giovedì 5 febbraio 2015

Tabellino sesta riunione ostacoli. Ippodromo San Rossore, Pisa, 5 febbraio 2015.


COLPO DI MAGO NEL CHIVAS... TRA I DUE PRETENDENTI SPUNTA FUORI IL CORNET: L'OSTANEL TRADISCE IL FAVERO.

Articolo a cura di MATTEO MANCINI.

Fase finale del CHIVAS REGAL. UNION DU BOSC (n.7) come da
copione è in fuga all'ultimo giro. E' seguito da DARAKTI (n. 3) dietro al
duo il CORNET (n. 2) 
(Foto dalla Tribuna di M.Mancini).

Giornata di pioggia, terreno molto pesante. Qualcuno paventa la possibilità che la società Alfea distribuisca incentivi per presentarsi all'ippodromo, poi si scopre che si è in periodo di carnevale e che ogni scherzo vale, infatti giocano in contemporanea anche a Viareggio. Si deve pagare, ma cambierebbe poco. All'ippodromo è giorno di fedelissimi, tribune quasi completamente vuote, se ne accorge anche il cielo che, capriccioso come è, pensa bene di andare a recare disturbo altrove, perché che soddisfazione ci sarebbe nel rovinare la giornata a quattro gatti...?
Primo colpo di scena, non sono ancora entrati i cavalli al tondino. Enrico Querci speaker incaricato di intervistare i vincitori annuncia un ritardo nelle corse. Accenna a uno sciopero, ma di questi tempi non fa notizia. C'è un'altra sorpresa, manco fosse impegnato in una batteria di qualifica, Sandro Marannini è caduto nella morsa dell'influenza e ha dato forfait così come Maggiolone e altri cinque cavalli dichiarati partenti nella riunione. Il flemmatico Querci ha così l'onore di dividersi tra tondino, pista e cabina di regia, non se la caverà affatto male con la sua flemma da britannico mancato.

Ecco che i cavalli impegnati nel Premio Giannessi entrano in pista. Gli occhi vanno al cielo, sia a ricordare chi non può più aggirarsi in quei territori in cui ha sempre lavorato e in cui ha sempre vissuto, sia per controllare le nubi cariche di pioggia ma ancora incerte sulla decisione da prendere. Per ora non piove... E' il Kripton Luparolo a mostrarsi per primo, dapprima senza paraocchi poi lo calza come da programma. Campo di partenti avaro di soluzioni, sono appena in quattro e ce n'è uno che proprio non vuol saperne di entrare nei box previsti per l'insellaggio. L'occhio clinico di Querci nota subito il particolare e la voce corre al microfono proprio nell'attimo in cui i cavalli stanno entrando in pista: "Boracifero proprio non voleva saperne di andare a correre". Chissà se l'allenatore Giannotti, da noi ricordato quale allenatore e proprietario di chi stava in quieta attesa in certi Gran Premi Ostacolistici (giusto omaggio in attesa del Chivas Regal), avrà pensato: "Ma che sei bischero... non vuoi correre proprio oggi... Una volta che ti piazzi di sicuro! Ma io non lo so' , a me mi sembra tutto scemo, questo! Non ci si capisce nulla..." Implacabile il totalizzatore che nella sua freddezza condanna il numero quattro montato da Citti a ultimo cavallo del campo, addirittura in doppia cifra.
In sede di presentazione avevamo parlato del Sig. Giannessi ricordando una sua allieva figlia di Key to Content e Amoretta, gli amanti di casistica allora potrebbero andare a leggere il ricordo come una sorta di enigma da sciogliere. Nel campo dei partenti compare allora una "K", quella di Kostabi, la cui madre ha un nome che inizia per "A" (A La Lonque), ma sarebbe roba dal colmo dei colmi.

Andiamo in cronaca, per sommi capi, allora, in attesa del Chivas Regal. Luparolo, per i colori Kripton, subito in avanti a menare la danza, lui che è fratellastro per linea paterna di Boracifero e che è figlio di Lovely (insomma, una specie di Amoretta). Ed è proprio il rosa-nero ad accompagnare il Kripton, dietro il verdone On The Trail con Kostabi a controllare tutti. In dirittura Mario Sanna compie una mossa azzardata da dilettante, soprattutto se si considera che si corre in quattro, e rischia di far fare un brutto capitombolo (potenzialmente letale) al suo cavallo. Va a tamponare Luparolo cercando un varco impossibile lungo lo steccato, per fortuna On The Trail non accusa il colpo, ma viene sfilato all'esterno da Kostabi che parte all'inseguimento dell'estremo outsider che ha ormai preso il sopravvento sul fratellastro. Citti cerca di respingere il rivale romano, mentre Luparolo e On The Trail sono fuori dai giochi. Boracifero e Kostabi staccano con la scelta di Riccardo Menichetti che ha la meglio per la Razza dell'Olmo. On the Trail sulla falcata è terzo e paga una pessima interpretazione, da tenere d'occhio alla prossima...

BORACIFERO, tributo doveroso per gli ultimi colori di Pisa - credo -
che hanno corso il Gran Premio Merano e con un risultato apprezzabile.
(Foto M.Mancini).

Eccoci al main event, strananamente proposto subito alla seconda corsa. Sei al via dopo il ritiro di Albina, cavalla a cui va indigesto il terreno faticoso e che Christian Ghiotti non si sente di rischiare. Favero schiera subito un poker giusto per mostrare chi non ha problemi di scelta. A contentendere il premio Chivas Regal al mostro sacro dell'ostacolismo italiano sono il disceplo Eros Ostanel e il ceko Vana sr che, dopo qualche settimana di pausa, torna al San Rossore con l'intenzione di lasciare il segno. Addirittura scende in pista il quarto classificato del G.P. Merano, Cornet Obolensky, cavallo dotato di struttura gigantesca. Contro l'ospite due vincitori di corse di gruppo: Darakti e Shame. C'è pure Opaleo, vincitore nell'altra prova in steeple-chase disputata a Pisa; Paolo Favero non si fa mancare nulla, vuole vincere sempre. Ruolo da outisider estremi per Giant Hawk e Union du Bosc con probabilità di piazzamento quasi nulle, se si considera che in pista c'è chi arriva da vincente di corse di Gruppo. Curiosità notata subito prima ancora che i cavalli arrivino al tondino è costituita proprio dal grigio di casa Favero, il figlio di Vangelis, arriva e corre con paraocchi contrariamente a quanto previsto nel programma di corse. Supplemento pagato per la modifica? Chissà se c'è ancora... In tribuna Henryk Grzywna osserva i colleghi all'opera, fornendo commenti pertinenti e vari spunti di riflessione. Andiamo a vedere se i pronostici e la classe sono state rispettate... Andiamo dunque in cronaca.

La Cronaca: Union du Bosc come da copione a fare l'andatura. Ritmo buono, si porta dietro Darakti, quindi Opaleo con ai fianchi Cornet Obolensky, in coda Shame con a una lunghezza Giant Hawk. Nella diagonale dello steeple-chase Paolo Favero si esibisce in un numero da "filo-filotto" con i suoi quattro schierati a ventaglio, scivola in quinta Cornet, lasciando a chiudere Giant.
Union du Bosc non si risparmia nella sua andatura di testa. Darakti persevera nel tenerlo a tiro dopo la fence, con in schiena i compagni di colori che lo proteggono manco fosse un quater-back, poi il Falco e in coda Cornet Obolensky progressivamente tenuto sempre più a distanza da Vana Jr.
Kratochvil non sente storie, chiede a Union l'accelerazione che il mezzo-sangue prontamente gli da, portando a un paio di lunghezze il vantaggio sul trio fucsia, quindi Giant Hawk, mentre Cornet Obolensky sembra già arreso alla siepe sbarrata con Vana Jr che abbozza un colpo di frusta, ma non muove le mani.
Sulla siepe che immette alla curva finale, Davide Columbu azzarda l'attacco lontano, anticipato da Opaleo che lo manda in quarta corsia. All'interno si allineano Darakti e Union du Bosc. Shame è a contatto, lontano almeno di cinque Cornet. Sul siepone che porta all'ultimo salto, Darakti beneficia della corda, ma Giant Hawk è aggressivo all'esterno di tutti braccato da Opaleo, cala ma non molla Union du Bosc, mentre Shame sempre tenuto ben protetto da Mastain non progredisce. Lontano, clamorosamente, di dieci lunghezze Cornet Obolensky con Vana Jr che sembra non crederci. Sull'ultima Giant Hawk salta in testa concretizzandosi come la sorpresa della corsa, Darakti ritrova energie per abbozzare una reazione su Opaleo, a largo ritorna anche Union du Bosc, quindi Shame in linea col grigio. Tratto piano conclusivo. Giant Hawk, da buon Nuova Sbarra, nella gabbia Favero, con Union du Bosc brillante come non mai a fare il finale a largo di tutti e... attenzione, finisce fortissimo Cornet Obolensky con traiettorie assurde, lontano dai primi di circa dieci lunghezze dopo l'ultimo salto. Si salva Giant, con Cornet Obolensky che pare Maradona e dribbla tutti gli avversari fucsia stampando proprio sul palo Darakti. Fotografia anche per Opaleo coperto da Union. I sei in un fazzoletto, ma che corsa persa da Vana Jr!

Il commento di Matteo Mancini: Bella vittoria per Davide Columbu che ha azzardato e c'ha preso. Giant Hawk, pur se generoso, non era certo il migliore della compagnia. Il fantino è stato bravo nel risparmiarlo e nel partire a traguardo lontano, guadagnando quei metri che poi lo hanno protetto dall'allungo di Cornet Obolensky. Una grande vittoria per l'interprete, perfetto... complimenti!
Se Columbu è stato bravissimo, nella corsa, lo stesso non può dirsi per Vana jr, risucito nell'impresa di arrivare secondo quando aveva posto tutte le premesse per non piazzarsi nemmeno. Troppo fuori dai gioco, poco convinto nel sostenere il cavallo. Ha dato l'impressione di chi si presenta con l'intenzione di fare un rientro e poi si accorge di poter vincere. Insomma... con un cavallo quarto nel GP Merano perdere da chi corre nei cross-country non mi sembra proprio il massimo.
Benissimo Union du Bosc mai risparmiato da Kratochvil e capace di fare un finale di buon livello, lui che è un mezzosangue. Male, malissimo gli altri, soprattutto Darakti e Shame che sono rispettivamente vincitori di Gr. 2 e Gr. 3, la sensazione è che siano stati poco risparmiati in vista dei gran premi ma rodati per fare cassa.

Alla cassa: GIANT HAWK, CORNET OBOLENSKY, DARAKTI.

Premi: Prima vittoria per Eros Ostanel, colori e training, ma soprattutto per Davide Columbu artefice di un successo sulla carta impossibile.

Esito pronostico Mancho: secondo e terzo. (Np per la potenziale sorpresa, dichiarata anche su facebook, Shame).

Il numero quattro del buon GIANT che mi fa tornare in mente qualcun altro
omaggiato qualche settimana fa qua sul blog.
Enrico Querci intervista Columbu.
(Foto: M.Mancini). 

Pausa in piano. Ancora in scena i tre anni, ancora corsa di minima, ancora pochi al via, cinque questa volta e meno male... c'era il rischio di esser citati per plagio a De Crescenzo. Dopo Paolo Favero arriva Stefano Botti, totalizzatori subito sensibili. La scuderia, la Quafin, sembra avere buone possibilità di successo... 1 la quota del totalizzatore, sembra anche che ci sia chi è pronto a giocarla vincente. L'attenzione del Mancho, da sempre interessato agli ostacolisti e alle soluzioni artistiche, va come già detto in sede di presentazione a chi ha un nome già di per sé spettacolare: Denonvai di Nerino Capon (gentleman dei vari Ile de Paris e Amaly tanto per rimanere in tema con Lovely), munito di paraocchi australiani e alla seconda in carriera. Uno spettacolo anche la contemplazione del totalizzatore, da 80 a 53 vincente, con cinque cavalli al via. Interessante e poco in linea ai valori, se si considera che il figlio di Denon è arrivato vicino, pur se non piazzato, a El Marangon vincitore domenica scorsa a Pisa. Soluzione artistica? Andiamo a vedere...

MORETTA FANESE e GAGLIARDA non fanno sconti... 
Non c'è trippa per gatti... ma dietro di loro...
(Foto M.Mancini).

Non c'è bisogno di andare in cronaca del Premio Emilio Pozzoli, vendere sui 2000 metri con doppio passaggio davanti alle tribune. Il Mancho pronto a immortalare l'arrivo alla prima per poi seguire la corsa di Denonvai. Pronti, via... ovviamente ultimo, manco fosse Steven Bradbury in una famosa olimpiade. L'allievo Salis deve darci dentro. Il cavallo sembra non reagire alle sue sollecitazioni. Prima dell'imbocco dell'ultima curva è già montato e lontano dal penultimo di svariate lunghezze. Denovai non ne vuole sapere. "Spingilo... Spingilo" direbbero quei burloni dell'Ardenza, senza chiamare in causa il Colombi che ha ritirato la sua scelta nell'ultima, mentre qua ultimo c'è il Capon e non la coda. Salis però non si fa intimidire, insiste nell'azione anche quando la logica inizia a suggerire al Nerino di cambiare colore. Sono più di dieci le lunghezze di ritardo dal quartetto di testa all'imbocco della dirittura e lo sono non certo per scelta del fantino... Jam Session prova a rompere le uova nel paniere in casa Botti, ma neanche a pensarlo... Il duo Quafin si isola mentre dietro... incredibile, inizia a galoppare Denonvai, ondeggia un paio di volte, cambia azione poi ripiega all'interno, alla fine si addirizza e ha facile gioco sugli altri due. Al rientro Salis, col fiatone, ha la forza di sussurrare al lad: "Mi ha ammazzato...! e ne ha ben donde. Ottima interpretazione e una grande pacca a Salis, bravo a insistere quando tutti avrebbero mollato. Bella corsa, per le possibilità, per il trio Salis-Capon-Viti. Tributo d'obbligo in ricordo degli ostacoli e per il divertimento che mi ha regalato lungo lo steccato.

L'ostico e anche agnostico DENONVAI.
Se Salis fosse stato di Livorno avrebbe detto: «Ci manca poino
scendevo pure a spingello di dietro, deh...Ma fatto veni' un magone, deh!»
(Foto: M.Mancini).

Si torna sui terreni a noi congeniali, proprio quando il cielo inizia di nuovo a minacciare acqua. Cala in modo sensibile la luce, la macchina fotografica inizia a inserire il flash. Premio Carangio, per la prima volta stagionale sui 3.200 metri della pista in siepi. Un favorito netto: Moqorro il portacolori della Magog scende di categoria e affronta rivali che, in condizioni di terreno buono, non gli avrebbero potuto rendere pericolo, almeno sulla carta. Il terreno però è molto pesante ed ecco salire le quotazioni di Recife, per la prima volta con paraocchi classici in luogo degli australiani, e, per il sottoscritto, anche di Maratory indicata su facebook quale cavallina da provare piazzata (ultimo cavallo del campo). Certo, c'è l'insidia de Il Re Tritone da superare, il baio si è dimostrato a suo agio sulla pista. Gli altri? Beh, lo avevamo detto... è dura, anche se Sopran Slaker col ritorno in casa Rogowska sembra aver beneficiato. Andiamo in cronaca, poiché c'è poc'altro da segnalare.

La Cronaca: Mat Vidana lanciato al galoppo in avanti. Mastain lascia andare la terza scelta Favero, quasi come se avesse tra le mani un Tullio Ostillio o un Toscan. L'ex Colle del Papa prende subito sei-sette lunghezze a Sopran Slaker, quindi Maratory con Emmanuel Reinhardt che fa subito capire che la cavalla oggi c'è, poi Il Re Tritone, Moqorro per vie esterne che poi diventeranno dopo la diagonale interne e in coda Zafra con vicino Recife. Si isola in avanti Mat Vidana con un ritmo di gara poco comprensibile per il soggetto, sono circa dieci le lunghezze di vantaggio sugli inseguitori che restano costanti nelle loro posizioni.
Sulla seconda diagonale, come dice giustamente Querci in presa diretta, Mat Vidana è tutt'altro che brillante, favorendo il lieve recupero degli avversari trainati da Sopran Slaker su cui si affaccia Moqorro, quindi Zafra, Il Re Tritone incerto sul salto preludio della siepe mobile, all'intero Recife, indi Maratory finita in coda. Sulla penultima curva, Mastain cerca di far rifiatare il proprio cavallo, ha però già in scia il gruppo con Moqorro che ha superato Sopran, in anticipo su Recife con Columbu che da l'impressione di voler fare la fotocopia del Chivas Regal. Sulla seconda siepe della dirittura opposta a quella di arrivo, Recife prende l'iniziativa sfilando Mat Vidana  e portandosi dietro Moqorro. Il Siba fa sul serio e tenta la fuga all'imbocco della curva finale, prova a emergere Il Re Tritone che si porta su Mat Vidana poi gli altri chiusi da Zafra che da segni di resa. Recife e Moqorro si apprestano ad affrontare l'ultima siepe in discreto vantaggio sugli inseguitori, da cui cerca di farsi sotto la sorprendente Maratory con Mat Vidana di dentro e Sopran Slaker a largo e Il Re Tritone ancora più esterno. Recife e Moqorro saltano quasi appaiati l'ultima, con Bartos che rallenta il sauro per non avere sorprese finali. Nel tratto piano il figlio di Miss Galileo può così distendersi e andare a vincere bene, mentre per il secondo posto Recife paga lo sforzo richiestogli a traguardo lontano e finisce preda di Maratory e Sopran Slaker per una bella trio. Paolo Favero corre subito al tondino per farsi immortalare in una foto ricordo con Moqorro, bella vittoria per lui in un ascendente.

Il Commento di Matteo Mancini: Moqorro era il più qualitativo, non aveva corso male a Pisa, l'unica insidia, superata, gli veniva dal terreno. Vittoria dunque nell'aria, grande invece il secondo posto di Maratory che veniva da tre ultimi posti. Emmanuel Reinhardt è stato bravo nel dosarle le poche forze disponibili e nello spararle quando era opportuno. Sulla stessa falsa riga è Sopran Slaker, con Vana Jr. questa volta attento. Delude Il Re Tritone che compie diversi passi indietro, mentre Davide Columbu questa volta non riscuote l'azzardo, con corsa più accorta avrebbe, a mio avviso, portato Recife al secondo posto, ma dalla tribuna è sempre facile parlare.

Alla Cassa: MOQORRO, MARATORY, SOPRAN SLAKER.

Premi: Terza vittoria per la scuderia Magog, training di Paolo Favero, interpretazione buona di Bartos.

Esito Pronostico Mancho: Vincente e piazzato dell'ultima ora (SODDISFAZIONE MARATORY). Salta la trio a causa del calo finale di Recife, comunque quarto.

Nel Pre-gara Paolo Favero, battuto in precedenza da DAVIDE COLUMBU,
che sfila qui alla sua sinistra, pensa già a come farsi fotografare
in risposta ai proprietari della TOPEEKA.
Sullo sfondo, proprio lui, IL RE TRITONE.
(Foto M.Mancini).

Si giunge a  quella che avevamo pre-annuciato come la corsa più incerta della giornata ed anche la più numerosa. Nove al via come esito delle 37 iscrizioni iniziali. El Greco Paolo Favero cala subito il poker, dopo la Scala e il Regal ci vorrebbe un Mago per battermi, penserà, forse... Il totalizzatore sembra dargli ragione: scuderia favorita, ma esito a nostro avviso tutt'altro che scontato. Le scelte di Favero si reggono sul ritrovato Magica Vita, dietro al grigio però c'è un trio di poca consistenza, ma attenzione a Bartos messo su Arcachon a dimostrazione di una scelta, forse, in palla. Curiosità per Drounais, il baio di Ilenia Nero ha corso bene in piano riscattando tre prove in ostacoli in colore. Sarebbe interessante da giocare, ma il pubblico l'ha già visto e si è pure riempito gli occhi. Paga dai quattro ai cinque, poco per chi in siepi è andato male... L'attenzione cade allora su Depeche Code addirittura in inspiegabile doppia cifra. Quota altissima, da piazzato, per Size ultimo cavallo del campo, giustamente aggiungo io...
Inizia a piovere, al tondino inizialmente restano in tre/quattro persone. Big Mago arriva con mantellina gialla da Grand National. Per lui è un ritorno a casa. Allevato in Irlanda e portato nelle scuderie Giannotti, si proprio quello omaggiato a inizio articolo, finito quindi in Rep.Ceka agli ordini di Vana Sr. per intraprendere una nuova carriera. Genealogia da campione, il padre è Dylan Thomas (il padre dell'ultimo vincitore del Derby di Roma, Dylan Mouth), il nonno per linea materna addirittura sua maestà Sadler's Wells. Giannotti, dopo la mediocre carriera in piano (correva nelle vendere), avrà pensato: "Ma questo deve essere un corno, altro che Wells... questo è un Bad..." Inizio sulle siepi interessante, addirittura con potenziale da classiche (omaggiato dal sottoscritto in uno dei primi post, con mistero sui nomi manco si fosse in un palio... a proposito, dopo c'è un allievo di Gingillo uno che in fatto di pali...) poi scemato in una serie di corse mediocri. Paga bene, ma non troppo. Abbozza l'ingresso con mantellina anche Time Trial poi si ferma e qualcuno gli sfila la coperta, anche perché il cielo sembra ripensarci. Smette di piovere e allora tutti in tribuna a vedere la corsa.

Lo avevamo omaggiato con una foto tratta da Il Corriere, 
lo riproponiamo con lo stesso senso con una foto da noi scattata...
Plurale maiestatis... beh, per forza, è a tema.
BIG MAGO (Foto M.Mancini).

La Cronaca: Magica Vita e Smart Casual, ad andatura moderata, capeggiano il drappello. Tutti raccolti con in coda l'arancio sgargiante di Big Mago, preceduto dal trio Favero. Le diagonali non sortiscono effetto alcuno e tutto rimane invariato fino all'inizio dell'ultimo giro. Andrea Manuele davanti alle tribune, subito dopo il salto della siepe mobile, porta Time Trial, quarto classificato nella XXX Corsa Siepi di Pisa (Gr. 3) e che noi avevamo indicato come cavallo che fatica a piazzarsi in ascendente, sul battistrada. I tre sono seguiti da Depeche Code, quindi il trio Favero capeggiato da Well Dressed e reso irregolare nella sua tonalità di colore dall'intruso Drounais, sempre in coda Big Mago con Vana Jr che opta per le vie interne.
Magica Vita prosegue in vantaggio, ha ai fianchi Time Trial, Raf Romano inizia a svegliare Smart Casual insidiato da Depeche Code, quindi Big Mago in risalita seguito dalla flotta Favero. In coda Drounais. Time Trial forza in curva, costringendo Pastuszka Dominik ad agitare le mani per respingerlo. I due sono nel mirino di Depeche Code, mentre prova a farsi sotto Well Dressed, con Smart Casual che chiude la porta a Big Mago costretto a trovare altre soluzioni per emergere. All'esterno inizia l'azione anche di Davide Columbu con Drounais che sembra un lontano parente di quello visto a Milano.
Sulla penultima siepe i nove sono tutti in condizione di giocarsi la vittoria, raccolti in pochissime lunghezze. Manuele lancia la carica, ma Magica Vita dall'alto dei suoi 73 kg non ci sta, l'unico che è già battuto è Arcachon con Jozef Bartos. Cede di schianto Time Trial nel tratto che porta all'ultima siepe. Depeche Code sembra il più convinto alla caccia di Magica Vita, ma attenzione all'interno allo spunto di Big Mago, imitato sul lato opposto da Drounais. Smart Casual e Well Dressed monocordi e Size che da l'impressione di essere il terzo a mollare. Restano in quattro a duellare dopo l'ultima, ma Big Mago fa subito capire che è dura per tutti.  Urla ripetute di gioia dalla tribuna, addirittura si infiltrano (se uno ci fa caso) tra la voce di Querci, sembrano riconducibili alla gioia della lad del portacolori Vocetka che regala la prima vittoria alla Rep. Ceka. Drounais, in omaggio a Grande Mago, viene a chiudere l'accoppiata per la soddisfazione di Ilenia Nero che ha un cavallo ritrovato. Magica Vita resiste stoicamente in terza, respingendo un Depeche Code forse penalizzato dal rientro. Disfatta per il trio Favero, immobile a conteplare l'epilogo e alquanto stralunato in tribuna per effetto delle grida stile sirena dell'entourage Vana. Roba che Il Re Tritone, da buon Dio degli abissi, conosce assai bene...E meno male che, nel giorno dedicato al Pegaso (come diceva l'articolo pubblicato in sede di presentazione), non c'era anche Perseo.

Commento di Matteo Mancini: Il cavallo che non ti aspetti (ma omaggiato per primo, dopo Moqorro, in questo blog), a mettermi nell'ordine (secondo, terzo, quarto e quinto) i cavalli che avevo indicato... Inutile sottolineare l'esito del mio pronostico... L'ho già fatto...

Alla Cassa: BIG MAGO, DROUNAIS, MAGICA VITA.

Premi: Prima vittoria per l'allenatore Jozef Vana (oggi i suoi due migliori piazzamentei stagionali), per i colori Vocetka di cui ricordiamo anche All About Cossio che sta correndo in patria, e per il fantino Vana Jr. che riscatta la pessima prova nel Pr. Chivas Regal.

GRADAZIONI DI COLORE. 
Nerissimo in cielo, Nerino sulla destra, Nero centrale, doppio Favero, poi
deve ancora arrivare... BIG MAGO per la foto e la soddisfazione del suo artiere.
Bravi! Bella vittoria.
(Foto M.Mancini).

Chiusura dovuta a chi è stato premiato come allenatore e proprietario del cavallo dell'anno 2014, oggi in pista con un altro allievo e in una corsa di categoria inferiore, ma all'insegna dello spettacolo. Corsa all'americana nel Pr. Yoris Menichetti tra Lan Brave di Mario Lanfranchi (i colori di Salford Secret vincitore domenica scorsa) e Gran Chelem per il training di Depau che ricordo con un certo Zlata Husa (visto che abbiamo citato le corse in made in Usa). In pista anche un nuovo arrivo di casa Gingillo. La corsa però si risolve in un braccio di ferro tra i due citati, andatura Alè Alè (mi ricorda qualcuno, forse era un Foglia), con i due staccati subito in testa a divorare i 1.300 metri di una corsa a vendere. All'imbocco in dirittura Lan Brave di prepotenza piega le resistenze di un deciso Gran Chelem che accusa lo sforzo. Vince facile la scelta del duo Santini-Lanfranchi per l'interpretazione di Perovic, mentre il Favero nostrano, Gladio Romano Cirini, viene a fare il secondo con Lady Febray che supera a pochi metri dal palo Gran Chelem. Quarto, mai in condizione di intervenire ma comunque vicino, Foxy Clarets fresco arrivo in casa Zedde. A chiudere, al debutto, Zaganelli per il training di Ilenia Nero.
Bene, anche oggi è tutto in attesa dell'ultima giornata dedicata agli ostacoli. In pista il 15 febbraio, di domenica, con due Gran Premi in scena. Mi preme, al di là del divertimento e dell'ironia, sottolineare il bel lavoro di tutti gli allenatori e di tutti gli interpreti, non di meno di chi la mattina lavora in qualità di uomo di scuderia e poi non ha mai i giusti meriti e riconoscimenti per il lavoro oscuro ma determinante che svolge; dimostrazione evidente è costituita dal fatto che non ci sono state cadute (anche oggi tutti hanno terminato il percorso), circostanza che dimostra altresì la sicurezza di una pista che, non sarà selettiva, ma non agevola infortuni o imprevisti che purtroppo non possono essere eliminati nella loro probabilità più assoluta.
Foto in chiusura per i colori vincitori del Pr. Pisa 2014.


LAN BRAVE, vincitore del Pr. Menichetti... Quando è il caso di dire
da un Riccardo a uno Yoris... sempre primi!



2 commenti:

  1. Ieri ero fra i pochi presenti in campo, poi la giornata ci ha pure graziato uscendo un timido sole, le corse non erano il massimo per fortuna a riparare il convegno c'erano le siepi, leggendo il tuto articolo, che mi scivolato viia in un batter d'occhio da come stato descritto bene e non solo mi ha fatto rilevare delle cose che pur essendo in campo non avevo notato, per gli assenti un vero toccasana...che dire! non spreco altri aggettivi ma solo bravo, bravo, e bravo...ciao Roby

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