lunedì 5 settembre 2016

Vincitori classici: CHIAROMONTE a cura di Matteo Mancini.

CHIAROMONTE (FR)
c.b 17.02.2009

CHIAROMONTE
(Foto Matteo Mancini)


                               Ahonoora (Gb)
                                      Indian Ridge (IRE)               Hillbrow (Gb)   
Domedriver (IRE)             (s. 1985)   
 (b. 1998)                        Napoli (GB)                     Baillamont (Usa)
                                      (b. 1991)                                     Bella Senora (Usa)

                                                                               Roberto (Usa)    
                                       Celestial Storm (Usa)       Tobira Celeste (Usa)
Charlotte Alix (GB)           (b. 1983)
 (b. 1991)                         Casolana (ITA)                  Zeddaan (Gb)
                                        (gr. 1975)                                    Crispine (Ita)



Domedriver (1998). Prodotto della blasonatissima scuderia francese Niarchos, già allevatrice della madre Napoli, cavalla vincitrice di tre listed race francesi a metà anni '90, ma soprattutto figlia di una cavalla generata da Northern Dancer sorella piena dei blasonati stalloni Try my Best ed El Gran Senor, nonchè di Compliance (altro stallone), sorellastra inoltre della madre di Blu Air Force (stallone in Italia). Dunque terza linea materna di gran Sex Appeal è il caso di dire dato anche il nome della madre di Bella Senora, nonna materna quest'ultima di Domedriver.
Dunque genetica da potenziale campione, struttura non gigantesca: 1 metro e 58 circa al garrese. Uno stallone e una fattrice che si ripetono in quinta generazione, la seconda in entrambe le linee che conducono a Indian Ridge. Si sta parlando della cavalla inglese Discipliner, mantello sauro, madre degli stalloni Skymaster e Martial, generata da Court Martial nel 1948.  Presenti proprio i due figli prediletti, entrambi padri di fattrici. Il primo di Golden City, il secondo di Helen Nichols, i cui rispettivi figli Hillbrow e Ahonoora accoppiati, in stretto rapporto sanguineo (sono bis cugini), per generare Indian Ridge futuro padre di Domedriver.
Presente, pur se confinato in quinta generazione, nelle due linee che conducono a Domedriver, lo stallone americano Traffic Judge, un nipote di Hyperion.
Domedriver nasce il 15 marzo del 1998 in Irlanda, dove i successori Niarchos spediscono a partorire la femmina Napoli. E' il secondo prodotto dopo la vincitrice, non trascendentale, Forest Rain che genererà comunque una vincitrice di gruppo (Freedonia). Domedriver si rivelerà, di gran lunga, il miglior prodotto della fattrice, tanto che i Niarchos ripeteranno l'accoppiamento fortunato generando, nel 2005, l'inedita Nitya, poi ritirata in razza senza costrutto.
I Niarchos ci sperano, ma con moderazione. Lo affidano a Bary e stanno alla finestra a guardare. Quattro corse a due anni sul miglio che promettono qualcosa, ma non quanto si vedrà in maturazione. Terzo al debutto in buona compagnia, categoria B, in quel di Deauville. Bary lo ripropone quaranta giorni dopo a Chantilly e arriva subito una vittoria da 12.000 euro. Tra i battuti, di misura, figura Chichicastenango, futuro padre di Crack Chichi. L'erede di Indian Ridge si ripete nella prima pattern race della sua carriera, facendo suo il Prix Isonomy (L) a Maisons Lafitte.
Bary alza l'asticella delle difficoltà mettendo il suo allievo al confronto dei pretendenti del Prix Bryon (Gr.3), che viene vinto da Chichicastenango. Domedriver, deludente quinto, subisce sedici lunghezze dall'avversario. Prova sotto le aspettative, ma col time-out offerto dalla stagione invernale grazie a cui preparare con cura e calma la nuova stagione.
Il 2001 non è molto superiore rispetto alla prima giovinezza. Domedriver scende in pista sei volte. Rientra con un terzo posto in listed a Longchamp, montato per la prima volta da Thierry Jarnet (chiamato a sostituire Asmussen) e prende parte alla prima trasferta internazionale della sua carriera. Fa scalo infatti a Roma, nel Premio Parioli (Gr.2). E' tra i più appoggiati, 8 a 1. Diciotto al via, c'è il Siba Lupesco (di cui chi scrive queste righe teneva la scheda all'epoca dei fatti), ma soprattutto l'ospite inglese Cd Europe, cui fa da controaltare l'estremissimo outsider L'Erede che finisce a 200 contro 1 sulle lavagnette.
Vince il Nuova Sbarra di Scarpellini, il numero nove Giovane Imperatore, davanti proprio all'estremissimo outsider del campo e al favorito Sopran Glaumix della Belforte. Si registra persino, dietro al numero sei che chiude in quinta, un bizzarro pari merito con due soggetti indicati alla posizione numero sei. Nulla da temere per i superstiziosi che temono la trinità diabolica, state tranquilli, dietro alla serie giunge San Pietro (penultimo cavallo del campo, peggio di lui solo L'Erede autore però di un testacoda essendo finito al secondo posto secondo il responso insindacabile fornito dalla pista). E il nostro? Male, malissimo. Arriva addirittura tredicesimo, a quindici lunghezze dal vincitore e una e mezzo da un avversario che ha il nome in perfetta linea con certe trinità oscure: Bram Stoker.
Decisamente migliore il ritorno in Francia. Perde di mezza il Prix de la Jonchere (Gr.3) a Chantilly, piegato da Aghnoyoh che non è un saluto che ricorda certi periodi della nostra storia nazionale, ma un tedesco che fa a capo a Clout. Bary lo riporta in categoria di spettanza. Il "declassamento" in listed porta subito i suoi frutti. Vittoria di una lunghezza a Deauville nel Prix de Tourgeville (L), sempre sull'adorato miglio.
Le ultime due corse dell'anno lo vedono impegnato in corse di Gruppo, dove non riesce a colpire come si deve. E' terzo a Deauville, nel Prix Quincey (Gr.3), in un arrivo serrato a quattro dove salva per una testa il podio da Zanapour. Sui gradini più alti salgono i trainer Clement, vincitore con Ing Ing, e il "nostro" Cumani che conquista l'argento grazie a Arkadian Hero.
Ancora prematura la categoria superiore, con Domedriver che si arrende nel tempio di Longchamp in quella che al momento è la sua corsa più importante in territorio transalpino. Chiude praticamente ultimo, dietro a un avversario seminato sul percorso di quindici lunghezze, in Gruppo 2, ben distante dal Godolphin China Visit che domina la prova con Frankie Dettori.
Tre vittorie in nove corse, due successi in Listed Race, un secondo e un terzo posto in Gruppo 3, così si chiude la gioventù di Domedriver. Discreto, ma il meglio deve ancora venire. E' a quattro e a cinque anni che il cavallo offre il meglio di se, dimostrando una lenta maturazione.
Rientra dopo otto mesi in Gruppo 3, a Longchamp. Viene affidato per la prima volta a Thierry Thulliez. E' di nuovo quinto, ma questa volta corre molto bene. Perde il quarto per cortissima testa in un arrivo che vede cinque cavalli raccolti in una lunghezza. Bary capisce che il cavallo è venuto avanti e che può vincere in categoria. Lo sperano i Niarchos che, così facendo, qualificherebbero il cavallo per la futura carriera da stallone. Detto, fatto. Nove giorni dopo va in scena il Prix du Chemin de Fer de Nord (Gr.3) a Chantilly, sui 1.600 metri. Dall'Italia arriva il piazzato in Gruppo 1 Altieri, dell'ingegner Romeo, colori Incolinx, alla prima assoluta all'estero. Vince proprio Domedriver sull'italiano allevato da Loreto Luciani. I Niarchos incassano 33.000 euro e qualificano il loro prodotto quale vincitore di Gruppo. Prestazione confermata, ma esito ribaltato, un mese dopo nel Prix Messidor (Gr.3) a Deauville con l'italiano che presenta il piatto freddo della vendetta, facendo esultare l'ippica tricolore per uno dei non troppi frequenti successi in territorio estero. Duello a due col terzo relegato a tre lunghezze e Gabriele Bietolini a levare la frusta al cielo. Biglietto staccato da entrambi per il Prix Du Haras De Fresnay-le-Buffard-Jacques Le Marois (Gr.1). 200.000 euro al primo, sempre distanza del miglio. Prestazione maiuscola di Domedriver che disperde Altieri, ultimo sul palo, batte il blasonato Godolphin Best of the Bests e giunge a una e mezzo dal vincitore Banks Hill di Khalid Abdullah. Piovono nelle casse 80.000 euro. 
Stato di forma mai avuto dal baio che si conferma a Longchamp conquistando la sua seconda corsa di gruppo: il Prix Daniel Wildenstein (Gr.2). L'epilogo è una vera e propria bagarre. Commissari a lavorare sulla fotografia: testa, testa, mezza lunghezza, incollatura è il responso finale. Battuti i due ospiti inglesi Suggestive e Gateman. Ottima stagione, ma non basta. Bary e i Niarchos tentano la follia dell'America. Venti giorni dopo dichiarano partente il cavallo ad Arlington Park, nella Breeders' Cup Mile (Gr.1), prova con in palio 620.000 euro da destinarsi al vincitore. Il terreno è pesante, nonostante questo la corsa ha uno schema di gara che porta il cronometro ad arrestarsi sul 1.36.92. Un tempo assai basso per una prova sui 1.600 percorsi su terreno faticoso. Vince proprio Domedriver che fa secco il futuro stallone irlandese Rock of Gibraltar (storico provenienza O'Brien-Crowley), che si presenta all'appuntamento forte di sette vittorie consecutive tutte in Gruppo 1, tra Francia, Inghilterra e Irlanda. Battuto solo, a parte lo sfortunato debutto, da Dubai Destination. Prova dunque da applausi con cui i Niarchos potrebbero ritirare il cavallo per mandarlo a fare lo stallone. Invece altro anno di corse, con prestazioni più "appannate". Cinque uscite senza trovare più la vittoria. Arrivano invece due sfortunati secondi posti, al rientro a Saint Cloud, nel Prix du Muguet (Gr.2), perso per una corta testa e con alle spalle il futuro riproduttore di ostacolisti Bernabeau, e soprattutto nel Prix Du Haras De Fresnay-le-Buffard-Jacques Le Marois (Gr.1) dove Domedriver ripete la prestazione del 2002 perdendo per una corta testa (questa volta da Six Perfections, battuto di quattro lunghezze e mezzo colui che sconfisse per primo Rock of Gibraltar ovvero Dubai Destionation).
Nel mezzo alle due prove un quarto posto nell'unica trasferta inglese, a Newbury, nel Juddmonte Lockinge Stakes (Gr.1) dominato in modo impressionante da Hawk Wing, vincitore con undici lunghezze di margine sul secondo, di diciannove sul terzo e di venti su Domedriver che chiude quarto. Quinto poi nel Messidor (Gr.3), col solito epilogo a racchiudere cinque cavalli in mezza lunghezza.
Chiude la carriera a Longchamp, da non piazzato, in Gruppo 1, vedendo il proprio rating calare di venti punti rispetto a quello dell'anno precedente.
Va in razza dopo aver corso 21 volte (con tre incursioni all'estero in Italia, Usa e Inghilterra), da due a cinque anni, ottenendo 6 vittorie (la più importante negli Stati Uniti), tutte sul miglio, e 12 piazzamenti. Ha vinto a quattro anni il Breeders' Cup Mile (Gr.1), il Prix Daniel Wildenstein (Gr.2) e il Prix du Chemin de Fer de Nord (Gr.3) e due listed race a due e tre anni. Vanta inoltre due secondi posti in Gr.1, uno in Gr. 2 e due in Gr.3. Vince in carriera 951.000 euro.

  DOMEDRIVER
(Foto Breederscup.com).

Viene ritirato in razza nel 2004 presso la Lanwades Stud, in Inghilterra, con tasso di monta fissato a 12.000 ghinee, con ridimensionamento costante, di anno in anno, con il minimo di 7.500 toccato nell'ultimo di anno di monta inglese. Nel 2008 passa alla Haras du Grand Chesnaie, in Francia, con riduzione del tasso di monta a 4.000 euro e ritocco successivo, nel 2009, a 2.500 euro con apertura per le fattrici Autre que pur sang. Dal 2012 ulteriore calo fino ai 1.300 euro fissati nel 2014 prima della cessione avvenuta a Dicembre in Tunisia.
Nonostante la decennale carriera ottiene i migliori risultati riproduttivi nel secondo e nel terzo anno di monta, vedendo poi diminuire la propria influenza e soprattutto venendo richiesto sempre di meno nonostante la riduzione del tasso di monta.
In carriera ha generato, approssimamente, circa 120 prodotti, di cui circa 75 scesi in pista con almeno una quarantina di vincitori in almeno undici nazioni (Spagna, Italia, Turchia, Inghilterra, Irlanda, Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Svezia e Norvegia). Quindici gli Autre que pur sang, nessuno dei quali vincitori.  Una trentina circa i cavalli che hanno affrontato le insidie degli ostacoli, quattordici i vincitori.
Il maggior numero di prodotti si sono registrati nei primi due anni di monta, con quattordici figli nati nel 2005, quindici nel 2006, con crollo netto a sei unità nel 2007 e nel 2008. Leggera ripresa a partire dal 2010 con l'arrivo del cavallo in Francia con diciannove prodotti nati nel 2010 frutto del primo anno di monta in territorio transalpino. Entusiamo però subito scemato con progressivo calo a circa dieci monte annue e risultati generazionali non paragonabili alle stagioni di monta inglesi.
Pochissimi i figli capaci di farsi valere in pattern race. Aristote il prodotto che ha incassato di più, nipote di Woodman nato nel 2006. 84 corse in carriera, da due a dieci anni, tutte in territorio francese con 15 vittorie (1.600-2.400 m.), tra cui il Prix du Grand Camp (L) e svariati handicap principali, 37 piazzamenti, un terzo posto ancora nel Prix du Grand Camp (L) con punte di rating francese di 485 punti (108 di timeform) e un totale vincite di circa 350.000 euro.
E' invece lo "spagnolo" Domesite il soggetto con maggior rating: 115 per il timeform, 515 il rating francese. Si tratta dell'unico vincitore di Gruppo in piano generato da Domedriver. Nato anche lui nel 2006, nipote di Kris. Ha preso parte a 43 corse, soprattutto in Spagna ma anche in Francia, con 13 vittorie (2.000-3.100 m.) tra cui, le vittorie a sette anni del Prix Vicomtesse Vigier (Gr.2) e del Grand Prix de Benevoles (Gr.3) entrambi a Longchamp, nonché l'acuto a tre anni nel Derby Spagnolo (L) a Madrid, 17 piazzamenti col terzo posto nel Prix de Barbeville (Gr.3) a Longchamp per un totale di 308.600 euro.
Terzo cavallo capace di vincere in patter race è il Niarchos Three Bodies, linea femminile estrazione Linamix. Si tratta ancora una volta di un prodotto nato nel 2006, a testimoniare la bontà del secondo anno di monta di Domedriver. Ha corso 10 volte, da tre a quattro anni (aspetto che lo penalizza data la tardività dei figli di Domedriver), con 3 vittorie (2.000-2.100 m.) tra cui il Prix Ridgway (L) a Chantilly e 6 piazzamenti con l'apice ottenuto col secondo posto nel Prix Guilluame d'Ornano (Gr.2) a Deauville, secondo in altre due Listed Race. 118.800 euro le vincite, 111 rating inglese (il secondo in classifica tra i figli di Domedriver), 490 il vertice francese.
Chiudono due vincitori in pattern race scandinave, dove Domedriver vanta, o quantomeno vantava, più di un sostenitore. Una vittoria in Listed Race, in Svezia, per Sourire, generata nel primo anno di monta (nipote di Nashwan), vincitrice nel Margareta Wattermarks Minneslopning (L) a Jagersro, 3 vittorie in carriera, tra Inghilterra e Svezia, in 12 corse. 50.600 euro di vincite.
Vince invece in danimarca St. Jean Cap Ferrat, prodotto anche questo del primo anno di monta (Darshaan il nonno materno), che fa suo il 110th Pokallob (L) di Klampenborg.

Piazzamenti d'elite poi per Valencha (classe 2007, nipote di Risk Me), 4 vittorie in carriera in Inghilterra, terza nel Japan Racing Association Sceptre Stakes (Gr.3) a Doncaster, e Manchester (nato nel 2008, madre discendente di Dr Fong) vincitore di 10 corse (1.800-3.200 m.) in Norvegia e Svezia, piazzamenti anche in Germania col terzo posto a Colonia nel Preis des Winterfavoriten (Gr.3) e il secondo nel Derby Norvegese (L) per un totale di 134.000 euro.

Si sono inoltre distinti Darjani, classe 2006 nipote di Barathea, 43 corse in Francia, 5 vittorie (2.100-2.400 m.), vincitore di handicap principali da 20.000 euro, 23 piazzamenti con 179.000 euro di vincite, 101 di rating inglese; Justonefortheroad, nato nel 2006 discendente di Green Desert, 9 vittorie in Inghilterra in 50 corse, 103 di rating inglese; Outer Continent, classe 2005 nipote anche lui di Barathea, 4 vittorie, tra cui Handicap principali da oltre 20.000 euro, e 17 piazzamenti su 39 corse tutte in Francia, vince 113.000 euro.
Almeno due vincitori di livello anche in Italia, nel settore corse in piano. Sono stati tredici i figli di Domedriver ad aver calcato le piste italiane, undici di questi vincitori e undici dei tredici nati tra il 2006 e il 2007. Il "siciliano" Alca Driver, allevato dall'Al.Ca Torre di Canicarao, che ha fatto il record di vincite italiano in piano (in assoluto battuto da Chiaromonte) di 105.000 euro, nato nel 2005 (primo anno di monta del padre), nipote di Lit de Justice, 79 corse in carriera, da due a sette anni, 9 vittorie (1.100-1.600 m.), 37 piazzamenti tra cui il quarto posto nel Pr. Optional (Hp) a Roma; Bene anche Minnesota Fat, allevato dall'Az. Agr. Rosati Colarieti nel 2007, nipote di Bering, 5 vittorie (1.500-2.250 m.) con l'acuto costituito nel successo nella 71° Coppa del Mare (Hp) a Livorno, 50.000 euro circa le vincite.
Del mediocre Status, invece, dovrebbe essere il record assoluto di vittorie marcate da un figlio di Domedriver: 16 successi, prodotto dell'Agr. Patrizia, 63 corse in carriera, 13 piazzamenti, vincite per 60.000 euro.

Copioso, ma meno qualitativo il panorama ostacolistico che si ricollega a Domedriver. Dovrebbero essere quattordici i vincitori su una trentina di scesi in pista. E' di gran lunga l'italiano Chiaromonte il migliore della compagnia, peraltro l'unico ad aver associato nella produzione di Domedriver la categoria Gruppo 1. Non eccelso in piano, come vedremo, tardivo rispetto alla nascita dei migliori fratellastri, nato infatti nel 2009. Al momento vanta 42 corse, con 9 vittorie, di cui sei in siepi tra cui la 7° Corsa Siepi d'Italia (Gr.1), e 21 piazzamenti, con i secondi posti nella Gran Corsa Siepi di Milano (Gr.1) e nella Corsa Siepi Nazionale (Gr.1) a Pisa, terzo nella Gran Corsa Siepi di Merano (Gr.1), secondo nella Gran Corsa Siepi di Pisa (L). 113.000 euro la somma delle vincite. Nonostante l'ottimo curriculum sui siti inglesi appare 121 di rating, subordinato al fratellastro Action Master, 138 per lui. Altro prodotto nato nel 2006, discendenza materna Selkirk. 57 corse in carriera in Inghilterra e Irlanda, da tre a nove anni, 6 vittorie (cinque in ostacoli), specialista in hurdle, 15 piazzamenti (cinque dei quali in piano) tra cui il secondo posto nel Winter Juvenile 3 y.o. Hurdle (Gr.3) a Fairyhouse, Irlanda. 72.000 sterline di vincite.
La somma più alta di vincite l'ha riportata lo specialista francese Indianeyev, prodotto di una fattrice figlia di Nureyev generato nel 2009. A differenza dei due fratellastri di cui sopra ha sempre corso in ostacoli, 49 corse, da tre a sette anni, 4 vittorie tutte in siepi (primo successo centrato a cinque anni dopo ventidue corse,) e 27 piazzamenti con un bottino di 144.000 euro.
Livello assai più basso per gli altri tra cui si segnalano l'inglese Home (nipote di Kendor), 56 corse, 9 vittorie (quattro in ostacoli) con un modesto bottino di 27.000 sterline; il francese Il Duomo, 37 corse in Francia, 9 vittorie (una su tre corse in ostacoli) per un totale di 132.000 euro.

ACTION MASTER
il figlio di DOMEDRIVER col maggior rating 
tra quelli apparsi in ostacoli.
(Foto sport-horse.data.com)


Prima Madre:
Charlotte Alix (GB).Nasce il 24 febbraio del 1991 dall'americano Celestial Storm e dalla vecchia sedicenne dormelliana Casolana, per volere della Razza Dormello Olgiata. E' un'unione affascinante, poiché Celestial Storm, linea americana, porta nelle vene il sangue del mitico Ribot, su nonno materno, emigrato negli Stati Uniti dopo aver fatto la fortuna di Tenco e compagni. Viene così a formarsi un incontro dal sapore della riunificazione familiare, quanto meno per il prestigio e la comunanza dei colori.
La Dormello ci spera perché, contrariamente ai fratellastri, non la ceda, tenendosela per sé. Viene destinata a Emilio Borromeo, chiamato ad allenarla, e debutta a due anni, in tardo autunno. Il teatro è quello di Pisa dove chiude terza in categoria maiden sulla distanza dei 1.500 metri e dietro a due soggetti non da sottovalutare ovvero Mister Mandarino e soprattutto El Mirage. Corre poi quattro volte a tre anni, dimostrando di avere qualità. E' terza al rientro a Milano, dopo cinque mesi di assenza, davanti alla più che utile Stamatina e pagando qualcosa come 12 a 1, ma soprattutto finendo a una lunghezza da Senebrova che poi si farà valere in Listed, vincendo persino il Bagutta (Gr.3). Una prestazione notevole, che viene infatti confermata da due vittorie in condizionata (7.700 euro al primo), tra aprile e luglio, e un quarto posto in medesima compagnia. Batte cavalle capaci di vincere handicap principali, come a esempio Madame Doulab (vincitrice del San Gennaro). Potrebbe esser l'avvio di una carriera che potrebbe schiudere le porte verso le pattern race e invece arriva una pausa di un anno. Rientra a maggio 1995, a quattro anni, tenendosi sempre in buona compagnia. Viene passata in allenamanto a Giovanni Dolfi, che alla terza uscita la porta alla vittoria per la terza volta, a Milano, in discendente da 6.500  euro sulla distanza dei 2.000 metri. Niente male, considerata l'assenza. Segue un terzo posto in condizionata, battuta di una testa dalla pluripizzata in listed Tally Cold. Il piazzamento da un po' alla testa. Si opta per il difficilissimo Archidamia (L). 24 a 1 sulle lavagnette, scialbo settimo posto. Altri quattro mesi di pausa, e cinque anni ormai compiuti. Il rientro questa volta è senza acuti, un terzo posto in condizionata a Pisa in cinque uscite quindi si precipita nelle vendere. La cavalla è una lontana parente di quella ammirata in gioventù. Non riesce ad andare oltre il quarto posto, compreso nelle vendere. Il 1996 si chiude con quattordici corse e nessuna vittoria, appena un terzo posto e quattro quarti posti, poco più di 2.000 euro di introiti.
Inizia allora la preparazione in siepi, ma anche in questa nuova attività non entusiasma. Quarta su cinque al debutto a Treviso, seminata per la pista. Ultima a Merano e di nuovo a vendere, in piano, a Grosseto per l'ultima in carriera. Saluta l'agonismo con un terzo posto.
In sintesi ha corso 29 volte (due volte in siepi), da due a sei anni, riportando 3 vittorie (1.600-2.000 m,) e 12 piazzamenti (uno dei quali in siepi) per un totale di 31.344 euro.
Viene ceduta ad Amalia Tarlarini per conto dell'Allevamento Malya e poi riacquistata dalla Dormello Olgiata nel 2006. La sua produzione in razza sarà molto deludente.
Madre di otto prodotti, tutti corridori e quattro dei quali vincitori.

        Charleroy (1999, m.s da Lomond). Difende i mitici colori gialli con trifoglio verde di Coppola Maila, per il training dell'allenatore Di Maggio che ricordiamo per il "fumettistico e buffo" Alan Ford (suo migliore allievo, ma non contrapposto in pista a Superciuk conosciuto invece da chi scrive qua e in pista in un'epoca successiva). Ha corso 18 volte, da due a quattro anni, riportando 2 vittorie (1.000-1.600 m.) a Siracusa, in categoria di minima, e 5 piazzamenti. Vince circa 7.000 euro in carriera. Viene ceduto a tre anni in Sicilia, ancora maiden, dopo otto corse in Toscana e tre piazzamenti.
       Clock Stopper (2000, f.s da Sanglamore). Lo acquista, piuttosto curiosamente, la Golden Horse che come consuetudine prepara subito forte i suoi due anni. La cavalla vince subito al debutto a Napoli, riporta un paio di piazzamenti in condizionata poi si perde e precipita nelle reclamare. Riporta tre secondi posti. Nel gennaio del 2003 passa a Romeo Morgan, con ulteriore deterioramento prestazionale. Vince a vendere  a Napoli per la seconda volta in carriera, alla ventiquattresima uscita del suo rullino di marcia. Vince per la terza volta nella riunione di Lanciano, dove comunque non entusiasma. Prosegue, andando piano, per tutto il 2004. In sintesi ha corso 44 volte, da due a quattro anni, riportando 3 vittorie (1.000-1.400 m.) e 20 piazzamenti per un totale di 24.000 euro.
      Charming Wells (2002, f.b da Gleaming). Ha corso 1 volta a due anni a Siracusa senza piazzarsi, arrivando ultima data per "lontana" dal penultimo.
      Classy Boy (2003, m.b da Barathea Guest). Ha corso 2 volte a tre anni a Varese senza piazzarsi, arrivando entrambe le volte ultimo dato per "lontano" dal penultimo.
        Caffe Espresso (2005, m.b da Ekraar). Ha corso 4 volte a due anni, agli ordini di Frank Turner e sulla pista di Milano riportando 1 vittoria a reclamare e 1 piazzamento per un totale di 4.930 euro.
        Cavalcanti (2007, c.s da Munir). E' allevato dalla Razza Dormello Olgiata che lo manda in pista con i propri prestigiosi colori, affidandolo a Ovidio Pessi. Corre 20 volte da tre a cinque anni senza mai riuscire a togliersi la qualifica di maiden, riportando 11 piazzamenti tra cui quattro secondi posti (2.000-2.400 m.) in handicap di minima. Sfiora la vittoria a Pisa e a Milano, battuto di una testa da Differenza e da Carlomagno. Rimasto fermo per un anno, causa infortunio, rientra a cinque anni per quattro corse sotto i colori di Paolo Buggea e il training di Sante Zanardino, senza ottenere risultati di rilievo. Vince 11.200 euro.
          CHIAROMONTE, see above.
         Carresana (2010, f.b da Orpen). Altro prodotto Dormello, ha corso 24 volte, da tre a cinque anni, le ultime due volte in carriera in siepi (senza piazzarsi), mai vincitrice, ha ottenuto 8 piazzamenti in categoria di minima per circa 4.000 euro di vincite. Ceduta a quattro anni a Luca Borgatello.

Seconda madre:
Casolana (ITA). Anzianissima fattrice di casa Dormello, nata nel 1975 dal grigio Zeddaan e dalla piazzata in pattern race Crispina. Ha ottenuto 3 vittorie in carriera, terza nel Carlo Chiesa (L).
Fattrice alla corte della Dormello Olgiata.
Madre di tredici prodotti, undici dei quali scesi in pista e nove di questi vincitori.

          Crespi (1980, m. da Sagaro). Ha riportato 11 vittorie in carriera.
       Cecco Bravo (1981, m.ro da Rarity). Ha corso oltre 70 volte, riportando 36 vittorie e molteplici piazzamenti molti dei quali alla corte della famiglia Pecoraro, secondo nel Tullio Righetti (L).
      Clara Lenz (1983, f.b da Fabulous Dancer). Ha corso 4 volte a tre anni, centrando 3 vittorie (1.600-1.750 m.) e un piazzamento in carriera, terza nel Premio Verziere (L) a Milano.
           Cabanel (1984, m.ro da Brustolon). Ha corso circa 40 volte, da tre a sette anni, difendendo i colori di Ferrari Luciano, riportando 7 vittorie (1.800-2.000 m.), a Napoli e Roma in condizionata e discendenti, e 22 piazzamenti per un totale prossimo ai 45.000 euro.
          Cesarine Lombard (1986, f.gr da Ile de Bourbon). Ha corso 15 volte, da due a cinque anni, senza mai vincere, piazzata 4 volte in categoria di minima. Vince in carriera 3.000 euro.
           Clovio (1988, m.b da Maffei). Ha corso 67 volte, da due a sei anni, difendendo i colori prima di Mario Vincis e poi di Riccardo Minisini. 8 vittorie (1.000-1.200 m.), tre delle quali a Livorno, e 24 piazzamenti per un totale di 55.000 euro di vincite. Vincitore di buone condizionate a tre anni, poi scade negli ascendenti e discendenti di minima.
         Cotman (1989, c.b da Marracci). Ha corso 60 volte, da tre a otto anni, conquistando 5 vittorie e 23 piazzamenti. Dapprima in pista con i colori dell'Aeffebi, agli ordini del pisano Ettore Pistoletti, poi spedito in Sicilia dopo un infortunio subito a Livorno, a cinque anni, occorso dopo un rientro da otto mesi di inattività. Vincitore di tre corse, in precedenza (la prima alla diciannovesima uscita), in categoria ascendente a Firenze e, a quattro anni, di altre due a Pisa e a Firenze in categoria superiore. Ceduto al trainer Failla, rientra dopo due anni di inattività a Siracusa dove corre, prevalentemente a vendere, 12 volte ottenendo due soli piazzamenti. Vince in totale 35.300 euro.
             Charlotte Alix, see above.
        Carlotta Amigoni (1992, f.gr da Most Welcome). Ha corso due volte a tre anni, per Francesca Sepe, senza piazzarsi.
            Claire Thomas (1993, f.gr da Unfuwain). Non ha corso.
          CAMERON (1994, m.s. da Indian Ridge). Non viene ceduto dalla Dormello che lo affida a Emilio Borromeo. Corre 33 volte, con anche una sortita a Deauville in Gruppo 3 (non si piazza per una corta incollatura), da tre a otto anni, riportando 10 vittorie (1.000-1.200 m.)), tra cui il Premio Certosa (L) e il Premio Bersaglio (declassato da L a Hp Limitato con 30.000 euro al primo) a sette anni ed entrambi sulla pista di Milano. Completa con 8 piazzamenti e 174.000 euro di vincite. Cavallo notevole, più di quanto si possa comprendere da questa sintesi. Vince al debutto a tre anni, poi resta fermo per un anno rientrando subito competitivo in categorie di vertice. Vince a quattro anni il Premio Cancelli (Hp Principale) ed è secondo nell'edizione dell'anno successivo, quarto sempre a quattro anni nel Bassignana (Hp Principale). Tenta con insuccesso la scalata alla categoria Gruppo 3. Dopo l'esperienza in Francia, ritorna in pista dopo otto mesi vincendo, al rientro, in condizionata d'elite a Milano.
Ritirato in razza. Ha operato dal 2003 al 2009, generando dieci prodotti il primo di monta, otto dei quali scesi in pista e quattro vincitori; produzione in deciso calo con otto soggetti l'anno successivo di cui solo uno vincitore e via via a scemare per un totale di quarantadue figli, ventitre dei quali scesi in pista ma solo nove capaci di vincere almeno una corsa. Livello generale mediocre, nessuno capace di vincere sopra la categoria condizionata. Di gran lunga il miglior prodotto la femmina Vitamina Plus, vincitrice di 7 corse, pluripiazzata in HP Principali per un totale di 79.000 euro di vincite.
Da notare il padre Indian Ridge che qualifica Cameron quale fratellastro di Domedriver, dunque è un doppio zio, sia paterno che materno, di Chiaromonte essendo anche fratellastor della madre di quest'ultimo.
          Celine Leroy (1996, f.b da Inchinor). Ha corso 11 volte, da tre a quattro anni, per i colori di Emilio Borromeo, riportando 1 vittoria (1.600 m.) a vendere nell'ultima corsa in carriera a Grosseto e 2 piazzamenti per 2.600 euro di vincite. Ritirata fattrice da Emilio Borromeo, e poi rilevata da Roberto Cova e ancora dall'allevamento Porta Medaglia,  ha generato sette prodotti, sei scesi in pista e quattro vincitori. Niente di eccezionale.
            Cecile Adel (1997, f.gr da Roi Danzig). Non ha corso.

CAMERON
e Claudio Colombi in giubba Dormello.
Si tratta dello zio materno e paterno di
CHIAROMONTE.
Ritirato in razza ha generato nove vincitori 
su 42 prodotti.
(Foto ippica.biz).

Terza Madre.
Crispine (Ita, 1961, f.s da Doutelle (Gb)). Prodotto della scuola Dormello di pregevole qualità, vanta 2 vittorie in carriera, ma soprattutto un trio di secondi posto nelle Oaks (attuale Gr.2), Regina Elena (Gr.3) e Premio Bellota (immagino, livello L).
Ritirata in razza presso Dormello, poi ceduta, proprio dopo il parto di Casolana, alla Sc. Nordovest srl e a inizio anni '80 al Bosco Marengo,  ha dato i natali a dodici prodotti, dieci dei quali ammirati in pista, di cui nove vincitori.

            CAMBIASO (1966, c.b da Molvedo). Protagonista di 24 vittorie in carriera, tra cui il Circo Massimo (L), secondo nel Sambruna (L), terzo nell'Emanuele Filiberto, nel Campidoglio e nel Ribot.
              CECILIA RICCIO (1967, f.b da Molvedo). Ha ottenuto 4 vittorie tra cui il Premio Baggio e il Premio Legnano, seconda nel Premio delle Repubbliche Marinare, terza nelle Oaks e nel Premio d'Estate. Fattrice, madre di vincitori. Esportata in Colombia.
                CIUFFAGNI (1970, m. da Hill Clown). Campionissimo in siepi, per i colori della scuderia Domi, 13 vittorie (di cui 11 in siepi), con Colleo in sella vince la XX e la XXI edizione della Gran Corsa Siepi di Merano (attuale Gr.1) eguagliando il record di due vittorie consecutive marcato nel 1967 das Cogne. Vince anche la XVII Gran Corsa Siepi di Roma (altro attuale Gr.1), ed è secondo alle spalle di Duel ne '77, vittoria anche nel Neni da Zara, a Roma, in steeple-chase.
                Clara Reda (1971, f.s da High Hat). Non rinvenute notizie. Fattrice madre di vincitori.
                Casolana, see above.
               CARLALBERTO (1976, m.s da Guy Lussac). Autore di 27 vittorie, tra cui due volte il Premio Besana (L), secondo nel Premio Boschetti (L), nel Pr. Mincio (L) e nel Trenno (L), terzo nel Naviglio (L), quarto nel Pr. Parioli (Gr.2) e nel Criterium Nazionale (Gr.3). Stallone in Italia presso l'Allevamento Piemonte, in Sardegna. Nel database Unire appaiono quindici prodotti, nati tra il 1986 e il 1990, quattro scesi in pista e due di questi vincitori in Sardegna.
                Cesare (Dati non trovati). Ha ottenuto 7 vittorie, terzo nel Premio San Siro (L).
                Cappuccio (Dati non trovati). 8 vittore in carriera.
               Cinque Vie (1979, f.b da Filiberto). Fattrice alla corte di Mauro Iob, madre di ostacolisti indirizzati al cross country, nessuno dei quali vincitore.
                Corten (1983, m.b da Young Emperor). Almeno 2 vittorie,  in categoria di minima, sulle siepi.
                N. (1985, da Young Emperor). Non ha corso.

Quarta madre
Carboncina (Fr, 1955, f.b da Sayani). Riporta 5 vittorie per la Razza Dormello Olgiata, tra cui il Premio Pisa, Premio del Piazzale e Premio Legano, seconda nelle Oaks d'Italia, Pr. Regina Elena, Premio Principe Amedeo e Pr. Federico Tesio, terza nel Premio Parioli.
Madre di dodici prodotti, dieci scesi in pista di cui nove vincitori.

                 Crispine, see above.
                 Cimabue (1962, m.b da Sedan). Nessun dato trovato. Stallone.
              Caillaux (1962, m.s da Malhoa). 15 vittorie in carriera, tra cui la Coppa del Centenario, secondo nel Premio Capannelle. Ritirato in razza, in veste di stalloncino per mezzosangue, ha generato poco più di una dozzina di prodotti dal 1972 al 1983.
                  Capellina (1963, f da Malhoa). 3 vittorie tra cui il Premio Minerva. Fattrice.
                  Bonimpala (1968, f.b da Melanion). Nessun dato trovato.
                  Blackboni (1969, f. da Black Beard). Nessun dato trovato.

Quinta madre
Circignana (Ita, 1939, f.s da Donatello). Ha corso 8 volte, riportando 3 vittorie e 4 piazzamenti, anche lei per la Razza Dormello Olgiata. E' a sua volta figlia di Carpaccia, allevata da Federico Tesio nel 1927 quale cavalla capostipite di questa linea italiana bianco-crociata, avviata dalla fattrice inglese Chuette (classe 1916) importata nel 1920 in Italia dal mago piemontese, madre tra gli altri del "mostro" Cavaliere d'Arpino (Havresac II), lo ricordiamo quale bis nonno paterno di Ribot, e Cranach, zii di Circignana .
Madre di:

              Caruccia (1946, f. da Sirte). Fattrice esportata in Perù a metà anni '50. Madre di Carino (vincitore in Inghilterra) ritirato in razza quale stallone.
             Clouette (1947, f.b da Niccolò dellarca). Vincitrice e piazzata a due anni. Fattrice, madre del plurivincitore Hasty Cloud poi stallone in Nuova Zelanda.
              CARAN DACHE (1949, m.s da Zliten). Ha corso 9 volte, riportando 5 vittorie tra cui il Gran Premio del Jockey Club Italiano e il Premio Ambrosiano, secondo classificato nel Gran Premio di Italia. Ritirato stallone in Germania (definito "valido stallone" da Franco Varola) è padre della plurivincitrice in stakes tedesche Santa Cruz.
               Carmignana (1953, f.s da Star of Gujrath). Fattrice madre di vincitori, tra cui Calamide vincitore del Pr. UNIRE e dell'Ambrosiano, secondo nel Gran Criterium, terzo nel Criterium Nazionale. Ritirato in razza ed esportato negli Stati Uniti.
                CARBONCINA, see above.
             Carmilla (1961, f. da Tissot). Fattrice madre del vincitore Casanova Boy vincitore del Premio Sette Colli, terzo nel Premio Monte Rosa.

CAVALIERE D'ARPINO
il primo dei grandi cavalli imbattuti da Tesio nonché
bis nonno paterno di Ribot.
Era il fratellastro della sesta madre di CHIAROMONTE
che quindi è uno dei discendenti puri
dell'antica famiglia Dormello.

Commento di Matteo Mancini sulla genealogia di Chiaromonte
Settimo e penultimo prodotto di Charlotte Alix, fattrice griffata Dormello Olgiata promettente in pista in giovane età ma deludente in qualità di riproduttrice. Interessante e curioso intreccio di linee sanguigne, non so quanto scelto volontariamente, con la Dormello che cerca di ripetere i geni che hanno portato alla nascita di Cameron, cavallo nato tre anni dopo Charlotte Alix e migliore dell'intera produzione offerta da Casolana, unico a vincere in Listed. Si sceglie infatti Domedriver quale stallone con cui coprire Charlotte Alix, ovvero un figlio di Indian Ridge quest'ultimo padre proprio di Cameron, specializzato sulla distanza dei 1.600 metri. Chiaromonte viene così generato da due fratellastri di Cameron, per una linea sanguigna così per metà identica a quella del sauro e miscelata da due linee che fanno capo da una parte a Northern Dancer, bis nonno materno di Domedriver, dall'altra a Ribot, nonno materno di Celestial Storm ovvero il padre di Charlotte Alix. 
Tra i cavalli cristallizzati nelle due linee, troviamo lo stallone Grey Soverign, grigio del 1948 generato in Inghilterra da Nasrullah a sua volta figlio di Nearco. Lo troviamo sia sulla linea materna di Charlotte Alix, essendo padre dell'eccelso Zeddaan e bis nonno di Charlotte Alix, e ricompare poi, molto più indietro, sulla linea di Indian Ridge quale padre della bis nonna materna. Dunque lo vediamo in quarta generazione materna e in sesta paterna. Velocista che ha corso negli Stati Uniti, vincendo il Richmond Stakes (Gr.2), piazzato in Gruppo 1, ma soprattutto leader nelle classifiche dei riproduttori in Inghilterra nel 1958 e nel 1961 e in Francia nel 1967.
Da rilevare poi come Indian Ridge, nonno paterno di Chiaromonte, sia stato generato da due bis cugini che hanno nella femmina inglese Discipliner, classe 1948 da Court Martial, la loro matrice comune filtrata dagli stalloni (entrambi figli della femmina) Martial, sulla linea paterna di Indian Ridge, e da Skymaster su quella materna.
Queste le caratteristiche genetiche più evidenti che fanno di Chiaromonte un probabile specialista del miglio.
Notevole la terza linea materna dove, nel ruolo di bis zio di Chiaromonte, compare un duplice vincitore della Gran Corsa Siepi di Merano, nonché della Gran Corsa Siepi di Roma ovvero Ciuffagni. Si tratta di un raro caso di ostacolista nella famiglia di Chiaromonte, che vanta altri due bis zii interessanti: lo stalloncino Carlalberto, ventisette vittorie compreso in Listed e piazzato in corse di gruppo, e la fattrice esportata in Colombia Cecilia Riccio. Molto qualitativa, sia in pista che in razza, la bis nonna Crispine, a sua volta generata da una plurivincitrice in pattern race e piazzata in categoria di gruppo: Carboncina.
Grande famiglia creata da Federico Tesio a seguito dell'importazione dall'Inghilterra della settima madre di Chiaromonte, ovvero la femmina classe 1916 Chuette (da Cicero). Un'importazione decisiva per la storia della Razza Dormello Olgiata essendo la linea che condurrà, tramite il figlio di Chuette Cavaliere d'Arpino, alla genesi di un trio costituito da Bellini, Tenerani e Ribot. Una linea di alta nobiltà decisamente sfiorita soprattutto con la produzione di Charlotte Alix, ma comunque ancora eccellente in terza e quarta linea generazionale. Alti e bassi in seconda linea, con l'ottimo Cameron di cui la Dormello ha cercato, come abbiamo visto, di riproporne la linea genetica nella formazione di Chiaromonte scegliendo la monta di Domedriver figlio del padre di Cameron.

GREY SOVEREIGN
presente sulle due linee sanguigne che 
portano a Chiaromonte.
(Foto pinterest.com)

La Carriera di Chiaromonte.
Nasce il 17 febbraio del 2009, data coincidente con la festa del gatto e il giorno di indipendenza del Kossovo, proprio mentre Walter Veltroni comunica la volontà di dimettersi dalla carica di segretario del Partito Democratico.
E' il settimo e penultimo prodotto di Charlotte Alix, concepito grazie all'incrocio con Domedriver, un figlio di Indian Ridge già in decisa parabola discendente dopo i primi tre anni di attività al punto da vedere il proprio tasso di monta ridursi a 4.000 euro (calerà ulteriormente fino a giungere agli attuali 1.300). La scelta dello stallone è da giustificarsi nel tentativo di mutuare la genetica che ha portato alla realizzazione di Cameron, il miglior fratellastro di Charlotte Alix, nato proprio dall'incrocio tra la nonna di Chiaromonte e il padre di Domedriver.
Il cavallo viene battezzato dalla Razza Dormello Olgiata, facente capo al Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, con un nome che inizia con la lettera "C" in ossequio (come per l'intera produzione derivativa) alla settima madre Chuette, importata nel 1920 da Federico Tesio e capostipite della famiglia plasmata dal mago piemontese oltre che madre di Cavaliere d'Arpino futuro bis nonno paterno di Ribot. Sono ormai lontani gli anni in cui la Dormello omaggiava artisti e stili artistici nello scegliere il nome da dare ai propri cavalli, viene scelto come nome di battesimo uno riconducibile a un piccolo comune della basilicata di poco meno di 2.000 abitanti, provincia di Potenza, e retto attualmente da un sindaco il cui nome è quasi omonimo a quello di una celebre cantante che cantava Comprami (Viola Valentina) : CHIAROMONTE. Più propriamente però, dati i vezzi di Tesio, il nome deve ricondursi a una nobile famiglia siciliana del XIV secolo, originaria della francese Clermont (nulla a che fare con la produzione Cottin), a cui fu dedicato un paese in provincia di Ragusa e che è connessa all'edificazione di tutta una serie di castelli tra cui, il principale, il Palazzo dei Chiaromonte a Palermo. A questa famiglia vien fatto risalire, tra gli altri, la vasta signoria sui castelli di Favara e di Montechiaro, oggi comune di Palma di Montechiaro, (nomen omen diceva Tesio). E a proposito di assi dell'ostacolismo che vengon così richiamati con questi nomi non può che saltare in mente, un gioco da ragazzi direi per i veri appassionati di ostacolismo (meno per i "semplici" scommettitori della domenica pomeriggio o gli improvvisati partecipanti delle nuove edizioni di "Giochi senza Frontiere"), quel Montechiaro (che come abbiamo visto nell'etimologia del termine fa capo ai Chiaromonte, pur avendo invertito le due parole che compongon la complessa) capace, a quattro e a cinque anni, di chiudere due volte consecutivamente terzo nella Gran Corsa Siepi di Milano nell'edizione vinta da un portacolori del Cav. Ramazzotti nel 1926 e quella del 1927 che vide trionfare la Master George con un cavallo da nome paliesco ovvero Loreto. Preme poi sottolineare il parente illustre di Chiaromonte ovvero il fratellastro della nonna, tale Ciuffagni, capace di vincere due edizioni della Gran Corsa Siepi di Merano (1974 e 1975) oltre che una Gran Corsa Siepi di Roma (ediz.1975).
Bello da vedersi, dotato di una struttura armoniosa, forse riconducibile più alla madre che a Domedriver (soggetto più minuto nel fisico), si presenta interessante da un punto di vista strutturale, molto allegro e arzillo al tondino. Lo presenta il trainer argentino, da Buenos Aires ma con origini greche e italiane, Leonardo Daniel Racco. Giovane allenatore, all'epoca della nascita di Chiaromonte, appena trentaduenne con una laurea  in veterinaria. Ingaggiato da Francesca Sepe, vecchia proprietaria di Inferno, cavallo capace di vincere una corsa fantasma in siepi a Pisa (l'unica, tra l'altro, nella carriera da siepista) con Carletto Mirandola (se non ricordo male) tanto che se la cercate non riuscirete a trovarla perché risuonò la sirena con i fantini però sordi e impegnati nell'epilogo della prova.

Va in pista per la prima volta in una debuttanti per tre anni intitolata al campione della Dormello Donatello II (in allenamento presso Tesio ai tempi di Nearco e di El Greco), illustre antenato anche di Chiaromonte essendo il qadrinonno dello stesso.
La prova va in scena a Roma il 4 marzo del 2012, sulla distanza dei 1.700 metri, dunque un debutto tardivo per il tre anni che non riscuote nemmeno grande attenzione dagli scommettitori. 12 a 1 la quota, campo partenti numeroso come sempre in queste occasioni ma poco qualitativo, come dimostreranno i mesi successivi. In sella al dormelliano va il livornese Claudio Colombi, che vediamo poco sopra immortalato in compagnia di Cameron.
La sgabbiata è buona. Chiaromonte contende la testa del plotone composto da quattordici concorrenti, poi si adegua secondo in scia a The Right Place. All'ingresso in curva, Colombi va già all'attacco ma il cavallo non stacca. Ai 400 finali è ancora in lotta, sebbene all'interno sfili via Anacoreta (prodotto Eledy, quella del fine carriera di Frammassone) con l'attuale interprete di scuola Dormello Mariolino Esposito. Allunga e stacca il maschio che chiude con la A come il famoso Caligola-A del finale di Febbre da Cavallo. Chiaromonte resta lì sul passo, ancora in lotta per la quarta moneta ai 100 finali poi vien battuto da Ercole e Spirit Divine che emergono all'esterno di tutti. Alla fine è sesto davanti a un avversario il cui nome è il sogno di ogni fantino ovvero Frustino d'Oro.
Torna in pista due settimane dopo, a Milano, categoria maiden, 1.800 metri. Finisce addirittura controfavorito della prova di Perle Clair. Corre all'attesa tenendosi costantemente esterno al gruppo questa volta ridotto a sette contendenti. Ai 600 metri dal palo, Luca Maniezzi lo lancia all'attacco. Il cavallo si presenta bene, ma non cambia passo, caratteristica questa che si ripeterà per tutta la carriera decretando la caratteristica di passista. Ai 400 finali è in lotta per la vittoria, ma non cambia azione. Finisce risucchiato e costretto a duellare con la favorita per la quarta moneta. Da l'impressione di passarla alla successiva falcata, ma alla fine è battuto di un'incollatura e finisce quinto, ai margini della zona premi.
Quattro mesi di inattività, rientro a vendere a Grosseto senza mai entrare in corsa con Albertino Sanna. Altri quattro mesi e viene riproposto a Pisa. Finisce penultimo sui 1.800 metri, categoria handicap di minima, 20 a 1 la quota. E' quinto all'ingresso in dirittura dove compie un'assurda convergenza dall'esterno all'interno, alla ricerca dello steccato. E' ancora quinto, incapace di acciuffare i quattro che ha davanti, quando "Chicken" Polli lo rallenta. Chiude decimo, ma dato il rientro ha fatto vedere qualcosa di interessante.
Due settimane dopo scende a vendere, medesima distanza. Delude ancora, questa volta in sodalizio con Cristian Demuro. Quota da ultimo del campo, 13 a 1. Si mantiene in quarta posizione quindi viene spostato a centropista nella dirittura di arrivo. Lotta per il piazzamento d'onore perché Tender Hugs è in fuga per la vittoria. In cinque in pariglia per la miglior piazza. Tiko Land copre Chiaromonte sul palo, per la terza moneta e lo batte in foto strettissima. Primo piazzamento utile in carriera, che vale poco più di 180 euro.
Viene promosso in handicap da 3.400 al primo, peso tendente al leggero. Numero 11 dello schieramento di 14. In pista ci sono buoni elementi capaci di vincere in handicap di categoria superiore. Su tutti Ely's Song che infatti stravince su Cioccolata. Chiaromonte soffre subito la partenza. Andatura pazzesca, alla fine il cronometro sarà stoppato sul tempo di 1.37, non male per il miglio. Il dormelliano scurva in decima posizione, tutto all'esterno.Ai 500 finali viene danneggiato, Polli deve spostarlo ulteriormente più all'esterno. Prende come riferimento Cioccolata, 10 a 1 come lui al betting, e inscena una progressiva rimonta sul calo degli avversari. Ai 200 dal palo ancora nono, guadagna qualcosa nei restanti metri e giunge sesto, mentre Cioccolata è secondo.
Il giorno prima di San Silvestro viene proposto in un handicap di minima, sempre a Pisa, con distanza allungata ai 2.000 metri. E' il numero tre della scala. 61 kg, affidato per la prima volta a Salvatore Sulas, che diverrà il suo fedele interprete prima della cessione a Ghiotti. Fino a qui, in sette uscite, lo hanno montato sei fantini diversi (non è un bel segnale). Grande equilibrio nelle quote. Sulas lo tiene in quarta posizione. Davanti cadenzano bene Tiko Land e Subadar, che all'ingresso in dirittura hanno un paio di lunghezze sul dormelliano che li tiene di mira. Ai 200 finali Chiaromonte piomba sui due leader, passa ma, come al solito, non stacca. Resta sul passo. Ai 100 finali, dall'esterno, c'è l'allungo poderoso di King of Paradise. "Chiaromonte cerca il palo" commenta Marannini per esaltare l'incredibile riduzione del vantaggio... "E lo trova!" Incollatura tra i due, col Paradise che avrebbe certamente vinto qualora fossero stati disponibili altri cinquanta metri.
Si chiude così con una vittoria di minima e un quarto posto il primo deludente anno di corse di Chiaromonte, sceso in pista sette volte con 1.885 euro di vincite stagionali poco più, probabilmente, di un mese di mantenimento.

Migliora lievemente a quattro anni pur faticando non poco per vincere. Torna in pista il 20 gennaio, sempre al Prato degli Escoli. Trova per la prima volta la pioggia, il terreno molto pesante e duecento metri in più rispetto alla sua uscita vincente. Categoria superiore, handicap da 2.550 al primo. Corre coperto, sempre con Sulas. In curva è penultimo. Sul passo fa il quarto da terzo favorito del campo.
Scende di nuovo in handicap di minima, spostandosi a Grosseto, dopo un mese. Numero uno dello schieramento, controfavorito. Ottavo all'ingresso in dirittura, piazza un'interessante progressione all'inseguimento di Doxsandra e Razila che lottano per tutta la dirittura. All'esterno finisce bene alla distanza Tamarix Boy. Sul palo sono in quattro in meno di una lunghezza. Vince per la prima e ultima volta in carriera Razila per una corta testa su Tamarix, medesimo vantaggio di quest'ultimo su Chiaromonte.
Altro mese di pausa. Torna a Pisa riducendo la distanza di quattrocento metri: 1.800, terreno pesante. Controfavorito della scuderia Gladio Romano Cirini che presenta King of Paradise e Pure Passion. Handicap da 2.550, numero tre dello schieramento. Schema di gara all'estremissima attesa. All'ingresso in dirittura, ben davanti a tutti, lottano il front runner King of Paradise e l'allievo di Rita Salvioni With Atnist. Chiaromonte, al suo solito, sul passo fa il terzo respingendo Pure Passion.
Un dozzina di giorni dopo trova la seconda e ultima vittoria in giubba Dormello, al debutto sulla pista di Firenze. Corre per la prima volta con i paraocchi tradizionali, ancora sul peseante ma sulla distanza dei 2.000 metri. E' il favorito al betting, handicap da 2.550, numero tre dello schieramento. Fa partenza, si mantiene sui primi. Prende la testa, lungo lo steccato, ai 300 dal palo e si isola in lotta con l'estremissima outsider La Malatestiana che respinge colpo su colpo. A undici lunghezze, terza, è Valdivizze.
Pausa di due mesi, rientro sempre all'ippodromo delle Cascine, a vendere. Terzo al betting su sei partenti, medesima distanza ma terreno buono. Fa partenza e si assesta in scia alla battistrada Lodoiska. In dirittura i due si avvantaggiano, ai 300 dal palo hanno almeno cinque sul resto della compagnia, ma il dormelliano non riesce a portarsi sulla leader che allunga con estrema facilità. Resta sul passo Chiaromonte, rimontato e battuto per la piazza d'onore da Istrice.
Nonostante un terzo posto in categoria vendere, una settimana dopo, la Dormello opta per un abbastanza assurdo salto di categoria. Trasferta a Milano, handicap da 6.000 euro scarsi al primo, peso leggero (l'ultimo della scala). Sette al via, sui 2.300 metri della pista di San Siro. Il cavallo fa partenza poi, a poco a poco, scivola nelle posizioni di rincalzo. Prova a emergere ai 400 finali ma quelli davanti vanno forte, Chiaro storce il collo. Sulas prova a innescare uno scatto di cui il cavallo non è dotato per centrare il quarto posto, ma neanche a parlarne. Si arrende ai 200 rialzandosi, finisce a nove lunghezze dai primi quattro protagonisti di una foto pazzesca. Sesto, alle spalle di Chiaromonte, finisce da pari peso il discreto Schumy Dancer (cavallo di categoria).
Due mesi di pausa e debutto sulla pista di Livorno, tracciato poco congeniale alle doti di un passista. E infatti Chiaromonte soffre la forte andatura. La categoria è handicap da 3.400 euro. Racco lo fornisce di paraocchi australiani, in luogo dei tradizionali. Soffre il ritmo, finisce ultimo e prova poi a risalire. Sulas coglie ottimo varco interno sulla piegata finale  ma può solo lottare per la terza moneta con Exit Three che lo batte senza problemi. Più avanti, intangibili per il dormelliano, Leone di Sassonia, all'ultima in carriera, respinge Zampogna.
Chiude la propria esperienza con la Dormello Olgiata a Roma, in una corsa per lui difficile. Handicap da 4.250, numero nove dello schieramento, 2.000 metri. Riceve considerazione dagli scommettitori: 7 a 1 (quinto del campo). Torna a indossare il paraocchi classico, Sulas lo tiene coperto. Ancora ultimo all'intersezione delle piste e ai 400 finali, sul passo però viene su bene ingoiando avversari su avversari. Sulas spinge fino in fondo, sebbene sia fuori da ogni possibilità di piazzamento. Chiude sesto a ridosso di Dindaba, che è quinta. Il vincitore della prova, Christian Love  è dieci lunghezze avanti.

CHIAROMONTE
alla sfilata della GRAN CORSA SIEPI NAZIONALE
a PISA nel febbraio 2016.
(Foto di Matteo Mancini).

La sconfitta subita da Christian Love per la Dormello Olgiata può bastare. Sono i primi di ottobre 2013. Arriva l'offerta di un altro Christian, il signor Ghiotti da Merano, classe 1976, già acquirente qualche mese prima del dormelliano Achen. Ghiotti deve cambiare qualche elemento dopo l'uscita di scuderia di Massimo Meridio. Ci sono varie voci al riguardo. Sembra che Ghiotti si presenti con Ilenia Nero al quartier generale di Bolgheri, dove ha sede la scuderia Dormello, per acquistare il tre anni Drounais (10 corse in carriera, vincitore in handicap da 3.400 euro, precipitato però di categoria). Gli occhi però cadono sulla morfologia di Chiaromonte, anch'esso in vendita, e così scatta l'ambarabaciccicoccò sul quale comprare, fino a una decisione: acquistati entrambi, probabilmente per la medesima cifra, uno dalla Nero (Drounais), l'altro da Ghiotti (Chiaromonte). Nonostante il modesto curriculum, probabilmente senza neppure sospettarlo minimamente, Ghiotti ha appena acquistato il cavallo più importante della sua intera carriera, roba proprio da Massimo Meridio appena uscito di scuderia.
Questo il curriculum con la Dormello Olgiata del Chiaro: 15 corse, da tre a quattro anni, 2 vittorie (2.000 m.) e 6 piazzamenti per un totale di 6.550 euro.

Meno di un mese dall'ultimo impegno, Chiaromonte porta in pista il verde e nero a quadranti di Ghiotti sulla pista di Firenze. Lo allena il proprietario Ghiotti, coadiuvato dall'apprendista allenatrice Ilenia Nero, supervisionato dall'allenatore Simone Pugnotti. Premio dedicato allo stallone Lope de Vega, handicap da 2.550, 2.000 metri, in sella colui che sarà l'inseparabile compagno del cavallo per le ultime cinque corse in piano di questa prima parte di carriera: l'esperto Alessandro Muzzi.
Andatura moderata, Chiaro, con paraocchi integrale, gravita per corsie esterne. All'ingresso in dirittura resta sul passo, mentre davanti si isolano in lotta Costa dei Magnoli e Atomic Law. Chiaromonte converge, a poco a poco, dall'esterno all'interno in lunga progressione ma mai in condizione di giocarsela. Giunge quarto a prendere 306 euro.
Si rivede due mesi dopo a Pisa, premio dedicato a uno stallone Siba capace di vincere il Derby di Roma una trentina di anni fa': My Top. Numero quattro di sella, quinto al pronostico. Duecento metri in più rispetto alla prova nel capoluogo di regione toscano. Fa partenza, agevolato dal ritmo blando. Accompagna il battistrada Sunny Marty. Passa in testa ai 500 dal palo, ma non stacca nella sua monocorde andatura. Allora Vulcan Mission lo attacca e lo batte già ai duecento dal palo, lasciandolo alla miglior piazza.
Buono stato di forma per il nuovo acquisto Ghiotti, che centra la terza vittoria in carriera due settimane dopo, sempre a Pisa, sul terreno molto pesante che sembra andargli a genio. 2.200 metri da percorrere, numero 2 dello schieramento, categoria handicap da 2.550. Favorita la top weight Atomic Law, controfavorito To Be Free, poi c'è ancora Vulcan Mission e il rivale storico King of Paradise, tutti preferiti nella quote al dormelliano. Fa partenza anche qua, sempre paraocchiato, quindi si adegua quarto. Prende la corsia più galoppabile dello steccato sulla piegata finale anticipato da King of Paradise che opta per la seconda corisa e con Atomic Law davanti a tutti, all'esterno Vulcan Mission e Foppa. Lottano in quattro. Al paletto dei duecento alza bandiera bianca King of Paradise, mentre Chiaromonte ha ragione del leader Atomic Law ma deve parare l'affondo esterno di Vulcan Mission. Solita andatura monocorde, sul passo che promette sempre quello scatto che però non si vede mai e che gli permetterebbe di vincere molte più corse di quelle riportate in carriera. Epilogo a fruste alzate Muzzi, Polli e Cristian Demuro con Atomic Law che non demorde. Alla fine però Chiaromonte mantiene una di vantaggio su Vulcan che batte Atomic. Si chiude dunque in bellezza il secondo anno agonistico con un totale di 18 corse, 3 vittorie e 8 piazzamenti per 10.250 euro di vincite. Livello modesto, anche se positivo col passaggio di trainer e che migliorerà ancora con l'anzianità proprio come il padre Domedriver.
Corre altre due volte a Pisa. Intelligentemente Ghiotti lo mantiene in categoria, a differenza della Dormello che lo avrebbe subito promosso in handicap superiori. Di nuovo in pista il cinque gennaio, sul molto pesante e con identici montepremi  e distanza. Medesimo schema iniziale di corsa rispetto a quello precedente, cambia invece la seconda parte. Questa volta però Muzzi anticipa gli avversari e in curva va all'attacco del leader Sunny Marty. Quest'ultimo però tende a respingerlo. Presenta allora la candidatura alla vittoria Tintischnell, con Chiaromonte in mezzo ai due. Muzzi sposta dalla destra alla sinistra di Tinti che lo vola via senza tanto pensarci. I due avanti si staccano a poco a poco, con Chiaro costretto a giocare in difesa sul resto della compagnia. Riesce alla fine a contenere i danni e giungere terzo.
Corre per l'ultima volta in piano il 13 febbraio, sui 1.900 metri sempre handicap da 2.550, in quel di Pisa. Ha il pesante ruolo del top weight con 63 chili in groppa. 10 a 1 abbondante la quota, penultimo del campo.
Sta in pancia al gruppo per emergere, in corsia esterna, all'attacco della piegata finale. Scurva esterno, incapace di cambiare passo. Solita convergenza dall'esterno all'interno, con i cavalli vicini insiste nell'azione per un piazzamento, poi ai duecento Muzzi desiste e chiude sesto.

Inizia la preparazione in siepi. Ghiotti prova trasformare un modesto cavallo in qualcosa di diverso e ci riuscirà in maniera tutt'altro che attesa, quanto meno nelle proporzioni.
Il primo anno in ostacoli lo potremmo definire interlocutorio, ma già interessante. Apprende la nuova disciplina senza pressioni. In sette mesi, corre cinque volte appena. Passa ufficialmente in allenamento a Ilenia Nero che consegue il patentino da allenatore e fa debuttare l'allievo, a cinque anni, nel Tatti Jacopo, maiden per novices in quel di Merano, dopo meno di quattro mesi di addestramento.
Viene affidato a Sylvain Mastain e gli viene tolto il paraocchi. Al debutto è molto parsimonioso. Mastain lo tiene in coda, tanto che al passaggio davanti alle tribune segue a cinque lunghezze dalla coda del gruppo. Viene spremuto solo nel tratto che va dalla piegata finale all'arrivo e l'ex dormelliano finisce alla grande alla distanza, chiudendo terzo e recuperando parecchio a Tech Desert che è secondo. Vince invece il qualitativo Tahini. Buona prova che non viene confermata un mese dopo. 21 a 1 la quota, con Tahini a fare il controfavorito di una coppia Favero. Mastain ferma il cavallo in modo non troppo spiegabile dai monitor, quando ancora potrebbe provare a giocarsi un piazzamento. Ha infatti alle spalle Magica Vita che poi farà il quinto. Dopo il salto della siepe posta all'inizio della dirittura opposta a quella di arrivo il jockey francese lo ferma e arriverci alla prossima. Vince una cavalla che paga 76 a 1, al debutto in Italia e mai più rivista: Rock Diamond.
Di nuovo in pista due settimane dopo, cambio di monta. Jan Kratochvil preferito a Mastain. Estremo outsider: 26 a 1. Categoria novices, 3.300 metri in siepi. Si mantiene in coda al gruppo seguito dalla sola Vegas Belle. Ferma intanto per infortunio Szarif, che chiude la sua carriera, sulla prima piegata a Marlengo. Sulla dirittura opposta a quella di arrivo, Chiaro prova a emergere per vie esterne alla caccia del terzetto fucsia che è in fuga decisa. Assolo in avanti di due soggetti che, in futuro, si riveleranno assai inferiori di Chiaromonte. Magica Vita respinge il compagno di colori Ocean Secret che ha un grave inciampone sull'ultima, ma resta in piedi. Il portacolori Ghiotti invece approfitta di un clamoroso allargamento di Kitano per sottrargli la terza moneta, chiude però a nove dai due di testa.
Viene fermato per qualche mese, visitato a un ginocchio dal dottor Migliorini che, con tutta probabilità, riesce a sistemargli un piccolo problemino. Da qui in avanti, infatti, Chiaromonte si trasforma. Chiude in ascesa la stagione con due belle vittorie e si appresta a diventare uno dei più forti siepisti operanti in Italia, rivelazione assoluta e incontestabile nel 2015. A settembre, con Emmanuel Reinhardt, dimostra decisi passi in avanti, rifilando quattro lunghezze a Tahini e confermandosi davanti a Kitano che fa il secondo incapace di resistere all'attacco del rivale. 4.250 nelle casse Ghiotti con una decisa progressione finale che porta il baio dalla quarta alla prima posizione nel tratto piano conclusivo.
Vittoria invece nella tormenta a Milano, su un terreno paludoso e sotto una pioggia copiosa. Quel giorno a Livorno, se non ricordo male, presentazione del libro su Laghat col sottoscritto costretto a rinunciare alla trasferta causa un autentico diluvio universale anche su Tirrenia. Chiaromonte, dopo esser rimasto in coda moderato da Kratochvil, largheggia come non mai, lui che quando passa tende a pararsi, in un discendente da 5.100. Rivincite massicce su Kitano e Magica Vita. Il primo gli finisce a oltre undici lunghezze, il secondo non chiude il percorso. Lunga progressione sulla diagonale breve, già in vantaggio prima dell'ultima insidia, vince agevole all'epilogo facendo suo il Premio Bullona con Halban de Juilley alla piazza d'onore.

CHIAROMONTE
all'epilogo nel Premio Bullona, nel 2014.
(Foto Fotografo San Siro).

La nuova stagione riparte da Pisa, il sei gennaio del 2015, e pone subito le basi per quello che sarà il trend della stagione nei main event dell'ostacolismo italiano, sezione siepi, tra i cinque anni e oltre. Un infinito duello tra Chiaromonte e il portacolori Magog, allenato da Paolo Favero, Sol Invictus, che durerà anche per tutta la stagione 2016 nonstante l'eta dei soggetti sia già di sei e sette anni. Un duello in cui, di volta in volta, riesce a inserirsi qualche allievo di Josef Vana sr o qualche portacolori di Josef Aichner, ma che vede sempre i due presenti dalle condizionate ai Gruppi 1. Nel 2015 si confronteranno otto volte, mentre, al nove settembre data di stesura di questo articolo, nel 2016 saranno sei i confronti. Bilancio in perfetta parità: 4 a 4 nel 2015, 3 a 3 nel 2016, ma con il Magog capace di capitalizzare i premi più importanti vincendo due Gruppi 1, un Gruppo 3 e una Listed Race contro il solo Gruppo 1 di Chiaromonte.
I due si sfidano la prima volta a Pisa. Sol Invictus è il campione del settore, Chiaromonte una nuova proposta che ha però l'aspetto della meteora, non sarà così. Il premio in cui va in scena il primo confronto è il Furton, sui 3.500 metri. Vince Sol Invictus che duella a fruste alzate con Signor Tiziano della scuderia Milano. Il Magog compie un ondeggiamento che intralcia l'avversario costretto a pararsi. A largo di tutti, intanto, finisce fortissimo Chiaromonte che batte Signor Tiziano. Risuona la sirena. Intervento dei commissari. Ilenia Nero assapora la vittoria, è nell'aria il distanziamento di Sol Invictus, ma non è così. Dirk Fuhrmann, interprete di Signor Tiziano, spiega: “Non è stato l'avversario a intralciare il cavallo, ha avuto paura da solo.” La Nero non è d'accordo, protesta sia su questa decisione sia sulla scelta, non indicata da programma, di ridurre la successiva corsa, la Gran Corsa Siepi di Pisa (Gr.3), di cinquecento metro. "Sol Invictus sui 4.000 soffre la distanza!" commenta, ma nulla da fare. Riduzione del percorso giustificata per distinguere la prova dalla Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1) eredità della Gran Corsa Siepi di Roma e in scena nell'ultima giornata di corse a ostacoli in quel di Pisa. Le polemiche non vengon spazzate via dalla pista perché in una Gran Corsa Siepi di Pisa, ad ampia portata di Chiaromonte, corsa da tre partenti più due di completamento, l'allievo Nero esce di scena nelle prime battute di gara per una goffa caduta di Emmanuel Reinhardt.
Il ventisei aprile, a Milano, nel Litta Modignani, ritorna in pista. Disputa una prova scialba, fermato a traguardo lontano, in una compagnia inferiore a quella pisana. Di ben diverso tenore le cinque uscite a Merano, sempre montato dall'emergente Ivan Cherchi.
Subito un premio interessante, dove cominciano ad affilare gli artigli i siepisti che puntano alla 7° Gran Corsa Siepi di Italia, è il Lord Madonna che si consuma il sedici maggio alla prima riunione delle otto in programma della stagione primaverile meranese. Cinque al via col rinnovato duello Sol Invictus Chiaromonte. La spunta piuttosto a sorpresa l'allievo di Ilenia Nero che rifila quattro lunghezze al rientrante trionfatore della riunione pisana. Corrono alla grandissima anche Arjen e Racconigi che apparigliano il compagno di allenamento non soffiandogli il secondo posto per appena una testa. Confronto rimandato di due settimane, nel Pirelli, con duecento metri in più da percorrere, in luogo dei 3.300 del Lord Madonna. Sol Invictus ribalta l'esito del rientro e respinge per tutta la dirittura finale Chiaromonte. Terzo ancora una volta un generoso Arjen, passato a rilevare il comando dopo tre quarti di gara, davanti a Taquari e a uno stanco Notti Magiche calato dopo l'ultima siepe. Questi gli antefatti che introducono la 7° Gran Corsa Siepi di Italia, terzo Gruppo 1 della stagione, secondo per i siepisti. È passato quasi un mese dalla precedente esibizione, per l'esattezza è il ventuno giugno. Sono in pista i primi cinque del Pirelli di Merano cui si aggiungono pericolosi ospiti stranieri come il tedesco Falconettei, i ceki Luminator e Arteus e il novice di cinque anni Stellato che ha stradominato al debutto nel Premio Cogne, vincendo di otto lunghezze sul quattro anni Makarenko e avendo in sella un gentleman (l'irlandese Shanahan, sarà l'unico dilettante a trionfare tra i professionisti). È inoltre partente il ceko Falcon Wing che ha dato del gran filo da torcere a Il Superstite nel Val di Non, in steeple. La distanza è dei 4.000, in pista c'è il meglio del meglio ammirato nella prima parte di stagione tra gli anziani. 
È l'inesperto Stellato, alla seconda corsa in ostacoli, a ritrovarsi presto a scandire i tempi di gara, tallonato dal tedesco Falconettei, sellato da Pevel Vovcenko futuro vincitore del G.P. Merano. Chiaromonte resta al centro gruppo in marcatura su Sol Invictus: sono loro i favoriti della corsa anche se ha riscosso successo pure Stellato, addirittura controfavorito del Magog. La spinta del battistrada si esaurisce prima del salto che immette sulla curva finale. È allora Taquari a giocare la carta dell'anticipo sfilando Falconettei con in terza corsia Luminator. Si muove in quarta posizione Sol Invictus che si tira dietro Chiaromonte. Non intervengono gli altri con Notti Magiche a incarnare il ruolo del primo degli inseguitori. Luminator e Jaroslav Brecka saltano in leggero vantaggio l'ultima siepe, all'esterno di un coraggioso Taquari. Di dentro si incunea Chiaromonte, con Sol Invictus e Falconettei sul passo e nella scia dei primi tre. Luminator e Chiaromonte staccano dagli avversari con grandi falcate, ma è l'allievo di Ilenia Nero che cambia azione negli ultimi cento e regala al suo entourage, capitanato da Christian Ghiotti, il primo Gruppo 1 in assoluto della loro carriera. Ilenia Nero, patentata da appena un anno ma con una tradizione ventennale agli ordini di Pozzoli e De la Motte, a distanza di undici anni porta di nuovo il gentil sesso a brillare in massima serie, affermazione che mancava dal 2004 quando Astrid Giambertone vinse la Gran Corsa Siepi di Milano con Valgano per i colori Tomanin. Terzo resiste uno stoico Taquari, mentre Sol Invictus accusa problemi di respirazione ed è “solo” quarto a cinque lunghezze scarse dal vincitore.

La dirittura di arrivo della GRAN CORSA SIEPI DI MERANO 2015.
Fafintadenient in testa, poi il grigio Taupin Rochelais,
con in scia Makler, quindi il Magog Sol Invictus con all'esterno
Falconettei e, a largo di tutti, CHIAROMONTE.
(Foto Simone Soldani).

Meritata pausa di tre mesi, poi di nuovo in pista a preparare la Gran Corsa Siepi di Merano. Torna il confronto tra i due grandi protagonisti delle siepi di tutta la stagione, Sol Invictus Chiaromonte, nella condizionata sui 3.500 metri intitolata all'Azienda di Soggiorno di Merano. Sesto confronto tra i due, bilancio a favore del Magog di Paolo Favero per quattro a due. L'allievo di Ilenia Nero accorcia il gap vincendo di una e mezzo sul grande rivale. In redazione presentiamo l'impegno spendendo parole di elogio per Chicago, da noi dato come potenziale sorpresa della corsa, il futuro ci renderà profeti ma non in patria. 
Il nostro pronostico si rivela fondato perché il baio da Montjeu chiude terzo a un muso dal favorito Sol Invictus. Vana jr lo manda davanti come al solito poi però si fa sfilare da Arjen, assiduo scudiero del favorito, che conduce fino all'attacco della curva finale dove i sei in campo si giocano la corsa in volata. Il pubblico ha la sensazione che possa vincere chiunque, eccetto forse Arjen che appare stanco. Sol Invictus mette sul piatto della bilancia lo spunto più brillante, ma appesantisce l'azione nell'ultimo quarto di tratto piano favorendo la lunga e macchinosa azione di Chiaromonte che lo supera bene. Gioia allora per Cherchi che può vincere ancora, c'è poi il ritorno di fiamma di Chicago, autore di una vampata che per un non nulla, appena un muso, non brucia Sol Invictus. Quarto un ritrovato Notti Magiche davanti all'ardore di Stellato
Dunque candidature d'obbligo per Favero e Nero che schierano le loro prime pedine nella Gran Corsa Siepi di Merano, quinto Gruppo Uno dell'annata. Può invece scegliere Josef Vana sr, nonostante la perdita di Taquari (terzo nella Gran Corsa Siepi di Italia). Il mago ceko opta allora per Fafintadenient, che avrebbe pure potuto destinare al G.P. Merano, con la voglia di vincere il suo secondo Gruppo 1 della stagione italiana dopo l'affermazione di Cornet Obolensky nel Grande Steeple Chase di Milano. Ai tre sfidanti dichiarati si aggiungono quattro ospiti stranieri, due dei quali di grido. Brilla in particolare la candidatura di Thousand Stars, cavallo allenato dal leader degli allenatori irlandesi Willie Mullins, campione indiscusso, plurinvincitore di gruppi in Irlanda, Francia e Inghilterra, ma al debutto in Italia. Sarà lui il favorito netto, 17/10 la quota.
Considerazione anche per il vincitore del Grande Steeple Chase delle Fiandre, da cui spunterà fuori anche il vincitore del G.P. Merano, Taupin Rochelais che Patrice Quinton, curiosamente, schiera in questa prova anziché nel G.P. Merano. Si tratta infatti di uno steepler provetto. Ricompaiono poi Makler, che ha rifinito lo Zivago con un secondo posto a Pardubice ben davanti al secondo della Gran Corsa Siepi di Italia vinta da Chiaromonte, e il tedesco Falconettei, quinto nella Gran Corsa Siepi di Italia ma reduce da due nette vittorie in Germania. Dunque un grande campo partenti per una corsa che si rivelerà spettacolare, oltre che preceduta da una sfilata capitanata dal più grande cavallo da ostacoli allevato in Italia: Hurricane Fly, 24 vittorie (22 delle quali in Gr.1), agli ordini dell'irlandese Willie Mullins, con filotti di nove e sette vittorie consecutive, marcando addirittura l'impressionante score di 31 piazzamenti utili consecutivi su 31 uscite, non piazzandosi solo nell'ultima corsa in carriera in siepi: la Grand Course de Haies d'Auteuil (Gr.1).
Fafintadenient assume l'onore della testa. Vana Jr non permette a niente e nessuno di frapporsi tra se e i 4.000 metri da macinare sotto gli occhi avidi di emozioni del pubblico internazionale piovuto in massa a Merano dai più remoti paesi d'Europa. In tribuna vari idiomi e varie lingue a colorare un pomeriggio soleggiato. “Fafintadenient non lesina energie” commenta lo speaker, e a buona ragione. Makler e Taupin Rochelais, rispettivamente a sette e a nove sulle lavagnette, sono i marcatori eletti dagli sviluppi di gara. Si mantiene in quarta Chiaromonte affiancato da Falconettei e via via gli altri chiusi costantemente da Sol Invictus e Thousand Stars affidato alla frusta d'oro irlandese Ruby Walsh, fantino importante tanto da aver avuto in tributo persino una ballata a lui dedicata. 
Non scema la spinta di Fafintadenient che è sempre davanti” sottolinea il telecronista, quando i cavalli vengono a impegnare la curva finale in uno schema di corsa che non ha subito alcuna modifica per tutto il suo decorso. Perde battute Thousand Stars definito un po' “falloso in coda” dalla voce del campo. Ruby Walsh si rialza e lascia andare la compagnia convinta di avere a che fare con un cavallo che ha già detto tutto quello che doveva dire. Falconettei e Dirk Fuhrmann sono i primi, a metà curva, a cercare l'incremento del passo in terza corsia su Taupin Rochelais sempre a mordere i fianchi di Fafinta. Di dentro c'è Makler su cui muove Sol Invictus, lascia troppi metri il macchinoso Chiaromonte scivolato in sesta posizione. Sull'ultima siepe, il portacolori della Statek-Chyse salta davanti a tutti. Ha una lunghezza di margine sul duo Taupin Rochelais e Falconettei che saltano appaiati. All'esterno di questi ha visuale libera Chiaromonte, più allineati allo steccato Makler e Sol Invictus, non pervenuto l'irlandese. Centocinquanta dalla conclusione, Fafintadenientè davanti a tutti, Taupin Rochelais prova a salvare il secondo posto dall'attacco interno di Makler, a ventaglio alla sua sinistra Sol Invictus, Falconettei e Chiaromonte. Pazzesco sciame finale alla caccia di Fafintadenient che incarna la lepre inseguita dalla muta di cani rabbiosi. In cinque in linea dietro all'ex Rencati un tempo allievo di Favero, a cento metri dal palo. Non cala il vantaggio del battistrada, dietro al quale Sol Invictus ha lo spunto più efficace anche se Chiaromonte trova l'ingambata migliore, ma tardiva, a largo di tutti per artigliare con presa rapace il terzo posto, finendo a una corta incollatura dal rivale storico. Quarto Taupin Rochelais con Makler e Falconettei in una linea stretta, strettissima, che premia il Pegas per un muso.
54/10 per le tasche di chi ha scommesso sul vincitore. “Arrivo incredibile, tutta d'un fiato, tutta davanti per questo otto anni... Allevamento italiano, ma colori della Repubblica Ceka...” in quella che potremmo definire la Gran Corsa Siepi degli italiani ceduti all'estero e riproposti, campionissimi, da allenatori stranieri che ne hanno capito le qualità e ne hanno esaltato le gesta. Hurricane Fly nella premessa, Fafintadenient in conclusione, con in coda, lontano da Falconettei, il miglior cavallo della stagione italiana, il fedele compagno di avventura di Hurricane Fly, e che, a novembre, vincerà, contro ogni pronostico, ad Auteuil il Grand Prix d'Automne, in un arrivo più pazzesco di questo, estrinsecazione di un triello in perfetta linea sul palo, per una somma da destinare alla banca di 166.000 euro (per un totale di 1.400.638 euro in carriera) in luogo dei 25.500 della Gran Corsa Siepi di Merano vinta da Fafintadenient
Non finisce qua, prima del meritato riposo, c'è la Gran Corsa Siepi di Milano, altro Gruppo 1. Ancora 4.000 metri, questa volta però il gradito terreno molto pesante e un campo partenti di minore prestigio.
Siamo al diciotto ottobre, atto conclusivo di una stagione stellare per Sol Invictus e Chiaromonte, all'ultimo duello di otto stagionali (finiranno in pareggio), ma è anche l'occasione per il leader assoluto dei quattro High Master di conquistare il primo posto tra i cavalli più vincenti nell'annata quanto a montepremi messi in banca (non ci riuscirà per un pelo) e di provare a esser il cavallo dell'anno (secondo la nostra opinione, esternata già al debutto a Pisa nel silenzio degno degli onesti intellettuali, riuscirà nell'intento). Due le mine vaganti a fungere da rottura dei pronostici: il francese Nando, che arriva dal quinto posto del G.P. Merano e che prova le siepi, e il ceko Chicago che invece è cresciuto esponenzialmente nel corso dell'anno, ma mai proposto in un Gruppo in ostacoli. Josef Vana lo preferisce a Fafintadenient forse perché confida nella maggior freschezza del sei anni che è giocabile a 11 a 1, quale estremo outsider della prova.
La pista fornisce un responso a sorpresa agevolato da una interpretazione mostruosa di Josef Vana jr, che manda davanti Chicago a scandire una falsa andatura che scombussola e altera i piani degli avversari. Chicago fa letteralmente quello che vuole, mentre i tre favoriti si marcano a vicenda, addirittura i due Magog si ostacolano nella curva che immette alla diagonale breve, quando Chicago rallenta sensibilmente il ritmo per ricompattare il quintetto in modo da poter riaccelerare secco, dopo aver creato una situazione di en passe, in anticipo sui tre favoriti. High Master addirittura è costretto a interrompere l'azione e a riorganizzarsi agli ordini di Big Joe Bartos. Pericolosa incertezza sull'ultima siepe da parte di Chicago. Il portacolori della Joly affronta, clamorosamente, in buon vantaggio l'ultima insidia, ma salta troppo in ritardo centrando in pieno la siepe, non a sufficienza per cadere. Brivido in tribuna per l'esperto Vana sr. Tra gli inseguitori sbaglia anche Chiaromonte, macchinoso come suo solito nel consueto tentativo di rimonta finale. Ivan Cherchi lo sposta dall'esterno all'intero di High Master riuscendo a batterlo di una testa; un altro grande risultato per la rivelazione della stagione, che ha colto meno di quanto avrebbe meritato. A una lunghezza e mezzo Sol Invictus con vicino Nando.
Si chiude così la stagione che trasforma, in meno di un anno, Chiaromonte da mediocre soggetto a super campione delle siepi, addirittura "vincitore classico" e in grado di scrivere un suo capitolo nella grande storia non scritta delle corse in ostacoli. Il 2015 gli frutta una vittoria in Gruppo 1 e due piazzamenti in medesima categoria. Un trend che lascia a bocca aperta la Razza Dormello Olgiata, che praticamente l'ha svenduto (e come dar loro torto), e riempie di gioia Ilenia Nero che corre a ritirare premi e a rilasciare interviste. Poco meno di 60.000 euro le vincite in un anno, quinto cavallo più vincente in Italia nel settore ostacoli, il secondo tra i siepisti di cinque anni e oltre (dietro a Sol Invictus).Chiaromonte, da un punto di vista commerciale, diviene un investimento pazzescamente riuscito, ma più interessante è studiarne l'evoluzione sportiva talmente veloce da dover fungere da stimolo per chi ha cavalli non eccezionali in piano a provarli in ostacoli. Chiaromonte viene definito dai più, e a ragione, quale la rivelazione dell'anno 2015, ma lo stesso deve dirsi per il suo proprietario Christian Ghiotti (mai vincente in pattern race prima di incontrare questo figlio di Domedriver), la semidebuttante allenatrice Ilenia Nero che chiude la stagione in sorprendentissima quinta posizione nella classifica allenatori dietro a quattro mostri (Favero, Vana, Romano e Contu) e il fantino Ivan Cherchi che conquista la sua prima vittoria in pattern, ma anche le sue prime vittorie dopo aver bagnato le polveri nel dicembre del 2014 in un'inzuppatissima Grosseto. Squadra che vince non si cambia, direbbe il motto... manco a parlarne, squadra che vince si rivoluziona: nel 2016 nuovo team che ha la sola costante nel sodalizio Chiaromonte-Ghiotti.

Il cavallo e il team rivelazione del 2015 sulle
siepi per anziani. Da sx a dx
CHIAROMONTE, 
CHRISTIAN GHIOTTI, IVAN CHERCHI e ILENIA NERO
(Foto

Chiaromonte si conferma su massimi livelli anche nel 2016, nonostante sia palese a tutti l'incredibile equilibrio che viene a registrarsi nella top category, settore siepi per anziani. Manca il cavallo dominatore e Chiaromonte, penalizzato dalla sua macchinosa messa in moto, ne è l'estrinsecazione più evidente. Considerando le ultime due prove del 2015, perde da sette avversari diversi in sette uscite ottenendo cinque secondi posti consecutivi, intervallati da una caduta, in sei prove. Viene spesso battuto di misura, a parte il solito Sol Invictus (che vince per tre volte le prove che li hanno visti insieme in pista nel 2016) e i già citati Fafintadenient e Chicago, da soggetti quali gli ufo Mentore e Roches Cross (a Pisa), High Master (approfitta della caduta dell'avversario) e il redivivo Notti Magiche. Va vicino dal perdere da un ottavo cavallo, Kazoo, da cui si salva per un'incollatura.
A differenza del 2015 rientra subito in una pattern race, il 24 gennaio, soffrendo però il rientro. Va in scena la XXXI Corsa Siepi di Pisa (Gr.3), un'edizione che riscuote un interessante campo partenti. Nove al via, per la prima volta Chiaromonte è accompagnato da un compagno di colori, Roncalli, che ttutavia non è in condizione di aiutarlo. Favorito è il detentore Sol Invictus, pure lui al rientro. Si tratta di un'edizione destinata a entrare nella storia dell'ostacolismo italiano. Bisognerebbe andare a spulciare negli archivi remoti per poterlo dire con certezza, ma negli ultimi venti anni non si è mai verificato un podio come quello offerto da questa prova. Prima e seconda finiscono due allenatrici di sesso femminile. A scioccare di più però è il nome e la provenienza del vincitore. Vince l'ultimo cavallo del campo, 22 a 1, Mentore, secondo nel Furton, quando pagava 50 a 1, un paio di settimane prima. Lo presenta l'allenatrice Laura Marinoni alla prima esperienza assoluta in pattern race. Si tratta di un cavallo maiden, proveniente dagli ascendenti corsi peraltro senza grandi prestazioni, che non solo vince la corsa, ma la domina con clamorosa superiorità. Pollioni lo spara davanti all'attacco della curva finale e il baio oscuro si isola. Dietro Chiaromonte, più brillante del solito e tenuto sui primi da Cherchi durante la prima parte di gara, prova a innescare la progressione ma si rivela a corto di preparazione  al punto da subire il finale di Monello che gli arriva a mezza lunghezza, con vicino anche il vecchio Soros. Malissimo Sol Invictus addirittura fuori dal marcatore e più indietro del Ghiotti nella preparazione. Dunque un secondo posto d'autore, terzo piazzamento in pattern race. Nona male tutto sommato, dato che il vero obiettivo è la Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1) che va in scena venti giorni dopo, per San Valentino, sul terreno molto pesante. Chiaromonte si presenta con nuovo look. E' tosato con mantellina all'inglese. Si tratta di una domenica grigia, il cielo plumbeo, minaccia continua di acqua. Per fortuna pioverà solo in serata. Ci sono di nuovo Mentore, Sol Invictus e Soros. Vana presenta poi l'oggetto volante Roches Cross, in più ci sono il rientrante Frolon, forte del quarto posto nel Merano ma passato in allenamento ai Satalia, e il siepista francese Dulce Leo, che vanta un glorioso passato in categoria di gruppo in territorio transalpino. Il favorito per gli scommettitori è Chiaromonte che va in pista con grande chance di vittoria, visto lo scarso periodo di Sol Invictus. Novità in sella: ritorna Emmanuel Renihardt per il famoso doppio Django (Reinhardt) Nero.
Attenzione però a sottovalutare Sol Invictus: Favero lo ha rigenerato in poco più di due settimane. I due grandi rivali arrivano all'appuntamento in grande forma e duellano come in una partita a scacchi. Sol Invictus gioca di anticpo sulla dirittura opposta  a quella di arrivo, braccato da Chiaromonte e Mentore che sono l'uno in marcatura dell'altro. Si lascia sfilare il battistrada Roches Cross, prendendo corsia esterna in curva. Va invece in difficoltà Dulce Leo autore di corsa fin lì sui primi. All'ingresso in dirittura, forse, anticipa troppo Mentore che va all'attacco deciso di Sol Invictus e lo passa, seppur di misura. Su una seconda linea Chiaromonte e a largo Roches Cross che finisce fuori quadro. Sull'ultima siepe in tre su una linea con Chiaromonte subito dietro. “Attenzione a Roches Cross a largo di tutti!” il grido allarmato del Marannini. Lo scatto del figlio di Danemarque, secco e deciso come un colpo inferto sull'incrinatura di un vaso, con Chiaromonte a traino sospinto da "Django Reinhardt". I due piombano sull'ottimo Sol Invictus, penalizzato dal terreno, e uno stratosferico Mentore che si conferma in categoria massima dopo un passato da comparsa nei sotto clou. Vince bene di due Roches Cross, con Chiaromonte che ha una lunghezza abbondante di margine sulla sua nemesi. Quinto un atteso Soros, eroe nel teatro del Velka di Pardubice, ma ancora non al meglio per l'interpretazione di Jan Kratochvil. “L'ombra e la firma di Vania sulla corsa” la cesellatura da artista di Marannini per il doppio Josef Vana, senior e junior in formato sei e sei per non pagare i diritti d'autore alle pizzerie livornesi.
Dunque terza sconfitta patita da Chiaromonte per opera di un diverso allievo di Vana sr che cambia ogni volta soggetto, ma ottiene il massimo risultato. 8 a 1 sulle lavagnette la quota del vincitore, secondo, due mesi prima, nella Gran Corsa Siepi di Grosseto (L). Non a caso Ghiotti, al tondino, si lascerà scappare una frase di rammarico: "Tutte le volte ce n'è uno nuovo!"
Finisce subito l'assaggio sulla pista di Milano, in condizionata. Jan Kratochvil, chiamato a sostituire Reinhardt, cade sulla prima siepe, facendosi sorprendere dall'andatura al piccolo trotto. Tanti saluti e appuntamento a Merano, con ben due prove preparatorie alla Gran Corsa Siepi d'Italia. Viene ingaggiato, per la prima volta, Davide Columbu che instuarerà un buon rapporto col cavallo. Desta curiosità l'improvviso accantonamento del fantino dei trionfi 2015: Ivan Cherchi. Intanto Chiaromonte perde a gran sorpresa da Notti Magiche, al rientro in ostacoli da circa un anno, nel Lord Madonna. Ha però la soddisfazione di battere High Master, vincitore della prova di Milano e favorito netto della corsa, e Chicago.
Corsa all'attesa per l'allievo di Ilenia Nero, anticipato da High Master all'inseguimento di Notti Magiche, fresco portacolori di Josef Aicher e all'asciutto da vittorie da circa due anni. L'ex Ostanel è il bizzarro front runner. Deciso attacco del Magog al battistrada prima dell'ultima insidia, con Chiaromonte costretto a inseguire a discreto distacco. Tutti ad attendersi l'assolo di High Master e invece Notti Magiche riparte con grande stile infliggendo all'avversario una brutta sconfitta. Vittoria in tasca...? Manco a dirlo, perché in pista c'è il tardivo Chiaromonte che inscena uno dei suoi finali. Brennan deve stringere i denti sopra al suo nuovo pupillo. L'irlandese, con la coda dell'occhio, vede il margine ridursi, ma il volo, a largo di tutti, di Chiaromonte è spettacolare e perdente ancora una volta. Quarto secondo posto consecutivo (se si eccettua la caduta di Milano) che ne evidenzia le indubbie qualità ma anche i difetti e le difficoltà a vincere.
Nel Cuomo, quattordici giorni dopo, si conferma la maledizione della vittoria. Non riesce ad agganciare Sol Invictus che lo beffa, sui 3.500 metri (duecento di più rispetto al Lord Madonna), con inusuale schema da leader. Una testa a dividere i due, col solito finalone tardivo del Nero. Dietro finiscono Mister Westminster e High Master.
E' la corsa della rottura in casa Ghiotti, probabilmente più legata a dissidi personali che a motivi professionali. Chiaromonte passa di mano, pur restando monitorato dal suo fido proprietario Christian Ghiotti. Sui giornali, dalla corsa successiva, figurerà un nuovo allenatore: la giovane Melanie Frank. Sembra la fine di una favola e invece è l'inizio di un nuovo capitolo, anche se arriva una brutta battuta di arresto. Nella Gran Corsa Siepi d'Italia (Gr.1), infatti, Chiaromonte non onora a dovere il ruolo di campione uscente. Finisce, curiosamente, favorito il cinque anni Tramonto a Ivry, piaciuto a Milano. Chiaro è il controfavorito, quindi il solito Sol Invictus. Ci sono poi ospiti stranieri pericolosi come il ceko Cheeky Chappie e la polacca Inferna, alla prima assoluta in Italia.
Dopo cacciarella iniziale di Tramonto a Ivry, si prendono per il comando Notti Magiche e Sol Invictus che gli va subito dietro per non farsi sorprendere dalle inattese risorse dell'avversario, rigenerato dalla cura Brennan. Si tiene ben più arretrato Chiaromonte, assestato nel cuore del gruppo. Lunga accelerazione dei due davanti a cui si aggiunge, a rimorchio, Cheeky Chappie e prova a rientrare Mister Westminster. In grave difficoltà a digerire il ritmo Chiaromonte, costretto a seguire a una decina di lunghezze dai due davanti. Sol Invictus ha ragione di Notti Magiche prima dell'ultima e si avvia alla sua ennesima vittoria. Chiaromonte invece entra in dirittura di arrivo in settima posizione, a enorme distacco dal battistrada. Può solo recuperare due posizioni grazie a un discreto finale, con cui ingoia Tramonto a Ivry e il vecchio Nuevo Leon. E' solo quinto, a dieci da Sol Invictus. Pur essendo in un Gruppo 1, è tra le peggiori prove in siepi del "nuovo" Chiaromonte.  
Torna il sorriso in casa Ghiotti nel Premio Mazzoni, in programma per ferragosto sui 3.300 metri. Ancora una volta però alto senso del thrilling con un finale al cardiopalma e concreto rischio di esser battuti dall'ottavo cavallo diverso. Risorge infatti Kazoo, fratellastro del vincitore del Merano 2015, in quella che è una corsa che sembra costruita ad arte per la vittoria del figlio di Domedriver. Accusa infatti un importante handicap al peso Sol Invictus, che concede all'ex dormelliano quattro chili, mentre sembra aver perso lo smalto dei tempi d'oro Chicago.
Ghiotti inoltre cerca di favorire la concentrazione del suo pupillo facendogli indossare i paraocchi australiani. In sella torna Reinhardt. La voglia di vincere del team è evidente fin dall'avvio. Il cavallo si pone subito al comando degli inseguitori, alla caccia del fuggitivo Chicago (tornato nel suo consueto schema di corsa e anche su livelli di forma apprezzabili). Reinhardt, è deciso in sella, tiene sveglio e arzillo il cavallo, facendogli saggiare anche la frusta a traguardo lontano. Passa già in testa prima della siepe che lancia i cavalli all'apice della curva finale. Schema di gara quindi atipico e mai visto prima per questo passistone, solito venire a fare l'arrivo nel tratto piano finale per evitare le difese quando si vede solo davanti al gruppo. La sensazione è che possa fare il vuoto, sebbene Reinhardt sopra sia tutt'altro che in mano. Lo vediamo mulinare il frustino ben prima dell'attacco della curva finale. Teme infatti le famose difese del cavallo. Sol Invictus però accusa il cambio di andatura. Bartos prova a organizzare l'inseguimento in vista della volata finale, ma il peso è penalizzante. Ecco allora che si concretizza l'ennesima sorpresa inattesa nella carriera di Chiaromonte. Ha un nome musicale: Kazoo. Dopo incolore rientro, il baio da dimostrazione di classe cristallina, dati gli acciacchi, prendendo le veci dell'eclissato compagno di colori Notti Magiche, fermato a traguardo ancora lontano. Il fratellino di Kazzio, da Lateral, attacca Sol Invictus e Chicago, spostato all'esterno da Jan Kratochvil e, dopo averne avuto facile gioco, parte alla caccia di Chiaromonte finendogli addosso in modo cattivo e convinto. Ghiotti si rimpicciolisce sempre più, l'ennesima beffa e l'urlo strozzato in gola sono nell'aria, poi alla fine però la sua voce si libera colma di gioia. Se l'è vista brutta ancora, ma questa volta la vittoria va in porto e frutta 6.375 euro. Dietro ai due duello Chicago-Sol Invictus col ceko capace di rientrare al blasonato avversario per una testa. E' il primo successo in ostacoli per Melanie Frank.
Quattordicesimo e ultimo confronto, al momento, con Sol Invictus nell'Azienda Soggiorno di Merano, preparatoria alla Gran Corsa Siepi di Merano. Ospiti della contesa, per nulla battuti in partenza, il solito Chicago e la tedesca Koffi Lady. Epilogo a rinverdire l'infinito duello tra i due specialisti, Chiaromonte da l'illusione di avere la meglio sul Magog, lo attacca e gli strappa la leadership sulla piegata finale. Chicago cede alla distanza, mentre Koffi Lady ha grossi problemi a trovare la carburazione. Nel tratto piano finale però con coraggio il bianco e rosso a scacchi rientra alla grande sul rivale, mentre fuori quadro finisce fortissima la favorita al betting Koffi Lady, tutta spostata sullo steccato opposto. I tre raccolti in due lunghezze scarse sul palo. Vince Sol Invictus, mentre Chiaromonte colleziona il sesto secondo posto in dieci gare disputate nell'arco di dodici mesi. Rivincite rinviate alla Gran Corsa Siepi di Merano con Chiaromonte e Sol Invictus che finiscono in perfetta parità i loro confronti: sette a sette, con la promessa di proseguire il confronto in futuro...

Score in siepi: 22 corse, 6 vittorie, 12 piazzamenti, 2 cadute.
Totale Vincite: 102.340 euro.

Totale in carriera al 10 settembre 2016: 42 corse, 9 vittorie, 21 piazzamenti, vincite 113.190.

PREMI IMPORTANTI VINTI:
-Gr.1: VII Gran Corsa Siepi d'Italia, Merano, 21 giugno 2015.

PIAZZAMENTI IN:
-Gr.1: secondo, Gran Corsa Siepi di Milano, Milano, 18 ottobre 2015.
-Gr.1: secondo, III Gran Corsa Siepi Nazionale, Pisa, 14 febbraio 2016.
-Gr.1: terzo, LXI Gran Corsa Siepi di Merano, Merano, 26 settembre 2015.
-Gr.3: secondo, XXXI Gran Corsa Siepi di Pisa, 24 gennaio 2016.

SOL INVICTUS respinge 
CHIAROMONTE
nel Cuomo 2016
(Foto Arigossi).

Omaggio Christian Ghiotti.
Piccolo proprietario cresciuto, quanto a cavalli posseduti, soprattutto negli ultimi tre anni. Altoadesino classe 1976, entra giovanissimo nel mondo delle corse. Ha appena ventuno anni quando Giorgio Benini, attuale assistente di Paolo Favero, lo convince a comprare un cavallo da corsa scegliendolo tra uno che ha già in allenamento. La scelta ricade sul vecchio Sweet Ice Tea, cavallo di nove anni con cui i colori Ghiotti debuttano ufficialmente il 12 settembre del 2007. La prima, delle attuali 312, va in scena a Milano, in un Handicap di Minima, intitolato a Ettore Caffaratti, per gentleman e amazzoni. E' Jana Prikaska a indossare per prima la giubba. Arriva un discreto secondo posto alle spalle di Noverenzi, che coglie la seconda vittoria in carriera.
Ghiotti insiste con un cavallo solo fino al 21 maggio quando scende in pista il secondo cavallo con i colori verde e nero. Si tratta dell'unico puledro di due anni avuto in tutta la storia di scuderia: Miss Pantera, acquisto che non avrà affatto fortuna (tre piazzamenti a vendere a due anni) e che viene affidato in allenamento a Massimo Colombi. Quel giorno però, alla ventesima corsa con i nuovi colori, vince a Livorno Sweet Ice Tea che regala la prima vittoria in assoluto al team Ghiotti. E' il Premio Renato Natali, vendere sui 1.950 metri. C'è ancora Jana Prikaska in sella, ma questa volta vince di un'incollatura su Marital, cavallo omonimo di un acquisto di Paolo Favero che correrà in siepi nel 2016.  Il baio regala la seconda vittoria a Ghiotti dieci giorni dopo, a Firenze, sempre a vendere in categoria gentleman e amazzoni. Ancora Jana Prikaska in sella e altra vittoria di misura: testa su Bella Lavinia e Island Jock. In questa prima fase il giovane Ghiotti si limita a un mero ruolo di proprietario di cavalli che corrono lontano da casa, quasi sempre in Toscana. Ghiotti a questo punto cede Sweet Ice Tea a Benini, e preleva, per pochi euro, un altro cavallo: il quattro anni Rio Sinigo, mai piazzato in carriera. Tenterà, dopo un paio di mancati piazzamenti, di provarlo in siepi, mandandolo in allenamento prima da Benini e poi da Mauro Simoni che lo farà debuttare, con David Viola in sella, a Milano nel Premio San Giorgio. Quota da 100 a 1 per la prima in assoluto dei colori Ghiotti in siepi. Finisce lontano, penultimo, chiudendo qua la carriera. Finisce la carriera, a ottobre, anche Miss Pantera che viene fermata a Firenze e poi ritirata a Pisa a gennaio.
Rimasto senza cavalli, Ghiotti mette ancora mano al portafoglio, acquistando il suo quarto cavallo, quello del cuore, a quanto pare da certi articoli. Acquista, dalla scuderia Marwins di Mario Marcialis, il quattro anni Red's Simple che va in allenamento da Mauro Simondi. E' l'unico cavallo di Ghiotti per tutto il 2009 e quasi tutto il 2010 e si registra subito uno spostamento della sede, con il soggetto spesso in pista a Merano in gentleman e amazzoni con Ghiotti che comincia ad avere un ruolo diretto nell'accudimento e nella preparazione del cavallo. Arriva anche la terza vittoria, la prima in casa, con Paolo Urru che riporta per i colori Ghiotti il Premio Talvera, da 3.033 euro. A fine 2009 si registra il passaggio in allenamento a un altro ex fantino di ostacoli: Giuseppe Chianese.
A fine 2010 scende in pista il quarto cavallo di Ghiotti, quello che riporterà il maggior numero di vittorie (otto): Alfono. Tre anni, arriva dalle scuderie di Gabriele Miliani e vince subito al debutto con i nuovi colori, nel dicembre del 2010. Si aggiudica, quarta vittoria per Ghiotti, il Generale Napoleone Bonaparte ad Albenga, handicap da 3.400 euro, con in sella un fantino che ha debuttato (se non ricordo male, a Pisa) con un cavallo di proprietà della famiglia dello scrivente: Vincenzo Varchetta.
A luglio 2011 la scuderia conta tre cavalli, poiché arriva anche la quattro anni Dorothea Tanning. Primo prodotto Dormello (di sette, 29% del totale) a finire sotto i colori Ghiotti, che diverrà un cliente di Bolgheri. Ed è proprio quest'ultima a centrare la prima vittoria della stagione, la quinta complessiva, in una vendere per gentleman a Merano con in sella Alessandro Ruiu. I cavalli, intanto, sono passati in mano ad Antonio Ragno con Red's Simple che arrotonda il conto delle vittorie con un altro centro in una vendere per gentleman, a Merano, moderato da Samuel Luongo. A ottobre arriva il quarto elemento: Hot Flame.  Ghiotti lo acquista dalla Siba, perché ha il pallino delle corse in siepi. Il cavallo ha vinto in ascendente nel 2010, ma nel corso dell'anno è andato piano e la Siba lo svende per pochi euro. Ghiotti prova l'affare, non gli andrà bene, e lo gira a Gabriele Mura, iniziando a correre con regolarità sulle siepi (al momento conta in ostacoli poco meno di un terzo del totale di corse disputate), senza grande costrutto. La stagione si chiude con altre tre vittorie con Alfono che furoreggia due volte ad Albenga, vincendo peraltro un handicap ad invito-Tris, Premio Siena, da 4.250 euro con Sergio Urru. Di spessore simbolico poi la vittoria, al debutto sulla pista, alle Capannelle con Dorothea Tanning che vince in gentleman regalando l'ultima vittoria della carriera a Eugenio Mauceri.

CHIAROMONTE
nella Gran Corsa Siepi di Milano del 2015
segue Chicago nella morsa Magog con all'esterno High Master.
(Foto Stefano Grasso).

L'inizio del 2012 viene bagnato con un nuovo acquisto: Achen. Arriva dalla Dormello Olgiata, ha un non esaltante trascorso in siepi e ha già sei anni. Ghiotti lo individua per sostituire Hot Flame, ceduto a Pugnotti, e cercare la prima vittoria nel mondo degli ostacoli. Anche qua l'investimento è minimo, dato che il cavallo ha svariati acciacchi. La stagione però è deludente per la scuderia, che corre con tre soggetti, perché Dorothea viene ceduta ad altro proprietario gestito da Pugnotti. Molti piazzamenti, ma vittorie nessuna fino alle porte di autunno quando i tre di scuderia vincono una prova a testa. Arriva così, il 31 ottobre, a Grosseto anche la prima vittoria in siepi. Achen con Davide Columbu vince una condizionata da 5.525 euro, somma più alta fin qui vinta da un portacolori Ghiotti. La vittoria coincide col passaggio in allenamento di tutta la scuderia a Simone Pugnotti.
Ghiotti investe le entrate per rafforzare la scuderia: arrivano altri due elementi. Uno per le piane, la rientrante Sabbia che Mormora (farà solo una corsa), l'altro per gli ostacoli: la promessa non mantenuta di casa Contu Air Chaparral. E' però il solo Alfono a regalare due vittorie nella prima parte di stagione e  in categoria di minima, per giunta, seguite da una terza a settembre. Arriva anche Massimo Meridio, dalle scuderie di Mafalda Ostahus. E' un cinque anni che si è perso da almeno un paio di stagioni e che regalerà poche emozioni a Ghiotti.  Vince una prova da 1.500 euro anche Red's Simple e, soprattutto, la nuova arrivata La Bella Donna (soggetto regolare, da categoria di minima, prelevato in terra di Toscana), vincente, a settembre, alla seconda e terza uscita col ragazzo di scuderia Raffaele Orlando alla seconda e terza vittoria in carriera dopo aver vinto per la prima volta con Alfono.
A ottobre arriva la svolta. Esce di scuderia Massimo Meridio, c'è dunque spazio per un altro elemento da aggiungere ai cinque di scuderia. Parte una trasferta a Bolgheri con Ghiotti e la ragazza che lavora in scuderia, insieme a Raffaele Orlando, Ilenia Nero che sta anche studiando per conseguire il patentino di allenatrice. Sarà lei a ereditare la gestione della scuderia da Simone Pugnotti. Vengono così acquistati, a costo contenuto, il tredicesimo e il quattordicesimo cavallo della storia della scuderia: il tre anni Drounais e il quattro anni Chiaromonte. Sembra che i due interessati siano in contrasto su quale comprare e, per non avere rimorsi, decidano di prenderseli tutti e due. Sarà una scelta vincente oltre ogni più rosea aspettativa. Saranno infatti proprio loro a regalare i primi piazzamenti in categoria pattern race alle scuderie Ghiotti-Nero. Ametà ottobre Chiaromonte debutta con i nuovi colori con un quarto posto a Firenze, Drounais è invece quinto qualche giorno dopo. Intanto Achen riporta, sempre a ottobre, la seconda vittoria in siepi per il team Ghiotti aggiudicandosi un discendente da 6.800 euro a Grosseto. La stagione va in archivio con l'ottavia vittoria stagionale (record stagionale), la settima in piano, ottenuta a Pisa proprio da Chiaromonte.
Il 2014 parte subito con una doppia vittoria di Drounais, l'altro nuovo acquisto, in un handicap di minima di Pisa e poi in un handicap da 2.550. Triplica l'intramontabile Alfono a Treviso, poi arriva l'acuto di Achen che vince per la terza volta in siepi per i colori Ghiotti regalando ai colori la prima vittoria a San Siro, in un premio, il Martesana, da 7.650 euro al primo ben davanti al dormelliano Blanchard (rivincita equina per il sauro che arriva proprio dagli allevamenti nati dall'estro di Tesio). Intanto, proprio mentre Ilenia Nero diviene l'allenatrice ufficiale, arrivano in scuderia altri rinforzi: il quarto ex dormelliano, la femmina Albina, quattro anni con una vittoria a dicembre a vendere, e il tre anni Black Hawk prelevato a Firenze dall'allevatore Giovanni Stimola. I due nuovi arrivati, che portano a sette la "piccola" scuderia, non tardano a vincere. Black Hawk fa suo al debutto con il verde e nero il Premio Lucifer a Firenze, Albina vince nientemeno che a Merano (Premio Saltusio) alla seconda in siepi, dopo un secondo a Milano, una maiden da 4.250 euro, bissando alla terza uscita, in categoria superiore, nel Premio Scena. Per Ghiotti sono le prime vittorie in casa sugli ostacoli.
La Bella Donna diviene intanto la prima cavalla di proprietà, nella sua storia, di Raffaele Orlando, così come Alfono diviene il primo cavallo a difendere i nuovi colori di Ilenia Nero, riportando la stessa a montare in categoria gentleman e amazzoni. Ghiotti li sostituisce con Grande Mago, acquistato a Roma con l'intento di trasformarlo in ostacolista. Non avrà gran fortuna, finendo a disputare i concorsi ippici.
Il 29 giugno Albina difende i colori nel primo Gruppo disputato da Ghiotti. Finisce quinta, lontanissima dagli altri, nel Criterium di Primavera (Gr.2). Viene acquistato un ulteriore elemento: il vecchio sette anni Cima de Pluie (correrà solo per due mesi, quattro volte). Arrivano anche i primi due successi in siepi di Chiaromonte per un totale di nove vittorie stagionali, con record ritoccato di uno, che mitigano la caduta di Albina nella seconda prova di gruppo, disputata nel giorno del meeting del Merano: Corsa Siepi dei 4 Anni
Il 2015 è l'anno di grazia. Chiaromonte cade nella XXX Corsa Siepi di Pisa (Gr.3), rifacendosi però con gli interessi a Merano. Lo anticipa però nelle top race Drounais, passato a difendere i colori di Ilenia Nero, chiudendo quarto nella Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1) di Pisa. A febbraio debutta il sesto cavallo prelevato da Ghiotti dalle scuderie di Dormello: l'inedito quattro anni Zaganelli, che sarà poi ceduto, dopo qualche corsa, a Orlando.
Arriva solo a maggio la prima vittoria, con Chiaromonte che bissa nella 7° Gran Corsa Siepi di Italia (Gr.1) primo gruppo 1 disputato da Ghiotti e subito vinto con un finale in un tripudio di grida dalle tribune. Il resto della stagione non è entusiasmante. Ghiotti non ha fortuna nell'acquisto del tre anni Atomic Flea, che disputa una sola corsa. Tenta anche l'acquisto dalla Freitag del discreto Roncalli, altro scuola Dormello, che però deluderà le aspettative, specie in ostacoli, venendo presto venduto.
Albina, intanto, chiude quinta l'Ezio Vanoni (Gr.2) in steeple, senza però mai esser in condizione di piazzarsi. L'unico a vincere resta Chiaromonte, che centra altri due piazzamenti da sogno nelle due maggiori prove per ostacolisti: terzo nella Gran Corsa Siepi di Merano (Gr.1) e secondo nella Gran Corsa Siepi di Milano (Gr.1). Chiude il conto delle vittorie la debuttante assoluta Good Vision, acquistata puledra alle aste in Germania ma scesa tardi in pista, che vince una corsa in siepi pazzesca a Grosseto con tre soli cavalli di Favero in pista come avversari. Alla fine giungon così solo quattro vittorie, ma la più alta somma di vincite in una stagione: 73.000 euro circa (incremento del 23% rispetto l'anno precedente).
Il resto è storia recente. La scuderia si alleggerisce di numero, da maggio c'è la rottura con Raffaele Orlando e Ilenia Nero, sostituiti dalla giovane allenatrice Melanie Frank. Va male l'investimento sul fratellastro del qualitativo Burgraff ovvero Bartolomeo che viene soppresso per un infortunio in allenamento. Roncalli fallisce i tentativi in ostacoli, Albina e Black Hawk si infortunano sebbene Ghiotti tenti di recuperare la femmina, Good Vision spegne presto le speranze con una serie di prove in controtendenza rispetto al promettente debutto. L'unico che porta avanti la baracca è Chiaromonte che, tuttavia, inanella una serie di secondi posti, tra cui nella Gran Corsa Siepi di Pisa (Gr.3) e nella Gran Corsa Siepi Nazionale (Gr.1), regalando a Ghiotti il terzo piazzamento in Gruppo 1 da aggiungersi a quello vinto. Alla fine Ghiotti riduce il numero di cavalli a quattro, di cui tre in pista. La cessione di Roncalli viene compensata dall'acquisto della quattro anni Princess Wu che però va assai piano. Al momento, stiamo completando questo articolo nel giorno del nono anniversario della comparsa dei colori, Ghiotti ha ottenuto una sola vittoria in questo 2016 col Premio Pasqualino Mazzoni vinto da Chiaromonte.
Sono stati in totale 24 i cavalli che hanno difeso il verde e nero a quadranti, undici i vincitori per un totale di 34 le vittorie (12 delle quali in siepi frutto dei successi di tre cavalli) su 312 corse disputate, 91 delle quali in ostacoli. Nessuna vittoria in steeple nè in cross. Nove il massimo di vittorie conseguite in una stagione (2014), 73.000 euro il massimo di vincite riportate in una stagione (2015). Di Alfono il record di vittorie conseguite con otto successi, contro le sette di Chiaromonte che invece detiene il record per l'ammontare delle vincite riscosse e per il numero di vittorie in ostacoli (cinque).
I colori Ghiotti han trionfato in nove ippodromi: sedici volte sulla pista di Merano, sette delle quali in ostacoli, tre successi poi a Grosseto (tutti in ostacoli), Pisa e Treviso (dove invece non ha mai vinto in ostacoli), successi poi a Milano, Livorno, Firenze, Albenga e a Roma.

PREMI IMPORTANTI VINTI:
-Gr.1VII Gran Corsa Siepi d'Italia, Merano, 21 giugno 2015, con Chiaromonte.

PIAZZAMENTI IN:
-Gr.1: secondo, Gran Corsa Siepi di Milano, Milano, 18 ottobre 2015, con Chiaromonte.
-Gr.1: secondo, III Gran Corsa Siepi Nazionale, Pisa, 14 febbraio 2016, con Chiaromonte.
-Gr.1: terzo, LXI Gran Corsa Siepi di Merano, Merano, 26 settembre 2015, con Chiaromonte.
-Gr.3: secondo, XXXI Gran Corsa Siepi di Pisa, 24 gennaio 2016, con Chiaromonte.


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