sabato 30 aprile 2016

Responso San Siro, Milano, Ostacoli + Bonus Track, vittoria di Touch of Genius.


GLI INEDITI DI JOSEF VANA A BERSAGLIO GROSSO CON UN TOCCO DI GENIO DA FESTA

Touch of Genius regala la quarta vittoria italiana in piano a Josef Vana che poi raddoppia in siepi nell'ultima corsa. Doppio anche per Favero che cambia un Prepotent con un saluto d'oro.

A Cura di Matteo Mancini

TOUCH OF GENIUS
vince il Cavalchina in grande stile
(Foto da Josef-Vana.cz)

Iniziamo l'articolo con il main event della giornata, per una volta non in ostacoli. Lo facciamo perché è da giovedì che avevamo sponsorizzato su facebook il debutto di questo cavallo in Italia scrivendo cose all'apparenza tamarrissime e in gergo locale. Queste le nostre scritte, proprio sotto la copertina che avevo scelto e che era caratterizzata dalla foto di cui sopra: "un gol alla Cornet Obolensky“; "un tocco di tre dita“, riferendosi alla leggendaria punizione di Roberto Carlos contro la Francia, dato che Cornet Obolensky fu acquistato in Francia da Vana dall'Ecurie Brasilien; "sembrava buttalla di f'ori e poi ed è gol“; "Hai voglia a mettici le schiere d'ostacolo"; "e un s'è nemmeno mosso!“. Ebbene grandissima soddisfazione nel vedere la corsa e la gioia di aver dato un vincente a nostro modo, scatenato forse, arrogante magari, di certo pure emotion... E andiamo a vedere allora chi è questo Touch of Genius, signori, come dice l'amico speaker di Corridonia.

Super campione della vecchia Ceco-Slovacchia, dato che ha trionfato in entrambe le prove principe delle due nazioni. Figlio dell'acclamato Galileo, ma soprattutto vincitore del Derby Ceko e di quello Slovacco, entrambi fregiati del titolo di Gruppo 3, vincitore, prima di oggi, di quattro corse in sette uscite, piazzato nelle altre tre. Cavallo dotato di enorme stamina, probabilmente il miglior tre anni sulla lunga distanza, della stagione 2015, ammirato nell'Europa dell'Est. Genialogia da neretto assoluto, secondo prodotto (il primo è il ciuco e maiden Sahara Desert, dodici corse nel Regno Unito, il cui fratello pieno è stato però ceduto yearling per 110.000 sterline nel 2014) della vincitrice Festoso (Ire, da non confondere con la ciucona omonima allevata dal signor Urbano Aletti), femmina vincitrice di due corse in quattordici uscite, da due a quattro anni. Affetta da diversi acciacchi, vince al debutto a Newmarket, agli ordini del trainer Harry Dunlop, poi viene proposta per quattro volte in categoria di Gruppo. E' seconda nell'Irish Thoroughbred Cherry Hinton S. (Gr.2) corso a Newmarket e si conferma, quarta e terza, nel Jaguar Cars Lowther Stakes (Gr.2) e nel blasonatissimo Cheveley Park S. (Gr.1). Fermata per un anno, rientra con un terzo posto nella Japan Racing Association Sceptre S. (L) di Doncaster, quindi riprova un Gruppo 1 finendo lontana dal marcatore. Altri sei mesi di pausa e il rientro a quattro anni in tempo per correre altre sette corse, tutte pattern race inglesi (praticamente corre in totale tredici pattern race su quattordici corse). Vince il Betfredcasino Cecil Frail S. (L) ed è terza a Newbury nel Dubai Duty Free Cup, (L), le altre cinque prove sono incolori. Il proprietario, il principe A.A. Faisal (giubba fucsia con spallette grigie), la cede per qualcosa come 483.000 sterline. La cavalla passa in varie mani alla fine giunge a un Syndicate irlandese che prende il nome proprio dalla fattrice: Festoso Syndicate. Buon curriculum infatti, ma soprattutto linea generazionale spaventosa. Sorellastra dello stallone Olden Times, figlia della plurivincitrice in pattern race Garah prodotto di Ajdal, a sua volta sorellastra di una cavalla madre di vincitori di corse di Gruppo. 

Dunque soggetto altamente interessante, mai apparso in Italia e di proprietà della Statek Blata Cesky, già omaggiata nel blog in occasione della vittoria di Le Cirque (altro Galileo) in siepi a Treviso, quando avevamo parlato di starlight per seguirne la prova successiva al debutto (vittoria pure in quell'occasione, la prima in Italia per la scuderia). Vincitore comodo in più di un'occasione in Rep.Ceka, tra i seminati per la pista i vari Signum (protagonista in ostacoli in estate a Merano nella categoria massima per tre anni), Napastnik, la campioncina di Tuma Dumnonia, il tedesco Jungleboogie, quarto nel derby Svizzero e futuro vincitore nel Gran Premio di St. Mortitz (Gr.2), e capace poi di riprendersi le rivincite su quasi tutti i soggetti che lo avevano battuto (Sanok, Aldzarb, Napastnik, Oriental Sky e Sirius Shine). Il debutto questo sabato in Italia, a distanza di sette mesi dall'ultima prova, la giusta pausa invernale concessa da Vana ai suoi migliori prodotti e la scelta di provare il turf lombardo per probabile chiusura in patria del programma in piano. Circa una trentina, dal debutto avvenuto il primo agosto del 2004 con Fox Valley Lady, le prove in piano in Italia della volpona degli ostacoli alti ceki. Appena tre vittorie, fino a oggi, in questo particolare settore tutte conseguite in gentleman da Maly Kapral, tra il 2012 e il 2013. Una presenza, da non piazzato, anche in pattern race nel Premio Bereguardo, Listed, a Milano nel 2011, con Malg. Campo partenti ridotto, ma qualitativo, a parte forse il solo Schumy Forever, e favori del pronostico per Victory Song preferito, di poco, proprio a Touch of Genius, piuttosto a sorpresa (data la cabbala e il rientro). Circa 3 a 1 a quota fissa per il ceko, non poco ma nemmeno tanto, di certo quote bassissime al totalizzatore con tre cavalli sotto il 3 a 1. Paga infatti 2,87 Bertinoro, poco più di 5 Targaryen. Due stranieri contro gli italiani.

Lodevole curriculum di Victory Song di Kurt Fekonja (altro amico degli ostacoli), un allievo di Sarah Steinberg (recente terza nell'Ambrosiano, Gr.3) di rientro dal Federico Tesio (Gr.2), e vincitore di due corse da circoletto rosso a Milano la scorsa primavera, quale il Premio Lombardia (Listed) e la Coppa d'Oro di Milano (L), quarto nel 2014 nel St. Leger Italiano (Gr.3) e secondo nel Duca d'Aosta, classica declassata a condizionata di lusso e vinta, decenni fa, anche dal portacolori di casa che vedete tutte le volte che vi connettete in questo blog (allora per altri e più blasonati colori). Dunque avversario ostico. Luca Maniezzi sceglie però Touch of Genius, Fekonja fa allora scendere dalla Germania la monta di Rafael Schistl in luogo dell'abituale Maniezzi. Attenzionissima però a Bertinoro, belvissima griffata Dioscuri, soggetto capace di arrivare secondo nel Tesio (Gr.2) dello scorso anno a cinque lunghezze dal cavallo, sulla distanza, indiscutibilmente più forte di Italia (Dylan Mouth, 11 vittorie su 12), secondo nel Berardelli (Gr.2) 2013, dunque vincitore del Gran Premio d'Italia (L), del Circo Massimo (L), secondo nel Carlo D'Alessio (Gr.3) sempre dietro al mostro Dylan Mouth (onorevole sconfitta di tre lunghezze) nonché nel Villa Borghese (L), dove fu battuto a sorpresa da Pentagono, e nell'Unire (L) a Napoli battuto dal compagno di colori Keshiro. Grandissimo cavallo, c'è poco da dire, magari sfortunato per gli avversari affrontati e un pochino in appannamento, ma comunque rodato rispetto ai due ospiti. È della partita anche l'allievo di Vitabile, ex fantino in ostacoli, che risponde al nome di Targaryen. Meno qualitativo di Bertinoro, ma signor cavallo anche questo. Un inizio carriera a Siracusa, secondo nel Criterium del Mediterraneo (L) a due anni, vincitore nel Coppa d'Oro di Siracusa (L) a quattro anni, quindi il tentativo, sulla carta ardito, di operare la scalata di qualità nel 2014 con riscontro positivo della pista. Terzo nel Circo Massimo (L), vinto dallo sfortunato Mr Gotham (morirà in pista a Roma a fine 2015, in un convegno che vedrà in pista anche un portacolori della Regina d'Inghilterra), terzo nell'Ambrosiano (Gr.3), addirittura vincitore del Roma Vecchia (L) edizione 2014 dove batte agevolmente gli sfortunati Mr Gotham e Too Much Trouble (eroico vincitore dell'ultima Coppa del Mare), quarto infine nel 2015 nella Coppa d'Oro di Milano (L) e nel Lombardia (L), con una seconda parte di stagione in calo, ma con un'ultima prestazione degna dei tempi d'oro (quota quasi di 20 a 1) con una vittoria ai danni dei qualitativi Duca di Mantova e proprio Bertinoro. Quindi una prova di gran spessore, propedeutica alle pattern race per adulti e che rende palese quanti i nostri annucci della vigilia sarebbero potuti sembrare arditi a dir poco, seccenti forse, se non arroganti... ma sarà stato poi così? Andiamo a raccontare la corsa.

2.800 metri, Premio Cavalchina, dotazione complessiva di 15.400 euro. Victory Song di gran lena davanti. Due lunghezze comode su Targaryen, in terza Touch of Genius, indi Bertinoro, in coda l'otto anni Schumy Forever mai presentato in pattern. Tutti in rigorosa fila indiana in vista della curva che traccia la parabola prevista per la pista grande. Dario Vargiu gioca la carte dell'anticipo e gradatamente, all'ingresso in dirittura, porta Targaryen ai fianchi del battistrada per un primo attacco, tende addirittura a passare all'intersezione con la pista media. Touch of Genius segue i due, più in affanno Bertinoro, non perviene Schumy che desiste alla distanza. Vanno via forte i due davanti, sembrano prendere in controtempo il ceko con Maniezzi che si mantiene in scia a Targaryen come se fosse un ciclista in scia al suo gregario in vista della volata finale. Ai seicento Targaryen da l'impressione di fare di un sol boccone di Victory Song che però è coriaceo in corda. Touch of Genius vede la luce ai quattrocento metri finali, in terza corsia. Alza bandiera bianca Bertinoro. All'altezza dell'ultima siepe, Touch of Genius innesta il turbo tanto atteso dalla redazione, supera Targaryen che accusa la distanza ma resta su buon passo. Si difende lungo la corda ancora Victory Song, ma lo sforzo è necessario solo per contenere l'allievo di Vitabile che tenta un disperato ritorno finale. Duecento metri finali, Maniezzi chiude la contesa, si volta addirittura a controllare i due rivali e stacca tratteggiando i contorni di una vittoria piuttosto impressionante data la compagnia. Victory Song eccelso secondo davanti a Targaryen.
Dunque la più importante vittoria conseguita in piano da Josef Vana sr, la quarta in assoluto, la prima della Statek Blata Cesky in piano, la seconda in assoluto. Un'affermazione che candida Touch of Genius per le gran classiche del turf italiano e che dimostra la qualità dei gran premi ceki in piano, forse un po' sottovalutati da certe cricche, questa però è solo una nostra modestissima opinione. Dunque applausi per l'entourage ceko e tanto di cappello, con la soddisfazione di aver presentato la corsa in modo colorito forse, coraggioso senz'altro, arrogante per niente dato il chiaro e netto responso della pista. Chapeau!

Il Tocco del Genio scuola Galileo
(Foto derbyzapisnik.martin-cap.cz)

Quattro le prove in programma dedicate agli ostacolisti. Impegno principale la quarta esibizione sul programma nazionale dedicata ai tre anni, Premio dei Novizi, seconda prova più importante in termine di montepremi delle quattro fin qui disputate. Rivincita tra Golden Hello e Amaranthus col secondo chiamato a ripetere il successo di Treviso e il primo a scrollarsi di dosso la qualifica di maiden dopo due secondi posti. Attenzione però a Prepotent, favorito al betting e di gran lunga superiore se si corresse in piano, molto falloso però al debutto nella specialità. Questi i tre chiamati a dare battaglia, completa un'inedita coppia chiamata a difendere i colori della ceka Lydia Olisova composta dal monocorde John Palmer e dal debuttante in siepi Lulworth, col primo però schierato con una giubba in bianco integrale.
La prova, sui 3.200 metri, propone un Prepotent netto dominatore e risolutore della contesa, ma incapace di chiudere il percorso per una grave esitazione con brutto capimbolo sull'ultimo ostacolo. Una caduta senza conseguenze, ma piuttosto spettacolare tale da recare intralcio anche al compagno di colori Golden Hello con Dominik Pastuszka bravo a restare sulle staffe della seconda scelta in casa Favero. Dunque una seconda caduta in due uscite per questo interessante figlio Kodiac, indubbiamente il miglior tre anni visto fin qui in ostacoli ma incapace di concretizzare. Discorso diverso invece per Golden Hello apparso in costante progresso al punto da aver facile ragione su Amaranthus che lo aveva battuto al debutto in quel di Treviso. La seconda pedina di Paolo Favero ha seguito gli scatenati front runner John Palmer e Amarantus, tenendosi in terza affiancato da Prepotent, per poi emergere all'attacco della curva che immette sulla diagonale breve. Qua si è spenta di botto la spinta di John Palmer rilevato da Amaranthus con i due fucsia nell'immediata scia. Epilogo con i due Favero ben davanti ad Amaranthus. Joe Bartos intento a controllare gli inseguitori su un Prepotent già autore di qualche salto un po' difettoso. Brutta caduta però sull'ultima siepe per il battistrada e via libera, allora, a Golden Hello che vince di dieci su Amaranthus, lontano John Palmer, mero allenamento per Lulworth ancora a corto di preparazione e mai in corsa.
Prima vittoria stagionale a Milano per Dominik Pastuszka nel 2016, quinta in totale, e unico fantino ad aver preso parte a tutte le prove stagionali. Primo rapporto di scuderia in assoluto per Lydia Olisova che quest'anno è stata rappresentata da tre cavalli, ventisettesimo posto in classifica tra i proprietari in fatto di vincite. Prima vittoria in carriera, dopo dieci uscite (tre delle quali in ostacoli), per Golden Hello, acquistato a ottobre in Inghilterra per 5.000 ghinee.
1.690 euro, ovvero il premio per il primo cavallo italiano meglio classificato tra i primi tre, aggiudicati dall'Az. Agr. Farina che, grazie ad Amaranthus, risale in quinta posizione nella classifica degli allevatori a poco meno di duecento euro dal podio. Al comando sempre la Soc. Ag. Al. Deni che, con Rio Apache, ritocca pure il vantaggio con ulteriori 500 euro a fine convegno.

Favero cala il secondo successo nel Premio Madesimo, ascendente per anziani sui 3.200 metri in siepi corso a ritmo assai più moderato rispetto alla paritetica prova disputata dai tre anni (otto secondi in meno). Si rivede sul gradino più alto del podio Shame, che non vinceva da oltre un anno. L'ex Razza dell'Olmo si è reso protagonista di un intenso duello finale col compagno di allenamento Romis, con i due allineati fino alle ultime falcate e con Shame piombato, a largo di tutti, sul rivale. Una testa a fungere da differenziale per il portacolori Favero sul favorito della D'Altemps. Bravo Mastain, alla prima vittoria della stagione, a centellinare le energie del sei anni per poi scagliarlo all'attacco del più avanguardistico Romis mandato da Bartos in pressione del battistrada Saarinen già all'attacco della curva finale. Spettacolo all'epilogo tra i due faveriani con Arcachon a completare la tripletta (la prima della stagione) con rimonta su Saarinen. Peraltro quattro cavalli allevati in Italia che giungono nelle prime quattro posizioni, cosa piuttosto rara. Grandissima corsa anche dell'estremo outsider Kesprint, sei anni mai vincitore in carriera, che John Paul Brennan ha presentato in lotta per la vittoria fino all'ultima siepe quando, disturbato da un contatto  a sandwich tra Shame e Saarinen, ha perduto la concentrazione necessaria per affrontare in modo adeguato l'ultima insidia. Brutto il capitombolo determinato da una pessima ricezione, ma nessuna conseguenza. Sorte invece assai più infausta per il sei anni Drounais, rimasto in coda per tutta la prova, fratturatosi in modo irreparabile a causa, probabilmente, di una buca nel terreno. Voci di corridoio parlano di soppressione del cavallo per impossibilità di far fronte alla lesione patita. Quarantaquattro corse in carriera, cinque vittorie (una delle quali in siepi) e quindici piazzamenti, prodotto degli allevamenti della Razza Dormello Olgiata, nipote di Denner (fratellastro della madre Durella) secondo nel Richard del 1999 alle spalle di Taico, settimo nel Gran Premio Merano del medesimo anno. Le seconda perdita nel 2016 per il trainer Ilenia Nero, costretta  ad addormentare anche Bartolomeo, rimasto vittima di analogo infortunio in allenamento. Quinto, mai in corsa, il vecchio Priory Bay.


SHAME
Uno dei cavalli più impegnati nel 2015 con dodici corse,
il record fu di tredici.
(Foto di Matteo Mancini)

Debutto vincente in Italia per l'ex francese Roman, prelevato dalla Scuderia Tania a Cagnes-sur-Mer e affidato alle cure di Josef Vana sr, nella maiden di fine convegno. Soggetto proveniente dagli allevamenti dell'Ecurie Biraben celebri per aver dato i natali, tra gli altri, a Martalin, pazzesco vincitore dell'ultima edizione del Nazioni di Merano. Terza vittoria nella stagione per questi freschi colori e sorprendente decimo posto nella classifica generale dedicata ai proprietari in virtù delle vittorie anche di Burgundy Ball e Priory Bay. Vittoria comunque agevolata dalla goffa caduta di Andres dall'atteso Peintre Elusif  sul secondo salto e dalla poco esaltante prestazione del favoritissimo Rio Apache. L'allievo di Raf Romano ha pedinato il compagno di allenamento, nonché debuttante in siepi Max and Ruby (discreto anche se da mesi in preparazione), incapace però di staccare la compagnia al momento opportuno come invece sperato dal suo interprete. Più di conseva Roman, appostato in quarta posizione alle spalle della dormelliana Diva Silente da noi menzionata quale potenziale sorpresa in categoria vendere (così scrivemmo dopo il suo debutto).  Più indietro i due Favero, Katros e Counterproof, ancora una volta pessimi, come tale è stata Nostalgia di Fano (ormai lontana anni luce dagli exploit dello scorso anno). I primi quattro a fare la corsa con volata lanciata da Rio Apache però già acciuffato sulla penultima da Roman. Più spigolosa Diva Silente, comunque autrice della sua migliore corsa in carriera nonostante un enorme rischio sull'ultima siepe, sul passo Max and Ruby. Roman bene dopo l'ultima su Rio Apache, grandissimo finale di Diva Silente azionata da Domenique Jolibert e autrice di una falcata finale superiore a quella del vincitore, ma sufficiente solo a prendere la seconda moneta. Non male Max and Ruby in quarta, primo piazzamento in carriera in siepi per la Montalbano Strategic Love, comunque mai in corsa. Primo piazzamento in siepi, penso di poter dire, per il trainer livornese Riccardo Santini.

ROMAN contiene il finale di 
DIVA SILENTE, in corda RIO APACHE
(Foto De Nardin).

Grandissima confusione nell'Argenton in cross country per gentleman e amazzoni, quarta prova stagionale valevole per il campionato dilettanti. Centra la quarta vittoria in carriera, dopo un'astinenza di tredici anni, Daniele Tonelli in sella a Vanessa del Cardo, oltre 100 a 1 la quota. Cavalla di sei anni, figlia di Miola (sorellastra del vincitore del Berardelli Duel), proveniente dai blasonati allevamenti della Incolinx di mister Romeo (alla prima vittoria in assoluto in ostacoli), mai vincitrice però in carriera e con appena mille euro di guadagni ottenuti in ventidue corse.
Prova apparentemente brillante e senza grandi intoppi, con la consueta front-runner Tweety Kash a cadenzare i tempi di gara. La portacolori di Remo Romano è la favorita netta e va via molto bene, ben moderata da Altenburger (leader della classifica con due vittorie). Corre sui primi anche Vanessa del Cardo, quindi Tiparlo, Don Viannei e gli altri ben raccolti chiusi da Union du Bosc. Nei giri concentrici propri del percorso cross, emerge dal gruppo il rientrante Regain Madrik, affidato alla svizzera Claudia Wendel alla sua prima in ostacoli nella stagioneche si porta all'inseguimento della leader. Perde invece lieve contatto Tiparlo con più indietro Union du Bosc, ma sono tutti piuttosto raccolti. Si delineano i valori in campo a circa metà percorso con Tweety Kash davanti, seguita da Regain Madrik, emergono quindi nell'ordine Kitano, al debutto nella specialità con Luca Bonacina, il Favero Merguib, a contatto Napoli Molticolori, più indietro Don Viannei perde contatto Vanessa del Cardo, ma è qui che si verifica il paradosso. Il gruppo si dirige al termine della diagonale lunga per andare a imboccare la curva a mano contraria, Tonelli opta invece per un taglio di tracciato imitato da Claudiano Patelli su Tiparlo. Avrebbe la possibilità di seguirli anche Union du Bosc, ma Torosani pensa a un errore di percorso dei due colleghi. Confusione generale che coinvolge anche il telecronista. Vanessa del Cardo e Tiparlo, con il loro taglio, rubano agli avversari cento metri e spuntano dal nulla davanti a tutti sulla penultima insidia saltando una siepe che gli altri evitano. Mai vista una cosa del genere anche se Tonelli dichiarerà che nei cross non esistono passaggi obbligati (!?). Vanessa del Cardo clamorosamente davanti a tutti con buon margine, viene invece risucchiata Tiparlo. Tweety Kash all'inseguimento con Altenburger, prima dell'ultima siepe, che si volta a controllare gli avversari certo che chi gli sta davanti abbia sbagliato percorso.  Vanessa del Cardo vince addirittura rallentata, mentre Napoli Molticolori con Carminati, uno che se non cade arriva secondo, finisce a velocità multipla e va quasi a coprire Tweety Kash, quarto Kitano davanti a un deludentissimo Merguib alla settima uscita stagionale (record al momento del 2016) che viene a superare nelle ultime battute Regain Madrik. Vicini anche Tiparlo e Don Viannei. 
Epilogo pazzesco di questo cross, ordine di arrivo che viene confermato dopo circa mezz'ora, regolamenti alla mano, pubblico in stato confusionale, discussioni di ogni tipo. C'è persino chi, a nostro avviso in modo sensato, chiede la squalifica di tutti i concorrenti meno Vanessa del Cardo e Tiparlo, la quota dell'accoppiata sarebbe stata astronomica (praticamente gli ultimi due del campo). Alla fine i commissari non prendon alcun provvedimento, sebbene due concorrenti abbiano saltato un ostacolo in più degli avversari. Il cross dei dilettanti non tradisce la sua caratterstica dell'imprevedibilità.

Debutto in Italia in una prova per gentleman e amazzoni del Favero Velociter, cavallo da miglio pagato 8.500 ghinee a ottobre che viene però chiamato a percorrere l'impegnativa distanza dei 2.200 metri (mai coperti in carriera) e pure con andatura iniziale alè alè all'inseguimento della battistrada Turmalina. Sospinto da Altenburger il sauro si mantiene ancora in seconda posizione fino ai seicentometri finali poi si pianta. E' quinto ai quattrocento, poi Altenburger si rialza e finisce settimo dato come "lontano" dal sesto nelle distanze ufficiali del campo.

Due dati anche sulle Guineas Breeze Up & Horses in Training Sale andate in scena il 28 e il 29 aprile. Paolo Favero acquista la sorellastra di Signum, My Isla, numero di catalogo 27, tre anni con 66 di rating, tre corse in carriera con un secondo posto a Wolverhampton in classe 5. Interessante il prezzo di appena 3.500 ghinee, sicuramente un acquisto condivisibile se la cavalla versa in buona condizione fisiche.
Di rilievo la grande spesa sostenuta da Christian Troger, piccolo proprietario con la passione per le siepi (Fire of Debora, Max and Ruby e Nadat), che ha sborsato 35.000 ghinee, cifra importante, per aggiudicarsi le prestazioni di Ragner, interessante tre anni nipote della fattrice Gay Gallanta, madre dello stallone Byron e nonna del vincitore del Grande Steeple Chase di Milano Cornet Obolensky. Quattro corse in carriera, sempre piazzato ma in categoria 5. La senzazione è che sia stato pagato carissimo.
Si segnala anche un acquisto del maltese Cuschieri che acquista un castrone di quattro anni, Mr Boomer, per 3.000 ghinee che ha disputato una sola corsa. Acquisto curioso pure questo.

VANESSA DEL CARDO premia l'arguzia di Tonelli
che taglia la curva finale e torna a vincere dopo tredici
anni di astinenza. Seconda TWEETY KASH
(Foto De Nardin).


Un cenno per le prove di Siracusa del primo maggio. In scena l'handicap principale Città di Siracusa sui 1600 metri, con in pista una mascotte del blog, anche se non ha a che fare con gli ostacoli, ovvero Kylach Me If U Can, soggetto omaggiato dal sottoscritto al momento dell'acquisto alle scorse aste autunnali in Inghilterra, entrato nella storia del suo proprietario, Mark Cuschieri, per avergli regalato la centesima vittoria in carriera. Cinque vittorie in dieci corse dal suo arrivo in Italia, con altrettanti piazzamenti mai sotto al terzo posto. Duello annunciato con la belva locale Rayos de Sol, sette vittorie consecutive prima di subire due sconfitte a opera di Kylach Me If U Can e rifinire il tutto con una vittoria a metà aprile per dispersione in condizionata. Tra i partenti anche l'ex ostacolista di Paolo Favero Il Re Tritone, estremo outsider ma protagonista in categoria vendere. Ci prova anche Futuro Anteriore su una distanza però per lui un po' troppo breve.
Dinasty d'Or di Angelo Russo è velocissimo alla sgabbiata e va in vantaggio di buona lena. Tre anni di buon valore, ma al primo confronto diretto con gli anziani. Lo seguono come un'ombra i due top weight Rayos de Sol e Kylach Me If U Can con il portacolori di Mark Cuschieri a fare la corsa sul cavallo di Sebyan Guerrieri. A qualche lunghezza gli altri chiusi proprio dal pesino Il Re Tritone. All'intersezione delle piste Rayos de Sol passa in vantaggio e va via sul passo. Prova a operare l'aggancio Kylach Me If U Can, cede nettamente ai duecento finali Dinasty d'Or, faticano a intervenire gli altri. Rayos de Sol si mantiene comodo in vantaggio, mentre Kylach Me If U Can mantiene il secondo posto dal recupero, tardivo, dei due grigi Laguna Drive e Grey Bet, quinto, vicino, un buon Il Re Tritone.
Rayos de Sol vince per il secondo anno consecutivo il Città di Siracusa, portando a tre le vittorie in Handicap Principale a dodici quelle generali con otto piazzamenti per un totale di ventuno corse e un solo non piazzamento, in categoria Listed Race. Il miglior cavallo da miglio in Sicilia, poco da dire, e dunque prestazione ancora ultra positiva per Kylach Me If U Can, che gli concedeva due chili e che lo ha battuto per due volte. Cuschieri, nella cui bacheca manca ancora il Città di Siracusa, può comunque sorridere anche se la vittoria era alla portata. Nulla però da dire sulla strategia di gara, il rivale è apparso più in palla.

Grande debutto, tra i due anni, nel Premio Ida Monte, per Irish Diamond, velocissimo alla sgabbiata ma poi rilevato all'attacco della curva finale da Camden Zac, fratellastro dell'Amaranthus ammirato nella prova per tre anni di Milano in siepi. Nulla però da fare per il portacolori di Antonella Sirugo, un pochetto largo all'ingresso in dirittura. Irish Diamond, ben in mano di Giuseppe Cannarella, ha sfilato via il battistrada lungo la corda vincendo da netto dominatore e per dispersione. Gran finale, a largo di tutti, di My Man, sgabbiato in netto ritardo ma autore di prova generosa con una disperata e graduale rimonta agli ordini di Cannella. Un volo finale, quello del portacolori Cuschieri (acquistato a settembre per 9.000 ghinee), utile ad artigliare la seconda moneta ai danni di Camden Zac, che regala al suo allevatore Farina il primo premio riservato agli allevatori (1.170 euro). Completa il quadro dei premiati  Shardana Prince, veloce alla sgabbiata ma calato alla distanza. Opaco debutto di My Master, secondo portacolori Cuschieri, forse a disagio sulla breve distanza e caratterizzato da una genealogia tutt'altro che da sottovalutare. Si tratta infatti di un figlio di un'inedita sorella piena di Puerto Rico, vincitore in Gruppo 3 a Curragh e piazzato a York in Gruppo 2. Di grosso calibro la seconda linea genealogica che propone molti vincitori di classiche inglesi, compresi i Gruppo 1. Soggetto che genealogicamente parlando ci piace, vedremo cosa riuscirà a fare nel proseguo.

KYLACH ME IF U CAN col suo proprietario
Mark Cuschieri alla sx della foto.
(Foto lagazzettasiracusana.it).

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