martedì 11 settembre 2018

Responso 30° Giornata, Maia, Merano.


IL BRISCOLINO COMPANY OF RING RUBA L'ASSI, MANGIANDO TUTTI I CARICHI PESANTI

Grossa sorpresa nel Premio Assi dove il portacolori della Milano sorprende il favorito netto Al Bustan, vittima di intralci e di un atteggiamento troppo permissivo. Capolavoro Romano nel Tagliabue con un Leonardo da Vinci in costante espansione, completano la giornata d'oro del bresciano Live your Life e Tequila Tango nel cross. Apertura all'insegna dei calibri pesanti con un Aztek versione tornado davanti ai tre attesi campioni con laurea di Gruppo 1.


Il volo di COMPANY OF RING
nel A.S.S.I. vale la prima vittoria
in pattern race del portacolori Milano.
(Foto Arigossi).

A cura di Matteo Mancini.
La giornata del 9 settembre 2018 di Merano, disputata su uno stato morbido del fondo di gara, presentava molti motivi di interesse in vista del gran galà del 29 e 30 settembre, fiore all'occhiello dell'intera stagione. Di scena la main category dei tre e quattro anni in siepi, oltre che della categoria anziani in siepi e in steeple. Due Gruppi 3 e due condizionate di qualità, intervallate da un cross per gentlemen e (invisibili) amazzoni. 
Due grosse sorprese, la prima in siepi e la seconda in steeple. Partiamo proprio da quest'ultima prova. Premio A.S.S.I. (Gr.3) sui 3.900 metri sul percorso grande dello steeple chase di Merano, per cavalli di cinque anni e oltre. Seicento metri in meno di percorrenza rispetto alla storica distanza del tradizionale Premio U.N.I.R.E, naturale passaggio in vista dell'accesso al Gran Premio Merano.
Riscuoteva il ruolo di favorito netto Al Bustan, detentore in carica dello scettro del Gran Premio Merano, imbattuto sulla pista e forte di uno stato di forma estrinsecato da qualcosa come sette vittorie consecutive, tra cui due Gruppi 1, un Gruppo 3 e una Listed, oltre al Grand National Svedese. Il portacolori della Lokotrans vedeva arrestarsi la propria quota al misero 13/10, praticamente ingiocabile. Solo l'accoppiata Aichner costituita dall'acerbo in steeple Notti Magiche, alla prima esperienza sul percorso grande, e dall'altalenante Ole Caballero, fratello pieno dello specialista Ole Companero, veniva individuata dagli scommettitori quale l'unica concreta minacca a una vittoria pressoché annunciata. 28/10 la loro quota. Gli altri soggetti, tra cui il laureato del Gran Premio Merano 2016 Mazhilis, al rientro da un anno di inattività e visto molto grosso al tondino, vedevano le proprie chance bancate dall'11 a 1 di Mazhilis al  34 contro 1 dell'estremo outsider Volcancito.
L'esito della corsa lasciava perplessi e non poco gli spettatori, con molti ghiacciati alla stessa maniera degli attori del finale del film La Mandrakata dei fratelli Vanzina, dove il duo Proietti-Montesano viene indotto a giocare da un abile manovratore di carte al grido "chi trova l'asso, vince". Un sequel ispirato dal precursore Febbre da Cavallo dove l'epilogo si consumava all'interno di una sala di tribunale dopo un pazzesco finale del Premio Assi, in cui la favorita netta veniva trattenuta oltre il dovuto dal proprio interprete per poi inscenare una prodigiosa rimonta contro il fuggitivo avversario debitamente giocato da tutto l'ambiente.
Ed ecco che, come una burla del destino, nel vero Premio A.S.S.I, la "briscola" di Paolo Favero, chiamata a mostrare i muscoli contro due vincitori di Gruppo 1, un plurivincitore di Gruppo 2 e un vincitore di Gruppo 3, assumeva veste - più che dell'asso - del tre di briscola (come peraltro sventolato dal sottosella) e andava a mangiare, con mossa astuta, gli alti carichi stesi sull'ideale panno verde da gioco, a partire dal numero uno (asso di numero e di fatto) Al Bustan, rimasto attardato come la Bernadette della pellicola di Steno per poi mettere in campo uno speed finale travolgente, eppure non sufficiente ad andare a prendere il fuggitivo Company of Ring, vincitore a gran sorpresa (quota di Pokemon nella sòla al milanese nel film la Mandrakata: 20 a 1). L'allievo di Paolo Favero, soggetto dall'illustre (ma non troppo) passato, reduce da una vittoria a vendere, dopo aver faticato per tutta la stagione estiva (sette corse e una sola vittoria, per giunta a vendere), beneficiava oltre ogni più rosea aspettativa dell'uso del paraocchi e, a sette anni suonati, offriva la prestazione della vita. Un successo che permetteva a questo figlio di Windsor Knot di conquistare quella qualifica di vincitore classico che gli era stata strappata nel 2015, nel Premio Richard (Gr.3), a seguito di un danneggiamento attribuibile a una deviazione di Tramonto a Ivry (poi distanziato dal primo al terzo) che aveva di fatto parato l'allievo di Favero sorvolato dall'esterno anche da Solar Focus, e nel 2016 per il vibrante finale di High Master, che lo aveva stampato di una testa proprio nel Premio A.S.S.I. Dunque una vittoria meritata, alla carriera, ma meno alla luce delle ultime prestazioni.
Un arrivo che faceva scoppiare un gran sorriso sulla faccia di Paolo Favero, all'asciutto da Pisa nella top category degli anziani, ma soprattutto faceva muovere l'impassibile e refrattaria alle domande Lydia Olisova sul palco premi per ritirare il trofeo in sostituzione dei titolari della Scuderia Milano (grandi appassionati di Trotto, proprio come gli amici protagonisti dei due film di cui sopra), ma ancora in modo più pertinente faceva riscuotere un'accoppiata da"Bizona", dal gusto Martino nel tempio Martone, da 55,5 a 1 agli impavidi e informati scommettitori sempre attenti ai lavori mattutini.
La corsa viveva il primo momento clou al salto dell'oxer grande, dove uscivano di scena tre dei nove concorrenti. Cadevano infatti, nell'ordine, gli interpreti di Volcancito, Monsieur Bachir (all'ennesima incertezza su questo ostacolo: due volte per terra e una grave inciampone nella precedente esibizione) e High Master, quest'ultimo in prudenziale attesa in coda al drappello e al salto con scarsa spinta e scarsa potenza tanto da rimanere fermo in piedi, subito dopo la ricezione, alla stregua di una statua equestre di composizione marmorea.
Company of Ring approfittava dell'impasse, sfilava Ole Caballero, fin lì leader, e andava ad assumere l'onere del pacemaker. Bravissimo, in cabina di regia, Joe Bartos, scandiva i tempi giusti per cogliere di sorpresa gli avversari, tra cui tergiversava troppo Jan Faltejsek, in sella al favorito Al Bustan. L'interprete ceko, pur tenendo nel vivo della manovra il potente figlio di Medecis, costantemente nella scia di Alcydon Fan, dava l'impressione di quello che è conscio di avere per le mani il vero fuoriclasse e aspetta oltre i tempi leciti, plagiato dalla convizione di risolvere la partita a piacimento, nel più classico concetto del "vinco come e di quanto voglio." I calcoli del bravo interprete, che innescava correttamente Al Bustan al salto del muro collocato sulla dirittura opposta a quella di arrivo, venivano tuttavia influenzati prima dalla presenza di un cavallo scosso, che intralciava non poco la manovra di aggiramento del portacolori della Lokotrans, quindi del traffico, evidentemente sottovalutato, costituito da Ole Caballero e Alcydon Fan, ancora vitali sulla piegata di fondo. Aspetti che costringevano Faltejsek alla corsia esterna, con grave dispendio di metri decisivi ai fini dell'esito della prova. Bartos infatti era geniale, e anche fortunato, a sferrare l'attacco, con cambio di accelerazione dopo il verticale, rubando in pochi tempi di galoppo un margine da Al Bustan che si dilatava da due lunghezze e mezzo dopo il verticale a qualcosa come dieci lunghezze all'ingresso in dirittura. Il finale vedeva il vecchio Company of Ring, arroccato in corda, resistere al notevole cambio di passo di Al Bustan che, in pochi metri, polverizzava tutto il vantaggio conquistato con sagacia dall'attaccante, riduncendolo a mezza lunghezza e questo senza che il fuggitivo appesantisse troppo l'azione. Eloquente il divario scavato sui validi Ole Caballero (bene nel finale, per la resistenza) e il remissivo Notti Magiche, che subivano, nel tratto piano, qualcosa come almeno sette lunghezze da Al Bustan, che relegava il primo della coppia Aichner a undici lunghezze. Quinto un buon Alcydon Fan, con l'inusuale monta di Raf Romano. L'allievo di Cova si giocava la corsa da protagonista, flettendo solo all'epilogo. Anonimo Mazhilis, in sesta, artefice di semplice rientro.

Il Vincitore: Dunque una vittoria che rendeva merito alla carriera di Company of Ring, sette anni da Windsor Knot e una maiden da Danetime, sorella piena del piazzato in Listed a Sandown Park Prince of Denmark (vincitore in Inghilterra e negli Emirati Arabi). Vittoria in pattern race che arrivava alla trentesima uscita in ostacoli, dove il cavallo debuttava, nell'ottobre del 2014, agli ordini e per i colori di Paolo Favero. Carriera preceduta da sei uscite a tre anni in piano, con una vittoria sui 1.700 metri in una maiden capitolina e due piazzamenti per i colori e il training di Agostino Affé.
Le prime esperienze in siepi del cavallo, peraltro subito vincente alla seconda uscita in siepi a Milano in una maiden o vendere, non lasciavano intravedere grandi speranze di trarne un campione. Già relegato negli ascendenti e vendere dalla quarta corsa in siepi in avanti, peraltro regolarmente battuto da rivali di profilo non eccelso, vinceva al debutto in steeple, a Pisa, l'usuale Prova d'Assaggio, condizionata di valore - un tempo fregiata dal rango di Listed - sfruttando un grave infortunio nel tratto piano del compagno Locky Taylor, già avviato alla vittoria. Riproposto in siepi in vista di Merano, esplodeva sul percorso steeple piccolo altoadesino, pur subendo costantemente il compagno di allenamento Solar Focus che conquistava il titolo ideale di miglior steepler di quattro anni della stagione. Secondo nell'Ezio Vanoni (Gr.2) a tre lunghezze abbondanti da Solar Focus, sfiorava la vittoria nel Premio Richard (Gr.3), dove veniva frenato da una deviazione di Tramonto a Ivry, vincitore sul campo ma poi distanziato, che ne andava a interrompere l'azione favorendo il volo esterno del solito Solar Focus, abile a sfruttare il confronto tra i due litiganti per far proprio il titolo a tavolino. La scuderia Milano decideva, dopo la prova, di acquistare il cavallo da Paolo Favero, lasciandolo tuttavia in allenamento al maestro di Sinigo. L'acquisto maturava la decisione, probabilmente prematura, di schierare la nuova pedina nel Gran Premio Merano che, tuttavia, il quattro anni onorava con un buon sesto posto, alle spalle di soggetti rodati e di età superiore.
I primi dodici mesi di carriera in ostacoli si completavano così con qualcosa come 15 corse, non poche, 3 vittorie e 12 piazzamenti, qualificando il cavallo quale soggetto estremamente regolare, non eccelso in siepi ma promettente in steeple tanto da poter esser qualificato quale il quarto miglior quattro anni in steeple dopo Solar Focus, Little Bruv e Tramonto a Ivry.
Il 2016 lo vedeva infrangersi sulla scoglio costituito dallo scontro con i cavalli anziani. Essendo già stato schierato in steeple a quattro anni, Comapny of Ring si trovava costretto a non correre nella categoria riservata ai novizi, dovendo così incrociare le armi con la main category. Rientrava con un terzo posto nel VII Steeple Chase di Treviso (L), battuto dal campionissimo Sol Invictus e dal campione uscente Catch Life, per prepararsi al Grande Steeple Chase di Milano, forte del terzo posto nel Lainate. Nel Gruppo 1 milanese si estrometteva dalla contesa per una banale caduta all'inizio della diagonale lunga, rimontato ultimava quinto il percorso. Il rientro a Merano, sempre in steeple, lo vedeva subire gli eccelsi Khalshani e Fafintadenient, per poi aggiudicarsi di misura, su Alcydon Fan, il Val Passiria, condizionata di prestigio. Favero lo fiondava nel Grande Steeple Chase d'Europa (Gr.1) dove forniva una brutta prestazione, subendo pesanti distacchi. Lasciato al riposo per due mesi, rientrava alla grandissima nel Premio A.S.S.I (Gr.3), in cui accarezzava, da outsider, la vittoria fino agli ultimi metri, quando High Master lo stampava di una testa sulla linea del palo. Favero sperava di portare così l'allievo ulteriormente avanti nella forma in vista del Gran Premio Merano che il cavallo, tuttavia, non poteva correre in quanto bloccato da un grave infortunio.
Persa tutta la stagione 2017, Company of Ring tornava a calcare le piste, in modo non esaltante, nel 2018. Pur essendo piuttosto regolare, precipitava di categoria. A Milano subiva distacchi enormi dai vincitori, migliorava a Merano dove, tuttavia, perdeva da soggetti di profilo medio-basso (Fangoria, Gondaro, Mushrae) e regolava di misura soggetti incapaci di figurare in categorie modeste (Secret Sinner). Tornato a vincere, alla settima uscita, a vendere, regolando un Silver Tango fin lì non esaltante, anche se poi dopo vincitore in cross, stupiva l'intero ambiente aggiudicandosi, contro ogni pronostico, il Premio A.S.S.I, battendo nientemeno che il fenomeno Al Bustan.

La Genealogia del Vincitore: Figlio di Windsor Knot, Company of Ring (inbreeding 4x5 su Northern Dancer) non sembra avere scritto nei propri geni un futuro da saltatore. Di genialogia irlandese (Tally-Ho-Stud) non certo nobiliare, deriva da una linea femminile che non annovera madri vincitirici fino alla quarta madre. Pressoché nulla la produzione della prima madre Diamond Soles, vanta una serie di zii vincitori in giro per il mondo, dagli Stati Uniti all'Arabia, passando per Hong Kong e Europa (Inghilterra e Belgio), con due piazzati in Listed, tra cui il fratello pieno della madre, Prince of Denmark, secondo nel Dragon Stakes (L) a Sandown Park. Qualitativa la linea della terza madre, che ha prodotto Impressionist (vincitore in Gruppo 3 in Irlanda, secondo in Gruppo 2 in Irlanda e terzo in Gr.1 in Inghilterra nel Dewhurst Stakes a Newmarket), e la cavalla eletta miglior due anni della stagione 1995 in Belgio Greenshaw (vincitrice in Listed locali a Sterrebeek). Per trovare degli avi specializzati negli ostacoli, bisogna ascendere ai prodotti della quarta madre (cavalla piazzata in Listed a Longchamp) dove troviamo Yamashina, cavalla vincitrice di sei prove in ostacoli in Francia, seconda classificata Prix Europe 2 (L) a Enghien. Tra i prodotti della quinta madre riscontriamo poi una seconda saltatrice di qualità che risponde al nome Waheeda, vincitrice di due corse in ostacoli in Francia, terza nel Prix Prince d'Ecouen (L) ad Auteuil.

Non migliorano le cose se andiamo ad analizzare il padre, un figlio dell'eccelso Pivotal che non viene neppure menzionato nella produzione del padre nei cataloghi delle aste inglesi. Vincitore di due Gruppi 3, a due (Solario Stakes a Sandown Park) e cinque anni (Darley Stakes a Newmarket), ha corso molto senza mai esser schierato in categoria superiore ai gruppi 3, pur rivelandosi soggetto regolarissimo Schierato un totale di 11 volte, ha riportato 4 vittorie (1.400-2.000 m.) e 7 piazzamenti di cui sei in pattern race per vincite di poco inferiori alle 100.000 sterline. Ritirato in razza in Irlanda al tasso di 4.000 euro, ha visto scemare il valore del proprio seme fino ai 1.500 euro nel 2016.
Molto deludente in razza, pressoché ignorato fuori dall'Irlanda. Vanta all'estero appena due vincitori in Francia (su sei apparsi), due in Repubblica Ceka, due in Polonia, uno in Spagna e uno in Russia. Curiosamente efficace in Italia dove ha offerto risultati, per il valore della monta e per la percentuale di riuscita, che definiamo eccelsi.
Modesto sul piano delle main category della nobiltà ippica, ha dato i propri migliori prodotti soprattutto sul versante femmine con i fiori all'occhiello nella propria produzione costituiti da EUPHRASIA, vincitrice in Gruppo 3 e in Listed in Irlanda, terza nelle Tattersalls Gold Cup (Gr.1) di Curragh nonché in tre Listed irlandesi, ANOTHER BATT, vincitrice nell'International Trakya Trophy (Gr.3) in Turchia con premio da 115.000 euro, piazzata in Listed e Gruppo 3 in Inghilterra, Asidious Alexander, vincitrice in Listed a Deauville, seconda e terza in Gruppo 3 e Mamma Giovanna, vincitrice da estrema outsider nell'Archidamia (L) a Roma, seconda nella Coppa del Mare (HpP) a Livorno e terza nell'Handicap d'Autunno (HpP) a Roma. Degni di menzione poi Jalapeno, vincitore nel Memorial Francesco Faraci (L) e nel Filiberto (condizionata di blasone), terzo nel Criterium di Pisa (L), nel Conte Scheibler (L) e nel Circo Massimo (L) a Roma, oltre che quarto nel Ribot (Gr.3) sempre a Roma, Croi an Or, terza in Listed in Irlanda, e Kokshe, vincitrice di quattro Listed Locali in Polonia, nonché Lachine, vincitrice di due Gruppi 2 locali in Russia.
Eccelso in Italia, dicevamo, dove, oltre ai due sopraelencati vincitori in Listed, i prodotti di Windsor Knot si sono spesso destreggiati con successo in Handicap Principali e condizionate, vincendo svariate corse. Sono stati appena dieci i figli scesi in pista, di cui sette vincitori (percentuale del 70%), oltre ai due sopraelencati ricordiamo Under and Over (terzo nello Shadwell Naip Stakes, HpP, a Roma), Balerion (terzo nel Città di Grosseto, HpP), Dersu Uzala (terzo nel Federico Regoli, HpP, a Pisa) e Sgomma, vincitore di qualcosa come venti corse in 61 uscite.
Rarissima la produzione in ostacoli, tutta concentrata in Inghilterra e Irlanda, fatta a eccezione del qui presente Company of Ring. Sono stati ventinove i prodotti ammirati in ostacoli, di questi dieci sono risultati vincitori di almeno una prova in ostacoli, due soli in pattern race, si tratta di FLAXEN FLARE, vincitore nel Fred Winter Juvenile Hurdle (Gr.3) a Cheltenham, secondo in Gr.3 in Irlanda, terzo due volte in Gr.2 in Irlanda, e in un Gruppo 3 ad Ascot, quarto in Gruppo 1 ad Aintree e in Gruppo 3 a Cheltenham, e di COMPANY OF RING, vincitore nel Premio A.S.S.I (Gr.3) a Merano, secondo nel Vanoni (Gr.2), nel Richard (Gr.3) e nel Premio A.S.S.I (Gr.3), terzo nello Steeple Chase di Treviso (L), quinto nel Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1). Piazzamenti importanti per Swamp Fox, terzo in Gruppo 1, Gruppo 3 e Listed in hurdle in Irlanda.

WINDSOR KNOT,
padre di COMPANY OF RING,
produzione internazionale non esaltante 
ma brillante in Italia.

Nel Premio Tagliabue (Gr.3), sui 3.300 metri in siepi, Raffaele Romano completava un capolavoro di preparazione conducendo Leonardo da Vinci a un sempre più espansivo stato di forma. Il tre anni di Christian Troger, dopo un inizio di carriera in siepi all'insegna delle difficoltà, sembra per il vezzo di lottare col morso, completava la propria evoluzione conquistando la terza vittoria consecutiva tenendosi dietro i migliori pari età visti in Italia nel corso della stagione. Un successo che permetteva a Troger di conquistare, per il terzo anno consecutivo (dopo i successi di Amaranthus e Live Your Life), l'ambito premio.
Il grigio, allevato in Francia dalla S.Uberto, ripeteva il gradito schema di gara caratterizzato dal gioco d'anticipo. Dopo aver fatto procedere davanti Andoins, ancora una volta assai deludente, assumeva in prima persona l'onere di scandire i tempi di gara, emergendo per vie interne, dalle posizioni di rincalzo, all'attacco della piegata di destra percorsa a mano contraria. La corsa viveva così di un'improvvisa accelerazione, dopo prima parte di gara alquanto soporifera che creava più di un grattacapo a Marek Stromsky per contenere l'ardore dello scalpitante King Heart. Il favorito Imperial Red seguiva con attenzione le mosse dei due attesi Leonardo da Vinci e King Heart, affiancati al comando prima dell'ulteriore accelerazione del grigio inferta al passaggio davanti alle tribune. Restava invece all'estrema attesa l'altro grande atteso Mensch, preceduto da Starman. Leonardo da Vinci scurvava a Marlengo con almeno due lunghezze di margine, sulle sue tracce persisteva Imperial Red con in schiena King Heart e Mensch in graduale risaltita. Stentava a farsi vedere Starman, secondo classificato nel Premio dei Giovani (L) di inizio luglio. Alzava addirittura bandiera bianca Andoins scivolato, pian pianino, in coda al drappello e qui fermato. Sulla seconda siepe collocata sulla dirittura opposta a quella di arrivo rischiava la caduta Mensch, autore di un errore che poi si riverberava sul resto della sua corsa. La seconda pedina Troger si disuniva e poneva termine alla sua risalita, accorciando sempre più l'azione. Imperial Red si portava alla sella di Leonardo da Vinci sull'ultima siepe della dirittura opposta, deciso a confermare la propria supremazia sulla classe 2015 dimostrata da un en plein di tre vittorie su tre sortite. Proposito tuttavia fallace, perché Leonardo da Vinci ripartiva con coraggio e senza mai flettere rendendosi intangibile dagli avversari nonostante un salto lievemente anticipato sulla penultima siepe. A ogni modo, Imperial Red tentava costantemente di operare l'aggancio, palesandosi quale minaccia concreta pronta a sfruttare ogni evenienza. Il grigio di Romano però non accennava cedimenti e allungava ulteriormente nel tratto piano, fornendo sontuosa prestazione. Terzo chiudeva un disordinato e sudatissimo King Heart, prospetto che avrà sicuramente modo di migliorare le proprie prestazioni imparando a gestire meglio le energie. Quarto, a dodici lunghezze dal vincitore, un brutto Starman, che pagava la lonananza dalle piste di circa due mesi. Il portacolori Aichner, mai in corsa, si prodigava nel tratto piano per andare a strappare la quarta moneta a un Mensch non più esistito dopo il grave errore sopraindicato. Fuori categoria Banjo's Voice a completare l'arrivo dei sei superstiti.

Il vincitore: Culmine di carriera per Leonardo da Vinci, soggetto anonimo in piano e tutt'altro che veloce ad apprendere la nuova professione. Il grigio infatti raggiungeva la quota tutt'altro che bassa di otto corse in ostacoli in cinque mesi, qualificandosi quale tre anni più impegnato nella stagione in Italia. Soggetto che sembrava a inizio luglio confinato a un ruolo secondario, costantemente battuto da Imperial Red, Starman e Watching Spirits, esplodeva in modo inatteso ad agosto con un incremento prestazionale progressivo. Vincitore per dispersione in categoria maiden, si confermava, partendo da lontano, in una condizionata da 9.000 euro scarsi rubando quelle lunghezze utili a contrastare l'energica rimonta del compagno di colori Mensch, che gli finiva a un'incollatura. Il successo nel Tagliabue, per come veniva centrato, confermava una volta per tutte il valore del cavallo, ancora un po' incerto e nebuloso, e dava sicuro valore al lavoro operato dal suo allenatore Raffaele Romano. C'è da dire che su questo soggetto sia l'allenatore bresciano che il proprietario Troger avevano sempre speso parole di elogio. Opinioni che, a questo punto, erano più che fondate. Imperial Red, forse rallentato da un filino di ruggine per i due mesi di assenza (peggio di lui faceva Starman), vedeva perdere le cinque lunghezze che aveva dimostrato di possedere a proprio favore sull'avversario subendone addirittura tre di distacco. Esiti piuttosto a sorpresa e altalenanti che, a questo punto, rendono tutt'altro che chiaro chi sia il leader generazionale in Italia.

La Genealogia del Vincitore: Altro inbreeding 4x5 di Northern Dancer, generato da Sopran Woomari (da Woodman), interessante inbreeding 3x4 sul velocista Raise a Native. La madre è stata una valida cavalla, vincitrice di 2 corse (1.600-1.800 m.), terza classifica nel Torricola (L) a Roma e nel 69° Royal Mares (HpL) a Torino. Leonardo da Vinci è il suo sesto prodotto, preceduto da due vincitori non eccelsi.
Genealogia più qualitativa spulciando tra i prodotti della seconda madre, una figlia di Caerleon che risponde al nome di Marina Duff, vincitrice del Premio Dormello (Gr.3) e Crespi (L), seconda classificata nel Royal Mares (Gr.3) a Torino, nel Buontalenta (L) e nelle Repubbliche Marinare (L) a Roma, terza nel Primi Passi (Gr.3) e nel Perrone (L). Dunque grande qualità non ben trasmessa alle figlie, tra cui figura tuttavia, quale zia di Leonardo da Vinci, Sopran Mariduff, vincitrice nel Black Helen Handicap (Gr.2) negli Stati Uniti, nel Seregno (L), seconda nel Just a Game Breeders' Cup Handicap (Gr.3), nel Baggio (L) e nel Novella (L), terza classificata nelle Oaks Italiane (Gr.1), nel Legnano (Gr.3) e nel Dormello (Gr.3), quarta nel Regina Elena (Gr.2). Un'altra zia, Sopran Martha, ha generato un secondo classificato nel Berardelli (Gr.2) chiamato Magico Marco.
Nei prodotti della terza linea materna spicca Mesmerize, madre di due vincitori di gruppo ovvero gli stalloni Just Happy (vincitore in Gr.2 a Deauville) e Mujtahid (vincitore in Gr.2 a York).
Di ostacolisti manco l'ombra.

Il padre Style Vendome è uno stallone francese, da cui Leonardo da Vinci ha ereditato il mantello, che è entrato in razza a quattro anni, nel 2014, vedendo precipitare il proprio tasso di monta dai 12.000 euro iniziali agli attuali 5.000 euro. Si tratta di un soggetto, figlio di Anabaa e nipote di Dr Fong, che è sceso in pista 9 volte, da due a tre anni, debuttando con un secondo posto in Listed per darvi seguito con cinque vittorie consecutive col fiore all'occhiello costituito dal successo nel Poule d'Essai des Poulains (Gr.1) sui 1.600 metri di Longchamp, vincitore inoltre nel Prix Djebel (Gr.3) a Maisons Laffitte oltre che in due Listed. Soggetto veloce, vincitore dai 1.100 ai 1.600 metri, è inoltre quarto nel Prix Jean Prat (Gr.1) di Chantilly. Ha vinto in carriera 466.000 euro.
Un accostamento quello con Sopran Woomari che sembra congeniale per un prodotto da miglio, dotato di spunto veloce.
Leonardo da Vinci è stato il primo prodotto da Style Vendome a correre in Italia, lo ha seguito il solo velocista Rock Vendome (classe 2016), che si è piazzato più volte in maiden e condizionata.
Al momento sono scesi in pista i prodotti nati nel 2015 e 2016. Vanta ventiquattro vincitori in Francia e due in Inghilterra (Jahaafel e Sharp Style), tra cui la due anni Lily's Candle, vincitrice nel Prix de Jouvenceaux et des Jouvencelles (L) di Vichy, quarta nel Prix La Rochette (Gr.3) a Longchamp, la tre anni Style Presa, seconda classificata in Listed sia a Longchamp che a Maisons Laffitte, e la coetanea Talbah, terza nel Prix Imprudence (Gr.3) a Deauville.
La produzione dello stallone, è assai scarsa in ostacoli, dove LEONARDO DA VINCI si segnala quale primo vincitore nella disciplina e unico vincitore in categoria di Gruppo, con l'acuto nel Tagliabue (Gr.3) e il terzo posto nel Premio dei Giovani (L) a Merano, così da entrare fin da subito tra i migliori prodotti generati. Lo ha seguito, una settimana dopo, Matfog, vincitore al debutto in siepi a Royan, secondo poi ad Auteuil in condizionata (da 28.800 euro) per i colori (dal Romano) Al Romaihi. Non si è piazzato nei due tentativi in siepi Tabouk (vincitore di tre corse a reclamare in piano in Francia).

LEONARDO DA VINCI
in azione nel Tagliabue
(Foto Arigossi).

Nelle prove di contorno, tra cui due condizionate main category e un cross per dilettanti, Raffaele Romano, in qualità di allenatore, completava una tripletta di vittorie esaltata dall'en plein nel Premio Bar Ricevitoria, condizionata per quattro anni sui 3.500 metri in siepi. Live Your Life ristabiliva le gerarchie con lo storico accompagnatore Solar Walker (terza doppietta maturata dai due) e si aggiudicava la prova rifilando quattro lunghezze al gregario, a cui andava il compito di dettare i tempi di gara. Terzo completava, a otto lunghezze e mezzo dal vincitore, Sternkranz per il primo intero podio stagionale conquistato da Raf Romano (impresa riuscita nella stagione solo da Josef Vana sr). Il terzetto Romano aveva facile gioco sui restanti due avversari, specie dopo la caduta al passaggio davanti alle tribune dell'interprete di Dzan Moritz, fin lì a gravitare sul battistrada. L'altro concorrente, Lord E, perdeva contatto all'inizio della dirittura opposta a quella di arrivo, dimostrandosi inadatto alla categoria. Parte finale di gara all'insegna della vera lotta tra i tre compagni di allenamento, con i valori che si delineavano così da rendere sempre più Sternkranz un mero gregario dei due più qualitativi compagni.

La vittoria veniva preceduta dalla netta affermazione, in cross, di Tequila Tango, alla prima vittoria in ostacoli, sempre preparata da Raf Romano. La figlia di Mujahid, sempre a maggior agio con la monta di Riccardo Belluco (anche lui alla prima vittoria stagionale in ostacoli), si lanciava fin da subito in avanti e, a differenza della precedente sortita, non palesava cenni di cedimento allungando bene alla distanza. Risultava quindi azzeccato l'utilizzo, per la prima volta, del cuffino.
Nulla da fare per il favorito netto Le Moulleau, atteso a un'affermazione pressoché sicura, ma incapace di tenere il ritmo della femmina, così da lasciarla fuggire a traguardo ancora lontano. Il grigio subiva qualcosa come dodici lunghezze di margine, riuscendo solo a contenere gli attacchi in dirittura di arrivo di Hades. Male, più indietro, Marcus Aurelius, quarto ma mai nel vivo della manovra. Quinta Vanessa del Cardo, tenuta sui primi da Tonelli, addirittura seconda sulla piegata finale, prima del grave cedimento nella parte terminale della corsa.
Brutta scivolata per Ermetico, impiegato a fari spenti da Alterburgerer, caduto in malo modo in un tratto piano sulla curva interna di Marlengo.
Il trittico di vittorie permetteva a Raffaele Romano di salire a quota venti successi stagionali, mettendo una seria ipoteca sulla classifica allenatori nella riunione di Merano. A causa della squalifica per doping che ha tenuto, formalmente, lontano il professionista bresciano dalle corse, Romano conquistava ben 19 dei 20 successi stagionali proprio a Maia, portando a sette lunghezze di vantaggio il proprio vantaggio su Vana sr e a nove su Paolo Favero. Vantaggio dunque considerevole, ma non ancora sufficiente a impensierire il leader della classifica generale, Josef Vana sr, ancora in vantaggio con trenta successi (dieci in più di quelli marcati Romano). Va comunque dato atto al trainer bresciano che i suoi cavalli, considerando i successi marcati anche dagli allievi della compagna Ilaria Saggiomo (alcuni conseguiti da sostituta dello squalificato Romano), hanno centrato un totale di ventotto successi ovvero due in meno di Vana sr e nove in più di Paolo Favero. Una crescita dunque esponenziale che dimostra l'ottimo lavoro e i buoni investimenti fatti soprattutto da Christian Troger (secondo nella classifica proprietari per introiti) e, pur se in scala minore, da Gunther Alber (nono nella classifica proprietari), principali clienti della connection Romano-Saggiomo.

Nella prova di apertura, Premio Azienda Soggiorno di Merano sui 3.500 metri in siepi per anziani, si registrava la sorprendente, ma non troppo, vittoria del sette anni Aztek, al debutto sulla pista ma già su eccelsi livelli in patria (vincitore in particolare in una Listed locale ceka davanti a un certo Roches Cross). Lasciato in prudenziale ultima posizione da Jiri Kousek per buona parte del percorso, il sauro del Dr. Charvat emergeva con prepotente ardore, specie se si considera il valore degli avversari, sulla piegata finale e faceva di un sol boccone di tre vincitori di Gruppo 1 italiano, andando a prendere, per ultimo, il fuggitivo Brog Deas che appesantiva l'azione negli ultimi cento metri, come già successo nella precendente Gran Corsa Siepi d'Italia (Gr.1), quando ormai sembrava avviato alla vittoria. Champ de Bataille non riusciva a mantenere la scia di Brog Deas, pur finendo in modo assai più brillante del rivale (guadagnava di fatti lunghezze negli ultimi cento metri), ed era "solo" terzo, davanti al rientrante in siepi Kifaaya che dovrebbe avere margini di miglioramento per la prossima uscita, probabilmente, nella Gran Corsa Siepi di Merano.
Presenza fuori luogo quella di Jankin, che dipingeva le traiettorie con impeto davanti a tutti nella prima parte di gara, per poi cedere in modo netto sulla piegata finale e ultimare ultimo a grave distacco.
Dunque un nome "nuovo" per l'ostacolismo italiano, pur se conosciutissimo in patria (è uno dei migliori prodotti dell'allevamento ceko), che si candida a pretendente allo scettro nella Gran Corsa Siepi di Merano. Jiri Kousek, nel dopo corsa, intervistato dal giornalista Emanuele Orso, riferiva di aver ricevuto ordine di far vedere la pista al cavallo, così da procedere in una sorta di rodaggio al fine di vedere l'attitudine del soggetto alla pista e agli avversari, senza nulla rischiare. Scurvato però a ridosso degli avversari i termini di ingaggio, evidentemente, variavano così da spingere Kousek a cercare, e a centrare, una gran bella vittoria, la più lucrosa tra quelle ottenute dal cavallo (premio di circa 9.300 euro), comunque reduce da una vittoria in terra tedesca, a Bad-Harzburg.
AZTEK: nuovo
pretendente ai GRUPPI 1 in siepi
in Italia?
(Foto pafoto.cz).

venerdì 7 settembre 2018

Presentazione 30° Giornata, Maia, Merano.


A MERANO VA IN SCENA L'ANTEPRIMA DEI TRE GRUPPI 1 DI FINE SETTEMBRE

Tagliabue, A.S.S.I e Azienda Soggiorno di Merano i tre premi dove i candidati ai Gruppi 1 di fine settembre mostrano le loro credenziali.

BROG DEAS e CHAMP DE BATAILLE
la sfida continua...
(Foto Arigossi.).

A cura di Matteo Mancini.
Aria di gran premi d'elite soffia sull'alto adige nel teatro verde della pista di Merano. Tre anni e adulti su siepi e steeple costruiscono le loro candidature ai tre Gruppi 1 di fine stagione meranese.
Si parte con una condizionata in siepi sui 3.500 metri dall'eccelso valore tecnico. Contrapposti tre vincitori classici di Gruppo 1, ovvero il vincitore della Gran Corsa Siepi di Merano 2017, il vincitore della Gran Corsa Siepi di Merano 2016 e il vincitore della Gran Corsa Siepi di Milano 2017. La forma di Champ de Bataille contro la classe infinita di Brog Deas. Il grigio, vincitore a fine giugno in Gruppo 1 sull'anello di Maia, subisce la penalizzazione al peso. Soggetto di una puntualità svizzera vede tuttavia crescere le chance di Brog Deas che potrebbe ribaltare a proprio favore il confronto del 30 di giugno, sfruttando la forma crescente e il vantaggio di chili. Rientra in ostacoli Kifaaya, già battuto a Milano da Champ de Bataille su un terreno impossibile. Il figlio di Intkhab dovrebbe utilizzare la corsa per far rodaggio in vista della Gran Corsa Siepi di Merano dove dovrebbe apparire in perfetta condizione. Potrebbe pertanto concedere qualcosa più del dovuto ai due temibili e qualificatissimi avversari, ragione per cui lo subordiniamo nella scala pronostici.
Un occhio anche ad Aztek, sulla carta inferiore ma dall'illustre passato in piano in Repubblica Ceka e molto regolare in siepi. Vittime sacrificali gli altri due.

Pronostico Mancho: Brog Deas, Champ de Bataille.

Tagliabue all'insegna di Imperial Red contro tutti. L'allievo di Favero è imbattuto nella disciplina. Non pare aver offerto prestazioni da marziano, ma contro questi avversari potrebbe anche farcela. Atteso in grosso progresso King Heart, tre anni da prima classe nelle piane ceke che ha debuttato in modo super parsimonioso a Merano. La sensazione è che possa costituire la sorpresa della corsa con possibilità anche di vittoria. Il training di Holcak è una garanzia di ulteriore qualità.
Pronti a intervenire Starman, già battuto due volte da Imperial Red, e Mensch piaciuto all'ultima uscita. Alla prova del nove Leonardo da Vinci che qua, difficilmente, potrà giocare la carta dell'anticipo. Su brutte prestazioni sulla pista gli altri due.

Pronostico Mancho: Imperial Red, King Heart.

Interessante edizione del Premio A.S.S.I dove tornano a misurarsi i vincitori delle ultime due edizioni del Gran Premio Merano. Pronostici tutti dalla parte del vincitore in carica Al Bustan, sulla carta difficilmente battibile. Ci proverà Mazhilis che comunque è al rientro da un anno di inattività in pista ed è logico attenderselo parsimonioso in vista del Gran Premio. Chance più concrete per Notti Magiche che ha debuttato bene nella disciplina e dovrebbe crescere. Combattente di vecchia tempra il figlio di Montjeu ha le qualità per centrare un piazzamento. Aichner guarderà l'esito di questa prova per decidere se schierarlo, se in condizione, per la Gran Corsa Siepi o il Merano.
High Master, pupillo della redazione, è piaciuto al rientro (condotto a fari spenti e senza esser spremuto) anche se qua compie un bel balzo di categoria rispetto all'ultima uscita. Minato dagli infortuni, ci sembra difficile attenderlo in lotta per una vittoria, ma ci piacerebbe sicuramente vederlo lottare. Stesso discorso per Company of Ring che Favero proietta in main category dalle vendere dove era scivolato a seguito di prestazioni tutt'altro che esaltanti. Più concrete allora le chance di Alcydon Fan, brutto all'ultima uscita, e soprattutto dell'altelenante Ole Caballero. Difficile per gli altri due. Sorprende l'assenza di Quick Davier che era dato partente pressoché sicuro alla vigilia.

Pronostico Mancho: Al Bustan, Notti Magiche, Mazhilis.

Nel cross per dilettanti sembra maturo per il ritorno alla vittoria Le Moulleau. In gioco per un piazzamento Tequila Tango, piaciuta molto in coppia con Riki Belluco e Marcus Aurelius. Sorprese Ermetico (dalla sua la monta) e l'ostico Hades. Piacciono meno gli altri.

Pronostico Mancho: Le Mouellau, Tequila Tango, Marcus Aurelius.

Tra i quattro anni in siepi Live Your Life è atteso alla vittoria. Il compagno Solar Walker il candidato all'argento per un'eventuale doppietta Troger, soluzione a cui i due hanno abituato più volte gli scommettitori. Curiosità per il debutto in siepi del polacco Kurier, terzo nel Derby Polacco. Atteso a un riscatto Sternkranz, non piaciuto al primo scontro con la crema generazionale. Dura per gli altri due.

Pronostico Mancho: Live Your Life, Solar Walker. 

lunedì 3 settembre 2018

Responso 29° Giornata, Maia, Merano.


DUSIGROSZ NON E' AVARO DI EMOZIONI E FA IL PADRONE NEL RICHARD

Il cinque anni della Joly domina il Premio Richard, largheggiando sugli avversari per fare sua la seconda corsa di Gruppo nella sua carriera. Bene Silver Tango in cross. Doppietta Favero nelle prove di contorno.

DUSIGROSZ 
in una foto di repertorio.
(Foto equichannel.cz).

A cura di Matteo Mancini
Dominio totale nel Premio Richard (Gr.3) del cinque anni Dusigrosz, abile a sfruttare un campo partenti risicato rispetto al Vanoni. Abdicavano infatti all'impegno Santo Cerro, sempre più orientato al Gran Premio Merano, Saxo Sol, ritirato dietro ai nastri di partenza, e gli ospiti dalla Francia.
L'allievo di Vana sr, impegnato con parsimonia da Jan Kratochvil, lucrava energie sul lavoro del compagno di allenamento Piton des Neiges per disporne nel più facile dei modi sulla piegata finale. Alla fine si contavano qualcosa come quindici lunghezze di margine tra i primi due, col terzo relegato a ventisei lunghezze dal vincitore. Dusigrosz, dopo aver pedinato per tutta la corsa il portacolori Aichner, terzo a novembre nel Prix Congress (Gr.2) ad Auteuil, affiancava il battistrada sul verticale e ne aveva ragione sull'arginello grande, dove il giallo-nero palesava una grave incertezza. Passerella finale per il cinque anni della Joly che rendeva pesante il divario dai rivali nel tratto piano, con Piton des Neiges che si riassestava e respingeva ogni tentativo di avvicinamento di Giacalmarbar. Caduto sull'oxer grande Mesa Arch
Dunque, dopo la vittoria nel St. Leger Polacco (L) e nel Criterium di Primavera (Gr.2), il rappresentante di Full of Gold si confermava il soggetto più titolato nella produzione dello stallone e conquistava il suo terzo successo in pattern race, il secondo nelle prove di cartello in ostacoli. Un rullino di marcia che potrebbe portare Vana sr a fare un pensierino al Merano anche se, a nostro avviso, il Premio Steeple Chases d'Italia (Gr.2) sembrerebbe un target più in linea alle chance del cavallo che potrebbe portare a quattro i successi in pattern come nessun altro rappresentante del sangue di Full of Gold. La linea pertanto di Goldneyev, bypassata da Gold Away, che ha già dato, oltre a Dusigrosz, il vincitore in Listed Race in siepi (Prix Gaston Branere ad Auteuil) Jeannot de Nonant e il secondo in Gruppo 1 sulle siepi di Leopardstown Allblak des PlacesNiente male per chi ha un nome che, tradotto dal polacco, significa "L'Avaro".

Fari puntati poi sul cross di giornata. Dopo trentuno rappresentazioni per un totale di ventotto corse, Mujahid, lo stallone più volte rappresentato in Italia nelle prove in ostacoli nella stagione 2018 (otto prodotti), coglieva la sua prima vittoria stagionale grazie al ritorno al successo di Silver Tango. L'allievo di Raf Romano riportava con autorevolezza il Premio Associazione Arma di Cavalleria, sui 5.000 metri del tracciato in cross, un vero e proprio assaggio del Nazioni. Impiegato da front runner, il baio non reagiva all'aggressione del favorito Star Maker che lo andava a pressare e sopravanzare sulle fascine, approfittando di un'incertezza di Silver Tango nell'ingresso del laghetto, ostacolo che il figlio di Mujahid aveva già dimostrato di non gradire cadendovi a fine luglio. Raf Romano era bravo a non farsi cogliere dalle furie e riorganizzava la tattica di gara, andando ad affiancare il nuovo battistrada sul verticale. Perfetto nel tracciare le traiettorie migliori, Romano guadagnava metri importanti nella piegata del campo di polo per dare il là a una graduale progressione che costava cara a Star Maker. L'allievo di Vana sr, pur beneficiando del gradito stato di fondo pesante, restava sul passo finendo sotto il raggio di azione di un ritrovato Billy Silver. Il grigio, fresco allievo di Christian Ghiotti, emergeva bene alla distanza e, pur se a grave distacco dal vincitore, coglieva apprezzabile posto d'onore davanti a Star Maker e a Secret Sinner, con gli altri mai protagonisti e letteralmente dispersi per la pista. 
Seconda vittoria in carriera per Silver Tango, cavallo che ha raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato in carriera pur essendosi classificato secondo nel Premio Tagliabue (Gr.3) e nel Premio dei Giovani (L) a tre anni, nonché terzo nel Premio Steeple Chases d'Italia (Gr.2) e nel Premio Richard (Gr.3) la passata stagione. Apparso poco brillante al rientro nel 2018, riusciva a fornire prestazione assai convincente al punto da portare Raf Romano a indicarlo come eventuale prima punta, assieme a Opaleo, per il Premio Nazioni.

Doppietta di Paolo Favero nelle altre due prove di contorno. Il trainer di Sinigo sfruttava la massiccia quantità dei propri rappresentanti schierando oltre la metà dei partenti. Absolute Belter, a sorpresa, risolveva a proprio favore l'ascendente di apertura riservato alle nuove leve, sfruttando il capitombolo sull'ultima siepe che toglieva dalla contesa Ventotene e la front runner Pelice. Montato da Josef Bartos, il baio conquistava la sua prima vittoria con uno speed finale all'esterno di tutti che rendeva debordanti i contorni del successo, quantificati in qualcosa come undici lunghezze. Deludeva e non poco il favorito Prince d'Orange, top weight della periziata, che cedeva di schianto in dirittura di arrivo dopo aver lanciato la volata lunga all'inizio della piegata finale in anticipo su Ventotene.  I due sfilavano dall'esterno Pelice per ingaggiare duello in vista dell'ultima, tirandosi dietro il trio Favero. Ventotene offriva la sensazione di poter disporre dell'avversario ma franava a terra sull'ultima insidia coinvolgendo Pelice. Aveva allora gioco facile Absolute Belter, autore di un assolo in retta su cui Prince d'Orange non aveva margine d'azione, letteralmente piantato in corda, davanti all'anonimo Duarte.


Tutto facile, ma non troppo, per Lord E nella vendere. Il figlio di Lord Shanakill coglieva la terza vittoria in carriera in ostacoli con un coast to coast a cui tentavano di opporsi i due allievi di Raf Romano Rio Apache e Giannettoni. Gli attacchi dei due, tuttavia, venivano agilmente respinti dall'attaccante che si sottraeva dalla morsa sull'ultima siepe della dirittura opposta  a quella di arrivo e ripartiva con veemenza senza però staccare dal gruppo. Appariva più brillante del compagno di allenamento Giannettoni che, tuttavia, fletteva in dirittura di arrivo subendo il ritorno di Rio Apache e soprattutto il gran volo esterno del grigio Spin a Disc che ultimava la prova a velocità multipla ma non a sufficienza per completare l'en plein di scuderia. Rio Apache infatti acciuffava negli ultimi duecento metri Giannettoni e si faceva forte del fieno portato in cascina per difendersi dal volo di Spin a Disc che chiudeva solamente terzo. Sbiadito ricordo dell'illustre passato Sol Invictus, ancora una volta ultimo in categoria di minima.

lunedì 20 agosto 2018

Responso 27° Giornata, Maia, Merano.


ALTRO EN PLEIN FIRMATO CHRISTIAN TROGER: LEONARDO DA VINCI E MENSCH DOMINANO IL BI-ELLE

Non si ferma il proprietario altoadesino che regala a Raf Romano la sesta doppietta stagionale. I due grigi dominano la prova davanti a un parsimonioso King Heart. Nel cross per dilettanti terzo successo stagionale di Kitano.

LEONARDO DA VINCI
(Foto Matteo Mancini).

A cura di Matteo Mancini.
Ultima giornata dedicata alle prove in piano per fantini con anche i Purosangue Arabi a giungere sulla pista altoadesina. Programma in ostacoli assai ridotto con una condizionata per tre anni in siepi e un cross per dilettanti.
Occhi puntati proprio sui tre anni dove Leonardo da Vinci si ripeteva dopo la vittoria di una settimana prima. Il figlio di Style Vendome sfondava sull'ultimo passaggio di Marlengo, andando a rilevare il battistrada Absolute Belter, ancora deludente e desistito in modo grave alla distanza, per anticipare l'intera compagnia e inscenare una fuga sulla dirittura opposta a quella di arrivo. Ancora vitale sulla piegata finale, si arroccava in corda sostenuto a braccia e a frusta da Domenik Pastuszka per sottrarsi dal finalone del compagno di colori Mensch, che recuperava metro su metro fino a chiudere a un'incollatura dal vincitore. Davvero ottimo il finale del figlio di Silver Frost che offriva la concreta impressione di esser dotato di qualità maggiore rispeto al vincitore. Dietro ai due Troger, convinceva il debuttante in ostacoli della Monte Negro King Heart. Soggetto assai qualitativo in piano in patria, l'allievo di Holcak veniva tenuto tranquillo in pancia al gruppo per tutta la corsa limitandosi ad aprire i rubinetti in dirittura di arrivo. Costretto a recuperare importante margine, chiudeva coin speed eccezionale come riscontrato dall'ultimo parziale di gara, probabilmente il più veloce in campo. Una prova dunque semi-nascosta che lasciava tuttavia intravedere importanti margini di miglioramento tali da farne un nome da ricordare in circoletto rosso per il successivo ingaggio.
Soffriva il cambio di categoria e di pista l'importato (dalle reclamare francesi) di Aichner Andoins, tenuto sui primi da Vana sr ma terminato, in quarta posizione, a venti lunghezze scarse dalla coppia vincente. Il giallo-nero, in particolare, soffriva il cambio di ritmo piazzato dagli immediati inseguitori sulla piegata di fondo. Malissimo tutti gli altri, in special modo i due Favero Duarte e Absolute Belter, a dir poco imbarazzanti e finiti ultimo e penultimo a grave distacco.

Nel cross Kitano dimostrava la propria superiorità tecnica nelle prove riservate ai dilettanti. Interpretato per la prima volta da Alberto Carrassi del Villar, lasciava l'iniziativa di menare le danze alla compagna di allenamento Tequila Tango. Brillante, nella prima parte di gara, anche l'outsider Ermetico da cui, in modo assai goffo, alla montagnola cadeva di sella Marcel Altenburger, solito interprete di Kitano. Tempi di gara molto veloci quelli scanditi da Riccardo Belluco, non sufficienti però a permettere a Tequila Tango di scrollarsi di dosso Kitano, costantemente in agguato a un paio di lunghezze di distanza, davanti a Lost Monarck e Le Moulleau, con gli altri molto sgranati. Sulla terzultima siepe, Kitano, in aggiramento, disponeva senza troppe remore di Tequila Tango involandosi, tutto in mano, verso una vittoria che veniva tuttavia insidiata dal bell'epilogo di Le Mouellau. L'allievo di Vana sr recuperava margine lungo la corda, sfilando la stanca Tequila Tango e gettandosi all'insegumento del fuggitivo che, tuttavia, aveva già messo in cascina il margine utile a portare a casa la vittoria. Tequila Tango, tredici lunghezze più indietro, manteneva la terza moneta su un monocorde Lost Monarck, mai capace di cambiare azione. Dispersi gli altri capeggiati da un'anonima Vanessa del Cardo. Terza vittoria su cinque per Kitano, la seconda stagionale in cross per Carrassi del Villar. Un acuto che permetteva al trainer Raffaele Romano di allungare nella classifica riservata agli allenatori.L'allenatore bresciano saliva infatti a 14 successi nella classifica meranese di stagione, quattro in più di Vana sr e addirittura il doppio del mentore Favero, in inattesa prima posizione. Un rullino di marcia molto importante e in crescita continua che permetteva a Romano, penalizzato dalla squalifica doping dei primi mesi del 2018, di portarsi a una lunghezza da Favero nella classifica generale. Per il trainer di Sinigo un'altra giornata da dimenticare e la conferma, ormai sempre più evidente, della necessità di rivolgersi al mercato francese oltre che a quello inglese.

mercoledì 15 agosto 2018

Responso 26° Giornata, Maia, Merano.


AICHNER - TROGER: ATTENTI A QUEI DUE.

I due imprenditori altoadesini monipolizzano le prove in ostacoli della riunione con un'en plein a testa, ma è la stoccata, a sorpresa, di Troger nel Creme Anglaise a valere l'acuto nella pattern race. Il sorprendente Quick Davier sfrutta la debacle del favorito giallo-nero Martinstar e regala un sogno al suo proprietario.

CAPIVARI,
qua con i vecchi colori di Kepa,
coglie la prima vittoria in Italia.
(Foto paris-turf.com).

A cura di Matteo Mancini.
Non è più una novità ormai. Josef Aichner e Christian Troger, ospiti stranieri permettendo, sono i due nomi forti nelle prove di cartello del settore ostacolistico. Lydia Olisova e Paolo Favero si ritrovano scalzati nelle gerarchie fino a risultare, spesso e poco volentieri, meri spettatori.
Nel meeting di ferragosto, dopo l'atteso duello in cross tra All About Cossio e Opaleo, i due amici-rivali si spartiscono vittorie e montepremi. Inizia Christian Troger che realizza una doppietta con gli eterni alleati Solar Walker e Live Your Life, col gregario che ridimensiona il capitano facendo suo, con irruento e prepotente show avanguardistico, il Premio Saverio Lembo. Aichner si prepara a rispondere nel Creme Anglaise (L), forte della presenza del vincitore del Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1) Martinstar, coadiuvato da due gregari di qualità. E' tuttavia ancora Christian Troger a gioire con un ritrovato Quick Davier che prende l'iniziativa della corsa a metà percorso e sfrutta l'inattesa debacle del favorito di casa Aichner, fermato sull'ultimo passaggio del muro in probabile precario assetto. E' allora Morning Star la pedina chiamata a limitare i danni in casa Aichner. L'ex tedesco, costantemente sulle tracce del vincitore, chiude il percorso in seconda posizione, con l'ideale bronzo svanito, nel tratto piano conclusivo, per la terza scelta di casa giallo-nera ovvero Il Superstite, autore di eccezionale rientro dopo tre anni di assenza dalle piste in ostacoli.
La vera risposta di Aichner però è solo rimandata, perché nel Premio Hotel Sittnerhof, condizionata di qualità in siepi per adulti, Treizor du Pilori, respinge gli affondi del Troger Chateaudemalmaison, e traghetta in modo perfetto il capitano Capivari alla prima vittoria in Italia, i due, ben avanti a un Tahini troppo tardivo nella carburazione, regalano così la doppietta alla proprietà che si traduce in un podio tutto a trazione Vana sr.
Per effetto dei risultati odierni Aichner sale a venti centri stagionali, tredici lunghezze dietro, con sette acuti si assesta Troger, a una sola lunghezza dalle vittorie del fucsia di Paolo Favero.

Vediamo, nel dettaglio, le quattro prove.
Nel cross di apertura, sui 4.100 metri, rifiutava la partenza il veterano Nils. Il figlio di Kheleyf, fin troppo spesso in grave impaccio dietro i nastri di partenza, non sentiva ragioni di prendere l'abbrivio costringendo Jan Faltejsek alla resa.
Menava la danza con sicurezza Star Maker su cui si fiondavano, sull'ultimo passaggio di marrana, Opaleo e All About Cossio. Raf Romano tentava di giocare la carta dell'anticipo, ma Marcel Novak, interprete di All About Cossio, era bravo e soprattutto molto sveglio a seguirne le mosse. L'interprete polacco azzardava anche qualcosa pur di non perdere le tracce dell'attaccante, effettuando una pericolosa scurvata con angolo di curva fin troppo acuto e perdendo anche una staffa. Riassestatosi come da manuale del cavaliere comanda, agganciava Opaleo sulla penultima siepe e ne disponeva, in allungo, in dirittura di arrivo. Per la terza Secret Sinner piegava il front runner Star Maker. Dunque confermate le attese della vigilia con il polacco da Cossio che faceva valere la propria qualità, a dispetto del peso, e non concedeva appello a Opaleo, comunque buono e ben interpretato.

Nella condizionata per quattro anni, Raf Romano si faceva sostituire da Ale Pollioni, chiamato a interpretare il favorito netto Live Your Life. Atteso con curiosità Sternkranz, dopo duplice vittoria nelle prime due uscite in ostacoli, su cui però qualcuno faceva notare le ombre offerte dalla deludente esibizione di alcune settimane fa offerta dal vice Langfuhr. Gioco anche sull'ex francese importato da Josef Aichner Sansiro, mentre non veniva considerato al gioco il debuttante Timely Arrival, nonostante le buone prove offerte in piano.
Risolveva la contesa, piuttosto a sorpresa e con piglio assai convincente, Solar Walker. Il compagno di colori del favorito prendeva con impeto la testa e rifiniva il tutto con speed finale adeguato e calibrato all'occasione. Live Your Life, tenuto tranquillo nella prima parte di gara da Ale Pollioni, provava in retta a presentarsi all'esterno dell'eterno alleato. Ogni tentativo di aggancio però risultava vano, eppur sufficiente per scavare importante divario dagli avversari. Aeneas, il primo dei battuti, chiudeva terzo, a tre lunghezze e mezzo dal secondo di Troger, dopo essersi unito alla lotta sulla piegata finale. Fortemente ridimensionato Sternkranz, sparito di scena nel momento della verità pur essendo stato fin da subito collocato in scia allo scatenato battistrada. Male gli altri. Mai in corsa e fuori dai giochi a traguardo lontanissimo Sansiro, sbiadito ricordo del soggetto visto in Francia. Fermato dopo due gravi errori, sulla dirittura opposta a quella di arrivo, Kools Brother. Stessa sorte per Timely Arrival, verde su diversi salti e poi arrestato da Bartos con il fare di chi mostra qualche dubbio sulla regolare meccanica del cavallo.
Una gran bella vittoria dunque quella del figlio di Permesso, all'asciutto dal giugno del 2017 quando, ancora una volta, riuscì a regolare il più forte compagno Live Your Life. Se allora però la vittoria fu dettata da una sorta di atteggiamento rinunciatario dello sconfitto, nell'occasione Solar Walker costringeva alla resa il rivale, costretto a un piazzamento tutt'altro che confortevole in vista degli imminenti gran premi di categoria.

Ancora Christian Troger a gioire nel Creme Anglaise (L). Il proprietario altoadesino, dopo tanta attesa, poteva assistere al trionfo di quella che è una delle pedine per la quale ha sborsato la più alta somma. Quick Davier, netto trionfatore del Vanoni 2016, sfruttava la clamorosa debacle del favorito netto Martinstar. Passato al comando delle operazioni dopo il salto dell'oxer piccolo, che a momenti costava la corsa a Monsieur Bachir (ancora una volta in grave affanno su questo ostacolo), l'ex Macaire controllava e scandiva i vari parziali. risolvendo a proprio favore il confronto. Agevolato dall'uscita di scena, dopo l'ultimo passaggio sul muro di Martinstar, fermato precauzionalmente da Vana Jr, Quick Davier si limitava a chiudere il percorso evitando ogni pericolo e respingendo l'attacco sul verticale di Morning Star. Quest'ultimo, al comando nella prima parte di gara, confermava il proprio eccelso periodo di forma e si adeguava al secondo. Troppo rinunciatario Almost Human, in grave ritardo e solo terzo, in rimonta finale dalle retrovie, sul calo di un generosissimo Il Superstite. Malissimo gli altri, praticamente spettatori anonimi.

Doppietta Aichner nella condizionata in siepi per adulti. Treizor du Pilori trainava letteralmente al successo il compagno di colori Capivari. Il figlio di Axxos assumeva l'iniziativa e menava la danza attento a non farsi anticipare da Chateaudemalmaison. L'allievo di Romano, alquanto battagliero, provava in ogni modo a rubare l'iniziativa alla coppia Aichner, con Capivari costretto a restare sveglio per mantenere la corsia interna. La lotta a tre, con gli altri a distacco a osservarne le gesta, si risolveva sull'accelerazione finale che vedeva Treizor du Pilori, ancora vitale in corda, tenere botta all'affondo finale di un macchinosissimo Capivari che riusciva ad avere la meglio solo nel tratto piano conclusivo. Per la terza, in corda, emergeva il vecchio Tahini in modalità lenta carburazione che sfruttava l'eccesso di baldanza di Chateaudemalmaison, costretto al quarto posto eppur autore di prova positiva. Rinunciatari e mai in gioco gli altri, a partire da una Doriade d'Aumont in regresso, quindi un falloso Santos e un Relco Sud Ovest prudente e in rodaggio dopo lunga assenza.

martedì 14 agosto 2018

Presentazione 26° Giornata, Maia, Merano.


CREME ANGLAISE CILIEGINA IN UN PROGRAMMA DA PROPEDEUTICHE AI GRAN PREMI DI FINE SETTEMBRE.

Meeting di ferragosto all'insegna della qualità. Martinstar assaggia la pista nella Listed per steepler. Live Your Life sfida le novità Sternkranz e Timely Arrival. Capivari prova le siepi in vista della Gran Corsa Siepi di Merano. All About Cossio, in cross, rinnova la rivincita a Opaleo, Nils e Star Maker.

MARTINSTAR,
vincitore del GRANDE STEEPLE CHASE DI MILANO,
prova la pista di Merano, candidandosi
al CREME ANGLAISE.
A cura di Matteo Mancini
Torniamo a presentare le prove in ostacoli proposte dal programma meranese, attirati da una giornata, quella di ferragosto, sicuramente invitante e ben riuscita sul versante ostacolistico.
Quattro prove tutte di primario spessore in vista dei gran premi della seconda parte della riunione altoadesina.
Tiene banco soprattutto il tradizionale Creme Anglaise (L), pattern race in memoria della giovane pupilla di casa Trenkwalder, nonché sorellastra della leggenda pisana Chivas Regal (vincitore del Gran Premio Merano del 1974), che riuscì, a quattro anni, a riportare il Gran Premio Merano del 1965, mettendo a tacere, tra gli altri, un certo Cogne.
Saranno in sette a rinfrescare la memoria del tempo andato, un passato denso di nomi e aneddoti, ma soprattutto di campioni e di uomini che hanno gettato le basi di un settore, quello ippico, ormai sempre più allo sbando, in Italia. Josef Aichner, sempre più leader tra i proprietari del ramo ostacolistico, fa la voce grossa e presenta un trittico molto variegato. Gradi da ipotetico generale per Martinstar, lasciato a riposo nella prima parte d'estate da Josef Vana sr dopo aver riportato due convincenti vittorie a San Siro. Il grigio, da Martaline, misurerà la sua attitudine alla pista. Ripetiamo quanto detto in passato e cioè che non ci pare soggetto che possa recitare il ruolo del super campione (comunque buon soggetto), tuttavia la vittoria debordante nel Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1) gli vale d'obbligo la carta di favorito della prova, buttando anche un'occhio in ottica gran premio.
Aichner gli affianca il sorprendente Morning Star che, di fatto, è al debutto nella disciplina, non facendo testo la vittoria a reclamare ottenuta a Treviso qualche anno fa. L'ex tedesco arriva all'appuntamento forte di un triplo di vittorie consecutive in siepi tutte ottenute in main category, avendo la meglio su soggetti del calibro di Vodka Wells, Champ de Bataille e Kazoo. La forma certo non gli manca, sarà curioso vedere l'attitudine alla nuova disciplina.
Completa il terzetto giallo-nero Il Superstite, che il Creme Anglaise l'ha vinto nel 2015, campione ripescato in Sicilia (rientrato nel premio dedicato a Swing Fire, cavallo battuto da un elemento che era di proprietà di persone vicine alla redazione, allevato peraltro dall'allevamento del marchese Guglielmi), un po' come avvenuto anni fa con la parabola del fratellastro (per linea paterna) Tullio Ostillio. A digiuno da tre anni dagli ostacoli, evidentemente complice un gravissimo infortunio, l'ex Magog ricompare in questa prova sulla carta proibitiva con in sella il leader della classifica fantini meranese Jan Faltejsek. Sembra proprio che Aichner, a mo' di scommessa, voglia ripercorrere una favola in formato Aldaniti, cercando di emulare quanto fatto dal mentore Vana sr con Fafintadenient (altro vincitore del Creme Anglaise).
Altro sorvegliato speciale, prova pure per lui non agevole, sarà Quick Davier. Sfortunato investimento di Christian Troger nel 2016 dopo il travolgente trionfo nel Vanoni del 2016, si ripropone ora nella categoria di spettanza dopo aver fatto un anonimo rientro in siepi. Certo, non invoglia la scommessa, tuttavia sarà interessante misurarne il recupero. La qualità l'avrebbe e in abbondanza, bisogna solo vedere quanto sia stata intaccata dagli acciacchi. Raf Romano ha già dimostrato, con un soggetto come Ciro Vincenti, di saper rivitalizzare elementi rimasti al prato per due anni. Bel banco di prova.
Altro elemento che tenta di ritornare nella categoria di originaria spettanza è Monsieur Bachir. Il portacolori Pegas aveva dimostrato in Francia di esser soggetto degno di rispetto, proposto lo scorso anno nel Premio A.S.S.I è franato sull'oxer grande, rimanendo lontano dalle piste per una stagione. Rientrato con un secondo posto a Lysa nad Laben, in modesta compagnia, tenta di nuovo di verificare la propria attitudine alla pista.
Non parte battuto Almost Human, specie per un piazzamento. Il portacolori Jokr, che difficilmente immaginiamo in condizione di impensierire Martinstar, potrebbe far tornare a proprio favore la grande incertezza che coinvolge la quasi totalità degli avversari. Non appare invece in condizione di recitare ruolo da protagonista Cautalanian Fields che Favero getta nella mischia col ruolo di vittima sacrificale annunciata.

Pronostico Mancho: Martinstar, Morning Star.

Nella condizionata in siepi per adulti, Capivari ha la concreta possibilità di cogliere il primo successo in Italia. Regolato da Al Bustan in steeple, dopo primi approcci alquanto fallosi, dovrebbe beneficiare e non poco della scelta di dirottarlo sugli ostacoli più bassi. Inoltre un campo partenti tutt'altro che proibitivo dovrebbe costituire ghiotta occasione per tramutare i buoni propositi in successo. Sarà il compagno di allenamento Tahini il rivale più pericoloso. L'infinito figlio di Medicean, splendidamente gestito da Vana sr nonostante i numerosi acciacchi, è apparso in grande forma a Pardubice dove ha preceduto, in una Listed Locale, un ottimo elemento quale Aztek. Piacciono molto meno gli altri, a partire da Treizor du Pilori che ha dato segnali di risveglio a Bad-Harzburg (quarto a contatto) e Doriade d'Aumont (in buon stato di forma). Non impressiona il curriculum di marcia di Santos, al debutto in Italia. Rientra Relco Sud Ovest, mentre cerca ancora una sua dimensione Chateaudemalmaison, fin qui molto deludente dopo l'importazione in Italia.

Pronostico Mancho: Capivari, Tahini.

Bella corsa il Premio Saverio Lembo, condizionata con adesioni che potrebbero benissimo valergli il rango di pattern race. Live Your Life, sfortunato nella Criterium di Primavera, ha subito l'occasione di riprendere il proprio cammino inarrestabile, avrà tuttavia contro due nuovi rivali. Da una parte il brillante compagno di allenamento Sternkranz, su cui però getta qualche ombra la pessima prova offerta un paio di settimane fa dal "vice" Langfuhr, dall'altra l'affascinante carta giocata da Lydia Olisova che fa debuttare in siepi il monumentale Timely Arrival (quarto nel Regione Toscana, L) che è parso, nelle ultime prove in piano, in una parabola discendente di forma.
Atteso a sensibile miglioramento Sansiro. Pronto a intervenire per un piazzamento Solar Walker, da preferire a Celeste. Chance più ardue per Aeneas e l'oggetto misterioso Kools Brother, addirittura al debutto in siepi dopo anonima carriera in piano.

Pronostico Mancho: Live Your Life, Sansiro, Sternkranz.

Cross di qualità quello garantito dal Ristorante Roessl Rablà che vede rinnovare il duello, sui 4.100 metri, tra All About Cossio e Opaleo. L'allievo di Romano guadagna due chili e mezzo al peso sul rivale ceko e questo ce lo fa preferire in sede di pronostico. Occhio anche al veterano Nils. In caso di terreno pesante in grosso rialzo le quotazioni di Star Maker. In grave ritardo sugli avversari Secret Sinner.
Rientra da un anno Ball Phil Tonio che, verosimilmente, proverà la pista.

Pronostico Mancho: Opaleo, All About Cossio. 

mercoledì 1 agosto 2018

Statistiche di metà stagione


JOSEF AICHNER E I VANA SI CONFERMANO AL TOP, MA CRESCE LA CONCORRENZA.

La prima parte del 2018 prosegue laddove si era concluso il 2017. Josef Aichner rafforza il primato tra i proprietari e supera Paolo Favero anche per numero di corse disputate e soggetti schierati. Vana jr si mantiene in testa alla classifica fantini, ma vede accorciare il gap. Bene il padre tra gli allenatori, inseguito dai soliti Favero e Raffaele Romano. Crollo dell'allevamento italiano, oltre la Nuova Sbarra il vuoto.

Il leader dei proprietari JOSEF AICHNER (a sx)
in compagnia con il leader dei fantini JOSEF VANA Jr (a dx).

A cura di Matteo Mancini
Mese di luglio ormai alle spalle, con buona pace di Riccardo Del Turco, veniamo a regalare una veloce panoramica, in pillole e statistiche alla mano, su quello che ha offerto la prima parte di stagione del movimento ostacolistico italiano.

LE CORSE
Nei primi sette mesi del 2018 sono state disputate 76 corse, 48 delle quali in siepi, 18 in steeple e 10 in cross. Di queste 76 corse, 40 si sono tenute a Merano, 21 a Milano e 15 a Pisa.
Piuttosto distribuite le prove in siepi con otto riservate ai cavalli di tre anni e tredici ai quattro anni, con le restanti aperte agli adulti. Discorso diverso per lo steeple dove il 77,8% delle corse sono rimaste precluse ai cavalli di età inferiore ai cinque anni.
Solo quattro, sulle dieci disputate, le prove in cross riservate ai gentleman e amazzoni, tre delle quali tenutesi nell'impianto di Merano (l'altra a Milano).

I CAVALLI
Sono stati 228 i cavalli scesi in pista, 57 dei quali vincitori con un trittico di soggetti capaci di imporsi per tre volte ovvero l'imbattuto Imperial Red (rivelazione tra i tre anni e attuale leader generazionale), e gli anziani Opaleo e Desertmore Hill. Altri tredici cavalli sono stati capaci di ripetere i successi.
Dei 228 cavalli trentotto costituiscono delle novità mai scese in pista in ostacoli in Italia ma già misuratesi in prove similari all'estero. Cinquantuno i soggetti avviati, per la prima volta, alla carriera in ostacoli, di questi 21 di tre anni. Solo 139 i cavalli che hanno corso in ostacoli nelle precedenti stagioni in Italia e che si sono rivisti all'opera. Nils, Borderland e Dzacheron con i loro dodici anni sono stati i più anzini, in otto gli over dieci (anni) tra cui l'intramontabile Sol Invictus, rientrato all'agonismo dopo lunga assenza. Il gruppo dei quattro anni è risultato essere quello più folto, con 59 rappresentanti, seguito da quello dei cinque anni con 51 cavalli, quindi i sei anni con 30 soggetti, a precedere i sette anni (23), gli otto anni (22) e i tre anni (21).
Champ de Bataille, vincitore della Gran Corsa Siepi d'Italia (Gr.1) e secondo nella Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1), guida la classifica dei cavalli che hanno riportato il più alto livello di introiti. L'allievo di Vana sr ha fatto introietare a Josef Aichner la somma di 40.375 euro. Lo segue, non troppo discosto, la sorpresa Vermithor. Il quattro anni di Lydia Olisova si è aggiudicato il Criterium d'Inverno (Gr.2) e la Corsa Siepi dei 4 Anni di Pisa (L) per poi finire terzo in quella di Milano (Gr.2) permettendo alla giovane slovacca amante dei cappelli di mettere le mani su 33.566 euro. Seguono in classifica lo stratosferico Al Bustan, ospite griffato Lokotrans, a bersaglio grosso nel Grande Steeple Chase d'Europa (Gr.1),) con 31.875 euro, tanti quanti quelli vinti dal Favero Vodka Wells, sorprendente vincitore nella Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1), sceso però in pista tre volte in più rispetto al Lokotrans; qualche centinaio di euro separa dalla coppia l'altro Aichner Martinstar, vincitore del Grande Steeple Chase di Milano (Gr.1). Completano la top ten, con soglia di vincite compresa tra i 26.755 euro e i 20.740 euro: il Favero Imperial Red, il Vocetka Santo Cerro, Live Your Life (miglior soggetto di casa Troger), Notti Magiche (terzo Aichner in top ten) e la sorpresissima Opaleo.
64 i cavalli che non hanno vinto neppure un euro per una percentuale del 28% sul totale. Tra questi la palma della più scarsa, a livello statistico, va a Crystal Tango scesa in pista quattro volte, una in più dei vari Macchiavelli, Marital, Time is Precious e Duc d'Aubrelle
Trentuno sono state le cadute che hanno coinvolto ventotto cavalli. Di questi, tre (Shiloh, Tequila Tango e Marital) sono caduti per più di una volta e comunque mai oltre due. Letale, a Pisa, la caduta di Sareerah.

ALLEVATORI
In forte regresso il dato relativo ai cavalli di allevatore italiano. Dei sopracitati 228 cavalli scesi in pista solo il 20% è risultato essere allevato da un allevatore italiano per un totale di 46 elementi, di cui solo 38 nati in Italia. Solo nove, di questi, i vincitori ,con il campione Live Your Life (Allevamento Nuova Sbarra) capace di ripetersi una volta.
Dieci i paesi rappresentati, con forte predilezione per i prodotti francesi. Sono stati 60 i cavalli nati oltralpe (26,3%), otto in più di quelli nati in Irlanda, quindi 38 in Italia (al terzo posto), 22 in Germania, solo 20 in Inghilterra, tanti quanti quelli nati in Polonia, a precedere Repubblica Ceka (10), Stati Uniti (3), Ungheria (2) e Svizzera (1).
27 le vittorie dei nati in Irlanda. 20 dei nati in Francia, 13 dei prodotti tedeschi (rapporto vittorie in linea con i nati in Irlanda), 7 per i polacchi, 5 per i nati in Italia (brutto quinto posto), 3 di quelli nati in Inghilterra e 1 per i nati negli States.
La Nuova Sbarra si conferma l'allevatore più vincente. La scuderia di Scarpellini è stata rappresentata 22 volte per un totale di 18 corse per l'effetto dell'impiego di cinque elementi. Tre le vittorie, due delle quali marcate Live Your Life e l'altra da Lost Monarck, nove gli altri piazzamenti a podio per 29.454 euro di introiti.
Vantaggio considerevole e difficilmente colmabile per gli altri che hanno nell'Azienda Agricola Il Tiglio il più immediato inseguitore, forte dei piazzamenti del solo Notti Magiche, con 6.500 euro di somme accreditate. Segue a 3.900 euro l'Az. Agr. Cansana, davanti alla P.F.M Oliena con 2.990 euro, a precedere la Razza Dormello Olgiata, l'Immobiliare Casa Paola, la Razza Latina, la Finanza Locale Consulting, Giovanni Sterpa e Giulio Fanti a completamento della top ten.
Trentacinque sono stati gli allevatori italiani rappresentati almeno una volta, diciannove quelli che hanno introitato somme con la Incolinx fanalino di coda con 40 euro. La Nuova Sbarra, con cinque prodotti, è quella che ha sfornato il maggior numero di cavalli impiegati in siepi, uno in più di Elia Tanghetti; tre per l'Az. Agr Cansana, due per Antezzate e Az. Agr. S.Uberto.
18 le corse disputate da soggetti griffti Nuova Sbarra, 16 dei Tanghetti, dietro segue un abisso che vede al terzo posto, per numero di corse intraprese, un poker di allevatori con sei corse.

PROPRIETARI
Il 2018 vede incrementare sempre più, da un punto di vista quantitivo, il peso delle scuderie non legate a Paolo Favero. Il proprietario e allenatore di Sinigo, fortemente penalizzato dalla perdita pressoché totale del parco clienti (resiste Lydia Olisova), subisce una concorrenza sempre più agguerrita, tanto da perdere il primato dei cavalli schierati.
E' la scuderia di Josef Aichner, al momento, la più numerosa. Il proprietario altoadesino ha schierato trenta elementi, sei in più di Paolo Favero, tanto da aver disputato una corsa in più (51 su 76) rispetto allo "zar" di Sinigo. Il giallo-nero Aichner trionfa su tutta linea. 19 vittorie contro le 8 di Favero, 234.590 euro di introiti contro i 126.845 di Paolo Favero. Media vincite per corsa quasi del doppio rispetto a quella dello storico avversario.
Dietro ai due si conferma Christian Troger, terzo sia per numero di cavalli schierati (17) che per vittorie (4) e somme vinte (84.889). Quattro vittorie anche per Vocetka (9 cavalli), Lydia Olisova (7 cavalli) e Tania-Vana (9 cavalli) che finiscono nell'ordine nella classifica per introiti con scarti minimi tra loro dai 50.014 euro della Vocetka ai 44.000 euro scarsi della Tania.
Quarto a pari merito con Vocetka e Tania, per numero di cavalli schierati, Orfeo Bottura, in dodicesima posizione per introiti.
Un'occhiata alla classifica mostra il periodo poco fortunato per alcune scuderie protagoniste nelle passate stagioni. Troviamo infatti la Milano decima (22.831 euro), la Razza Dormello Olgiata diciottesima (10.625 euro), Magog ventiseiesmia, Elia Tanghetti ventisettesimo, D'Altemps trentacinquesima, Remo Romano trentasettesimo, Christian Ghiotti trentottesimo, Topeeka cinquantasettesima.
In totale sono state 92 le scuderie impegnate, sessantotto sono andate a premio, trenta vincitrici di almeno una corsa.

ALLENATORI

PROSEGUE DOMANI.