d'Or, ma affidarsi a soggetti reduci da grossi infortuni come questi è quanto mai ardito.

I successi di Paolo Favero si rispecchiano poi nella classifica fantini e nella classifica gentleman, dove gli "uomini" del top trainer furoreggiano incontrastati.
Josef "Big Joe" Bartos è il leader assoluto con 34 successi (10 a Merano, 9 a Pisa, 8 a Treviso e 7 a Milano), in 79 uscite per una corrispondente percentuale di successi pari al 43 %, quota a dir poco impressionante. Il ceko si è dimostrato il migliore in pista anche se ha beneficiato, quasi sempre, delle migliori scelte schierate da Favero e si è aggiudicato il primo posto nelle classifiche di tutte le piste italiane che ha affrontato nell'annata. Il suo inseguitore più prossimo è il connazionale Josef Vana Jr distanziato di oltre venti lunghezze. Il figlio d'arte, infatti, ha collezionato 13 successi in 71 ingaggi (18%), andando al marcatore in posizione di rincalzo per 43 volte. Dietro ai due il vuoto.
Il francese Sylvain Mastain è stato il più convincente, prima che un infortunio in allenamento lo mettesse fuori gioco, piazzandosi in terza posizione su tutte le piste con due successi ottenuti in ciascuna di esse (escluso Merano dove, di fatto, non ha quasi corso) e  spesso con seconde linee di Paolo Favero. Sono sei i successi che il transalpino può vantare, uno in più dell'ottimo Alessio Pollioni (primo tra gli italiani) che vanta una percentuale di successi prossima a quella di Vana Jr con il suo 17% figlio di cinque successi su 29 corse. Bene poi la seconda monta di Josef Vana sr ovvero Jan Kratochvil, opportunista al punto giusto tanto da capitalizzare al massimo alcune assenze del fantino principe di scuderia così da riportare quattro vittorie e 23 piazzamenti in 39 corse.
Più attardati e fin qui con meno di quanto avrebbero, probabilmente, potuto preventivare a inizio stagione Dominik Pastuszka e Davide Columbu con tre vittorie a testa e col secondo che credo abbia riportato il record di cadute e il primo che, invece, si è reso protagonista di una guarigione lampo da una caduta. Doppi successi per i veterani Dirk Fuhrmann e Raffaele Romano (poco per top jockey come loro) e per l'emergente Ivan Cherchi, fortunato e anche bravo a sfruttare l'appoggio di Ilenia Nero così da conquistare due vittorie (tra cui un Gruppo 1) delle tre conquistate in carriera (la prima a Grosseto, a dicembre, con Paolo Favero e La Grande Vera).
Un successo a testa poi per otto soggetti, tra cui mi piace sottolineare gli irlandesi William Shanahan (primo gentleman a conquistare la vittoria tra i professionisti nel 2015, in una prova per debuttanti, grazie all'assolo di Stellato di Josef Aichner) e Gary Derwin (vincitore nel giorno del debutto assoluto in Italia). Tra gli otto si segnala anche il siracusano Andrea Manuele, spesso impegnato con cavalli "impossibili", autore di un'impresa con il tre anni Nostalgia di Fano di Francesco Contu, che gli ha regalato la prima vittoria in assoluto in ostacoli (ne aveva già ottenute altre in piano anche nel 2015 con Time Trial, quarto classificato nella XXX Gran Corsa Siepi di Pisa). Bene poi Christopher Roberts, quasi sempre piazzato in dodici prove e scelta fissa di Eros Ostanel, meno brillante invece Emmanuel Reinhardt che ha montato tanto, ma che ha raccolto poco (comunque una vittoria per lui). Toccata e fuga con successo per Jan Faltejsek in sella a un paladino della Pegas, mentre è finito in Francia Luigi Maceli, in cerca di nuovi stimoli.
Dietro a questi un plotone formato, nel suo complesso (compresi i già citati), da 38 unità di cui sei ulteriori gentleman, con Davide Satalia e Abdil El Rrherras a segnalarsi tra i più impiegati (sedici monte per entrambi), apparizioni sporadiche per gli altri, con Michal Kubik, tra i fantini che siano scesi in pista più di una volta, che è l'unico a non essersi mai piazzato nei primi cinque (sei corse per lui, l'ultima con il sangue nobile Rum Dum).

Ancora più marcati i divari nella classifica gentleman (sette prove tutte in cross country). Ranieri Belluco ha fatto tabula rasa (anche se qualche giornalista avrebbe forse scritto "Tabula Rosa"), sempre per i colori fucsia di Paolo Favero. Cinque successi sui sei, con il sesto mancato per un incolpevole scivolone a Milano di cui è stato vittima Well Dressed. Un successo poi, per gentile concessione di Belluco (quel giorno assente), per Luca Bonacina (poi ripetutamente piazzato col suo Doux Amer) e per Andrea Lancini, quest'ultimo autore di un'ottima prova a Milano. Tra gli altri si segnalano Claudia Wendel, vincitrice sul campo di una prova, ma squalificata per aver aggirato un passaggio obbligato, e Pavel Peprna più volte secondo. Convincente poi il già citato William Shanahan, mentre ha debuttato domenica Robert Hawker. Mancano invece segnali convincenti dagli allievi della scuola di formazione organizzata lo scorso anno dalla società meranese, presumo. I soggetti in questione si sono spesso resi protagonisti di cadute, scarti e altre incertezze che hanno reso assai variabili gli esiti degli sviluppi e degli schemi di corsa. In totale sono scesi in pista 15 soggetti, con la metà dei quali impegnati una sola volta (deciso passo indietro rispetto ai risultati e alle constatazioni sottolineate lo scorso anno).

LA SCUOLA IRLANDESE SUGLI SCUDI
A MERANO.
KIERAN FALLON?


PROSEGUE PROX.con fantini, allevatori, cavalli, gentleman e stalloni






domenica 14 giugno 2015

Sintesi 24' giornata ostacolistica, Maia, Merano.


UN LUCIANI DA QUOTA ASTRONOMICA FA IL BIS DOPO AVER CALATO IL SIGNUM... TRA JURASSIC E LOST WORLD L'ACCOPPIATA E' PRESTO FATTA: JURASSIC WORLD, NEI MIGLIORI CINEMA.

L'allevatore di Jurassic Park, poi ribattezzato per un misterium, Jurassic Blu segna il doppio colpo sempre all'ultima di Merano e questa volta con un fantino alla prima vittoria in siepi in Italia, in luogo di un allenatore.

Dai produttori di JURASSIC WORLD.

Articolo di Matteo Mancini.

Jurassic Blu, originariamente chiamato Jurassic Park, in onore al film di Spielberg uscito nel 1993 e passato alle aste ANAC con tale nome proprio in quell'anno, fa affiorare una certa nostalgia del tempo che fu, una nostalgia che richiama in causa persino i blasonati colori della Gerecon Italia, grande estimatrice di cinema come dimostrato da tanti dei suoi portacolori. Figlio di Fayruz e di Hollywell, Jurassic ricevette questo nome dal suo allevatore Stefano Luciani che poi lo vendette alla scuderia Gerecon e da questa passò alla scuderia Otto di Monaco (no, non è il nome di una città, ma quello di un allenatore credo fiorentino). No, non ha nemmeno niente a che fare con Viaggio al Centro della Terra dato che il suo protagonista si chiamava proprio Otto. O forse, invece, ha a che farvi visto che avevamo citato questo romanzo in occasione della presentazione della corsa vinta da Signum (uno che è figlio di Islandia), nell'ultima di Merano di un paio di settimane fa. E si... perché anche Signum era un prodotto proveniente dagli allevamenti Luciani e oggi, all'ultima di Merano, debutta un certo Nostalgia di Fano e indovinate un po' chi ne è l'allevatore? Proprio lui, Stefano Luciani. Il tutto avviene in occasione dell'uscita del quarto episodio dei dinosauri, Jurassic World, e nella giornata meranese non possono mancare una figlia e un nipote di Lost World, nome ricollegato a un certo romanzo del 1912 di Conan Doyle da cui tutto ha avuto inizio e che potremmo definire il nonno di Jurassic Park, il film, tanto che il romanziere Michael Crichton lo ha citato come sottotitolo del secondo episodio, e pensate un po', questo Lost World, il cavallo, è padre della compagna di colori nonché madre di quel Silver Tango finito proprio alle spalle di Signum e ancora una volta in pista all'ultima contro un prodotto griffato Luciani, quello che mise in razza un certo King of Tales e che tanto fu emozionato dal primo capitolo di Steven Spielberg.

Andiamo però a  vedere cosa è successo in pista, perché quel che è successo in sala l'ho già scritto in un altro blog.
Cinque prove in ostacoli, ritorna il cross riservato ai gentleman e amazzoni, è il sesto della stagione. In scena anche due steeple e due siepi di cui una per tre anni.
Dominio pressoché assoluto per Paolo Favero che centra quattro vittorie su cinque, più una quinta in piano con Red Pilgrim che premia la fiducia del suo entourage con il secondo successo consecutivo sulla lunga distanza e con Ferramosca in sella in luogo di Jana Prikaska. Il trainer di Sinigo vince, ma ottiene tutti successi inattesi con le seconde linee più in palla dei favoriti. A giocare bislacchi tiri mancini è il terreno insidioso, come dimostra la caduta nel tratto piano di Shame (cavallo che ha segnato il record di uscite stagionali con nove corse sulle spalle), ma anche risvolti dai tratti thrilling come nel cross di apertura che ha visto un duello tiratissimo per la leadership tra il positivo Regain Madik e l'APQS Uvea. I due, come avevamo paventato altrove, si sono dati gran battaglia, ma sono finiti per non imboccare correttamente un passaggio obbligato con consequenziale squalifica finale. Vince di gran classe Regain Madrik, ma Claudia Wendel dovrà strozzare il suo grido in gola, mentre Uvea cede nettamente alla distanza ingoiata dal finale, sul passo, di Monte Pelmo che regala il quarto successo a Riccardo Belluco su cinque prove, davanti a un buon Pakamo, al rientro sugli ostacoli da due anni e con l'irlandese Shanahan in sella (unico ad aver vinto tra i professionisti nella stagione), e un Doux Amer in deciso regresso.

Grande protagonista anche Francesco Contu, il decano degli allenatori ostacolistici e il veramente sfortunato in tutta la stagione. Il trainer sardo ha almeno tre vittorie in meno in classifica frutto di svariate cadute sull'ultima siepe e di distanziamenti discutibili. Anche oggi poca fortuna per lui con la bellezza di tre secondi posti fino al clamoroso successo finale centrato dal debuttante Nostalgia di Fano, quotato 47 a 1, il quartultimo cavallo del campo di tutta la riunione. Sono dunque Contu e Nostalgia di Fano i protagonisti assoluti della giornata. Proveniente anch'esso dall'allevamento Luciani, che aveva visto trionfare due settimane fa un altro debuttante, Signum, la baia ha sorpreso tutti regalando la prima vittoria in carriera in siepi al fantino Andrea Manuele. La femmina è sempre rimasta in coda al gruppo insieme al compagno di allenamento Denonvai per poi farsi sotto nelle ultime battute di gara, poco prima dell'imbocco della curva finale. Bravo nella gestione Manuele capace nel tratto piano finale di resistere al grande ritorno di Silver Tango, sempre brillante sui primi. I due separati da corta incollatura per quella che è l'accoppiata più perfetta della giornata. Primo un prodotto dell'allevamento di Jurassic Park, secondo il nipote di Lost World. Completa il podio il ritrovato Sbarazzino, quest'oggi in palla dopo il deludente debutto, ancora per Francesco Contu al training (un primo, tre secondi e un terzo posto nella giornata). Passo indietro, ma non troppo per Kandhamal che chiude davanti a quello che fino a oggi era considerato il leader generazionale ovvero Multiplier, quinto e mai in condizione di impensierire gli avversari. Malissimo, peggio del solito, Ho Yam Lay, fermata al termine della dirittura opposta a quella di arrivo, e Misterium.

Torna alla vittoria Dar Said, sui 3.900 in steeple del Val Passiria, ed è l'unico favorito in casa Favero a vincere. Il nove anni regala la terza affermazione a Rosati Colarieti che si sistema in seconda posizione alle spalle di Giulio Frascatani nella speciale classifica dedicata agli allevatori italiani. Trentunesimo successo per Jo Bartos, il settimo a Merano, ma grande battaglia finale col debuttante in Italia A Ton Tour. Il nuovo acquisto della Milano è andato molto vicino ad aver ragione sul fucsia e ha sferrato un duro attacco al favorito, non riuscendo tuttavia nell'aggancio. Terzo, vicino, Alcydon Fan. La gara è stata segnata dall'andatura moderata imposta dall'Aqps Top Secret, poi buon quarto sul passo. Rientro incolore per Giant Hawk, mai in corsa Mamacita Tango che fa comunque piacere vedere in pista dopo il brutto capitombolo sul muro. Caduto sulla curva di Marlengo, nel tratto piano, Shame.

Degna di nota infine la vittoria al debutto in Italia per l'irlandese Gary Derwin che ha spinto con grande energia Constantine (altro film che ho visto al cinema) in una sorprendente passerella finale nel Pr. Or Jack. Il figlio di Holy Roman Emperor ha dimostrato grande attitudine al terreno e alla pista e ha piazzato uno spunto finale sorprendente, specie per i bookmaker che lo avevano quotato 11 a 1. Secondo un'altra sorpresa, non per noi, Sentimentodarcadia che ha mutuato lo schema di corsa del debutto, pur facendo un'andatura di testa leggermente meno arzilla. Attenzione alla prossima uscita di Windfinder, l'allievo di Vana, un tempo molto qualitativo in piano, ha dato la sensazione di saggiare le siepi e, forse, di essere a corto di preparazione.  Vana jr lo ha tenuto sempre fuori dalla mischia, per piazzare lo spunto finale ormai lontano dai primi. Migliorerà di parecchio nelle prossime corse. Caduto sulla siepe che immette in dirittura di arrivo Makarenko, quando però avrebbe potuto dire qualcosa solo per una piazza. Malissimo i reduci del Corona Ferrea, in particolare il discontinuo Don Viannei, caduto quando ormai aveva detto tutto quello che aveva da dire. Conferma i propri limiti Lord of the Nile, quinto lontano dal vincitore.

Successo infine per Dominik Pastuszka che rientra dall'infortunio subito con una vittoria a sorpresa in sella a un Company of Ring in formato Alpha Two. Giusto omaggio alla dipartita di Cristopher Lee avvenuta domenica scorsa, ma comunicata dal Telegraph solo quattro giorni dopo. L'attore inglese, imparentato un po' con gli italiani e protagonista della più fedele trasposizione di Dracula di Bram Stoker (film girato, in parte, da Franco dietro casa mia a Tirrenia) era stato l'unico ad aver conosciuto lo scrittore Tolkien tra tutti i partecipanti al film La Compagnia dell'Anello. Il baio, tutto spostato sullo steccato opposto, non ha voluto mancare l'appuntamento con il cinema e ha avuto ragione di Grand Link e di una Nelly Darrier assai più convincente dopo il passaggio di allenatore. Incredibile delusione di Trafalgar Square, ceduto alla distanza, e soprattutto di un irriconoscibile Solar Focus mai capace di destarsi dall'ultimo posto.

Vittorie nelle piane poi per Troppo Forte, in formato palude del caimano, che regala il vero successo di giornata alla Wendel (vittoria agile su Abbiati), dopo la squalifica nel cross, e il doppio di Point Blank ancora per Belluco. Debutto per la giubba della signora Sala, giubba speculare a quella Dormello con l'aggiunta di bracciali e risultati, per ora, inversamente proporzionali e ritorno in sella di Giada Menato per il training Satalia (un ultimo posto con un cavallo comprato a Pisa per 8.050 euro e un penultimo posto, dopo gara di testa, con l'ex siepista Crissolo). Questo almeno secondo i programmi ufficiali, nella realtà invece la giubba non è rossa ma bordeaux, come mi è stato giustamente segnalato e come io stesso avevo già verificato prima della corsa, ma i programmi sono  i programmi. Questa storia mi ha fatto venire in mente l'errore clamoroso che per anni ha coinvolto il proprietario-gentleman Nerino Capon, i cui colori sono apparsi in pista nella giornata da Denonvai (soggetto da noi fotografato e di cui abbiam parlato nella riunione pisana facendo i complimenti a Salis per la caparbietà con cui lo ha portato all'unico piazzamento ottenuto), da non confondersi con Denovian che presto dovrebbe apparire proprio sulle siepi di Merano. Ebbene il signor Nerino Capon, per anni, si è visto trasformare la propria giubba, specie dallo Sportsman, se non ricordo male in bianca con cap nero, quando invece è viola e verde marino. Dopo il Voyager di Giacobbo il Mistero di Ruggeri.
Debutto, in conclusione di articolo, in Italia per Danzki, da Bushranger, recente acquisto Favero a Tattersalls, che non ha impressionato favorevolmente, finendo dietro ad Alfono e Itasip.

Appuntamento al 21 con uno dei principali gran premi in cross country.


lunedì 8 giugno 2015

Sintesi 23° Riunione ostacolistica, Maia, Merano.


UN MORDICCHIO IN VENA DI IRONIE SBRANA GLI AVVERSARI.


Un oggetto non ben identificato brilla sul cielo di Maia e la giornata diviene "Ai confini della Realtà": si passa dall'Islandia di Signum a l'Isola del Tesoro con l'irruzione finale di Giacobbo e del suo "Billy Silver". Quote astronomiche nel firmamento stellato altoadesino. Pubblico in contemplazione. Tutto questo e altro a...

...A cura di Matteo Mancini.


Un certo Ciro, non Vincenti, anche se la sua soluzione non fu affatto perdente e se il suo cognome è piuttosto in sintonia con la tematica qui oggetto di esame, dato che si chiamava Ippolito, un giorno ebbe un'idea brillante. Pensò infatti di prendere il titolo di un film famoso, Alien, e di produrre un nuovo film che avesse avuto come titolo Alien 2 sulla Terra senza poi aver alcuna relazione con quello di Scott, se non il fatto che lo avrebbe dovuto girare un tale Proietti... E lo sapevo che alcuni di voi sarebbero subito caduti in errore senza neppur dover saltare!!! No, non è quello di Febbre da Cavallo, che pure scottava non poco viste certe evoluzioni del mercurio nel termometro, bensì Biagio, grande sceneggiatore di sceneggiati televisivi che più gialli non si può e che io ho avuto il piacere di conoscere ottenendo dallo stesso la consegna di un certo premio. Questo Ippolito, insieme ad altri suoi colleghi, aveva capito come il titolo di un film (o di un libro o di un articolo) era particolarmente importante per la fortuna o meno di un dato lavoro, a prescindere dai contenuti, talvolta del tutto assenti o raffazzonati. E realizzò un successo commerciale a dir poco clamoroso, ricorrendo a una manciata di trippa da apporre sulla telecamere e scomodando persino le forze dell'ordine attirate da uno strano puzzo liberato da uno scantinato di un condominio. «Non avran mica commesso un delitto?" si dissero alcuni agenti. «No, signori» risponderà loro Ippolito «Era la trippa andata a male, lieti che siate venuti, ora il mio film godrà dell'alone di culto!»
Bene, siamo qui con un grande esperto di passaggi incrociati da una materia all'altra e soprattutto di ripescaggi dagli articoli precedenti fin qui pubblicati su queste pagine. In occasione della prima giornata stagionale di Treviso (articolo pubblicato il 4 marzo), il cui titolo di presentazione si chiudeva con la frase Alla ricerca del cavallo perduto, vi avevamo proposto un corposo dossier all'interno del quale  risultava presente una particolare foto di Mordicchio, sotto cui campeggiava la seguente descrizione: "Eros Ostanel chiede informazioni al rientro di Mordicchio. Sulla sinistra passa il dominatore della riunione PAOLO FAVERO, in posa pensierosa". Subito sotto poi avevamo pubblicato la foto di un aereo invisibile, l'F-117 Night Hawk con scritto "Oggetti misteriosi su Treviso". L'articolo poi si chiudeva con la foto del calciatore Camillo Ciano nato nel giorno della foto scattata a Mordicchio, meno un mese del calendario commerciale. Ebbene Mordicchio, piuttosto curiosamente, risultava tra i protagonisti assoluti di quell'articolo, anche in virtù di un particolare aneddoto relativo al rientro dell'ex Gran Corsa Siepi di Roma corsa a Pisa e da noi riportato. Questo soggetto, da dopo Treviso, non ha più corso ed è riapparso in modo incredibile domenica scorsa a Merano. Coincidenze o strani signum del destino? Leggenda o agenda? Ironia o concreta realtà?
Andiamo a vedere cosa è successo in pista dopo l'apertura col cross e come ormai avrete capito in certe corse può succedere di tutto, ma questa volta avete capito male... a sorprendere è stato tutto il resto, ma non c'è da restare troppo a bocca aperta data la presenza alla seconda di Twilight Zone, ritornato a Merano dopo l'ottimo secondo posto nella riunione del G.P. Merano di settembre scorso. 
Allacciate allora le cinture e preparatevi a vivere le pure emotion della giornata facendo un po' di spazio anche a John Titor data la presenza di ospiti illustri ed eccezionali.

Si parte con i festeggiamenti dovuti alla giornata della festa dello sport tributata dall'organizzazione Maia. Vi parteciperà con grande enfasi anche Paolo Favero che, per l'occasione, penserà bene di ispirarsi ai principi decoubertiani piuttosto che a quelli machiavellici, lui che, da audace estimatore di stalloni di gran classe, non potra non apprezzare nel ricordo l'incredibile qualità riproduttiva di un tale Machiavellian. E così, contagiato dallo spirito sportivo e distratto dalla presenza dei campioni dello sport di altre discipline e anche dall'enorme mole di successi fin qui macinati (quarantacinque, uno in più rispetto alle pole di Lewis Hamilton trionfatore in serata sulla pista del "fantino" della Formula 1, cioè l'aviatore Gilles Villeneuve, uno che in fatto di febbri ne sapeva qualcosa), si "limiterà" a vincere due sole corse (una in piano) senza piazzarsi nei primi tre in nessuna delle altre. Per il "principe" maestro della pista (in vena anche lui di ironie con Principe del Mare, lui che è della montagna) una giornata da balneante fin troppo esposto ai raggi di un sole altissimo nella volta celeste e così cocente da indurlo (mormorano alcune voci tutt'altro che attendibili e fin troppo ciarliere), nel post-gara, al ricorso della crema idratante dato un certo rossore dovuto al fin lungo pellegrinaggio pomeridiano aperto dall'ex pisano Nils ed esaltato da Red Pilgrim con una monta per lui inedita (a tal proposito, se siete interessati, con un settino ve lo portate a casa).

Le competizioni venivano aperte dal cross Anniversario degli Steeple Chase di Italia, esame propedeutico all'eccesso ai gran premi primaverili di specialità. 4.100 metri da macinare con soli cinque al via. Impossibile fare gioco, favoritissima la scuderia Favero (1.15) composta da Nils, Ara Gold e Racconigi, con i primi due a contendersi le chance di vittoria. Possibile sorpresa per il rientrante Arman, presentato dai due Josef Vana e ben trattato al peso. Davide Satalia invece rispolvera dal Giurassico una "belva" di qualche anno fa, una scoperta di Auteuil si potrebbe quasi definire, assente però da tre anni. No, non fate ironie proprio nella settimana dell'uscita di Jurassic World (poker di Spielberg abbastanza in linea con la corsa, peraltro)... voi non siete mica Mordicchio e nemmeno lui dato che è un erbivoro e non è un sauro.

La corsa non riserva grandi sorprese. Ara Gold si incarica di fare l'andatura a ritmo discreto, fin quando Davide Satalia, piuttosto stranamente, va a rompere gli schemi precostituiti dettati dallo sviluppo del tema proposto ai candidati dagli organizzatori, andando a tirare via di buona lena con Trangle d'Or. Il francese di proprietà della scuderia Liga la Sela (al debutto in ostacoli) riesce a sorprendere anche il telecronista con una voglia di galoppare e una cadenza che fa quasi sperare a qualcuno, in piedi in tribuna, alla sorpresa della giornata più clamorosa (non lo sarebbe affatto stata), ma come disse qualcuno nel vedere certe gesta di un tale Antonello da Messina, è un fuoco di paglia. Il cavallo, a poco a poco, cede e viene di nuovo rilevato da Ara Gold inseguito da Nils. Sembrerebbe una lotta a due, specie quando si impegna la curva conclusiva, con Arman a inseguire più indietro e gli altri staccati con in coda un deludente Racconigi. Dopo l'ultima siepe Nils allunga molto bene su Ara Gold che viene acciuffato sul palo dal grandissimo finale, sull'estremo lato della pista, di Arman in un epilogo recitato a memoria da Josef Vana jr. Quarto, ben distante, Racconigi ha facile gioco su un esausto Trangle d'Or da cui (forse) Satalia ha preteso fin troppo (ma amministrare un po' più la corsa, stando in fondo, avrebbe guastato all'esito finale?).
Quartancinquesimo successo per Paolo Favero, poker servito da Nils (unico cavallo ad aver vinto quattro corse su quattro in ostacoli nella stagione italiana), trenta e lode invece per Josef Bartos assoluto leader incontrastato nella classifica dei jockey con 68 corse disputate (30 vittorie e 28 piazzamenti).
Mi preme poi fare una sottolineatura su Nils, oggi definito come un mostro sacro delle prove in cross. Si tratta di un cavallo che, dopo interessante inizio carriera a Pisa, era finito nelle categorie di minima (decisamente ciuco in piano) debuttando poi in modo assai deludente in siepi, a quattro anni, stentando a piazzarsi in categoria vendere. E' diventato, di fatto, molto competitivo solo dopo aver compiuto sette anni e in corrispondenza al passaggio in categoria cross. Questo per dire che i buoni risultati conseguiti sono sì merito di Paolo Favero, che riuscì a fare qualcosa del genere anche con Fatal Mac (a mio avviso di categoria di gran lunga superiore), ma sono anche attribuibili a un lotto di avversari poco competitivi per la categoria. Inutile nascondersi dietro i mignoli di una mano di un bimbo di cinque anni. Lo stesso Arman, prima di passare ai cross, navigava in categorie vendere, mentre altri sono soggetti che dire curati da infortuni è dir poco.

Tutto previsto nel Comune di Merano che ha visto la netta vittoria del Freitag Burgraff che ha anticipato Twilight Zone nella lunga volata lanciata da Stucchi prima dello sbocco in dirittura d'arrivo, dopo sfuriata iniziale di Frantic Storm. Buon terzo Fernando, capace di chiudere molto vicino a Twilight. Achen, al rientro in piano dopo carriera ostacolistica, quarto mai in corsa ma capace di superare il calante Frantic Storm per la gioia dell'amazzone Nero. Dispersa per la pista, e giunta a una decina di secondi dal penultimo, Giallorossa con l'incolpevole Wendel in sella, quella del fratellastro di Trangle d'Or, cioè Regain Madrik.

PROSEGUE DOMANI



Il corsaro BILLY SILVER
Ideale commistione tra Billy Bones e John Silver che, tramite i Voyage di Jules Verne, permette di passare
da Viaggio al Centro della Terra a L'Isola del Tesoro del Voyager di Giacobbe emigrato dalla
Toscana in Rep.Ceka proprio come BIG MAGO.
(Foto presa dall'eccellente sito www.josef-vana.cz)

venerdì 5 giugno 2015

23° Giornata Ostacolistica, Maia, Merano.


QUARTA GIORNATA TELEGRAFICA

A cura di Matteo Mancini


Il caloroso pubblico altoadesino pronto a gremire la tribuna in mezze maniche.


Quattro prove in ostacoli su sette, si rivede poi a Merano Twilight Zone mentre torna in piano, dopo anni, Achen. Nella prima prova, cross country sui 4.100 metri, spettatori che assisteranno allo spettacolo in pista senza mattere mano al portafoglio dato un trio Favero difficilmente battibile. Ara Gold forse preferibile a Nils (sempre vincitore nel 2015), con Racconigi a fungere da sorpresa. Qualche chance per il rientrante Arman, bene al peso. Satalia rispolvera invece dai prati un nuovo pezzo illustre, Triangle d'Or (tre anni di inattività, un tempo ottimo soggetto proveniente dagli allevamenti del grande Cottin), e fa il suo debutto stagionale in cross, così come fa il debutto in ostacoli il nuovo proprietario Ligalasela (speriam che il sottopancia allora sia stato ben allacciato onde evitare di fare la fine di un certo Emiliano, proprio là dove La Faina era di casa...), scuderia con cui Satalia ha vinto per l'ultima volta in piano con Liu Gin (nulla a che fare con Chun-Li scuola Street Fighter). Per Giuseppe Satalia e seguito, nel 2015, 31 corse e due sole vittorie (e quattro altre volte tra i primi tre), entrambe con Liu Gin in piano.

Pronostico Mancho: Ara Gold, Nils.

Siepi in scena alla terza corsa, Pr. Gargazzone, 3.300 siepi per quattro anni. Debutta in Italia e in siepi Dominato, proveniente dall'Allemania, rientra da settembre. Mario Marcialis, credo per la prima volta, presenta due allievi nella medesima prova. Nove al via. 

Prima fascia: Prova a Prendermi, Moqorro, Little Bruv.

Seconda fascia: Dominato, Scharamara, Constantine.

Outsider: Superkiki.

Estremi outsider: Sir Rosco, Relativa.

Quattro anni e oltre nella seconda siepi, su distanza più breve (3.000 metri). Dieci al via con soggetti visti e rivisiti. 

Prima fascia: Andrea Doria, Saarinen, Wiston.

Seconda fascia: Halban de Juilley, Drounais. 

Outsider: Salar Fircroft, Principe del Mare

Estremi outsider: Mordicchio, Apres Moi, Germipola.

Si chiude con lo steeple. Anche qua soliti soggetti eccetto il rientro del grigio Billy Silver, assente dalla piste da dicembre.

Prima fascia: Mazhilis, Kamikaze de Teille.

Seconda fascia: Darakti, King Hawk.

Outsider: Shame, Ciro Vincenti.

Estremo outsider: Billy Silver.





venerdì 29 maggio 2015

Presentazione 22° Giornata Ostacolistica, Maia, Merano.


PER LA TERZA ALTO ADESINA ARRIVANO I BIG

A cura di Matteo Mancini

La titolatissima INCOLINX, di Mister Romeo, torna in siepi
dopo tre anni di assenza.
Nella foto BOSSA. (Foto di Matteo Mancini).

Giornata di corse estremamente interessante in quel di Merano, domenica prossima, col numero uno della prima corsa, Pr. Postal (località dove pernottai in una mia escursione a Merano), con la giubba Ape Maia da noi omaggiata nella precedente presentazione con la foto a Regain Madrik, colori di Barbara Taber in sella l'irlandese Shanahan, nel cross di Regain sull'AQPS Uvea. Sette le corse in programma, quattro delle quali in siepi con il Pr.Pirelli, dal vago retrogusto da classica di gruppo, visti i dichiarati partenti, a calamitare l'attenzione, catturata comunque anche da due prove per debuttanti. Più in particolare suscita grandissime curiosità la settima corsa, con addirittura tredici concorrenti impegnati nel Pr. Prime Siepi, quello vinto lo scorso anno per dispersione da Fantastico Daniele. Molti nomi nuovi per la stagione, ma immensi protagonisti del movimento ippico. Su tutti campeggia il nome della scuderia Incolinx del signor Romeo, che torna in siepi dopo un intervallo di tre anni e spostando i suoi effettivi da Paolo Favero a Giuseppe Satalia da leggersi Satalia-Menato. Si tratta di una scuderia che non ha bisogno di presentazioni e che ha fatto la recente storia dell'ippica italiana. Tre nomi su tutti? Worthadd, Voilà Ici e Altieri, tre autentici fuoriclasse capaci di farsi rispettare anche all'estero.
Torna poi a Merano il fantino ceko Jan Faltejsek, trionfatore nel Velka di Pardubice, scelta di punta della DS Pegas scuderia ceka che in patria è una vera e propria leggenda anche per aver vinto tre edizioni consecutive del Velka con Orphee des Blins. I bianco rosso cerchiati mancano dall'Italia dall'edizione dello scorso Gran Premio Merano in cui parteciparono con Kamelie, tra due giorni manderanno in pista un soggetto dal nome latineggiante, Signum, che curiosamente sembra richiamare in causa la storia della linea parentale di Omissis, quella di Miss Galileo, perché si ripropone l'effetto Vedo Doppio de La Nuova Sbarra, in quanto si tratta di un perfetto omonimo di un portacolori della scuderia laziale. Che sia una sorta di nomen omen ovvero un segno del destino...? Resta un Misterium...
Ricompare anche il polacco Gregory Wroblewski il quale, curiosamente, non appare quale allenatore della Pegas bensì quale trainier di un portacolori della scuderia Vocetka, quella di Big Mago, che invece di solito riserva i propri soggetti a Vana sr (altro eroe leggendario del Velka). Tra i soggetti consueti si rivede poi Eros Ostanel, assente da qualche giornata ma domenica in scena con il suo Notti Magiche. Questo e altro nel prossimo week-end meranese che ci apprestiamo a presentare qui di seguito.

Iniziamo in ordine di programma. Si parte con una prova per gentleman e amazzoni sui 1.600 metri, condizionata che vede sei soggetti a contendersi il premio finale dedicato alla località Postal, in cui ho pernottato e fatto buona colazione. Attira subito la nostra attenzione il numero sei, Sir Rosco, che Paolo Favero riporta in piano dopo pessime prove in siepi. Figlio di Rosacara, vanta una buona linea a suo favore nel confronto con un altro soggetto dal nome omaggiante i colori ovvero Red Pilgrim, che si è comportato bene in piano, pur se in categoria inferiore, piazzandosi anche a Milano nel premio Doppiadi. E' David Steinwandter la scelta del trainer di Sinigo: ventiquattro corse nell'anno con due successi, manca dal migliore dei piazzamenti dal 21 marzo quando vinse con Fire of Debora che troveremo alla seconda in siepi.
Mi piace molto l'ex dormelliano Raimondi, il marcatore di Ciano come lo avevamo definito (a proposito gran finale di stagione per questo giocatore del Crotone che ha sfiorato quasi la conquista del titolo di capocannoniere della serie B, portando la sua squadra dall'ultima posizione alla salvezza, lieti di aver portato fortuna agli squali pitagorici). E' trattato alla grande al peso ed è in vantaggio di qualche lunghezza su Noble Champion della Freitag. Avrà in sella la fido Evelyn Pohl, alla sesta stagionale. Il cavallo da battere però è il tedesco Point Blank da Royal Dragon che, in questa categoria, ha tutti i crismi del drago di turno. Eloquente la scelta di Riccardo Belluco che lo preferisce a Noble Champion, lasciato in sorte a Ferramosca. Il tedesco, lo scorso anno, correva in pattern race senza sfigurare (è persino piazzato nel Ribot e nel Pr. del Piazzale, rispettivamente Gr.2 e Gr.3). E' rientrato a Milano, davanti tra l'altro a Morning Star ammirata poi in siepi, e qua dovrebbe incarnare il ruolo del favorito. Completano il campo il già citato ape maia Dachs, che ha corso bene a Milano con interpretazione di Bossa (che vediamo in foto a inizio articolo nel giusto contromaggio a Barbara Taber, la cui giubba era stata tributata dal mio scatto sulla riviera a Regain Madrik mostrato a inizio presentazione della seconda giornata di Merano) e qua affidato all'emergente irlandese Shanahan, e lo svizzero Giallorossa di cui non so praticamente nulla se non che è montato da Langmeier per gli storici colori della Landihof, che hanno preso parte più di una volta anche al G.P.Merano (un cavallo su tutti Leo Le Lion poi finito a difendere i colori con cui è sceso in pista anche il mago del cross Fatal Mac, poi finito nelle mani del principale proprietario del trainer dell'Ape Maia), fatti dal bianco con stella e bracciali rosa, giusto in omaggio alla madre di Sir Rosco e il riferimento non va certo all'Hazzard del serial televisivo né al paradisiaco blues scuola Chelsea (uno che con i giardini ci sta a pennello come suggerisce il suo nome).

Pronostico Mancho: Point Blank, Raimondi.

Ecco i salti, speriamo di gioia per chi ha vinto la sua scommessa: Pr. Cogne, un nome che fa tremare le gambe per aver vinto due edizioni del G.P. Merano, a età avanzatissima, intervallate da quello che non è un corrispettivo della Prosettiva Nevki parigina, ma l'unico portacolori della Dormello Olgiata ad aver vinto sui 5.000 metri del tracciato altoadesino, al punto da lasciare basiti buona parte degli spettatori presenti quel 1968 per la netta e signorile affermazione. Sto parlando del luci-rosse a sfondo bianco Pigalle, un Baseggio in mezzo al doppio Mattei, una sorta di gabbia per arrestare chi col bianco aveva già vinto portando al successo il portacolori del signor Pini: Conte Biancamano. Questo il passato fatto da grandi saltatori, alcuni dei quali oggi ricordati con il nome dei premi a loro tributati. Domenica otto nuovi soggetti, quattro anni e oltre, si confronteranno per la loro prima volta in carriera sui 3.000 metri in siepi del Cogne. Andiamo a vedere di chi si tratta...
Innanzi tutto trattandosi di una debuttanti diventa difficile fare un pronostico poiché non abbiamo basi, né abbiamo visto i lavori mattutini. Mi stuzzica non poco Unisol della scuderia Incolinx che ritorna in siepi dopo tre anni di assenza. Lo abbiamo già accennato, si tratta di una delle scuderie che, nel corso degli anni, è cresciuta in modo esponenziale (specie nel nuovo secolo) pure essendo sulla breccia dell'onda da oltre trent'anni (ci sconfisse nel lontano 1982 in un'edizione del Pr.Pisa, quella vinta da How To Go), diventando, di fatto, una delle più importanti di Italia spesso con soggetti acquistati dall'allevamento Rosati-Colarieti. Il Signor Romeo, da non confondere con gli ostacolisti Mr Romeo di estrazione Favero né con il Forza Romeo scuola White Star ma di proprietà del presidentissimo di Pisa, grazie a investimenti mirati, successi internazionali e calo secco della concorrenza, è riuscito a impreziosire la propria bacheca con un'infinità di premi togliendosi persino la soddisfazione di conquistare allori all'estero. Tanto di cappello e applauso per esser ritornato sulle siepi e soprattutto per aver dato fiducia, in luogo al fido Paolo Favero (precedente allenatore scelto dall'Incolinx), a un entourage giovanissimo (Satalia-Menato) che nel 2015, in ostacoli, ha fatto vedere davvero poco date le premesse iniziali (Davide Satalia aveva vinto il Grande Steeple Chase di Milano nel 2014). Alcuni nomi tributo per festeggiare il ritorno del verde-fucsia a Merano. Worthadd è probabimente il soggetto più titolato avuto da Romeo. Nove vittorie (di cui sei in classiche) in diciotto uscite, tra queste addirittura una trasferta intercontinentale in Canada (456.000 euro al primo). Vincitore inoltre in Germania, piazzato in Francia e in Inghilterra con Romeo ad alzare le coppe, tra gli altri, del 127° Derby Italiano (Gr.2), del Parioli (Gr.3), del Ribot (Gr.2), del Vittadini ex Turati (Gr.2). Il cavallo a cui però l'Incolinx è più legata, per esser stato il suo primo grande esponente, credo sia Altieri: sedici vittorie (sette classiche) in trentatrè uscite, con successi anche in Francia e piazzamenti in gruppo 1 in Inghilterra (battuto da Oratorio), con apici caratterizzati dai primi posti nel Pr. Ribot (Gr.2) e nel Presidente della Repubblica (Gr.1) premio questo vinto due volte, per un totale di oltre 1.000.000 di euro di vincite.
Altri soggetti straordinari che hanno difeso i colori Incolinx sono stati Voilà Icì (oltre 800.000 euro di vincite con trasferta in Giappone per prendere parte alla Japan Cup, vincitore del Pr.Tesio, del Pr. D'Alessio, del Pr.Roma e del G.P. di Milano, tutte pattern race di lusso, con successi anche in Francia), il contemporaneo Duca di Mantova (2° nel Jockey Club, Gr.1), Adamantina (Pr. Dormello, Gr.3), Blu Constellation (Primi Passi, Gr.3; Ex Umbria, Gr.3; vincitore in Francia in Gr.2), Selmis (Presidente della Repubblica, Gr.1;) e altri svariati vincitori di classiche. Meno blasonato il bilancio in ostacoli con poco meno di una dozzina di soggetti ad aver saggiato gli ostacoli, tutti agli ordini di Paolo Favero. Il migliore è stato sicuramente Pauo (2° nella Gran Corsa Siepi di Roma nel 2008, Gr.1), mentre il primo a intraprendere questa particolare carriera è stato, nel 2004, Veleno Blu (carriera longeva sui salti, ma sotto altra bandiera, senza grandi risultati). Gli ultimi due invece, nel 2012, sono stati gli interessantissimi in piano Tauman e Insciaveghen, con i quali forse Romeo sperava di operare la scalata ai gran premi ostacolistici raccogliendo però solo delusioni. Il primo ha disputato appena quattro corse con una vittoria, un rullino non paragonabile all'ottima carriera in piano (vincitore del Berardelli, Gr.3, e di Listed Race), stesso discorso per il secondo con la metà di corse disputate e un destino da sviluppare in Sicilia (piazzato in Listed, tra cui il Pr.Pisa, e Gr.3). Molto meglio invece lo score di alcuni soggetti passati tra le mani della Incolinx e poi ceduti a Paolo Favero che li ha indirizzati alla nuova carriera di saltatori. Tra questi ricordiamo i vari Wrestler, Babawi, Serica (tutti vincitori e piazzati in classiche) e i meno fortunati comunque vincenti Fano e Time Trial (quest'ultimo recentemente rinato a Siracusa). Da notare come l'attività della Incolinx si estrinsichi in tutti i fronti avendo la stessa tentato, con un certo profitto, la via dell'allevamento. Tra i prodotti fatti in casa merita una citazione Vague Nouvelle, vincitrice del Regina Elena (Gr.3) e più volte in categoria Listed. Tra gli altri Attrazione e L'Illusionista. Sono solo alcuni dei nomi dell'enorme mole di soggetti che Romeo ha visto passare in tanti decenni sotto i suoi occhi, tra questi ricordo una cavallina minore presente nei miei archivi per via della sua linea paterna: Miss Turlington, acquistata yearling da Romeo per 46.000.000 di lire e vincitrice più volte prima di passare di casacca. Domenica sarà il giovane Davide Satalia a indossare questa prestigiosa giubba, forse la più importante da lui indossata con l'occasione di dare un colpo di coda a una stagione agonistica fin qui per lui deludente. Il giovane fantino romano non ha ancora vinto una corsa e stenta a trovare ingaggi. Unisol è un soggetto piuttosto regolare, ha corso bene a Milano in handicap e dovrebbe esser in buon stato di forma. E' la mia prima scelta.

Attenzione poi a Stellato, settimo cavallo della stagione schierato da Josef Aichner che fin qui ha raccolto meno di quanto sperato. Arriva dalle reclamari francesi, dove vinceva, e vanta una discreta frequentazione a tre anni in Germania, quando correva in corse di gruppo. Sorprende la scelta della monta: c'è il gentleman William Thomas Shanahan, scelta che farà alzare la quota.

Come terzo cavallo andiamo per la costanza di Fire of Debora, molto valida in gentleman e amazzoni e già da mesi iscritta in prove in siepi. La femmina cambia di proprietà passando dai colori di Richard Stampfl a quelli inediti di Christian Troger, giubba e berretto rosso con stelle bianche, che debutta in assoluto. Al training c'è ancora Raf Romano che affida la femmina, figlia di Imprevedibile, a Vana Jr ingaggiato per la prima volta dal bresciano. I fan di Raffaele Romano potranno invece trovare il loro pupillo in sella a Makarenko, soggetto molto interessante a tre anni, vincitore del Pr.Optional, ma poi vittima verosimile di qualche acciacco che lo ha tenuto fermo per quattro mesi con crollo di prestazioni. Arriva dalle scuderie di Brogi e prima ancora dagli allevamenti della Rosati-Colarieti, se in forma potrebbe dire la sua. E' figlio di Verglas (figli già vincitori in siepi) e difenderà i colori di un altro debuttante assoluto: la scuderia Mino.

Una sola freccia nell'arco di Paolo Favero, il figlio di Galileo e Magic Carpet, Lord of the Nile. Si tratta di un debutto particolarmente ritardato per questo soggetto pagato non poco a Tattersalls in autunno, ma che ha fatto vedere poco in piano. La provenienza e la monta (Bartos) però sono tali da meritare massimo rispetto, sulla carta si presenta sulla linea del duo Romano mentre mi sembra meno convincente dei primi due citati.

Completano il campo, ma tutt'altro che da ignorare, il polacco Pillar (eccellente in Polonia ma fermo da quasi due anni) dell'esperto Wroblewski al debutto stagionale in Italia (in sella si rivede Roberts, bravo a Milano), Sentimentodarcadia (mai piazzato nel 2014, valido a due anni tanto da esser poi presentato in Listed), allenato dal decano Contu, per un fucsia, quello di Biasia, visto una sola volta in pista, nel 2010, con un cavallo dal nome carissimo per Francesco Contu: Elpais. Da un fucsia ritrovato a uno mancato, ancora dell'entourage Contu, ci riferiamo a Mastria (proprietario tra gli altri di Fermi, soggetto preso dalla scuderia top of the top dell'ostacolismo italiano) che, stranamente, cede il suo Garlaschelli avuto in allenamento dal Canu, meglio conosciuto in certi ambienti col nome di battaglia Clemente, al gentleman maremmano Fineschi (poco più di una dozzina di vittorie per lui, in ostacoli, in quasi venti anni di carriera, vincitore anche in piano). Per quest'ultimo si tratta del debutto in veste di allenatore, con soggetto, guarda caso, affidato all'attuale seconda monta in casa Contu: ovvero Andrea Manuele. Ruolo molto difficile per loro, estremi oustider della corsa. Mi piace però chiudere con un omaggio a Filippo Fineschi, appassionato che ha corso anche sulle siepi di Chilivani oltre che su quelle di Novi Ligure, Torino e in piste quali Siena e Capalbio e che vanta un pazzesco secondo posto nella prova principe per i gentleman rider degli ostacoli. Il fatto si verificò nel Pr. Nazioni del 2003, a Merano, quando per effetto di una rocambolesca serie di colpi di scena, Filippo Fineschi, in sella a Babies, oltre cento la quota al totalizzatore, chiuse al secondo posto sfiorando un'impresa mega galattica. Del resto nel cross... può succedere di tutto. Tra i cavalli del cuore, per il maremmano, penso di poter citare Ganapati che gli ha regalato un poker di successi in ostacoli (unico soggetto con cui Fineschi ha vinto più di una volta sui salti), poi Pipa con cui ha vinto per la prima volta in siepi il 14 marzo del 2002, Windlight, con cui ha vinto il premio più sostanzioso in quel di Milano (oltre 9.000 euro al primo), Carnera con cui vinse a Pisa intervallandosi con qualcuno conosciuto come Pampero, oltre a Gangelies (ultimo purosangue ad aver vinto il Palio di Siena) e a Hyakutake che è il terzo cavallo assoluto avuto da qualcuno legato a Il Tempesta, soggetto quest'ultimo che ha strapazzato in quel di Livorno un bombolone assaggiato anche da Clemente (roba da Squali Bianchi).

Pronostico Mancho: Unisol, Stellato, Lord of the Nile.


Si può ora aprire il sipario sui veterani, Pr.Scena, 3.300 metri in siepi, per quattro anni con molti protagonisti di classiche senza chiamare in causa il Classic Chelsea, fratellastro della citata Miss Turlington, anche perché in questa prova non c'è nè la Incolinx nè l'Hazzard. Ruolo da favorito netto per High Master che Paolo Favero non va a risparmiare, pur cedendolo ad Axel Ambruschitz. Il figlio di High Chaparral si è dimostrato il più forte di tutti e con la giubba Magog va a cercare il record stagionale di quattro successi non ancora raggiunto da nessuno. Il peso è severo, 70 kg, ma la qualità è evidente. Alisios e Dirk Fuhrmann cercheranno allora di regalare una nuova doppietta alla scuderia austriaca, presentandosi quale binomio più pericoloso per il nuovo compagno di colori. Green Paradise a interpretare il ruolo dell'oggetto misterioso che potrebbe scombinare i piani. Fresco acquisto di Elia Tanghetti (Romano al trainer) che lo ha pescato in Francia. Si tratta di un soggetto che ha corso davvero tanto ed è alla nona uscita stagionale; in Italia, in ostacoli, nessuno ha corso tanto. Ha vinto una sola volta sui salti ed è stato acquistato dopo una reclamare di Auteuil in cui ha chiuso al terzo posto in una prova vinta da Sean Carrere in sella a Auenwirbel. E' l'elemento destabilizzante che potrebbe rompere una corsa che, salvo sorprese, sembra già scritta. Tra gli altri cercherà un piazzamento Fantastico Daniele da preferire ad Agonda, più dura per gli altri, tra cui Thibodeau e Nos Galan comunque in ottima forma. Rientra da Pisa Relco Sud Ovest, che potrebbe pagare qualcosa anche se Ostanel lo avrà tenuto a riposo, mentre ha un ruolo da estremissimo outsider Rum Dum che trova però una monta interessante cioè Jaroslav Myska anche lui al ritorno in Italia (manca dal Gp Merano, quando cadde sulla fence con Demon Magic).

Pronostico Mancho: High Master, Alisios, Green Paradise.

Pausa con una piana riservata ai gentleman e amazzoni in cui si rivede Mychoon, in un Premio da maglia rosa visto che stiamo per vivere l'epilogo del Giro di Italia, Pr. Passo dello Stelvio, 1.500 metri a vendere. Sette al via al grido "Ricordatevi di Alamo...!"  liberato da Luciano Rossi, il timido di Trinità, nello stadio vuoto di football americano di Due Superpiedi Quasi Piatti. Noi però da amanti cinematografici andiamo per l'altro film, quello di Pettinari (uno che faceva coppia con Ciano all'attacco), e indichiamo Troppo Forte come nostra prima scelta, si proprio lui che la maglia rosa la indossa pure. Trattato alla grande al peso è invece Mauriac che dunque lo andiamo a indicare su Mychoon e Itasip.

Pronostico Mancho: Troppo Forte, Mauriac.

Er Merano... Er Merano... Er Merano pure a te...
Ahò, su TROPPO FORTE nun scommette nessuno...?
(Foto Matteo Mancini).

Main Event della giornata è il Pr.Pirelli, condizionata per cinque anni e oltre sui 3.500 metri del percorso in siepi. E', a tutti gli effetti, una prova che potrebbe fregiarsi del titolo di classica, perché, fa tristezza a dirsi (in parte), sono in pista tutti i migliori siepisti del panorama italiano con l'eccezione di Kazoo, assente. Al di là del livello è comunque una bella corsa all'insegna dell'equilibrio.
Opto per Notti Magiche, perché Eros Ostanel l'ha tenuto al riposo e crede molto in questo soggetto. Il cavallo è finito bene dietro al miglior Sol Invictus e vanta un peso da acquolina in bocca. Ostanel lo affida a Roberts vista anche l'indisponibiltà di Fuhrmann impegnato con Favero. Mi fa poi piacere sottolineare che il figlio di Sea Sex Sun tornerà a confrontarsi con Big Mago come quella volta a Milano con la foto appaiata dei due pubblicata a inizio stagione qui su queste pagine. Il portacolori della Vocetka, rigenerato da quando è stato eletto mascotte del blog, sale ancora di categoria e arriva al confronto con i big. L'impegno per lui è difficile, ma non impossibile. Avrà dalla sua il nostro tifo e un bel pesino. Come High Master (altra invenzione del blog, unici in Italia a darlo come primo favorito quando non lo considerava nessuno) andrà alla caccia del quarto successo nella stagione. Josef Vana jr però lascia il Mago a Jan Kratochvil e sale su Taquari, il soggetto più in forma della compagnia e anch'esso autore di una escalation dalle minime alle top. L'ultima volta è caduto lasciando campo libero a Signor Tiziano, ma dava l'impressione di controllare alla grande l'allievo di Contu. Molto pericoloso, ma non a sufficienza per impensierire la qualità di Sol Invictus (altro che potrebbe calare il poker) che tuttavia ha fatto un pessimo rientro soprattutto alla luce della vicinanza di Racconigi. Impossibile escludere il Magog dalla rosa dei tre favoriti anche se i livelli non sono ben scavati e lo stato di forma può fare la differenza (in questo caso a suo sfavore). Chiaromonte ha vinto molto bene l'ultima volta, ma il livello di quella corsa è reso interrogativo dalla mancata conferma di Racconigi in categoria assai inferiore. A ogni buon conto, sulla linea di Arjen, è in linea per un piazzamento. In secondo piano il comunque valido Arjen chiuso da svariati confronti diretti, il già citato Big Mago e Cotton Eye Joe, estremo outsider, mai piazzato nei primi tre in est Europa. Monta di Kubik, trainer di Theiner alla seconda stagionale al Maia.. Bella corsa, lo ripetiamo.

Pronostico Mancho: Notti Magiche, Taquari, Sol Invictus.

Dieci al via nel Cantina di Merano, handicap di minima sui 2.200 metri per gentleman e amazzoni. Ancora una volta un numero uno della scala con peso proibitivo (86 kg) che viene dichiarato non partente. Presenti gli ex siepisti Carioca Black e Valdivizze entrambi con peso gravoso. Ad andare in scena però è la rivincita del premio Terlano con otto soggetti su dieci che tornano a confrontarsi. Peso dalla parte di Valdivizze con Manfred Tschigg alla terza monta in carriera, avversario potenzialmente pericoloso potrebbe essere la discontinua Eccentrica, quindi Carioca Black che ha battuto l'intera compagnia vedendo però aggravare la situazione al peso. Chance anche per Danger e in subordine Serafino Gatti.

Pronostico Mancho: Valdivizze, Eccentrica, Carioca Black.

Ed ecco alla settima corsa che per una bizzarra scelta degli organizzatori chiude il programma sebbene si tratti del Pr.Primi Salti. Seconda prova per debuttanti sui 3.000 metri in siepi, per tre anni, con grande successo di adesioni. Tredici al via, salvo ritiri, con numero di cavalli impegnati sui salti nel corso della stagione che supera le duecento unità.
Si tratta di una corsa molto difficile e che potrebbe riservare grandi sorprese, inoltre l'elevato numero, unito al fatto che si tratta di soggetti giovani e probabilmente esuberanti potrebbe riservare qualche rischio in più sui salti. La prima notizia è il ritorno della Pegas Ds e di Jan Faltejsek, trionfatori a Pardubice del premio principale della nazione, li vedete in coppia sotto in foto. La loro scelta è Signum, da non confondere con l'omonimo scuola La Nuova Sbarra. Si tratta invece di un soggetto che sembrerebbe proveniente da un allevamento italiano (Az. Agr. Loreto Luciani), pur essendo nato in Francia e non avendo mai corso in Italia. Roba da mondo sommerso come potrebbe suggerire la madre, Islandia (altro soggetto sconosciuto e scritto con refuso), tanto per fare il verso a un celebre romanzo (Viaggio al Centro della Terra di Jules Verne) che abbiamo in lettura e che è ambientato nell'isola collocata all'estremità dell'Europa quasi in Canada. Resta comunque un soggetto quasi Omissis in Italia, i latini dicevano nomen omen... che sia un segno del destino che richiama la linea parentale del citato Omissis? Resta un Misterium da vedo doppio... Di lui risulta una vittoria sui 1.300 metri a Lysa a due anni, in una prova che vedeva restare al palo una reginetta della Disco ovvero Donna Summer, e tre non piazzamenti con debutto avvenuto in Francia. E' rientrato un paio di settimane fa con in sella Michal Mach in una condizionata a Pardubice vinta da Touch of Genius e corsa anche da Ringmaster che dovrebbe essere uno dei tre anni preparati da Vana sr. Sorprende che a presentarlo non ci sia Gregory Wroblewski, abituale allenatore della Pegas, bensi Lisek il quale ritorna in Italia dopo otto anni e vi debutta in siepi, prima di domenica ha corso a Merano in una sola prova, il Pr.Pennes, con due soggetti finiti lontani dal marcatore: Trymerous e Martin's Tour. Benvenuto comunque alla Pegas, apparsa per la prima volta in Italia nel 2010 con un soggetto chiamato Broker (caduto a Grosseto) con cui ha anche vinto per la sua prima volta in Italia, a Merano, nel Pr.Sinigo (paese di Paolo Favero, per giunta). Si ricordano poi i piazzamenti nella Gran Corsa Siepi di Grosseto (L, seconda con Rare Delight nel 2010), nel III Steeple Chase di Treviso (L, seconda con l'ottimo Duero) e nel Val d'Adige edizione 2011 (L, seconda con Sorbon). Pericoloso ma non di affidamento.

Paolo Favero si affida a tre pedine, tutte in giubba fucsia, con Josef Bartos incaricato di montare Big Ro che giunge dalle scuderie di Raffaele Biondi. Non ha entusiasmato in piano, pur essendo andato vicino ad aggiudicarsi una maiden a Napoli a febbraio. Il cavallo che lo ha battuto, Golden Jimmy, ha corso altre quattro volte senza più piazzarsi (vendere comprese). Ciuchino in piano, da reclamare o discendenti di minima. Non convincono molto neppure gli altri due. Plenary Power, acquistato a Tattersalls per 2.500 sterline, ha corso solo una volta in carriera, a Milano, perdendo la partenza finendo poi vicino a una serie di ciuchini. Emmanuel Reinhardt in sella. Più sondabile invece Katros, ceduto dal suo allevatore Riccioni, ma livello da vendere anche per lui. Ha corso quattro volte in carriera, piazzandosi una sola volta a vendere, a Grosseto, a febbraio. In questa corsa ha avuto ragione di Rivi Freddi (livello in piano simile) e Kandhamal, poi vincitori in siepi, ed è stato battuto dalla regolare Chanel Tango. Dei tre, anche se montato da Fuhrmann, è quello che preferisco.

Arriva dalla Germania Best Princess, nuovo acquisto della scuderia Ghiotti per il trainer di Ilenia Nero. Non corre da ottobre, e pur essendo una globe trotter (schierata in tre nazioni diverse, diventano quattro con domenica) non ha quasi mai convinto. Oggetto misterioso da subire.

Troviamo Wroblewski all'angolo di Jariko che pure difenderà i colori di una scuderia solitamente affidata a Vana sr, la Vocetka di Big Mago. Roberts in sella per questo soggetto che ha vinto due volte consecutive a Bratislava sui 1.200 metri, non ripetendosi su distanza maggiore a Vienna. Mi piace, da tenere in considerazione al gioco. Wroblewski è una vecchia conoscenza in Italia, dove vi ha debuttato quindici anni fa vincendo subito al debutto con Fanti Dancer, in uno steeple a Merano (cavallo con cui ha vinto anche in Svezia). Ricordiamo poi, senza citare per non correre in fallo il Sir Wilde scuola La Gavardina, Dorian Gray (che gli ha regalato il secondo successo in Italia, il primo a Pisa nel 2001), l'indistruttibile Dalfors (2° nella Gran Corsa Siepi di Milano, Gr.1), Janosz (vincitore del Tagliabue a Merano, Gr.3) e il grigio Duero (migliore piazzamento nel G.P.Merano, il quarto posto) che forse è stato il suo miglior soggetto presentato in Italia.

E' però Sbarazzino la nostra prima scelta, non che il figlio di Scopa d'Assi e di Red Rocks, che raggiunge Hawk Wing quale stallone più rappresentato (sei figli in pista anche per lui nella stagione), sia un campione. Si tratta di un elemento che si è sempre piazzato nelle sette corse disputate, prove di medio basso livello ma qualità che potrebbero migliorare sui salti. Arriva dalle scuderie Grizzetti che lo ha passato a Francesco Contu, per i colori della sua scuderia di punta, la Milano, in sella Davide Columbu. A mio avviso è la base su cui fare gioco. Rientra da ottobre. Proviene dal medesimo allevamento, Immobiliare Casa Paola (già conosciuta nell'anno per Wiston), Mr Ambrogio che curiosamente sembra fare il verso al miglior tre anni di Contu, cioè Mr Vittorio. E' ancora Contu a presentarlo per i colori di Franco Tronconi che lo ha tolto a Maurizio Manili e che, dopo aver ceduto Rum Dum, torna in prima persona in ostacoli dopo i successi di Feelgood. Cavallo di minima, otto corse con cinque quarti posti come migliore piazza. Andrea Manuele in sella, concreta sorpresa ma nulla più.

Grandissima considerazione, è la nostra seconda scelta perché in piano è quello che sembra aver dato migliori risultati anche se discontinui, per Vespro Place ancora della premiata ditta Incolinx, con Davide Satalia in sella. E' figlio di Halling di cui ricordiamo quell'Halling Joy che regalò il primo Gran Premio Merano a Paolo Favero in un'edizione con strascichi thrilling che portarono alla sospensione della vittoria per alcuni mesi, poi però non revocata, con l'allenatore di Sinigo che vinceva anche in altre sedi e calava il tris sul campo grazie alla doppietta di Sharstar.

Ha già corso contro Vespro Place, subendo pesante distacco, Silver Tango, figlio di quella Mamacita Tango caduta al muro nella giornata inaugurale della stagione altoadesina. Rientra da ottobre dopo due prove in cui ha chiuso "lontano" dai penultimi. Estremo outsider affidato a Raf Romano.

Il nostro terzo cavallo è il fratellastro di Valdivizze: Sadowa d'Arcadia della First Racing, col duo Marcialis-Pollioni che difficilmente sbaglia un colpo. Si tratta di un altro soggetto, categoria medio-bassa, molto regolare e già protagonista di tre vittorie, l'ultima ad aprile. In siepi potrebbe migliorare di livello.

Completano il campo l'estremo outsider figlio del trionfatore di Ascot Yeats (autore di uno storico poker nella Gold Cup), ovvero Kontigo (sempre finito ultimo, lontano dal penultimo, in piano) della Corsadoro (terzo cavallo preparato da Bastianelli, dopo Le Domaine e Last Scream) e Chang (due piazzamenti in Polonia in autunno).
Corsa da gustare e che promette quote anche se c'è un trio che in piano ha mostrato credenziali forse superiori agli altri.

Pronostico Mancho: Sbarazzino (base piazzata), Vespro Place, Sadowa d'Arcadia, Signum, Jariko.

e
Il ritorno della DS PEGAS con JAN FALTEJSEK
Nella foto Kamelie.
(Foto di Matteo Mancini).

E passiamo ora al Merano, ottava prova o meglio guest race della giornata. Si sostituiscono due lettere e si passa da Merano a Milano, listed race, con campo di gara aperto da un soggetto de La Nuova Sbarra dal nome inequivocabile: Another Way che non vuol dire aver sbagliato il percorso come disse Ale Pollioni a Orso (non Joe Bugner, che non è una storpiatura di Gianni Bugno visto il Passo dello Stelvio e la Cima Coppi di giornata al giro) nel commento post gara del premio Primi Salti, corso e vinto lo scorso anno con Fantastico Daniele. Siamo, a livello di tifo (impegno comunque difficile), per l'eroe della risaia di Firenze (seconda una Nuova Sbarra) di estrazione Culture Club ma senza karma nell'andare verosimilmente davanti. In sella il fantino mostrato a inizio pagina, giusto per completare una chiusura che in narrativa viene definita "circolare". Attenzione però ai reduce del derby di Roma. C'è Firun della Rencati e il figlio del "racconto del gatto" Panther Cat di Bietolini. Pericolosissimi poi Freefromcare e Right Connection. Corsa comunque interessantissima, buon divertimento a tutti...!

Il numero delle corse e la divisa in completo viola di YEATS,
omaggio al Premio Nobel per la letteratura irlandese,
si rivolge ai due figli impegnati in siepi: RUM DUM e KONTIGO
e dice loro: «Ora rifatevi dare le chiavi per chiudere l'ippodromo che
tutte le volte devo interpellare CHI L'HA VISTO per farvi ritrovare!» 
(Foto da racingpost.com aka correndo pali).