lunedì 19 settembre 2016

Responsi 18° Giornata, Maia, Merano.


PAOLO FAVERO SI AFFIDA AI GALILEO E AL SUO NUOVO ACQUISTO PER FESTEGGIARE LE 100 CORSE STAGIONALI.

I colori fucsia onorano con una tripletta le 100 corse disputate nella stagione ma soprattutto lo sfortunato Triple Pursuit fratturatosi irreparabilmente nella prova di apertura.

TRIPLE PURSUIT
il miglior tre anni della stagione ostacolistica 2015 
secondo ippicaostacoli,
vincitore del Criterium d'Autunno, Gr.1,
vittima di un grave infortunio nel Foto Press.
(Foto di Matteo Mancini).

Commento a cura di Matteo Mancini.
Il Dolce e l'Amaro titolava un non troppo vecchio film di Porporati, titolo che va su misura anche per i "fucsiati" agli ordini di Paolo Favero. Il leader della classifica settore ostacoli, giunto a quota 49 vittorie, mette a segno una tripletta in coincidenza delle tre prove che lo hanno portano a toccare le cento corse disputate con i propri colori nella stagione in corso (29 le vittorie). Un epilogo dunque dolce, specie se si considera la prima vittoria in carriera del Galileo Mishghar e la prima in ostacoli di Bobo Merenda, acquistata da Favero proprio in settimana dalla Razza Montalbano che ha voluto disfarsene. L'unica battuta d'arresto, peraltro molto triste, per l'allenatore si è registrata nel prologo con uno scatenato front runner Max and Ruby, del proprietario rivelazione della stagione Christian Troger (ormai in posizione tale da insidiare la quinta posizione di Josef Aichner), a scombinare i piani della vigilia. Il prodotto dei blasonati allevamenti Luciani ha corso molteplici rischi, dipingendo traiettorie non sempre cristalline con Pollioni che ha palesato non pochi problemi di gestione, ma che è stato poi bravo a misurarne le energie per ripartire in dirittura di arrivo una volta ripreso dagli avversari. Da sottolineare però il grave infortunio occorso a Triple Pursuit, sulla piegata finale, quando era in perfetta linea per giocarsi la vittoria. L'allievo di Paolo Favero, colori D'Altemps, ha condotto il plotonicino degli inseguitori cercando di contenere l'ardore di Max and Ruby in modo da evitare che il vantaggio assumesse contorni ben maggiori di quelli ammirati dalle tribune. Al momento opportuno poi Bartos (autore nel proseguo di una doppietta) lo ha portato sotto al battistrada arrivandogli in scia dopo il verticale. Una brutta frattura all'anteriore, palesata in un tratto piano, però ne ha frenato la corsa proprio in coincidenza della curva finale, decretando la fine della carriera del quatt'ranni e, secondo certe voci di corridoio, persino la vita. Epilogo con Max and Ruby in condizione di respingere l'affondo di uno stanco e svogliato Sbarazzino che ha pagato il gran ritmo e, soprattutto, la lunga rimonta tendendo addirittura a scartare verso l'interno negli ultimi centometri di gara. Per il Milano si tratta del sesto secondo posto consecutivo, con il quinto soggetto diverso capace di batterlo: battuto, in questo, il record di Chiaromonte che si era fermato a cinque secondi posti pressoché consecutivi (una caduta nel mezzo a intervallarli).

Omaggio Triple Pursuit
Un saluto doveroso a Triple Pursuit da noi eletto quale il miglior tre anni in ostacoli della scorsa stagione, capace di vincere le tre prove che lo avevano visto protagonista nel 2015 infliggendo pesanti distacchi a validi esponenti come Panther Cat, Signum, Sbarazzino, Silver Tango e Multiplier (mancato il solo confronto con Keen Move) e di vincere la prova più importante della stagione, ovvero il Criterium d'Autunno (Gr.1), e la terza più importante per i tre anni: il Tagliabue (Gr.3). 
Nel 2016 era rientrato in piano a Treviso, in gentleman, con un modesto quarto posto, andando incontro poi a svariate vicessitudini con una pausa forzata di cinque mesi. Riapparso in steeple in estate, a Merano, ha costruito un lento, ma crescente, stato di forma con due terzi posti, nel Pollio e nel Richard (Gr.3), andando a ridurre sensibilmente il gap con i due migliori sulla piazza nella stagione (francesi escludendo), categoria giovani novices, ovvero Dominato e Sbarazzino. Nel Foto Press di domenica scorsa l'ulteriore avanzamento di condizione al punto da mettere in seria difficoltà Sbarazzino (che gli aveva rifilato 15 lunghezze e poi cinque nei due precedenti scontri stagionali) e dare l'impressione di disporne facilmente. Poi il crack all'anteriore e l'arrivederci in un'altra dimensione. Chiude la carriera con  4 vittorie e cinque piazzamenti in undici uscite, per un totale di 53.623 euro. Acquistato in Inghilterra a due anni inoltrati da Favero per 6.500 ghinee, si era visto per la prima volta a Pisa in una prova per debuttanti. Figlio di uno stallone Giapponese, credo unico tra quelli attualmente operanti in ostacoli in Italia proveniente dal sol levante, era nato negli Stati Uniti presso la Winchester Farm. Ultimo e miglior prodotto (unico ad aver corso in ostacoli e ad aver vinto prove di gruppo) della miler piazzata in Gr.1 in Francia Plaisir des Yeux, vanta fratellastri vincitori in tre continenti (persino in stati come Macao e Messico), uno zio stallone, Le Destin, una bis nonna (Cistus) campionessa dai 1.600 ai 2.000 metri, con vittorie in Gruppo 2 e Gruppo 3 in Inghilterra e Francia, pluripiazzata in Francia in Gruppo 1; e un bis zio (Danegold) piazzato secondo in hurdle nel Vincent O'Brien County H. a Cheltenham.
Il padre Hat Trick non ha avuto altri figli a mutuarne il ricordo in Italia, essendo stato Triple Pursuit il suo unico prodotto ad aver corso nel bel paese. In pista Hat Trick si è reso protagonista di due vittorie sul miglio, da 700.000 euro l'una, a Kyoto (il Mile Championship Giapponese, Gr.1) e a Sha Tin (Hong Kong Mile, Gr.1), vincendo sei ulteriori prove. 
La scomparsa di Triple Pursuit, come spesso avviene nel settore ostacolistico, toglie fin troppo presto un possibile protagonista dei gran premi avvenire. Davvero un peccato in primis per il cavallo, in seconda battuta per il livello delle competizioni stesse che perdono una delle prime pedine tra i saltatori di allenamento italiano.

Le altre prove.
Doppio Galileo col sorpredente Lord of the Nile a regalare la prima vittoria stagionale al francese Gonzague Cottreau, al ritorno in Italia dopo un anno di assenza (vinse allora e vince di nuovo), in un cross formato ridotto ultimato da due soli concorrenti. Il sauro, spesso deludente, ha capitalizzato al massimo l'occasione centrando la seconda vittoria in Italia, la più importante nella sua carriera, superando il front runner Salar Fircroft dopo l'ultima siepe. Per il grigio allenato da Ilaria Saggiomo una prova piuttosto sotto le aspettative che, penso di poter dire, lo taglia fuori dalla prospettiva Nazioni. Caduti a traguardo lontano l'americano Eric Matthew Poeretz (al laghetto) e il leader della classifica gentleman Marcel Altenburger (all'arginello) entrambi sbalzati di sella da Muffarreh (in rigorosa chiusura del quartetto, a qualche lunghezza) e da Kitano. Nessuna conseguenza per il primo, al debutto in Italia; brutta invece la caduta del ceco che ha riportato qualche ammaccatura.
Chiude il doppio dello stallone che porta il nome dello scienziato pisano Mishghar, ancora per il fucsia di Favero, che coglie il primo successo in carriera sfruttando in modo perfetto un campo partenti poco consono per un premio da 6.375 euro al primo. Bartos lo ha tenuto calmo in penultima posizione per poi muovere deciso per andare a prendere i due fuggitivi Monti Reale (deciso progresso rispetto alla precedenti esibizioni) e il favorito Spettacolo. Aggancio completato all'attacco della curva finale e duello finale col portacolori di Pirone incapace però di organizzare una seria resistenza. Seminati gli altri con Velociter che conferma le non eccelse qualità e il debuttante in siepi Lord Sholokhov troppo brutto (parlo della prestazione) per essere vero. 
Arrivo molto raccolto nel Rotary Club con la femmina Bobo Merenda a risolvere la contesa su Giannettoni, autore di ottimo spunto dopo l'ultima siepe ma troppo corto per andare al palo, e un mai domo (ma limitato) Lost Monarck battistrada della corsa calato sulla dirittura opposta a quella di arrivo e poi riportatosi generosamente sotto. Quarto Kolt Tango a cui non è andata bene la soluzione lunga in anticipo sugli avversari, evidente infatti il netto calo in dirittura di arrivo. Anonimo quinto, pur se non lontano, per Sareerah.

Il secondo posto ottenuto da
Salar Fircroft nel Raffaele Ammirato
vale il primo posto, mai toccato nella stagione,
nella classifica stalloni ad AUSSIE RULES,
probabile protagonista nella CORSA SIEPI DEI 4 ANNI di domenica.
(Foto theirishfield.ie)

Per gli amanti delle statistiche il terzo posto di Lost Monarck consente alla Nuova Sbarra di riprendersi la leadership nella classifica allevatori. Vantaggio però esiguo sulla Razza Dormello Olgiata, poco più di 200 euro, con altri tre allevatori raccolti con un divario massimo di circa 1.000 euro tutti in linea per aggiudicarsi la classifica.
Tredicesimo cavallo stagionale ad andare in ostacoli per Josef Aichner, più di lui solo Favero (42 cavalli).
Nella classifica stalloni, per vincite, risale in undicesima posizione Galileo che si porta ai confini della top ten distanziato di circa 100 euro da Domedriver. Al comando, invece, balza per la prima volta nella stagione Aussie Rules, forte dei successi dei due quattro anni Keen Move e Nadat che si daranno battaglia in Gruppo 2 domenica, ma autore del balzo grazie al piccolo grigino Salar Fircroft. Secondo lo stoico King Charlemagne su Mujahid, con quest'ultimo forte del fatto di esser stato lo stallone più volte rappresentato con 35 rappresentazioni contro le 8 di King Charlemagne e le 25 di Aussie Rules (il secondo più rappresentato in exaequo con Galileo). Quarto il leader della prima parte di stagione Sinndar, rimasto orfano delle due sue punte (Tuk Tuk e Lindaro). Quinto il vincitore dello scorso anno High Chaparral
Alla prossima per la presentazione del meeting dei gran premi.


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